Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

DA RIFIUTO A RISORSA :-)




mercoledì 10 luglio 2019

Rifiuti. Ercolini (Zero Waste): “Il progetto bioraffineria? Oscuro e poco credibile”


FIRENZE – “Dire bioraffineria, può voler dire tutto o niente, di parla di 200 mila tonnellate e 250 milioni di euro come se fossero noccioline: è irresponsabile gettare in pasto all’opinione pubblica delle dichiarazioni che creano allarme, e che riguardano progetti complessi, da valutare e soprattutto ancora da discutere con i soggetti interessati, a partire dalla comunità locali. Progetti sulla cui credibilità al momento mi permetto di riservare della omeriche risate”.
E’ fortemente critico il commento Rossano Ercolini, presidente dell’associazione Zero Waste e vincitore del Goldman Prize 2014, che stamani a Novaradio commenta il nuovo piano regionale rifiuti come annunciato dal governatore Rossi che prevede una nuova bioraffineria a Stagno (Livorno) destinata a trattare i rifiuti in eccesso dell’area fiorentina, un nuovo impianti di compostaggio a Case Passerini e la cancellazione dell’inceneritore.
Ercolini parte da una critica all’uso troppìpo vago del termine bio-raffineria: “Può voler dire digestione anaerobica della frazione organica raccolta con il porta a porta, ma può voler dire anche produzione di etanolo dal combustibile solido secondario tramite idrolisi o traine processi elettro-chimiche che hanno bisogno di alte temperature e quindi emissioni gas”.
“Bene – dice d’altra parte Ercolini – che nella variante al piano rifiuti ci sia la cancellazione dell’inceneritore di Case Passerini e si fissi l’obiettivo dell’80% di differenziata, ma sarebbe bene fare chiarezza, con cittadini e enti locali, sulle tecnologie che si intende applicare a Stagno a case Passerini”.
A farsi sentire ieri anche i sindaci di Livorno e Collesalvetti, che lamentano di essere stati tenuti all’oscuro di tutto: “L’impianto di Stagno – afferma il sindaco livornese Luca Salvetti – a patto che se ne discuta con noi: e che si chiuda il termovalorizzatore cittadino e la discarica di Limoncino”.

lunedì 8 luglio 2019

20 LUGLIO: CENA D'ESTATE DI BENEFICENZA ALLA FATTORIA DI SELVAPIANA

Come ogni estate, anche quest’anno abbiamo organizzato la consueta cena nel giardino della bella Fattoria di Selvapiana, in collaborazione con la famiglia Giuntini.
Si terrà Sabato 20 Luglio. Alleghiamo il volantino dove sono riportate le modalità di prenotazione.
Cogliamo inoltre l’occasione di ricordarti che, qualora non avessi preso altra decisione, potrai donare il 5x1000 ad EPS.
In questo caso ti forniamo sotto il nostro codice fiscale da indicare nella denuncia dei redditi:

·        94275900481

Ti ringraziamo anticipatamente per tutto quello che potrai fare.

Cari saluti

Fabrizio Chelli


mercoledì 26 giugno 2019

COMUNICATO STAMPA: Aeroporto Firenze ..... chi erano i veri trogloditi??!!

ASSOCIAZIONE VAS
Vita, Ambiente e Salute Onlus
c/o Studio Legale Speca-Pesci
Via G. Valentini, 19
59100 Prato (Po)
P/IVA - C.F.: 92090490480
Iscrizione Onlus #36309 del 19/10/2012
Regist. Progressivo/2017 al nro. 6544

Prato, 26 giugno 2019

Da alcuni giorni abbiamo in mano la decisione della Commissione Accesso Atti della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, che invita il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti a consegnare tutti
gli atti relativi alla Conferenza dei Servizi ed al Decreto Conferenza Stato-Regione successivo
all’emanazione del Decreto di VIA 0676/2003.
Questi atti sono “importantissimi” perché i trogloditi, chiamati cosi dal Presidente Rossi, quando
seppe che alcuni cittadini di Prato non erano concordi sulla variante PIT giudicandola
“superficiale ed incompleta” …dovevano essere considerati secondo lo stesso Rossi, solo pezzi di
preistoria.
Oggi scopriamo dopo 2 sentenze, che il “troglodita” forse era proprio il Presidente Rossi che
senza leggere e verificare, da super esperto quali è, imperterrito è andato avanti come un treno,
salvo poi sbattere, ed allora con la “faccia di bronzo” che evidentemente pensa di non avere, si è
permesso di chiedere al Sindaco di Prato di fare un passo indietro. Si perché dopo aver appellato
ed offeso i Pratesi come “trogloditi” ci vuole proprio una faccia tosta per fare quelle proposte,
facendo finta ….. di dimenticare quelle esternazioni fatte …. proprio per offendere l’intelligenza
altrui!!
Ma si sa, la disperazione porta anche a questo, ed infatti con questi documenti potremo valutare se
e come anche le Giunte Rossi e/o quelle precedenti si sono voltate dall’altra parte visto i compiti di
verifica delle ottemperanze previste dal Decreto VIA 0676/2003, compiti che non erano solo della
Regione ma anche di altri Enti, tutti già ben individuati.
Cosi potremo finalmente vedere chi si è effettivamente battuto per “tutelare i diritti dei Cittadini
di Brozzi, Peretola e Quaracchi” e chi invece come nel “Burlesque” ha strumentalizzato questo
disagio per altri fini ed ha fatto finta di NON vedere girandosi dall’altra parte nonostante i propri
compiti di verifica ad esso attribuiti.
Intanto questa mattina al TAR del Lazio il nostro ricorso sull’incompatibilità dell’ Ing. Venditti
quale Presidente dell’Osservatorio, la mancanza di specifiche documentazioni per la nomina
anche in considerazione dei molteplici conflitti di interessi , è passato direttamente in “decisione”
senza discussione, non avendo il Ministero presentato alcuna difesa, né documento.
A nostro avviso, questo dimostra ancora una volta l’ammissione di colpevolezza del Ministero
dell’Ambiente che rinuncia a difendersi e/o presentare documenti, proprio perché impossibilitato
a farlo, evidenziando se ci fosse ancora bisogno di come il procedimento autorizzativo facesse
acqua da tutte le parti. Se poi aggiungiamo anche quanto pubblicato ieri circa l’Omissione da parte
dello stesso Ministero della documentazione relativa proprio all’Ottemperanze dell’Osservatorio,
… si capisce esattamente come stavano, ….. e come stanno le cose!
Di questo ne parleremo certamente con l’On. Morassut del PD, con il quale abbiamo già preso
contatto tramite la sua segreteria, così da poter raccontare e documentare i 15 anni di porcherie
della questione aeroportuale fiorentina.

FONTE CON DOCUMENTAZIONE: http://www.pianasana.org/aeroporto-firenze-chi-erano-i-veri-trogloditi/

venerdì 21 giugno 2019

Ampliamento Peretola, il sindaco risponde a Rossi: "Le tue sono considerazioni tardive, mi spiace"

21 Giugno 2019
Non si è fatta attendere la risposta di Matteo Biffoni all'invito del presidente della Regione che ieri gli ha chiesto di preferire il dialogo all'azioni giudiziaria: "In questi anni non è arrivata nessuna apertura, ora è tardi".

Lettera aperta del sindaco Biffoni al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ieri lo ha invitato ad abbandonare la via giudiziaria in relazione all'ampliamento dell'aeroporto di Peretola e a preferire il dialogo politico (leggi). Di seguito la risposta integrale del primo cittadino.

Caro Presidente,
leggo le tue considerazioni sulla necessità di un dialogo sul tema Peretola. Considerazioni condivisibili, ma, mi duole significarlo, tardive. 
Probabilmente è utile ricapitolare come sono andate le cose. Ho sempre evitato il possibile ricorso ai tribunali,  anche quando ce ne sarebbe stata l'opportunità, per me molto più semplice fra l'altro, consapevole ieri ed oggi che un amministratore debba affrontare i problemi con la politica e non con le carte bollate e che, nel caso specifico dell'aeroporto, sarebbe stato molto più utile essere nei luoghi dove si decide. Ne resto convinto anche ora. 
Per anni ho cercato di dare risposte ai miei cittadini preoccupati per l’impatto della nuova infrastruttura con tavoli di confronto di natura politica e tecnica. Insieme a tutti i colleghi sindaci che condividevano le medesime preoccupazioni per i propri territori, anziché la via facile e migliore per il consenso, abbiamo instaurato un tavolo politico e uno tecnico, inviato comuni osservazioni alla Via, chiesto in ogni sede di essere rappresentanti a garanzia delle legittime preoccupazioni dei cittadini che rappresentiamo, con la consapevolezza che sarebbe stato più efficace esserci piuttosto che delegare le decisioni sulle nostre città. Questa possibilità ci è stata negata. È bene chiarirlo bene ed esserne consapevoli. Mi spiace dirlo, ma nessuna possibilità di dialogo è arrivata, in particolare con riferimento alle nostre preoccupazioni sull'impatto della nuova pista, preoccupazioni bollate spesso come paturnie di amministratori improvvisamente divenuti barricaderi. Legittimamente, per carità, da parte della Regione la posizione è sempre stata netta sulla volontà di andare avanti con la realizzazione del nuovo aeroporto.
E, a proposito di dialogo, quando a seguito della sentenza del Tar su Case Passerini hai deciso che per l’impatto ambientale l’opera da sacrificare era il termovalorizzatore a favore dell'aeroporto, non ricordo ci siano state discussioni sulle priorità infrastrutturali per l’area vasta, l’ho letto sui giornali e ne ho preso atto. Eppure la mia posizione era diversa e l’ho sempre chiaramente esplicitata, anche se a mezzo stampa dato che non è mai stato aperto un tavolo di confronto.
Rispetto, ripeto, le tue legittime scelte Presidente, ma non mi si venga ora a parlare di un dialogo. Il confronto o c’è sempre o non c’è mai. Il ricorso al Tar è stata per me l’extrema ratio per tutelare le preoccupazioni dei miei cittadini, a fronte dell’impossibilità di essere coinvolti nei tavoli dove si decide. E le mie preoccupazioni non sono prive di fondamento, come dimostra anche la sentenza del Tar. Come ben sai ho sempre avuto il massimo rispetto delle posizioni di ciascuno e anche le differenze di opinioni non sono mai state di carattere politico ma al massimo territoriale.
Possiamo benissimo condividere gli stessi valori, aderire allo stesso partito e avere opinioni diverse sulle infrastrutture. Da sindaco di Prato ho il dovere di farmi carico fino in fondo delle preoccupazioni e delle priorità dei miei cittadini e continuerò a farlo in ogni sede. Pronto a discutere di tutto, se serve davvero e se la voglia di ascoltare e magari di cambiare idea è reale. 
Buon lavoro. 

Matteo Biffoni

FONTE: http://www.notiziediprato.it/news/ampliamento-peretola-il-sindaco-risponde-a-rossi-le-tue-sono-considerazioni-tardive-mi-spiace?fbclid=IwAR0keo6mA6tFi-6tU66x0xZmIx0DTxK7_4FhyxFtY4eLZmE9uwD-Ufc_WTI

Leggi anche (del 20 Giugno 2019)
Il presidente della Regione sarebbe disposto a mettere in campo "impegno personale e la disponibilità finanziaria della Regione sui temi che sono cari alla città di Prato" ma a una condizione "via gli avvocati". Comitati furiosi

giovedì 20 giugno 2019

Fridays For Future – Dichiarazione di Emergenza Climatica in Toscana e a Firenze



Fridays For Future approva la recente mozione del consiglio della regione Toscana per la dichiarazione di emergenza climatica, come richiesto dal nostro movimento e come già fatto da vari stati, paesi e città del mondo.
La dichiarazione di emergenza climatica è solo il primo passo di un lungo percorso. Se alle parole non si affiancano fatti l’intera operazione perde completamente di senso. Siamo in uno stato di emergenza, esattamente come se fossimo in guerra assediati da un esercito accampato fuori dalle mura della nostra città e finalmente siamo in grado di riconoscerlo ufficialmente. Si, sono passati molti anni da quando hanno iniziato ad avvertirci che saremmo arrivati a questo, da quando la nostra metaforica guerra è iniziata, ma finalmente (meglio tardi che mai) riusciamo a riconoscere l’emergenza. Questo però non basta. Adesso che facciamo? Continuiamo con i soliti progetti, con le solite politiche di prima? Deve essere chiaro, riconoscere di essere in uno stato di emergenza significa agire nell’interesse di uscire dall’emergenza, e per questo molti provvedimenti devono essere fatti subito. Se alcuni dei provvedimenti richiesti prevedono pianificazione, consultazioni e sblocchi di risorse che non possono essere immediatamente disponibili, alcune cose possono e devono essere fatte immediatamente.

Per fare un paio di esempi, non si può pensare in uno stato di emergenza climatica di potenziare un aeroporto come quello di Firenze, costruendo un nuovo aeroporto a tutti gli effetti, che aumenterebbe esponenzialmente il numero di voli. L’aereo è il mezzo che emette più CO2 superando il treno di 50 volte in termini di emissioni. Un progetto completamente contrario alla situazione di emergenza climatica che stiamo vivendo. Come se in una città
assediata in stato di emergenza si utilizzassero le poche risorse disponibili per dare un aiuto agli assedianti invece che per trovare una via di uscita. Siccome fino ad ora la Regione Toscana ha sostenuto il progetto dell’aeroporto, vogliamo dargli l’idea che forse, per essere coerenti con le dichiarazioni fatte, le prime azioni da sostenere dovrebbero essere la cancellazione dei progetti che vanno in direzione contraria a quella necessaria alla nostra sopravvivenza e alla transizione ecologica: è necessario cancellare il nuovo aeroporto di Firenze e, per fare un altro esempio, cancellare l’inceneritore di Case Passerini (il cui progetto non è ancora stato cancellato definitivamente).

Un inceneritore inquina e produce polveri sottili e a Firenze non produciamo abbastanza rifiuti da farlo funzionare in continuo e dovremmo importare rifiuti da fuori. Inoltre per quanto riguarda il recupero energetico, un inceneritore rilascia molti più gas climalteranti di una centrale a carbone a parità di energia elettrica prodotta.

Possiamo comunque dire che per Fridays For Future Firenze, la dichiarazione di stato di emergenza climatica da parte della Regione Toscana è un passo importante, e lo sarà altrettanto il fatto che l’emergenza climatica venga dichiarata anche dalla città di Firenze. Vogliamo essere chiari sui passi da intraprendere, la dichiarazione di stato di emergenza è solo il primo dei tre punti che dovranno essere affrontati nell’emergenza climatica. DITE LA VERITÀ: cioè dite che abbiamo solo dodici anni per arrestare una catastrofe planetaria e i danni prodotti in due secoli; dobbiamo con questi atti portare attenzione sul tema. AGITE SUBITO: cioè indicate ora le cose da fare al più presto e soprattutto le cose da non fare più. CONVOCATE LE ASSEMBLEE: la conversione ecologica non può farsi senza la popolazione.

Lunedì 17 giugno alle 15.30 faremo un presidio in piazza San Firenze e sotto Palazzo Vecchio in concomitanza con l’insediamento del nuovo consiglio comunale di Firenze per chiedere a gran voce di dichiarare lo stato di emergenza climatica anche per la città di Firenze, e speriamo di essere ascoltati, perché continueremo a richiederla fino a che non ci sarà concessa. Ma dopo le dichiarazioni di supporto fatte dagli amministratori durante le nostre manifestazioni (che speriamo non fossero solo “campagna elettorale”) non dovremmo temere di essere ignorati.

Fridays For Future Firenze

FONTE: https://www.toscananews.net/fridays-for-future-dichiarazione-di-emergenza-climatica-in-toscana-e-a-firenze/

La Toscana sarà la prima regione a dichiarare l’emergenza climatica

Immagine da Consorzio LAMMA
Immagine da Consorzio LAMMA



12 giugno 2019

Approvata a grande maggioranza mozione di Sì -Toscana a Sinistra. Le iniziative di contrasto al cambiamento climatico dovranno essere “una priorità trasversale”

La Toscana sarà la prima Regione italiana a dichiarare l’emergenza climatica. E’ stata approvata oggi 12 giugno la mozione presentata da Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a Sinistra. La Regione Toscana è chiamata a “dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale”, come “assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, coordinando e rafforzando ulteriormente politiche, azioni e iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico, da considerare una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire”.
“La politica si assuma la propria responsabilità” ha detto il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori illustrando l’atto in aula, “serve un cambio di mentalità” dinanzi alla “principale emergenza planetaria che dobbiamo fronteggiare: la dichiarazione dello stato di emergenza è il primo passo nella direzione giusta e la Toscana apre la strada, prima Regione in Italia a farlo”.

Più nel dettaglio, con l’approvazione della mozione la Giunta regionale è impegnata a sostenere, in attuazione dell’accordo di Parigi, “obiettivi più ambiziosi per contrastare il cambiamento climatico e decarbonizzare l’economia”; ad attivarsi affinché siano adottate “opportune forme di fiscalità ambientale, rivedendo le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali a favore della sostenibilità, anche attraverso la revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle”; a favorire e incrementare gli investimenti sulla ricerca e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, sul risparmio energetico e sull’efficiente produzione dell’energia”; ad assumere “ogni idonea iniziativa finalizzata a sollecitare la partecipazione degli enti locali alla definizione del nuovo quadro energetico e ambientale determinato dalla dichiarazione di emergenza climatica”.

Infine la mozione impegna anche la Giunta toscana a richiedere “l’esclusione dal patto di stabilità delle spese e degli investimenti delle Regioni e degli Enti locali volti alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento al cambiamento climatico, con particolare riguardo alle risorse finalizzate al risparmio e all’efficienza energetica, allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla messa in sicurezza del territorio per la prevenzione dal dissesto idrogeologico e dalla siccità”.

Accolto anche un emendamento del PD “affinché il governo nazionale riveda la sua posizione e dichiari lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, riconoscendo così l’esigenza di porre in essere tutte le azioni necessarie e non rinviabili volte a non compromettere il futuro delle nuove generazioni”.

Aeroporto di Firenze: la sentenza del Tar


e le carte dell’imbroglio

di Paolo Baldeschi, su Eddyburg, 18 giugno.
La sentenza con cui il Tar per la Toscana ha accolto il ricorso per l’annullamento del decreto del Ministro dell’Ambiente sulla compatibilità ambientale del nuovo aeroporto di Firenze è importante sia sul piano giuridico sia su quello politico. Sul primo punto il pronunciamento del tribunale, se non sarà rovesciato da un Consiglio di Stato più sensibile ai venti politici, farà giurisprudenza. Il Tar toscano infatti ha stabilito che “La documentazione presentata nell’ambito del procedimento urbanistico conferma come in sede di Via sia stato presentato un progetto parziale e comunque insufficiente a consentire una compiuta valutazione degli impatti ambientali, essendosi rinviato detto giudizio alle fasi progettuali successive, devolvendo le attività di verifica della corretta esecuzione delle prescrizioni al costituendo Osservatorio Ambientale”. Questo il succo della sentenza, esaurientemente spiegato nell’articolo del Gruppo Urbanistica per un’Altra Città pubblicato su eddyburg. Una sentenza che non solo azzera la strategia finora seguita dai proponenti – Enac e Toscana Aeroporti – ma di fatto vanifica il Dlgs 104/2017 nel suo obiettivo principale: consentire che la Via venga svolta su progetto di fattibilità, volutamente nebuloso, affinché le scelte fondamentali siano rinviate al progetto esecutivo.
Se il gioco fosse leale, i proponenti dovrebbero prendere atto delle motivazioni della sentenza, fare mea culpa per aver voluto a ogni costo aggirare la legge e presentare un progetto conforme; in fondo che senso ha rimandare approfondimenti necessari e studi su opere che comunque devono essere fatte? A meno che il gioco non sia fin dall’inizio truccato e celi il proposito di non eseguire quegli approfondimenti che potrebbero risultare negativi e, meglio ancora, di non fare le opere più onerose e problematiche.
Un gioco elusivo, la cui mossa finale è stato il trasferimento della competenza di controllo dell’opera dalla commissione Via (cui spetterebbe per legge) a un Osservatorio da costituire ad hoc presso il Ministero dell’Ambiente: con una variante presentata ex post da Enac e sancita dall’ing. Antonio Venditti, coordinatore nella Direzione Via, affinché nell’Osservatorio non siano rappresentati i Comuni più direttamente interessati; e con lo stesso Venditti – già protagonista nell’istruttoria tecnico-amministrativa del procedimento di Via, già coestensore del Dlgs 104/2017- autonominatosi presidente dell’Osservatorio, dove partecipa Enac e, sia pure senza diritto di voto, Toscana Aeroporti, entrambi in clamoroso conflitto di interesse. Cui si aggiunge come pseudo-rappresentante degli interessi locali, Dario Nardella – del quale peraltro si ignorano le specifiche competenze tecniche – sindaco della città metropolitana, anch’esso strenuo sostenitore dell’opera.
La strategia del cartello pro nuovo aeroporto è chiarissima: un Master Plan lacunoso con prescrizioni non “precettive” ma “esortative”, la cui ottemperanza è rimandata a nebulose fasi successive, dove il controllo sarà esercitato da un gruppo di amici del progetto. Strategia, tuttavia, messa in crisi dalla sentenza del Tar. Ma invece di fare buon viso a cattiva sorte (da loro stessi procurata) ecco che – riporta il Corriere della Sera nelle pagine locali – scoppia l’ira di Marco Carrai, presidente di Toscana aeroporti, evidentemente dotato di poteri di ultravista, o altrimenti comico, quando afferma che “il giudice in un’ora, senza avere un consulente, ha deciso che 146 elaborati progettuali, 399 elaborati tecnici ambientali (tra cui anche uno studio sull’obesità infantile in Toscana, ndr), tre università (ma non quella di Firenze, ndr), la commissione Via, direttori generali dei ministeri con tre governi diversi, non fossero sufficienti”. Mentre Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio fiorentina, consigliere di amministrazione di Toscana Aeroporti, già deciso a non concedere finanziamenti per Firenze Fiera (di cui è presidente) senza il nuovo aeroporto, taccia di ideologismo, non si sa su quali basi, la sentenza del Tar.
Anche il Presidente della Regione Toscana, la butta in politica, dimenticando di avere ribaltato il parere negativo del suo nucleo di valutazione regionale. “Si deve con amarezza prendere atto – dice Rossi – come il grillismo sconfitto nelle urne sia una malattia invasiva della cultura politica odierna … mettendo in secondo piano l’interesse collettivo, il lavoro e persino il rispetto dell’ambiente”.
Sbaglia completamente Rossi, quando taccia di “grillismo” dei sindaci che, fino a prova contraria appartengono tutti, salvo uno, al Pd, di nuovo il suo partito. Dovrebbe invece congratularsi con il Movimento 5 stelle, che a quanto pare, in questo frangente come in altri casi, ondeggia in direzioni contrapposte senza una bussola né tecnica, né politica. Infatti, nonostante che a livello locale per anni i politici grillini si siano sbracciati contro il nuovo aeroporto, ora leggiamo che “nel ricorso si è costituito il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare (Sergio Costa, Movimento 5 stelle), unitamente al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Alberto Bonisoli Movimento 5 stelle) e all’Enac, (oltre alla Regione Toscana), contestando le censure dedotte e chiedendo il rigetto del ricorso”. Vedremo se il Movimento 5 stelle farà un ulteriore retromarcia, ricorrendo con i suoi ministri contro la sentenza del Tar presso il Consiglio di Stato. Se ciò avvenisse, dovremmo prendere atto che i grillini al governo sono sostenitori del nuovo aeroporto e passo dopo passo, presumiamo saranno favorevoli alla linea Tav sotto Firenze e perché no, alla Torino-Lione con lo sventramento della Val di Susa. Chiedendosi, poi perché i voti si siano dimezzati nell’ultima tornata elettorale e rischiando un’ulteriore dimezzamento alle prossime elezioni politiche.

lunedì 17 giugno 2019

TIC-TAC, TIC-TAC....!!! Clima, La Terra vicina al soffocamento. Ma non disturbate il capitale…

Abbiamo paura di chi scappa dalla fame o dalle guerra e non abbiamo paura del disastro che stiamo provocando per noi stessi e milioni di persone da qui a qualche anno…
Il rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) dell’Onu non lascia molto spazio ai dubbi. Né sulle dimensioni del disastro che si va costruendo giorno dopo giorno, né sui limiti temporali.
Si tratta di limiti molto stretti (una decina d’anni o poco più), dalle conseguenze però incalcolabili. Al confronto, le migrazioni in atto da qualche anno sono dei normali flussi turistici trattabili con poca spesa…
Potremmo ovviamente scrivere qui una lunga tirata sull’ottusità complessiva del sistema capitalistico, guidato unicamente dalla logica dell’accumulazione, che si traduce in una crescita illimitata in un mondo dalle dimensioni finite e immodificabili. Potremmo stare giorni a ragionare sul fatto incontrovertibile che la modifica rapida e contemporanea, in tutto il pianeta, del modo e degli scopi del produrre può (in teoria) essere effettuata soltanto da un “governo mondiale” che mette fuorilegge la ricerca privata della massima ricchezza fondata sulla “competizione” e mette invece al posto di comando l’interesse collettivo fondato sulla cooperazione.
Ma potete già leggere queste considerazioni in cento luoghi, spesso più autorevoli di noi.
Quindi ci sembra sufficiente riproporvi la lettura sconsolata del rapporto fatta addirittura da una fonte quasi istituzionale come RaiNews…
*****

Clima, allarme degli scienziati: rischi enormi se si supera soglia +1,5 C

Il rapporto dice che limitare il “riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi”, una barriera che di questo passo sarà superata tra il 2030 e 2052, “richiede cambiamenti rapidi, completi e senza precedenti in tutti gli aspetti della società”, dall’energia alla pianificazione urbana e del territorio, con tagli alle emissioni in tutti i settori.
E’ l’ultimo campanello d’allarme prima del baratro e gli scienziati sul clima ne sono convinti: il monde deve adottare “misure senza precedenti” e trasformazioni “rapide” in settori come l’energia, l’industria e le infrastrutture per limitare il surriscaldamento a 1,5 gradi centigradi. In caso contrario, il surriscaldamento aggiuntivo anche solo di mezzo grado, peggiorerà in maniera significativa i rischi di siccità, inondazioni, calore estremo e povertà per centinaia di milioni di persone sul pianeta.    
L’allarme arriva dalla  Corea del Sud, dove per giorni si sono riuniti gli scienziati del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC): il rapporto prodotto, oltre 400 pagine, è un campanello d’allarme senza precedenti.    
Pericolosa, allarmante, sull’orlo del baratro: se gli scienziati avessero a disposizione un aggettivo più pesante per indicare la situazione in cui si trova il pianeta, la userebbero. Il mondo deve limitare il surriscaldamento a 1,5 gradi e invece è completamente su un’altra strada, punta dritto verso il 3%.
Invertire la tendenza sarà estremamente dura, ma la finestra di opportunità non è ancora chiusa. Il rapporto dice che limitare il “riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi”, una barriera che di questo passo sarà superata tra il 2030 e 2052, “richiede cambiamenti rapidi, completi e senza precedenti in tutti gli aspetti della società”, dall’energia alla pianificazione urbana e del territorio, con tagli alle emissioni in tutti i settori.
La relazione presentata a Incheon (in Corea del Sud) illustra i modi per limitare il surriscaldamento a 1,5 invece che 2 gradi (come è indicato nell’Accordo sul Clima di Parigi) e avverte che gli effetti sugli ecosistemi e la vita del pianeta sarà molto meno catastrofica se riusciamo a mantenere questo più ambizioso traguardo.    
Le emissioni di gas inquinanti di origine umana hanno già elevato la temperatura media globale di circa 1 grado rispetto a prima della Rivoluzione Industriale nel XIX secolo e hanno trasformato la vita sul pianeta, ha ricordato il presidente dell’IPCC, Hoesung Lee: “Mantenere il riscaldamento globale a un livello inferiore a 1,5 gradi invece di 2 sarà molto difficile, ma non impossibile”. Se il pianeta ci riesce questo impedirà l’estinzione di altre specie, la distruzione totale del corallo, fondamentale per l’ecosistema marino e ridurrà la crescita del livello marino a 10 centimetri entro il 2100, risparmiando zone costiere e isole.
Al contrario, superare il limite di 1,5 gradi potrebbe portare a un ulteriore aumento del caldo estremo, piogge torrenziali e siccità, il che avrà un effetto diretto sulla produzione alimentare, soprattutto in zone sensibili come l’America Latina e il Mediterraneo.    
“Gli scienziati avrebbero potuto scrivere a lettere maiuscole ‘AGITE ORA, IDIOTI’, ma lo hanno fatto con fatti e numeri”. ha commentato Kaisa Kosonen, di Greenpeace, che era presente come osservatore ai negoziati.
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Ultima modifica: 

venerdì 14 giugno 2019

DECRETO CONFERENZA SERVIZI REVOCATO, ORA SI ASPETTA LA REVOCA DEL DECRETO VIA


14 GIUGNO 2019 GIANFRANCO CIULLI

Questo è il primo passo, ora aspettiamo in regime di auto tutela la revoca del Decreto VIA 377 e la messa in sicurezza del Vecchio Aeroporto con il rispetto del Decreto 0676/2003 ” certificato anche dal Decreto Decisorio del Presidente della Repubblica con annesso parere del Consiglio di Stato”.



Precisazione: Qualcuno ci ha fatto immediatamente presente che NON si tratta di una REVOCA effettiva, ma di una sospensiva in autotutela. Certo, in sintesi il documento dice questo, ma E’ UNA REVOCA perché si ha il timore che le cose non siano state fatte in modo corretto. Altrimenti perché un documento “in autotutela ?? “da cosa era necessario autotutelarsi ?? Rammentiamo che alla conclusione della Conferenza dei Servizi, tutti i sostenitori erano espressi sulla bontà del procedimento, che tutto era stato attentamente valutato e verificato (salvo la mancanza del Convitato di Pietra ed altro ancora). Allora se la “sospensione in autotutela è solo uno stratagemma” …. significa che la questione poi non sia stata tanto approfondita come meritava di esserlo, e quindi a nostro modo di vedere, si sconfessa il proprio operato, …. ma ci si tutela dalle responsabilità economiche. Significa che a fronte delle diffide ricevute ….. e disconosciute, questa volta non si è avuto il coraggio di perseguire le proprie scelte, anche se qualcuno era convinto di essere nel giusto. Perciò di FATTO è una auto bocciatura tecnica del procedimento, … che anche questa volta, sarà valutata dal TAR Toscana come da nostro ricorso già notificato.

giovedì 13 giugno 2019

Tagli boschivi di dubbia legittimità nella riserva naturale Farma

L'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (12 giugno 2019) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo l'intervento di taglio boschivo ceduo e fustaia di conifere per un'estensione di circa 30 ettari in località Poggio Volpaio – Belagaio, in Comune di Roccastrada (GR).

Coinvolti i Ministeri dell'Ambiente e per i beni e Attività Culturali, la Regione Toscana, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, l'Unione dei Comuni Montani delle Colline Metallifere, il Comune di Roccastrada, i Carabinieri Forestale, informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto.

 

Il taglio boschivo, secondo cartello "inizio lavori" presente sul posto, sarebbe munito di comunicazione/autorizzazione n. 3285 del 5 marzo 2019.

 

Tuttavia, non sono pochi i dubbi sulla legittimità dell'operato.

 

Il bosco rientra nella riserva naturale "Farma" (legge n. 394/1991 e s.m.i.) e nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) "Val di Farma" (codice IT51A0003) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora.     Ogni sensibile intervento di modifica deve esser autorizzato dopo conclusione positiva di specifica procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.).

Inoltre, l'area è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.): in proposito, si rammenta la necessità dell'autorizzazione paesaggistica per gli interventi in aree boscate determinati da finalità non strettamente di gestione naturalistica, così come indicato dalla giurisprudenza in materia (vds.  Cass. pen., Sez. III, 13 gennaio 2015, n. 962 ; Cass. pen., Sez. III, 29 settembre 2011, n. 35308Cass. pen., Sez. III, 13 maggio 2009, n. 20138Cass. pen., Sez. III, 25 gennaio 2007 n. 2864Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2004, n. 35689) e da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con lo specifico parere dell'Ufficio legislativo dell'8 settembre 2016.

Ulteriore forte dubbio di legittimità è dato dal fatto che nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell'avifauna selvatica (art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell'avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,).

Il Gruppo d'Intervento Giuridico onlus chiede il deciso intervento dei Ministeri competenti per la difesa della riserva naturale e un sussulto di buon senso da parte della Regione Toscana e degli Enti locali interessati per la profonda revisione di un modo di operare deleterio per i boschi, l'equilibrio idrogeologico e la fauna selvatica.

I boschi non sono banali cataste di legna per le centrali a biomassa, tanto per capirci…

p. Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com 

https://youtu.be/G6_UfBpYURQ 

Gruppo d'Intervento Giuridico onlus    
associazione di protezione ambientale riconosciuta 
(art. 13 della legge n. 349/1986 e s.m.i.)
Via Cocco Ortu, 32 - 09128 Cagliari

Ampliamento Peretola, anche la Provincia di Prato firma il terzo ricorso al Tar

Il presidente Puggelli: "Insieme ai sindaci firmatari del ricorso andremo avanti in tutte le sedi per salvaguardare i nostri concittadini e tutelarne le ragioni".
Ampliamento Peretola, anche la Provincia di Prato firma il terzo ricorso al TarAnche la Provincia di Prato ricorre contro il decreto del Ministero dei Trasporti che ha autorizzato la nuova pista dell’aeroporto di Peretola. Lo ha annunciato il presidente Francesco Puggelli che ha conferito il mandato agli avvocati Stefania Logli, Paola Tognini ed Elena Bartalesi di rappresentare e difendere l’ente che presiede nella battaglia legale con il dicastero guidato dal Ministro Danilo Toninelli. 
La Provincia di Prato, dunque, si unisce alla battaglia dei comitati e dei sindaci della Piana (di cui fa parte anche Puggelli in qualità di primo cittadino di Poggio a Caiano) nell’opporsi all’ampliamento di Peretola. La decisione di Puggelli arriva dopo la prima vittoria ottenuta il mese scorso di fronte Tar della Toscana: i giudici amministrativi hanno dato ragione ai sindaci e ai comitati della Piana, annullando il decreto di valutazione di impatto ambientale e di fatto imponendo lo stop ai progetti di ampliamento dell’aeroporto (LEGGI). Nei giorni scorsi ha annunciato il sostegno al terzo ricorso al Tar anche l'ordine degli architetti di Prato da sempre al fianco dei comitati contrari al progetto (LEGGI).
“Siamo profondamente in disaccordo con la decisione del Ministero – spiega Puggelli –. Insieme ai sindaci firmatari del ricorso andremo avanti in tutte le sedi per salvaguardare i nostri concittadini e tutelarne le ragioni. Costruire una nuova pista aeroportuale nello spazio di un parco significherebbe sacrificare l’intero territorio imponendo scelte non condivise che metterebbero a dura prova l’assetto ambientale, idrogeologico e viario di quella zona”.
Il presidente Puggelli, inoltre, ha ribadito la necessità di avviare un tavolo di confronto istituzionale, aperto al contributo di tutti i portatori di interesse, per decidere una diversa destinazione delle risorse: “La discussione va aperta quanto prima. I centocinquanta milioni di euro stanziati per l’aeroporto possono essere utilizzati per altre opere pubbliche, più urgenti e utili, in grado davvero di cambiare il volto della Piana. Penso ad investimenti in favore delle strade, per le infrastrutture ciclo-pedonali e per una linea tramviaria che consenta ai cittadini pratesi di raggiungere Firenze più rapidamente”.
Infine l’appello ad abbassare i toni: “Nelle ultime settimane abbiamo dovuto leggere, soprattutto da parte dei rappresentanti di Toscana Aeroporti, di attacchi fuori luogo nei confronti della magistratura e di chiunque avesse opinioni diverse. La giustizia deve fare il suo lavoro liberamente: spetta ai giudici esprimersi, sulla base dei documenti e del rispetto delle leggi. Da parte nostra proseguiremo nella battaglia per assicurare ai nostri concittadini una qualità della vita adeguata, la salute e il rispetto dell’ambiente, fermando un’opera sbagliata e potenzialmente molto pericolosa”, ha concluso Puggelli.

Una richiesta per gli alberi

Al Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare Dott. Sergio Costa

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Dott. Alberto Bonisoli

Oggetto. Una norma per gli alberi .

Signori Ministri,

studi autorevoli, condotti da organismi come la FAO e da esperti nazionali e internazionali, hanno ormai chiaramente dimostrato che gli alberi sono, tra le altre cose, i perfetti alleati degli abitanti delle aree urbanizzate.

Veri baluardi della qualità dell’aria e strumenti per il contrasto ai cambiamenti climatici, gli alberi hanno funzioni numerose e preziosissime: produrre ossigeno, stoccare anidride carbonica, mitigare la precipitazione delle ormai violente acque meteoriche, mitigare le temperature elevate (e quindi combattere efficacemente l’isola di calore), contribuire alla conservazione della biodiversità urbana.

I dati gravissimi resi noti da organizzazioni come l’OMS, secondo cui l’inquinamento dell’aria causa oltre 2 milioni di morti premature all’anno (8200 in Italia) rendono ancora più rilevante la funzione antiinquinante svolta dagli alberi.


Firenze, Viale Corsica prima e dopo il taglio degli alberi

Anche nel primo rapporto sullo stato del Capitale naturale in Italia, a cura del Comitato interministeriale per il Capitale Naturale, si sottolinea l’esigenza di intervenire a favore del benessere fisico e psichico della popolazione attraverso la promozione di infrastrutture verdi capaci di migliorare la connettività ecologica e potenziare i servizi della natura a vantaggio del wellbeing e della qualità della vita. In ambito urbano si tratta di valorizzare le strutture verdi e blu, quali alberature stradali, parchi, boschi urbani, considerando che l’ammontare dei servizi ecosistemici erogati da alberi e siepi è direttamente proporzionale al volume della vegetazione, essendo gran parte di tali benefici prodotti dalle foglie, attraverso la fotosintesi clorofilliana.

Per tutto questo, gli alberi dovrebbero essere valorizzati, conservati, curati al meglio.

Tuttavia, nel nostro Paese il trattamento che gli alberi ricevono è ancora estremamente negativo. Le nefaste e controproducenti pratiche di capitozzare gli alberi e distruggere le infrastrutture verdi sono diventate prassi consolidate. Allarmanti e sempre più numerose sono le segnalazioni che giungono quotidianamente alle associazioni di tutela ambientale circa i danni che gli alberi subiscono, con conseguenti perdite di servizi ecosistemici e ricadute sulla salute dei cittadini, tra cui in primis le persone più anziane e i bambini. Per non parlare dell’aumento (solo apparentemente paradossale) dello stato di pericolosità delle piante, le quali, sottoposte a tale pratica, si ammalano e perdono stabilità.

Una dura critica della capitozzatura giunge anche dalle “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico del Suo spettabile Ministero dell’Ambiente, secondo cui la capitozzatura è una pratica inaccettabile di potatura e ogni danno causato dalla caduta dei rami di alberi gestiti scorrettamente può essere riconosciuto come negligenza presso un tribunale.
In quello che gli addetti ai lavori ritengono il miglior testo sulla gestione degli alberi attualmente disponibile (Klug P., 2007, La cura dell’albero ornamentale in città) la capitozzatura viene definita un intervento distruttivo che riduce severamente la chioma dell’albero e trasforma i rami a monconi.
A sua volta, il padre dell’arboricoltura moderna, Alex Shigo, parla della capitozzatura come di un crimine contro la natura che distrugge la dignità dell’albero, indebolendolo e rendendolo quindi più pericoloso.
Nonostante l’articolo 6 della Legge n. 10 del 14/01/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, che ai commi 1 e 2 prevede che i comuni debbano promuovere l’incremento del verde urbano, ad oggi le città dotate di Regolamento del Verde urbano pubblico e privato sono ancora pochissime. Peraltro, le leggi regionali e i regolamenti del verde comunali esistenti non bastano più ad arginare tale “epidemia della mutilazione”, così come insufficienti (perchè non cogenti) risultano le “Linee Guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile”.

Occorrerebbe una norma nazionale che vieti e sanzioni la capitozzatura, la mutilazione degli alberi e la degradazione delle infrastrutture verdi. Una norma che però, purtroppo, manca.

Poggibonsi, Piazza Mazzini, abbattimento alberi (2018)

Ecco: Vi chiediamo, di impegnarvi per ottenere questa norma, che diventi il punto di riferimento imprescindibile nella gestione del verde e bandisca definitivamente, sul territorio nazionale, la pratica della capitozzatura. Vi chiediamo di farvi promotori di questa iniziativa, che rappresenterebbe un atto ambientale e sociale importantissimo e un’azione culturale avanzata.

Vi chiediamo altresì di potervi incontrare, onde approfondire il tema e fornirvi ulteriori e utili informazioni.

In tempi di riscaldamento globale, di crisi della diversità biologica e perdita costante di natura, in tempi di crisi delle città, sempre meno verdi e accoglienti, gli alberi rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. Trattarli bene significa trattare bene noi, le società umane, e garantirci un domani migliore.Veggiano, albero

Certi che il tema lo troverete particolarmente sensibile e in attesa di cortese riscontro, Vi trasmettiamo i più distinti saluti.

Alberto Colazilli – Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus
Mauro Furlani – Federazione Nazionale Pro Natura
Danilo Selvaggi – Lipu – BirdLife Italia
Massimo Livadiotti – Respiro Verde Legalberi
Cristiana Mancinelli Scotti – Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
Stefano Deliperi – Gruppo di intervento Giuridico Onlus
Alessandro Mortarino – Stop Consumo di Territorio
Roberto Domizi – Medici per l’Ambiente ISDE
Giovanni Damiani – GUFI Gruppo Unitario Foreste Italiane
Cesare Cipolla – AIVP Associazione Italiana Professionisti del Verde
Filippo Salerno – Erythros (Trapani)
Mimmo Tringale – Terra Nuova
Vittorio Emiliani – Comitato per la Bellezza

10 giugno 2019
alberi tagliati in città

ALLEGATI

Allegato 1 : https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/normativa/legge_14_01_2013_10.pdf

Allegato 2 :

https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/lineeguida_finale_25_maggio_17.pdf

Allegato 3 :

REMOVAL OF AIRBORNE PARTICULATE MATTER BY VEGETATION IN AN URBAN PARK IN THE CITY OF ROME (ITALY): AN ECOSYSTEM SERVICES PERSPECTIVE Silli V.1, 2, SalVatori E.1,*, ManES F.1 1 Department of Environmental Biology, Sapienza University of Rome, P.le Aldo Moro, 5 – 00185 Rome (Italy) 2 ISPRA – Institute for Environmental Protection and Research, Nature Conservation Department NAT-SOS, Via V. Brancati, 48 – 00148 Rome, ITALY * Corresponding Author: Tel: +39 0649912451; e-mail: elisabetta.salvatori@uniroma1.it

Allegato 4 :

An impact evaluation framework to support planning and evaluation of nature-based solutions projects – An EKLIPSE Expert Working Group report Prepared by the EKLIPSE Expert Working Group on Nature-based Solutions to Promote Climate Resilience in Urban Areas Christopher M. Raymond1 , Pam Berry2 , Margaretha Breil3 , Mihai R. Nita4 , Nadja Kabisch5 , Mark de Bel6 , Vera Enzi7 , Niki Frantzeskaki8 , Davide Geneletti9 , Marco Cardinaletti10, Leor Lovinger11, Corina Basnou12, Ana Monteiro13, Holger Robrecht14, Gregorio Sgrigna15, Laura Munari10, Carlo Calfapietra15,16 1 Department of Landscape Architecture, Planning and Management, Swedish University of Agricultural Sciences (SLU), Sweden 2 Environmental Change Institute, University of Oxford, United Kingdom 3 Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) and Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC), Italy 4 Centre for Environmental Research and Impact Studies, University of Bucharest, Romania 5 Department of Geography, Humboldt-Universität zu Berlin, Germany 6 Deltares, The Netherlands 7 European Federation of Green Roof and Wall Associations 8 Dutch Research Institute for Transitions, Erasmus University Rotterdam, The Netherlands 9 Department of Civil, Environmental and Mechanical Engineering, University of Trento, Italy 10 EUROCUBE srl, Italy 11 IFLA Europe – European Region of the International Federation of Landscape Architects 12 CREAF, Cerdanyola del Vallès, Spain 13 Department of Geography, University of Porto, Portugal 14 ICLEI – Local Governments for Sustainability, European Secretariat 15 Institute of Agro-Environmental & Forest Biology (IBAF), National Research Council (CNR), Italy 16 Global Change Research Institute, Brno, Czech Republic

Allegato 5 :

Green roofs as a means of pollution abatement D. Bradley Rowe Department of Horticulture, Michigan State University, A212 Plant and Soil Sciences Bldg., East Lansing, MI 48824, USA


FONTE: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2019/06/13/una-richiesta-per-gli-alberi/#more-21515