Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

DA RIFIUTO A RISORSA :-)




mercoledì 20 febbraio 2019

Italia Nostra su alberi e tramvia

VIALI ALBERATI DEL POGGI. UN SUSSULTO DI INDIGNAZIONE DOPO L'ENNESIMA PROPOSTA DI SCEMPIO STORICO-ARTISTICO E PAESAGGISTICO 

Apprendiamo dai giornali ( La Nazione del 17.02.2019) l'assurda ed ennesima proposta di taglio delle alberature e di scempio paesaggistico proposta dall'amministrazione comunale. Evidentemente non bastava il danno arrecato in Piazza Stazione, con quei pali di ferro al posto dei pini storici, abbattuti tra l'altro in pieno stato di salute. Non bastava l'azzeramento delle alberature esistenti e la trasformazione dell'inizio di Viale Belfiore (ex viale in Curva del Poggi), di Porta al Prato e della Piazza Vittorio Veneto, in raccordi autostradali e ferroviari.

Per fortuna, esistono ancora istituzioni in questo Paese, come la Soprintendenza, che limitano ed arginano la spregiudicatezza e l'incultura delle classi dirigenti, che negli anni hanno messo a rischio l'incolumità dei beni culturali e ambientali di Firenze.

Si ricorda che il sistema dei Viali di Circonvallazione e del Viale dei Colli, e tutta l'area di estensione del progetto del Poggi, in attuazione sino al 1925, ricade nella Zona A del Piano Strutturale di Firenze e per questo, è vincolata non solo paesaggisticamente, ma anche e soprattutto dal punto di vista storico e culturale  de jure

Forse i nostri amministratori non sanno, che  ai sensi dell'art. 12 comma 1, e dell'art 10 comma 4 lettera g del D.Lgs 42/2004 e ss.mm.ii. (Codice dei Beni Culturali ) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico di proprietà del Comune, costituiscono beni culturali oggetto di tutela, e pertanto anche un  boulevard come i viali circondari, comprese le sue alberature secondo l'impianto, i sesti e le specie originari, sono oggetto di specifica tutela, e non modificabili come i nostri amministratori vogliono far credere ( la Repubblica del 18.02.2019).

Ricordiamo ai nostri amministratori che l'Area Centro Storico Unesco, le piazze ed ambedue i lati della cerchia dei Viali, i Lungarni e gli argini dal ponte alle Grazie al ponte San Niccolò, ed i siti dichiarati di interesse culturale, quali ad esempio il Piazzale Michelangelo, la passeggiata del Viale dei Colli e il Parco delle Cascine, sono sotto tutela e qualunque piano di sostituzione, di rinnovo e comunque di abbattimento di alberi, deve essere, ex lege, autorizzato preventivamente dalla Soprintendenza a mezzo di un "Progetto di conservazione e restauro complessivo dei luoghi"; quindi, la semplice sbrigativa autorizzazione paesaggistica non è sufficiente, anzi costituisce violazione delle leggi vigenti.

Da troppi anni a questa parte, al posto del restauro conservativo, si spaccia come riqualificazione ciò che risulta essere una alterazione grave e permanente dei siti storici e del paesaggio urbano, che elude i percorsi procedurali in capo al sopra citato Codice dei Beni Culturali. Tutto questo, però, sta ora manifestandosi in tutta la sua gravità ed i cittadini stanno prendendone coscienza. 

Italia Nostra Firenze

CCTA – Coordinamento Comitati Tutela Alberi – Firenze


lunedì 18 febbraio 2019

COMUNICATO STAMPA: TAV fiorentina: la fiera delle bugie

Firenze, 15 febbraio 2019

TAV fiorentina: la fiera delle bugie

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze legge con viva preoccupazione e irritazione le note che l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli ha inviato alla stampa sulla "STRATEGICITÀ" del sottoattraversamento AV.
Preoccupazione perché avere ai vertici della Regione una persona che dà false notizie è veramente grave.
Irritazione perché propinare all'opinione pubblica dati falsi o distorti è segno di disprezzo nei confronti della cittadinanza di cui invece si dovrebbe essere al servizio.
Il Comitato intende smentire una per una le affermazioni scorrette di Ceccarelli e spera che un confronto serio possa avviarsi, visto che in 12 anni non c'è mai stato un dibattito, ma solo monologhi delle parti politiche ed economiche che dai lavori hanno tratto benefici.
  • Dice che si tratta "di un progetto con tutte le autorizzazioni"; falso, l'assessore ci mostri la VIA (valutazione d'impatto ambientale) della stazione Foster, perché a noi risulta non sia mai stata fatta.
  • Si dice che "una parte rilevante dei treni AV saltano la fermata di Firenze in assenza di una fermata in linea". È falso: la non fermata di alcuni treni è una scelta commerciale delle FS per favorire il segmento di viaggiatori che non sono diretti nella nostra città. Se si volessero far fermare treni in una stazione passante ci sono tre possibilità: Campo di Marte, Rifredi e Statuto. Quest'ultima sarebbe molto vicina al centro storico e collegata con tutte le linee che si diramano da Firenze.
  • Oggi nessuno ricorda che l'allora AD delle FS disse chiaramente che i viaggiatori preferiscono arrivare vicino al centro fiorentino, cioè a Santa Maria Novella; che alla futura stazione Foster sarebbero arrivati pochissimi treni. Si arrivò così alla decisione (ridicola e oggi omertosamente taciuta) di trasformare quel mastodonte sotterraneo in una fermata di bus! Ceccarelli, Rossi, Nardella hanno dimenticato?
"La soluzione in corso di realizzazione" per risolvere i problemi ferroviari di cui parla Ceccarelli sono i lavori dei tunnel e della stazione ai Macelli e su questa dà informazioni sbagliate, cioè false:
  • Il progetto non è attuato a metà, ma molto meno. I lavori sono arrivati al 30% circa dell'appalto totale che comprende anche lo "scavalco di Castello", già in esercizio; del sottoattraversamento è stato realizzato circa il 20%, la quota cui sono arrivati gli scavi della stazione non sono nemmeno a metà, dei tunnel non è stato scavato nemmeno un centimetro.
Per quanto riguarda le cifre spese fin'ora sarebbe corretto si desse un resoconto più preciso:
  • il costo complessivo dell'appalto (scavalco, tunnel e stazione, dati 2017) è di 802.537.220,14 euro.
  • l'ammontate progressivo degli Stati Interni Lavori (SIL) al 31/12/2016 (dopo i lavori sono stati praticamente fermi) è di 275.322.318,08 euro; ad oggi è probabile non abbiano superato i 300 milioni. Se si tiene conto che lo scavalco ha un valore di circa 90 milioni di euro, ciò che si è speso per il sottoattraversamento vero e proprio è circa 200 milioni.
  • A fronte di tali costi la società Nodavia, al 31/12/2016 vantava spese extra per 399 milioni di euro. Il che significa che i costi dell'opera sono triplicati e stanno già dando luogo a contenzioso legale.
L'assessore Ceccarelli dovrebbe poi spiegare, poiché non abbiamo avuto ad oggi che vaghe parole, come si giustifica la cifra di 1,6 miliardi di euro se l'intero appalto è di poco più della metà. Se sono stati fatti e previsti lavori collaterali sarebbe opportuno conoscerli e saperne l'importo relativo.
Ammessa la necessità di "sbottigliare il collo di bottiglia fiorentino" con due nuovi binari, sarebbe interessante capire perché non si vuol accettare la possibilità di aggiungerne due in superficie ad un costo molto più basso, dalla realizzazione molto più veloce e con impatti molto minori.
Ci si chiede se davvero l'assessore ritiene realistica la possibilità che le FS realizzino un raddoppio della linea direttissima da Figline a Firenze con ulteriori 16 km di galleria; non sarebbe molto, ma molto più semplice introdurre sistemi di distanziamento più moderni, velocizzare i treni dei pendolari e allungare di un paio di minuti le percorrenze dei treni AV?
Dove sono stati liberati davvero i binari dalle nuove linee non si è avuto alcun miglioramento del servizio: sulla linea Firenze Prato Bologna occorreva, prima dell'inaugurazione della linea AV, poco più di un'ora, adesso ne occorrono due!
L'ultima cosa falsa che il Comitato fa notare è il presunto finanziamento interno da parte di RFI con risorse proprie; a parte il fatto che le FS ricevono dagli enti pubblici circa 8 miliardi annui di contributi, nel sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri la scheda relativa al sottoattraversamento fiorentino dichiara che il finanziamento è TOTALMENTE PUBBLICO.
http://opencup.gov.it/progetto/-/cup/J91C04000000008
Rimane da capire chi menta: FS e Ceccarelli o lo Stato?

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

venerdì 15 febbraio 2019

comunicato Stampa Bagno a Ripoli fermate il nuovo piano strutturale

Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio: giù le mani da Bagno a Ripoli!

Bagno a Ripoli si trova sotto attacco questo è quanto si evince dall'avvio del procedimento per la variante al Piano Strutturale e Piano Operativo comunale. Il documento prevede un ampliamento significativo del perimetro dei centri urbani. Tutto ciò  è  inaccettabile perche' così  si gettano le basi per future cementificazioni  per quanto riguarda il la piana di Ripoli.  "Con questa amministraizione  si rischia di tornare indietro di venti anni quando le battaglie  ambientaliste  e dei numerosi comitati che si formarono spinsero l'ex Sindaco Bartolini a ridurre le previsioni edificatorie di allora e anche da questo comune prese avvio la Rete dei Comitati. L'idea di continuare a trasformare irreversibilmente  aree agricole o comunque verdi appare del tutto irresponsabile e anacronistico dal momento che varie proposte di legge vanno in senso opposto e ci auguriamo che sia il governo nazionale a stabilire un arresto incondizionato al consumo di suolo quale risorsa fondamentale per la vita del nostro Pianeta." Così commenta il Gruppo consiliare Per Una Cittadinanza Attiva per  Bagno a Ripoli.

 "Il piano proposto dall'amministrazione è inaccettabile - chiosa Eros Tetti presidente della Rete dei Comitati per la difesa del territorio- prevede nuove cementificazioni e  rischiando la saldatura tra un territorio extraurbano con la periferia di Firenze  . Questo è un fatto pericolosissimo che comporterebbe un' urbanizzazione metropolitana di un territorio che ha una vocazione agro-turistica di pregio e da salvaguardare. 
Firenze ormai sta diventando una città "bed and breakfast", le dinamiche e le logiche del turismo di massa stanno spingendo gli abitanti di Firenze sempre più verso le periferie, a nostro avviso il compito dell'amministrazione comunale è quello di proteggere il territorio comunale da certe dinamiche devastanti anzichè accondiscendere ai voleri di chi ha il solo scopo di farne edilizia."
Ci auguriamo che l'amministrazione si fermi e apra un percorso partecipato per proteggere il proprio territorio.

Per info stampa
Eros Tetti - tel. 3403678469 - email erostetti@gmail.com


venerdì 1 febbraio 2019

Italia Nostra: Comunicato stampa: Una vittoria dell’ambientalismo e della cittadinanza consapevole INCENERITORE DI FIRENZE Regione Toscana dice NO a nuova Autorizzazione a Q.tHermo. ENNESIMO STOP ALLA SUA COSTRUZIONE



Salvo sorprese dell’ultimo minuto, con la Conferenza dei Servizi dello scorso 28 gennaio il procedimento avviato a Dicembre 2018 dalla Direzione Ambiente ed Energia della Regione Toscana (http://www.regione.toscana.it/documents/10180/14995673/avviso_Aia.pdf/51847525-c45d-485a-8e7e-caecc6deff81) porta un altro NO netto all’inceneritore di Firenze .
Q.tHermo, società partecipata dal gestore toscano dei rifiuti Alia SpA e da Sviluppo Ambiente Toscana del gruppo emiliano Hera, infatti aveva fatto istanza di rinnovo parziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto. Tale richiesta di rinnovo parziale ci era suonata alquanto grottesca e non possiamo che plaudere davanti alla scelta della Regione Toscana di rigettare l’istanza. Q.tHermo chiedeva di ottenere una nuova Autorizzazione tralasciando il motivo che aveva determinato l’annullamento definitivo della Autorizzazione in Consiglio di Stato, ossia la questione della mancata realizzazione delle opere di compensazione ambientali (i cosiddetti Boschi della Piana).
La direzione Ambiente ed Energia ha affermato che l’istanza non può essere accolta in quanto
“il progetto presentato non contiene, in relazione a quanto eccepito dal Consiglio di Stato, un progetto per la realizzazione in tempi e modi certi delle opere di mitigazione che determino gli effetti auspicati dalla VIS (Valutazione di Incidenza Sanitaria) del 2005, né una rivalutazione complessiva della situazione ambientale e sanitaria della Piana che tenga conto degli effettivi cumulati derivanti dall’eventuale sviluppo infrastrutturale nell’area.”
Aggiungiamo noi che non si tengono nemmeno in conto gli effetti cumulati che già ci sono stati a causa di un enorme sviluppo infrastrutturale nell’area nei 14 anni trascorsi tra la VIS e oggi.
La direzione Ambiente ed Energia afferma inoltre che una nuova istanza dovrà prevedere, oltre ad una nuova VIS, un piano per un bosco vero e proprio già in grado all’accensione dell’impianto di assorbire le emissioni; un bosco adulto, quindi, che necessita di molti anni di accrescimento.
Dopo lo STOP giudiziario e lo STOP dei finanziatori, arriva quindi anche lo STOP tecnico/autorizzativo. A questo punto manca solo lo STOP politico, ossia lo stralcio dell’inceneritore di Firenze dalla programmazione regionale e di ambito. Come abbiamo già richiesto più volte, ribadiamo che per noi l’inceneritore di Firenze deve uscire dal Piano Regionale dei Rifiuti e dal Piano di Ambito di Ato Toscana Centro.
E non ci sfuggono certo le intenzioni di Q.tHermo, d’altronde già preannunciate nella nota integrativa abbreviata al bilancio della società al 31 dicembre 2017:
“Si sottolinea come, in caso di esito negativo del contenzioso, nel momento in cui si venisse a prefigurare la fattispecie dell’anticipata risoluzione della concessione per fatti non imputabili al concessionario medesimo,  la Società, così come oltretutto espressamente previsto della Convenzione trilaterale sottoscritta fra Q.tHermo, ex Quadrifoglio S.p.A. ed ATO Toscana Centro il 18 Ottobre 2016, procederà alla richiesta di indennizzo  nei confronti di ATO Toscana Centro”.
Dopo questo ennesimo stop, chiediamo a tutti i Comuni dell’ATO Toscana Centro di attivarsi per SCIOGLIERE la convenzione tra Ato Toscana Centro, Quadrifoglio (ora Alia) e Q.tHermo, visto che essa non possiede il requisito principale, ossia il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto. Ricordiamo che la Convenzione era nata per dare, tramite la Tari pagata dai cittadini, la piena e forzata copertura economica alla gestione dell’impianto di incenerimento GIA’ AVVIATO e che adesso può quindi essere dichiarata carta straccia dall’assemblea dei sindaci.
È giunto il momento che la politica si prenda le proprie responsabilità e faccia il passo deciso verso una gestione dei rifiuti improntata davvero sull’economia circolare, sul riciclo, sulla raccolta differenziata e sulla tariffazione puntuale. Abbiamo già perso soldi e tempo, ora è il momento di dare il via alle buone pratiche.
Comitato Mamme NO Inceneritore ONLUS
Forum Ambientalista
Italia Nostra
WWF Italia



mercoledì 30 gennaio 2019

Cop 24, il discorso di Greta Thunberg per il clima che tutti dovremmo ascoltare

Tratto da Youtube https://youtu.be/v1s84ih9WgE



Greta Thunberg, 15 anni, affetta da sindrome di Asperger ha tenuto un discorso alla Cop 24 di Katowice in Polonia. Un emozionante intervento con voce calma, ma duro nei confronti delle classi dirigenti mondiali.




COMUNICATO STAMPA: TAV, AEROPORTI, TERZE CORSIE AUTOSTRADALI E AUTOSTRADE, PONTI, STADI, INCENERITORI E ALTRE OPERE: NON SUFFICIENTI LE VALUTAZIONI TRADIZIONALI PER DECIDERNE LA FATTIBILITA’

IL PIANETA
 Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute,
del Patrimonio Storico e Paesaggistico.
Rignano sull’Arno (Firenze)
In prima analisi l’Italia, come paese industrializzato, sfora abitualmente i parametri indicati dall’IMPRONTA ECOLOGICA e quindi il bilancio è in perdita: questo designa una economia NON sostenibile; segnala che utilizziamo più risorse di quelle che il nostro territorio e le nostre acque possono fornire e rigenerare.
Già la valutazione di questo parametro dovrebbe, ai responsabili delle istituzioni e dell’economia, fornire chiare indicazioni sulle scelte da fare in merito a molte opere.
L’Italia, assieme alle altre grandi nazioni industrializzate, contribuisce nella quota parte, al debito ecologico sul pianeta Terra.
In secondo luogo, la ratifica degli accordi per il contenimento del riscaldamento climatico, dove contenimento si traduce in “ritardo sui provvedimenti necessari e non più procrastinabili”, impone un adeguamento IMMEDIATO delle economie nazionali affinché si abbattano le emissioni serra (e tutti i problemi locali collegati alle produzioni industriali e allo stile di vita, come produzione rifiuti, eccetera).
Pertanto qualsiasi grande opera, di dubbia funzionalità e utilità immediata e futura, se non negatività, NON deve costruirsi a fronte anche e non solo delle emissioni serra immediate che comporta, oltre agli impatti sul territorio e per chi lo abita.
(Più sotto riportiamo un documento diffuso recentemente in merito alla Tav, sottoscritto da ricercatori e tecnici, il cui valore si estende oltre la specifica opera in questione)
In alternativa sarebbe estremamente opportuno lavorare per mettere, in Italia, su strada ferrata a velocità normale, tutte le merci trasportate oggi su lunga distanza su gomma che è una follia energetica e logistica: cosa che comporterebbe molte meno emissioni, meno traffico autostradale pesante e la non necessità di terze corsie. Imperativi paralleli il produrre meglio e duraturo, produrre meno e utile, riparabile. Migliorare quindi il trasporto collettivo e rendere meno necessaria la costruzione di nuove arterie stradali e autostradali o ponti (dalla tirrenica alla follia del ponte doppio, quest’ultimo per 55 milioni di spesa tra Pontassieve e Firenze, per esempio!). Parallelamente, sarebbe opportuno accelerare la costruzione di automezzi elettrici e ibridi, per colmare il gap con l’industria orientale dovuto alla povertà progettuale e mancanza di lungimiranza da parte dei nostri manager e politici: minori consumi e minori emissioni serra e inquinanti, minore rumore. Agire insomma sull’economia utile e sostenibile con immediati riflessi positivi, mantenendo costantemente presenti i gravi problemi legati alle mutazioni climatiche: aumento livello mare, estremi climatici con danni all’agricoltura e disastri territoriali, conseguenze sui bilanci nazionali, eccetera.
Lungimiranza e cultura dei rischi oggettivi, consapevolezza e principio precauzionale contro gli interessi di bottega, gli egoismi personali, l’ignoranza.
Leonardo Mastragostino pres. IL PIANETA, socio Italia Nostra, già insegnante, g. pubblicista e scrittore.

VALDISIEVE IN TRANSIZIONE - 15 FEBBRAIO CROCE AZZURRA PONTASSIEVE


Pagina FACEBOOK di VALDISIEVE IN TRANSIZIONE

martedì 22 gennaio 2019

Comunicato stampa Tramvia Libertà-Bagno a Ripoli, Amato (Potere al Popolo): "Meglio non farla per le sue criticità".

Richiesta alla conferenza dei servizi, che da domani inizia a riunirsi, di abbandonare il progetto e alla giunta una moratoria sui progetti delle nuove tramvie.

"Domani 23 gennaio si terrà la prima seduta della conferenza dei servizi sul progetto di linea 3.2 di tramvia, tratta Libertà - Bagno a Ripoli,.e chiediamo ai partecipanti alla conferenza di porre molta attenzione a tutte le criticità del progetto che sono talmente grandi e gravi da farne ritenere opportuno l'abbandono". Lo dice Miriam Amato, consigliera di Potere al Popolo, insieme a Tiziano Cardosi, esponente di PaP, e ad Alberto Ziparo, docente all'Università di Firenze, partecipanti a una conferenza stampa a Palazzo Vecchio. "Chiediamo  alla Giunta - aggiungono i tre - di porre una moratoria sui progetti relativi alle tramvie dell’area fiorentina, a partire da quella di cui sarebbero previsti i cantieri entro giugno, la linea variante al centro storico, tratta Strozzi – Libertà – San Marco, e di iniziare una vera progettazione del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile".
Amato, Cardosi e Ziparo mettono innanzitutto in evidenza la fretta nella progettazione della linea Libertà - Bagno a Ripoli "solo per rientrare nei tempi delle richieste dei finanziamenti alla UE e al ministero dei Trasporti e con la volontà politica di proseguire con un progetto inadeguato e costoso, che garantisca la continuità degli accordi e dei contratti con Tram spai, qualunque sia l’esito delle prossime elezioni amministrative. Così il Partito Democratico ricalca quanto fece Berlusconi, che nel 2005 autorizzò avventatamente molte opere poi rimaste incompiute o mai avviate". Amato sottolinea che "il project finanacing, così com'è stato concordato, è totalmente sbilanciato a favore del soggetto privato, con un capovolgimento dei ruoli che relega gli enti pubblici a meri finanziatori dell'opera".
Ziparo rileva in particolare "l’anomalia di non effettuare la VIA (valutazione di impatto ambientale), limitandosi ad una semplice VAS (valutazione ambientale strategica) per la linea Libertà - Bagno a Ripoli, anomalia introdotta già per la linea 1, che impedisce di fare serie e concrete valutazioni degli impatti di queste infrastrutture non solo sull’ambiente ma anche sociali, economiche, urbanistiche. Ed è grave la mancanza di un piano della mobilità e arriva in ritardo l'avvio di un piano urbano della mobilità sostenibile delibera to in dicembre dall'amministrazione comunale".
"L'impatto ambientale e trasportistico della  progettata linea 3.2 per Bagno a Ripoli - accusano Amato e Ziparo - prevede non solo la costruzione di un nuovo ponte sull'Arno, fra via Minghetti e piazza Gualfredotto, con inevitabili ingorghi del traffico nei quartieri di Bellariva e di Gavinana, ma anche  il taglio delle alberature lungo i viali di circonvallazione, da piazza della Libertà ai lungarni del Tempio e Colombo, e di quelle del viale Giannotti: una ecatombe, una follia per niente giustificata dalla promessa di nuovi impianti, perchè le alberature esistenti, oltre ad avere effetti benefici sull’ambiente cittadino, sono una risorsa paesaggistica e monumentale che non può essere ignorata e cancellata così superficialmente. Per non parlare poi dell’impatto invasivo delle tranvie in sede esclusiva sui viali di circonvallazione con effetti negativi sul traffico privato che non può essere eliminato, ma anche sui mezzi pubblici come i bus, i taxi, e anche i mezzi di soccorso". "Anche questa tramvia per Bagno a Ripoli - aggiunge Cardosi - è scollegata dal sistema ferroviario di cui si continua a non riconoscere e sfruttare le potenzialità; invece di fare un parcheggio scambiatore  e l'enorme deposito dei tram a Bagno a Ripoli, cementificando suolo attualmente a verde agricolo, per intercettare i flussi di auto provenienti dal Valdarno e dalla Valdisieve si potrebbero istituire nuovi treni cadenzati nelle ore di punta, con frequenti fermate tra Valdarno, Pontassieve e Firenze, e poi elettrificare l’anello della Faentina e Valdisieve, liberando cosi  le vie di accesso orientali alla città dall’eccessivo traffico su gomma oltre che rispettare gli abitanti di Bagno a Ripoli".
"E' il momento di fermarsi con queste nuove tramvie - concludono Amato, Cardosi e Ziparo - e di pianificare una mobilità sostenibile, al servizio delle esigenze degli abitanti, scegliendo sistemi di trasporto alternativi e non invasivi e distruttivi, come ad esempio gli autobus elettrici in corsie protette, realizzabili nell’arco di una giornata con cantierizzazione e costi minimi a differenza dei binari delle tramvie".


FONTE: http://www.ilsitodifirenze.it/content/212-tramvia-libert%C3%A0-bagno-ripoli-amato-pap-meglio-non-farla-le-sue-criticit%C3%A0

LA BUONA STRADA FERRATA il 25 Gennaio in sala del consiglio a Pontassieve ore 21.00

Saranno presenti alla serata, patrocinata dal Comune di Pontassieve, oltre al presidente dell'Associazione "Vivere in Valdisieve" Paolo Rosini e Roberta Vigna:
- il Prof. Francesco Alberti
- Veronica Citi
- il sindaco Monica Marini 
che ringraziamo.

------------------------------------------
Un viaggio lungo la linea della ferrovia nell'anello Valdisieve - Mugello - Firenze, attraverso le parole e l'esperienza di chi lo usa spesso o vorrebbe poterlo usare di più.
Un auspicabile scenario di TRENO METROPOLITANO nell'hinterland fiorentino come alternativa alla mobilità su gomma soprattutto per i pendolari che si spostano maggiormente negli orari di punta di partenze e ritorni, per motivi di studio e lavoro, ma anche per tutti gli altri che vorrebbero raggiungere le loro mete in tranquillità, in modo sostenibile e se possibile con una migliore qualità ed economicità.
Il paradosso di "Downs Thomson" spiegato dal Prof. Alberti ossia come investire in ulteriori e nuove strade possa per assurdo, nel tempo, portare ancora più congestione sia nelle strade esistenti che in quelle nuove. E allo stesso tempo disincentivando l'uso del servizio pubblico si corre il rischio di sempre minori investimenti sul ferro.
Oggi più che mai, il treno diventa, insieme a piste ciclo-pedonali e altre iniziative sostenibili, un filo diretto tra la città di Firenze e un territorio di grandi potenzialità, ma proprio per questo da salvaguardare e rispettare nei suoi elementi di pregio e di possibile attrattiva.

Prodotto dall'Associazione "Vivere in Valdisieve"
Regia, riprese e montaggio: Veronica Citi
Con: 
Prof. Francesco Alberti (UNIFI)
Prof. Alessandro Fantechi (AMT Toscana)
Maurizio Izzo (comitato pendolari del Mugello "Attaccati al treno")

APPELLO PER LA DIMINUZIONE DEI RIFIUTI

Pubblichiamo volentieri un appello arrivatoci per mail da Leonardo Mastragostino (giornalista pubblicista, socio di Italia Nostra, già fiduciario della condotta Mugello e Levante Fiorentino di Slow Food). 
Non possiamo che appoggiarlo in questa richiesta alle nostre amministrazioni, anche perchè sarebbe finalmente l'ora di intraprendere percorsi virtuosi soprattutto con il  monouso con il fine di diminuire la produzione a monte dei rifiuti (spesso anche poco recuperabili o riciclabili o che vanno a "sporcare" le raccolte differenziate). 

Ci pare carino ricordare che in Valdisieve è attiva l'iniziativa dell'Unione dei Comuni (ex Comunità Montana Montagna Fiorentina) per una dotazione di stoviglie riutilizzabili da poter richiedere per feste e sagre. Qui più info.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Alla pregiata attenzione delle Amministrazioni dei Comuni di Barberino del MugelloBorgo San LorenzoDicomanoFigline Valdarno e Incisa Val d’ArnoFirenzuola, LondaMarradi,Palazzuolo sul SenioPelagoPontassieveReggelloRignano sull’ArnoRufinaSan GodenzoSan Piero a Sieve e ScarperiaVagliaVicchio,
e alle Amministrazioni di Firenze, e comuni confinanti Bagno a Ripoli, Fiesole, Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Impruneta,
da Leonardo Mastragostino, giornalista pubblicista ONG 094690, Ass. Il Pianeta Rignano sull’Arno, socio Italia Nostra.
E, p.c. alle sedi competenti regionale e locali Slow Food.

Oggetto: APPELLO CON CARATTERE DI URGENZA, RIVOLTO ALLE AMMINISTRAZIONI IN INDIRIZZO, PER EMETTERE ORDINANZE AVENTI L’OBBIETTIVO DI MINIMIZZARE I RIFIUTI, INCREMENTARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E RIDURRE L’IMPATTO AMBIENTALE ATTRAVERSO L’ANTICIPO DELLE DISPOSIZIONI UE E ANALOGHE.
Allegati: ORDINANZA DEL COMUNE DI MARCIANA MARINA N 29 DEL 3.12.18, DOCUMENTO DELLA CONDOTTA SLOW FOOD MUGELLO E LEVANTE FIORENTINO DEL 3.05.13 GIA’ DISTRIBUITO ALLE AMMINISTRAZIONI DI COMPETENZA.

Con un saluto a tutte le Amministrazioni in indirizzo,
il sottoscritto (già fiduciario della condotta Mugello e Levante Fiorentino che a suo tempo contemplava i Comuni in indirizzo del citato Mugello e di parte del Valdarno Superiore) rivolge un appello accorato sul tema della gestione rifiuti, con tutti i riflessi che si hanno per la gestione e gli aspetti delle emissioni e problemi ambientali che derivano da produzioni monouso e dal loro riciclo o eliminazione o collocazione in discarica.
Colgo l’occasione di rinviare un documento già distribuito nel maggio 2013, in occasione di un incontro conviviale di reciproca conoscenza alla Villa Reale di Rufina, nel quale si chiedeva di intervenire in tutte le sagre del territorio per orientare verso prodotti lavabili e quindi riutilizzabili oppure verso prodotti compostabili da conferire alla raccolta organica. Richiesta che spesso non abbiamo visto accolta e operativa.
Si estende la documentazione conoscitiva ai Comuni di Firenze e confinanti in indirizzo.
SI CHIEDE PERTANTO, FACENDO APPELLO ALLA SENSIBILITA’ E COSCIENZA DEGLI AMMINISTRATORI, NELLA CONSAPEVOLEZZA DEI RITARDI CHE VEDONO LE NAZIONI IMPEGNATE NEL CONTENIMENTO DEL RISCALDAMENTO CLIMATICO, E NELLA CONSAPEVOLEZZA DEI MIGLIORAMENTI ECONOMICI E AMBIENTALI LOCALI CHE POSSONO DERIVARE DALLA DIMINUZIONE DEI RIFIUTI, DI FORMULARE E EMETTERE ORDINANZE (VEDI QUELLA ALLEGATA AD ESEMPIO EMESSA DAL COMUNE DI MARCIANA MARINA) DOVE SI ANTICIPANO LE DISPOSIZIONI E I DIVIETI EMANATI DALLA UE E DOVE SI SOTTOLINEA L’OBBLIGO ANCHE PER SAGRE E FESTE.
Nelle Vostre eventuali possibilità di autonomia legislativa si CHIEDE INOLTRE DI ESTENDERE I DIVIETI AD ALTRE PRODUZIONI MONOUSO QUALI BOTTIGLIE DI PLASTICA, TETRAPAK, ECCETERA, favorendo un ritorno ai confezionamenti in vetro con vuoto con cauzione a rendere, cosa che permetterebbe alla distribuzione su gomma dei prodotti, di tornare al mittente utilmente anche con un carico di vuoti e realizzando un doppio servizio a minore impatto.
Il sottoscritto chiede un riscontro alla presente per poter divulgare e pubblicizzarein qualità di giornalista pubblicista, una favorevole rispondenza all’appello da parte delle singole Amministrazioni.
Con i migliori saluti         
Leonardo Mastragostino data 15 gennaio 2019
appello - appello slow food - ordinanza Marciana Marina 
___________________________________________________
Frecce (58)

Dopo Marciana Marina, un altro comune dell'Isola d'Elba aderisce all'iniziativa e fa un' Ordinanza per VIETARE l'uso della plastica monouso. Vedi qui la notizia.

L'INCENERITORE DI SCARLINO (GR) STRONCATO DEFINITIVAMENTE DAL CONSIGLIO DI STATO.

ROSSI FAUTORE DELL'ABORTITO TENTATIVO DI  RILANCIO DEVE DIMETTERSI PER ESSERE STATO BUGIARDO ANCHE NELL'ESSERSI IMPEGNATO A 
DEFINIRE UN NUOVO PIANO RIFIUTI SENZA INCENERITORI CHE NON CI SARA' IN QUESTO SUO MANDATO PERCHE' IMPEDITO DAL PD ANCORA RENZIANO IN TOSCANA.

Più volte abbiamo parlato della fine di questo inceneritore partito in fine anni '90. tutte le volte la Regione Toscana ha tentato di riesumare insieme all'azienda questo ferrovecchio. 

Ora è definitivo: CHIUSO! CHIUSO! CHIUSO. 

Con la sentenza del consiglio di Stato di cui al link 

si pone la pietra tombale su questo scempio. 
Ora gli inceneritori per RSU in Toscana sono 4. 
Agli inizi del 2000 erano 9.
Grazie alle nostre battaglie la Regione Toscana, purtroppo ancora al palo per le buone pratiche per colpa delle giunte PD-ROSSI (a parte nella provincia di Lucca e recentemente in quella di Prato) è la regione dove più forte è stata la lotta VINCENTE CONTRO GLI INCENERITORI. 
5 inceneritori esistenti sconfitti (Castenuovo Garfagnana, Pietrasanta, Val di Sieve, Scarlino, Pisa). 
Ora tocca a LIVORNO CHIUDERE E A MONTALE PISTOIESE CON IL SEGUITO DI AREZZO E DI POGGIBONSI. 

Sconfitte nel tempo le proposte di Capannori, Pistoia, Prato e poi FIRENZE. 

Non avremo pace finché l'ultimo degli inceneritori non sarà sconfitto... e non partirà una 
TOSCANA A RIFIUTI ZERO!
VITTORIA....INTANTO! 

Rossano Ercolini

venerdì 18 gennaio 2019

Italia Nostra: Esposto sui lavori probabilmente non autorizzati con abbattimento di numerose alberature e danneggiamento del canale o Gora delle Gualchiere di Remole

 A (Bagno a Ripoli), in area tutelata dai vincoli paesaggistico e culturale.


11_ Espostoalberi_GualchiereRemole

Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. 

Premesso che lo scrivente, in data martedì 24 aprile u.s. ha partecipato alle Gualchiere di Remole – opificio di archeologia industriale medievale sul fiume Arno in territorio di Bagno a Ripoli (con accesso dalla città mediante la Strada Provinciale di Rosano), e di diretta proprietà del Comune di Firenze (opificio di importanza culturale vincolato con l'area di pertinenza ex D.Lgs. 42/2004, con la stessa area pertinenziale altresì vincolata paesaggisticamente ex Decreto Galasso 431/1985) – ad un evento di natura didattico-educativa, che ha coinvolto per un'intera giornata una classe di giovani studenti Fotografi dell'IIS "Leonardo da Vinci" di Firenze ed i loro insegnanti;

Premesso ancora che all'evento sopra ricordato erano presenti, e quindi testimoni– con gli studenti e i loro docenti e l'artista Piero Gensini e sua moglie Grazia che hanno ospitato l'interessante iniziativa – tante persone: tra cui gli assessori del Comune di Bagno a Ripoli, Prof. Annalisa Massari, Assessore alla Cultura, e Arch. Paolo Frezzi, Assessore all'Urbanistica; l'arch. Emanuele Masiello della competente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio; la Dott. Angela Del Soldato, discendente della famiglia che da secoli ha svolto l'attività di follatura dei tessuti di lana a Remole; Marco Bartolini dell'Associazione Fotoamatori "Francesco Mochi" di Montevarchi; e Mariarita Signorini, Presidente di Italia Nostra Toscana;

Nell'occasione, abbiamo trovato operai all'opera con macchinari che trasformavano tronchi di alberi in cippato che via via veniva caricato su autocarri e trasferito fuori dell'area. Abbiamo tutti potuto verificare che tali materiali derivavano dall'avvenuto abbattimento del boschetto che, da decenni, ammantava e ombreggiava le rive della Gora delle Gualchiere, e altresì l'avvenuto danneggiamento dell'argine destro del canale (chiaramente prodotto da un pesante mezzo meccanico disceso nel letto del corso d'acqua), in vicinanza della pescaia di derivazione delle acque che nel passato alimentavano le Gualchiere di Remole.

Da colloqui informali con il personale all'opera – mancando nell'area qualsiasi cartellone indicante i lavori in corso – risulterebbero interventi decisi e attuati dal competente Consorzio di Bonifica, a quanto pare in assenza delle prescritte autorizzazioni istituzionali, essendo protetta l'area, come già enunciato, dai decreti del 1985 e del 2004.

Ciò esposto, lo scrivente chiede rispettosamente alle Autorità in indirizzo l'accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità.

Firenze, 25 aprile 2018

Il Presidente Prof. Leonardo Rombai

FONTE: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2018/01/18/esposto-sui-lavori-probabilmente-non-autorizzati-con-abbattimento-di-numerose-alberature-e-danneggiamento-del-canale-o-gora-delle-gualchiere-di-remole-bagno-a-ripoli-in-area-tutelata-dai-vincoli-pa/

lunedì 14 gennaio 2019

BUM DI TURISTI IN TRENO

FONTE: http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/12-gen-Naz-Lu.-Boom-di-turisti-in-treno.pdf

La Tav, il Governo e la ‘via del popolo’. Idra scrive a Salvini, e cita il Mugello

Scrive l’associazione di volontariato Idra in una lettera aperta al ministro dell’Interno, Matteo Salvini: Programmi divergenti fra Lega e Movimento 5 Stelle? “Se su qualche punto non si trovasse l’accordo, la via del popolo è la via maestra, è la via sovrana”, ha dichiarato Lei ieri, signor ministro, presso la Scuola di formazione politica della Lega. E ha aggiunto: “Io son convinto che l’Italia abbia bisogno di muoversi di più, di viaggiare più velocemente, più in sicurezza, quindi c’è bisogno di più energia, più strade, più autostrade, più ferrovie, più vicinanza, più collegamenti, più possibilità di essere vicini”.
Ma la “via del popolo”, gentile ministro, si doveva praticarla sin dall’inizio con la TAV e con le cosiddette “grandi opere”. Dovrebbe essere anzi la strada maestra proprio in tutte le scelte.
Si dà il caso invece che, per fare un esempio, i Comuni e le popolazioni del Mugello contrarie, condannate a trangugiare una cantierizzazione TAV che ha fatto scempio delle risorse idriche, del paesaggio, del rispetto dei diritti dei lavoratori e degli abitanti, dei coltivatori e degli allevatori impattati, infinita e costosissima (col denaro di tutti noi), siano stati tranquillamente scavalcati.
La stessa noncuranza si è dimostrata da decenni nei confronti delle popolazioni e dei Comuni motivatamente contrari in Val di Susa, che desiderano evitare di fare la fine del ‘giardino di Firenze’. Forse converrebbe rileggersi la requisitoria pronunciata dai pubblici ministeri in occasione del processo ai costruttori del tunnel TAV fra Firenze e Bologna, o la sentenza della Corte dei Conti a carico degli amministratori pubblici regionali e centrali che la TAV hanno fortissimamente voluto: si scoprirebbe di quanta legalità, democraticità e saggezza è costellata quell’impresa.
Senza contare che il “più in sicurezza” che Lei giustamente invoca è proprio quel che manca al tunnel TAV fra Firenze e Bologna, dove per 60 chilometri sottoterra i treni ad Alta Velocità si incrociano in un unico tubo senza galleria di soccorso, e con sette ‘vie di esodo’ su quattordici che distano una dall’altra fin oltre il massimo di quattro chilometri richiesto dal decreto-sicurezza sulle gallerie ferroviarie (come leggiamo anche nel Parere della competente Commissione Sicurezza del Ministero Infrastrutture e Trasporti!). Noi Le abbiamo scritto al riguardo, gentile ministro, ma ancora non abbiamo ricevuto risposte. Neppure sul progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze: Lei pensi che – al netto di tutte le altre criticità – persino la scintillante stazione-simbolo targata Norman Foster è stata approvata senza una presentazione alla città, senza una raccolta di osservazioni, senza una valutazione di impatto ambientale!
Quanto ad alcuni dei “più” che Ella invoca (“più strade, più autostrade, più collegamenti”), non è detto che un +ismo indiscriminato aiuti davvero, di questi tempi. Il degrado idrogeologico del nostro Paese, e i disastri cosiddetti ‘naturali’ che con sempre maggiore frequenza si registrano, derivano proprio da decenni di cementificazione fuori controllo, scatenata in nome del ‘progresso’ e della ‘modernità’. In realtà, gentile ministro, è quanto meno dai primi anni Settanta del secolo scorso che si considera progressivo e moderno un atteggiamento che metta in conto i limiti della crescita: commissionato al Massachussets Institute of Technology, lo studio del Club di Roma intitolato “I limiti dello sviluppo” ammoniva già dal 1972 sulla direzione corretta da adottare a fronte dello stato del pianeta e delle risorse, della popolazione umana e dei sistemi naturali. E molti dei guai che tuttora lamentiamo derivano probabilmente anche dal persistente delirio sviluppista di cui non siamo riusciti a liberarci. Un delirio che la TAV fin qui sperimentata in Italia nei progetti e nell’esecuzione appare per l’appunto continuare ad incarnare.

venerdì 11 gennaio 2019

No TAV - Lettera Aperta a Milena Gabanelli - La Pizia delle Grandi Opere Inutili e Imposte

              Comunicato Stampa

PresidioEuropa

Movimento No TAV

11 gennaio 2019

www.presidioeuropa.net/blog/?p=18340

la parabola di una giornalista d'inchiesta passata dalla difesa dei diritti dei cittadini alla Voce di un Padrone

La Pizia delle Grandi Opere Inutili e Imposte


Cara Milena,

ci avevi abituati bene, ci eravamo affezionati al tuo modo di comunicare.

La tua esile figura, la tua calma, la tua determinazione erano la tua cifra.

I tuoi racconti erano rassicuranti perché trasudavano il coraggio di denunciare, di raccontare storie agli italiani che nessun altro era capace di fare.

Come la Pizia, sacerdotessa di Apollo, tu Milena svolgevi un ruolo quasi divino perché rivelavi il non svelabile, tutto ciò ti ha conferito un prestigio e una posizione elevata tra i tuoi colleghi giornalisti, fronteggiando una cultura politico-affaristica italiana, truffaldina, corruttrice e mafiosa.

Gli obblighi che ti eri assunta erano la purezza rituale, la credibilità, l'autorevolezza, la sobrietà.

Per vent'anni Report è stato il tuo tempio, la tua popolarità era tale che gli iscritti al M5S ti offrirono la candidatura a Presidente della Repubblica.

Nel 2017 la Rai ti abbandona, dicono che le tue richieste erano impraticabili, tu esci di scena piangendo in diretta.

Questa decisione lascia nello sconcerto i tuoi fedeli ammiratori.

La ferita che ricevi è difficile da rimarginare, quasi come quella di Achille che muore colpito al tallone da Paride.

Per non soccombere cerchi soccorso, e finalmente lo ottieni dal Corriere della Sera/La7.

Hai così riacquistato il palcoscenico al quale attori e sacerdoti tengono sopra ogni cosa.

Ma il prezzo che hai dovuto pagare è alto, leggendoti il 7 gennaio scorso e ascoltandoti il giorno dopo, hai confermato di non possedere l'indipendenza del passato, ora non sei più devota agli interessi popolari e alla verità ma a quelli delle élite.

Il 2019 si sveglia in un Paese allo sbando, con due governi e quindi nessun governo, con terremoti in agguato, senza futuro, terrorizzato dai migranti, pronto ad armare i cittadini, gli ultrà delle curve degli stadi invocano san Salvini affinché li salvi.

Il 7 gennaio tu Milena decidi di schierarti, è il compimento della missione che ti hanno affidato entrando al Corriere della Sera/La7, forse non l'avevi nemmeno presentito.

Ti hanno affidato una missione rischiosa, dimostrare l'indimostrabile, difendere ad ogni costo il valore delle Grandi Opere Inutili e Imposte, salvare le imprese italiane che per decenni sono state foraggiate dallo Stato, quindi dai cittadini.

E lo fai come una scolara che, a corto di argomenti, copia di nascosto i suggerimenti che ti fanno arrivare Confindustria, il PD, Standard & Poor's, i sindacati, i Governi, i tuoi ex nemici …

Cara Milena,

ora volgiamo il nostro sguardo al coraggioso passato di Report per confermare l'attuale sconcerto nel quale hai collocato i tuoi fedeli ascoltatori.

Report ha dato ampio spazio critico il 20 settembre 2001 alla Grande Opera  - L'Alta Velocità, ricordiamo anche la puntata Com'è andata a finire del 29 aprile 2002.

Il 23 ottobre 2011, otto anni fa, hai oracolato chiudendo la puntata di Report Alberto Perino c'è chi dice no, ecco le tue inascoltate parole valide ancora oggi:

Si può fare una considerazione: in un momento come questo ha più senso, è più logico, investire dei soldi per creare occupazione, oppure metterli in un tunnel che in futuro trasporterà più velocemente delle merci prodotte a Kiev o a Lisbona, ma non è detto. Perché se su quella tratta non ci sarà abbastanza traffico ferroviario i costi del finanziamento, cioè i 20 miliardi che servono per realizzare la Torino-Lione, li dovrà mettere lo Stato. Cioè i nostri figli che oggi sono disoccupati. Forse è il caso di rivedere l'intera questione oppure fornire elementi, informazioni più convincenti.

Ti salutiamo sconcertati, lasciandoti alla tua nuova solitudine.

Milena la Pizia diventa oggi la signora Gabanelli, Addetta Stampa del sistema delle Grandi Opere Inutili e Imposte

La Gabanelli diventa, otto anni dopo quelle sue alate parole, la Voce del Padrone e si schiera a favore delle Grandi Opere Inutili e Imposte.

Lo ha confessato a Enrico Mentana al Tg La 7 del 7 gennaio: "Mi sono trovata ad affrontare questo argomento (delle Grandi Opere, N.d.R.) dalla parte delle imprese" ed ammette "Faccio tanti errori, in buona fede". Aspettiamo di conoscere il suo giudizio confidenziale su questa tua dichiarazione.

Grande è lo stupore dei cittadini avveduti perché gli argomenti che la Gabanelli ha offerto nel suo articolo del 7 gennaio 2019 sul Corriere della Sera sono il racconto della crisi di imprese di costruzione che per molti decenni hanno fatto profitti solo grazie ai sussidi dello Stato, una rendita parassitaria che ha fiaccato la loro capacità imprenditoriale di fronte alla concorrenza.

Si tratta con tutta evidenza di incapacità imprenditoriale, di capitani non coraggiosi che lamentano di non essere abbastanza assistiti dallo Stato.

Il presidente dei -prenditori Boccia è arrivato ad affermare il 3 dicembre a Torino, Città No TAV: "Dobbiamo proteggere i "nostri" Grandi Progetti dei Corridoi europei".

Nella sua frase c'è la prova di un atteggiamento "predatore". Come può considerare SUOI i progetti delle Grandi Opere quando nessuno dei -prenditori, anche tirato per le orecchie, investirebbe un solo euro nei progetti che Confindustria definisce "indispensabili per lo sviluppo del Paese" e dunque di sicuro successo?

La Gabanelli non si è accorta che Confindustria ha affermato che le infrastrutture sono e devono continuare ad essere il cardine delle politiche economiche, le grandi opere ci dovrebbero salvare da una nuova recessione ormai alle porte, visto che anche la locomotiva tedesca si è fermata?

La sua è ormai la Voce del Padrone, una difesa ad oltranza delle Grandi Opere Inutili e Imposte, senza argomenti, citando importi inesatti e dichiarazioni fuori della realtà: "Il settore delle costruzioni è quello che dà più lavoro". Il vecchio dogma, oggi totalmente falso, che le infrastrutture siano volano per l'economia è ancora brandito quasi con ferocia.

La Gabanelli ha anticipato quello che Boccia ha detto a Firenze l'8 gennaio: "C'è uno studio dei costruttori che afferma che se si aprissero i cantieri per i 20 miliardi di risorse già stanziate, si creerebbero 400mila posti di lavoro". Aspettiamo la dimostrazione di questa boutade.

La Gabanelli è stata usata da Confindustria a svolgere la parte di Addetta Stampa senza "conflitti di interessi" (come afferma Enrico Mentana) della squadra "Sì Grandi Opere" capitanata da Boccia e all'interno della quale troviamo Il Corriere della Sera, La7, La Repubblica, e altri media, le sette marionette di Torino, Giachino, Chiamparino, Fassino, i sindacati confederali, i partiti, associazioni di commercianti e artigiani e altri: una pura operazione di propaganda di Confindustria & C. a danno dei cittadini.

L'obiettivo urgente da abbattere, per Boccia e i suoi sodali, è l'opposizione alla Torino-Lione, una delle opere più ridicole che si potessero immaginare, che però ha trovato una forte e esemplare opposizione di cittadine e cittadini al servizio del bene comune, contro lo spreco di denaro pubblico, in difesa dell'ambiente, i quali meriterebbero un premio.

I No TAV sono l'obiettivo di Confindustria (e non solo), l'obiettivo strategico è distruggere il movimento più forte perché poi si mettano a cuccia tutte le centinaia di lotte territoriali che dilagano nel paese.

Constatiamo che la grande impresa italiana è diventata la grande parassita d'Italia, un mostro che divora risorse che potrebbero davvero rimettere in moto un meccanismo di redistribuzione della ricchezza per garantire le necessità vere di una società fatta di uomini e di donne, necessità che non sarebbero in contraddizione con il disastro ecologico in cui ci stanno conducendo questi stonati pifferai della crescita infelice.

Fa invero impressione che la parte di Confindustria composta da piccole e medie imprese, le associazioni di artigiani, commercianti, gli stessi sindacati confederali non si accorgano che questa politica di favorire solo i grandi progetti parassitari è la stessa che strangola tutti loro. Le grandi imprese ormai controllano e dirigono la distribuzione di appalti e subappalti e tutti coloro che lavorano poi concretamente nei cantieri sono stritolati da un meccanismo che garantisce profitti sicuri solo al vertice della piramide contrattuale.

In chiusura, ecco l'alternativa possibile suggerita da Alberto Ziparo, professore di pianificazione urbanistica, Università di Firenze: La più grande opera pubblica è la manutenzione dei territori e delle infrastrutture, ponendo l'ambiente e il paesaggio al centro di un programma che sia all'altezza delle sfide poste dal cambiamento climatico.

--