Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

DA RIFIUTO A RISORSA :-)




mercoledì 20 giugno 2018

BUFERA ATO SUD - ALCUNI ARTICOLI (che ci riguardano eccome!!)


FONTE qui 
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Mano nella mano per il parco della Piana: il 27 giugno

Un abbraccio collettivo per ricordare, come sembra sempre più evidente, che le alternative all’incenerimento dei rifiuti esistono, che si possono praticare, che si può vivere senza inceneritori e che questa scelta aiuta anche a definire obiettivi consapevoli di riduzione dei rifiuti. L’inceneritore di Firenze non verrà fatto ma ancora c’è molto altro da fare: la differenziata non decolla, non si mette in definitiva discussione il ciclo dei rifiuti, né a valle né a monte, non si pianifica la riduzione delle discariche e la chiusura degli impianti già esistenti, non si tolgono le grinfie del business sulla gestione dei rifiuti.
Un abbraccio collettivo per ribadire che la piana va protetta perché è l’unico modo per proteggere anche gli abitanti dei comuni che vi fanno parte e di quelli limitrofi. Inoltre la piana comprende anche preziose realtà faunistico-ambientali che verrebbero annientate dalle grandi opere.
Un abbraccio per confermare che non è sostenibile un aeroporto in città, né vecchio né nuovo poiché mette SEMPRE a rischio la popolazione ed è un opera impattante per il suo territorio.
L’attuale funziona dal 2003 in deroga: nessuna delle prescrizioni stabilite dalla VIA per la realizzazione di interventi necessari all’incremento del traffico aereo sono state rispettate, anche ARPAT ha appena multato la società per criticità d’impatto acustico. Ma basta andare a Peretola per rendersi conto dell’insostenibilità acustica e sanitaria di tale infrastruttura. Di quella che c’è e di quella futuristica decisa dalle lobby a dispetto di ogni ragionevole pianificazione urbanistica della città.
Immaginiamo quindi che dal Polo Scientifico di Sesto si snodi un “serpentone”, una catena solidale di abitanti che, mano nella mano, formano un lungo abbraccio dal presidio No Inc – No Aero dell’Osmannoro a Sesto Fiorentino.
Poi tutti insieme al presidio per una serata insieme con buon cibo e musica.
Ritrovo alle ore 19.00 al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.
Dal Polo partirà un serpentone che si snoderà verso Sesto, una catena di abitanti che, mano nella mano, formano un abbraccio solidale che difende il Parco e la Piana!
Finiremo poi al Presidio, con cena alle 21.00 e a seguire dalle 22,30 musica, birra e banchetti informativi.
#UNVISIEFATTOFARE !
#EORANOAEROPORTO !
*Presidio Noinc-NoAero (Assemblea per la Piana contro le nocività), Mamme No Inceneritore e Critical Mass Firenze

APPELLO AL COORDINAMENTO PD DEL VALDARNO – E A TUTTE LE FORZE POLITICHE DEL TERRITORIO RIBADIAMO IL NOSTRO NO AL FALLIMENTARE SISTEMA DELLE AZIENDE PARTECIPATE SU ACQUA E RIFIUTI!



Il comitato “Le Vittime di podere Rota”, in occasione dell’incontro tra sindaci e segretari del PD del Valdarno, sulle tematiche sovracomunali di interesse strategico per il nostro territorio, in particolare quello relativo alle partecipate nella gestione dei servizi essenziali come acqua e rifiuti,

si appella al coordinamento PD del Valdarno, e comunque a tutte le forze politiche del territorio affinché affrontino le questioni nell’interesse della collettività e tenendo conto delle istanze dalla società civile.

Il primo impegno di chi vuole rappresentare i propri concittadini dovrebbe essere quello di garantire i beni essenziali per la comunità e per far questo , la politica di gestione dei beni comuni e dei servizi essenziali, deve farlo con la massima serietà e correttezza.

Il sistema pubblico/privato adottato nella gestione dei servizi della nostra regione, ha fallito gli obiettivi per cui era nato (più servizi ; minor costo), in Toscana, alle tariffe sui rifiuti fra le più care d’Italia, non corrispondono servizi di pari livello e non si raggiungono gli obiettivi di raccolta differenziata , che è scarsa e fatta male, ben lontana dagli obiettivi Europei e del piano regionale (il 70% al 2020 ed era il 65% al 2012).

Di tutte le tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno In Toscana, solo il 50% circa viene intercettato dalla raccolta differenziata, e di questa, più del 20 % è da buttare e conferita in discarica.

Siamo molto lontani dagli obiettivi di conferimento in discarica (max 10%).

Siamo molto lontani dal traguardo del riciclo effettivo (per il Prb 60% nel 2020), (per raggiungere il quale è necessario effettuare una corretta raccolta differenziata fornendo ai cittadini un sistema, un servizio e informazioni adeguati.)

Siamo molto lontani dalla realizzazione dell’economia circolare che ad oggi rimane solo un bel concetto europeo Sono ancora troppi i comuni che non raggiungono le quote di legge di differenziata e che pagano multe salate, le famose ecotasse, riversate sui cittadini.

In Valdarno si riversa proprio tutto sui cittadini: tasse, disservizi e una grossa discarica che si fa sentire nell’ambiente circostante con disagi gravissimi per la salute e qualità di vita dei cittadini e che raccoglie da decenni , oltre a tutto quello che non viene differenziato , anche i rifiuti da fuori ambito.

La cosa più assurda è che anche questi cittadini che subiscono i gravi disagi dagli impianti di conferimento e trattamento rifiuti, sono costretti a pagare una ulteriore quota nelle tasse sui rifiuti: la quota per il “disagio provocato” che va al comune sede di impianto a compensazione dei disagi (da noi) arrecati ! Al danno anche la beffa!

Come Comitato “Le Vittime di Podere Rota” ribadiamo la necessità di un’alternativa a questo schema misto pubblico-privato, frutto di intese tra politica, grandi multi-utilities e mondo della finanza”, troppo lontano dalle esigenze e dai bisogni della popolazione e dall’ambiente .

In questo periodo all'interno del partito, che governa da anni il nostro territorio, e che è l'artefice di questo sistema, si comincia a notare dei disaccordi sia sul sistema gestione che sulle tariffe.

Il gestore unico dei rifiuti per l’ATO SUD, 6 Toscana , è un’azienda commissariata, vincitrice di una gara di appalto ventennale su cui pende un’inchiesta giudiziaria , sta gestendo il servizio fra mille problematiche legali e conti in Rosso, il suo sistema non ha mai decollato e non è mai stato troppo apprezzato dagli stessi Comuni, All’assemblea dei sindaci riuniti in Ato Toscana Sud più volte l’atmosfera si è riscaldata discutendo sul legame con Sei Toscana, sulle modalità della raccolta dei rifiuti e sulle tariffe, è stata perfino chiesta una assemblea straordinaria per valutare la possibile uscita dal contratto di servizio. L’ultimo atto significativo sono le dimissioni del suo presidente Roberto Paolini.

Ma Il socio pubblico è inerme, e in minoranza, le quote societarie, un tempo pubbliche, sono passate al socio privato. Così facendo il gestore del servizio pubblico è diventato proprio il “finto privato” che alla fine fa anche il controllore..

Invitiamo quindi il coordinamento dei sindaci e dei segretari PD, complici di questo sistema fallimentare, ad affrontare le questioni nell’interesse della collettività e tenendo conto delle proposte dalla società civile e soprattutto invitiamo tutte le altre forze politiche a formulare proposte innovative in tal senso.

Ma soprattutto ci auguriamo che siano ancora tutti concordi e intenzionati a che Podere Rota chiuda nel 2021 e che si comportino di conseguenza.

  


                                                                                comitato “Le Vittime di podere Rota”

Il Comitato Vittime di Podere Rota chiama a raccolta sindaci e Pd

“Il sistema pubblico/privato adottato nella gestione dei servizi della nostra regione – ha spiegato il comitato – , ha fallito gli obiettivi per cui era nato". La richiesta è quella di affrontare la questione nell’interesse della collettività.
di Marco Corsi - 19 Giugno 2018

Il Comitato Vittime di Podere Rota
l Comitato Vittime di Podere Rota
Arezzo, 19 giugno 2018 - “Affrontate la questione nell’interesse della collettività e tenendo conto delle istanze della società civile”. La richiesta, rivolta ai sindaci e ai segretari del Pd del Valdarno, è arrivata dal comitato “Vittime di Podere Rota” ed è legato al tema dell’acqua e dei rifiuti. E’ stato ricordato come il primo impegno di chi vuole rappresentare i propri concittadini sia quello di garantire i beni essenziali per la comunità e per far questo , la politica di gestione dei beni comuni e dei servizi essenziali, deve farlo con la massima serietà e correttezza. “Il sistema pubblico/privato adottato nella gestione dei servizi della nostra regione – ha spiegato il comitato – , ha fallito gli obiettivi per cui era nato – più servizi, minor costo -. In Toscana, alle tariffe sui rifiuti fra le più care d’Italia, non corrispondono servizi di pari livello e non si raggiungono gli obiettivi di raccolta differenziata , che è scarsa e fatta male, ben lontana dagli obiettivi Europei e del piano regionale. Di tutte le tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno In Toscana – ha aggiunto l’associazione – , solo il 50% circa viene intercettato dalla raccolta differenziata, e di questa, più del 20 % è da buttare e conferita in discarica".

" Siamo molto lontani dagli obiettivi di conferimento in discarica (max 10%) e dal traguardo del riciclo effettivo, per raggiungere il quale è necessario effettuare una corretta raccolta differenziata fornendo ai cittadini un sistema, un servizio e informazioni adeguati”. Secondo le “Vittime di Podere Rota” siamo lontani quindi dalla realizzazione dell’economia circolare che ad oggi rimane solo un bel concetto europeo. “In questo periodo all’interno del partito, che governa da anni il nostro territorio, e che è l’artefice di questo sistema, si comincia a notare dei disaccordi sia sul sistema gestione che sulle tariffe – ha aggiunto il comitato -. Invitiamo quindi il coordinamento dei sindaci e dei segretari Pd, complici di questo sistema fallimentare, ad affrontare le questioni nell’interesse della collettività e tenendo conto delle proposte dalla società civile e soprattutto invitiamo tutte le altre forze politiche a formulare proposte innovative in tal senso. Ma soprattutto – ha concluso – ci auguriamo che siano ancora tutti concordi e intenzionati a che Podere Rota chiuda nel 2021 e che si comportino di conseguenza”
FONTE ARTICOLO: 

VECCHIO AEROPORTO FIRENZE, .....sub-procedimento a causa delle nostre denunce


Da diverso tempo (dopo la ricezione del Decreto Decisorio Presidenziale tenuto a quanto pare nei cassetti del Ministero per oltre 5 anni) abbiamo denunciato quello che a nostro avviso risulta essere una condizione di illegittimità operativa per l’attuale pista 05/23.

Dopo la lettera del Direttore Generale DVA Lo Presti e la nostra precisa contro deduzione, argomentata nei termini e nelle prove a supporto, probabilmente a breve, verrà definito il sub-procedimento istruttorio della Commissione Nazionale di VIA circa le mancate “ottemperanze” sulla pista attuale 05/23.

Come afferma lo stesso Lo Presti nella sua lettera sono ancora valide, “precettive”, non hanno mai smesso di avere la propria efficacia nonostante il Ricorso Straordinario al Capo dello Stato, pure rigettato/perso.

Della questione sono stati puntualmente edotti con ampia documentazione a supporto anche all’Ill.mo Fretetto di Firenze ed all’Ill.mo Procuratore Capo della Procura presso il Tribunale di Firenze.

QUINDI CHI RIMARRA’ CON IL CERINO IN MANO.!!!

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
www.pianasana.org
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Ogg.: Istruttoria vecchio Aeroporto Peretola Decreto di VIA 0676/2003 non ottemperato

Egregio Presidente,

visto le nostre istanze presentate all’ Illustrissimo Prefetto di Firenze ed all’Illustrissimo Capo Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze circa la situazione dell’attuale aeroporto, presumiamo che come da lettera del Direttore Generale DVA Dott. Lo Presti qui allegata, sia tuttora in corso l’istruttoria sulle ottemperanze del Decreto di VIA 0676/2003

Ci preme pertanto sottolineare quanto già comunicato alle citate autorità, (come da allegato) anche in virtù delle “conferme” ricevute dal Dott. Lo Presti con la Sua lettera del 12 Gennaio c.a.:

       Inoltre, si rammenta che il ricorso straordinario non ha mai sospeso gli effetti del Decreto VIA

 n. 676 del 2003 sul " Piano Generale di Sviluppo dell'Aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze"

, pertanto le prescrizioni ivi contenute hanno sempre mantenuto la loro efficacia percettiva 

relativamente a detto progetto....................................................

Continua a leggere il documento ufficiale in 





COME MAI I GIORNALI LOCALI NON RIPORTANO QUESTE NOTIZIE.!!

Noi lo abbiamo chiesto, anche ad ENAC visto che per regolamento le DUNE in quel modo e distanza non si possono fare, ma tutto tace, perché ENAC non può dirci che sono in Regola.  Tutti gli altri pensano che tutto sia regolare, ma non è così, e sulla sicurezza fanno finta di NON sentire. Purtroppo abbiamo già visto tante volte a cosa porta la mancanza del “principio di precauzione” e la sotto valutazione del rischio.
Mera consolazione dire poi a posteriori, NOI L’AVEVAMO DETTO.!!
Note tecniche;
Aeroporto di Kiev con 2 piste e vie di rullaggio (che il Nuovo Firenze NON ha) con lunghezze piste di oltre 3500metri, 1100metri in più del Nuovo Peretola.
Aereo MD 83 ….molto più piccolo degli Airbus 320 e 321 che si vogliono far operare sul Nuovo Firenze.
Se si analizza BENE il video, si vedrà che la striscia bianca sulla Sinistra piano piano scompare e si vede prima del blackout che l’aereo va fuori della pista direttamente nel terreno.   Fortunatamente lì NON ci sono le DUNE del Polo Scientifico che distano appena 120/140 metri dalla strip.
Ecco perché le DUNE sono proibite, …ampliamento del DANNO derivante da impatto aereo (Art. 715 del Codice di Navigazione) a causa dell’effetto catapulta.
Ma tutti se ne fregano ……. perché sono sicuri e garantiscono (sigh.!!) che al NUOVO FIRENZE, non accadrà mai. !! Loro hanno la palla di vetro e noi ….. No.!!

Referendum per l’acqua bene comune: se 7 anni vi sembran pochi!

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [http://www.perunaltracitta.org/2018/06/15/referendum-per-lacqua-bene-comune-se-7-anni-vi-sembran-pochi/] con licenza BY-NC-SA 3.0.

Nel giugno 2011 abbiamo votato e vinto il referendum per l’acqua bene comune, bloccando le privatizzazioni ed eliminando il profitto.
Da allora sono cambiati tanti governi e tutti hanno ignorato e contraddetto la volontà popolare favorendo di nuovo la privatizzazione del servizio idrico e degli altri servizi pubblici locali, reinserendo in tariffa il profitto garantito ai gestori e promuovendo fusioni e aggregazioni con le 4 mega-multiutility A2A, Iren, Hera e Acea.
Inoltre, la crisi idrica, aggravata dal surriscaldamento globale e dai relativi cambiamenti climatici, ha fatto emergere le responsabilità di una gestione privata che risparmia sugli investimenti infrastrutturali per massimizzare i profitti.
Ribadiamo che oggi più di ieri è necessaria una radicale inversione di tendenza ed è sempre più importante riaffermare il valore paradigmatico dell’acqua come bene comune, ribadendo che: l’acqua è un diritto umano universale e fondamentale ed è la risorsa fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi; l’acqua è un obiettivo strategico mondiale di scontro con il sistema capitalistico-finanziario; la gestione partecipativa delle comunità locali è un modello sociale alternativo; è necessario giungere ad un sistema di finanziamento basato sulla fiscalità generale e su un meccanismo tariffario equo, non volto al profitto e che garantisca gli investimenti.
Intendiamo anche denunciare come oggi la privatizzazione dell’acqua passa attraverso processi più subdoli come le fusioni tra aziende e i pericolosi meccanismi tariffari predisposti da ARERA, la quale ha dimostrato di non tutelare né il servizio idrico né gli utenti, ma solo gli interessi delle aziende che dovrebbe controllare. Per cui ne chiediamo lo scioglimento e il ritorno delle sue competenze sul servizio idrico integrato al Ministero dell’Ambiente.
In occasione del 7° anniversario del referendum, forti di quella straordinaria partecipazione democratica rilanciamo il nostro impegno e la nostra mobilitazione, sfidando il nuovo governo M5S-Lega appena insediato a dare realmente attuazione all’esito referendario e a superare con iniziative legislative concrete la parte del “Contratto” relativa all’acqua in quanto del tutto insufficiente e inadeguata.
Roma, 13 Giugno 2018.
*Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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lunedì 18 giugno 2018

Rossano Ercolini/Rifiuti Zero sbarca in una tv tedesca :-)

Capannori, Toscana: un comune si occupa di riduzione dei rifiuti - con successo. E un grande obiettivo: entro il 2020 ci sarà zero rifiuti! Un esempio per le città tedesche?
Altro su "zero waste" a ARTE Re:  bit.ly/2LeWr5b


Video Anteprima su facebook: https://www.facebook.com/artede/videos/10155778810708869/?fref=gs&dti=407422732764252&hc_location=group
Tutto il servizio: https://www.arte.tv/de/videos/079474-058-A/re-null-muell/

Zero spazzatura
Basta con la follia dei rifiuti

Circa sei milioni di italiani vivono nelle cosiddette comunità a zero rifiuti. In Capannori, la separazione dei rifiuti è rigorosa e la tariffa dei rifiuti si basa sulla quantità che ogni famiglia produce. Meno, meno costosi. Per essere in grado di misurare con precisione, il comune distribuisce gratuitamente i sacchetti della spazzatura alle famiglie - con microchip integrati. Quindi, uno scanner nel camion della spazzatura può raccogliere esattamente chi butta via quanto. "Possiamo gestire tre o quattro sacchi della spazzatura all'anno", afferma con orgoglio Simone Tomei. I risultati della città sono notevoli: la quantità di rifiuti per persona è stata ridotta di circa il 40 per cento in pochi anni e il tasso di riciclaggio è aumentato fino a quasi l'80 per cento. Ma Capannori è ancora più ambizioso: entro il 2020 non dovrebbero essere generati rifiuti residui. Zero rifiuti.
Secondo questo motto, la Kieler Marie Delaperrière vive per molti anni. Ha anche fatto carriera nel suo impegno: nel 2014 ha fondato il primo negozio "disfatto" in Germania. Qui vende oltre 500 prodotti - sfusi, ovvero senza imballaggi usa e getta. I clienti portano i loro contenitori e li riempiono al negozio. Nel frattempo, ci sono dozzine di negozi nella repubblica che seguono questo esempio. "La visione è che c'è un movimento in tutta Europa", dice Marie Delaperrière. Uno che scrive sulla bandiera: "Non vogliamo causare altri rifiuti".

(traduzione di google)

venerdì 15 giugno 2018

A Roma si erano accesi tutti gli allarmi ma nessuno ha voluto vedere - di Paolo Berdini


Evidentemente la capitale d’Italia non riesce a far tesoro degli scandali degli ultimi anni, quelli che hanno svelato una città dominata da un mondo affaristico-malavitoso capace di mettere la politica alle proprie dipendenze.
Era il 2 dicembre del 2014 quando prese il via l’inchiesta “mondo di mezzo” che azzerò la classe politica al governo della città. Imprese e cooperative colluse con la malavita per l’accaparramento di funzioni fino a pochi anni prima svolte egregiamente dalle amministrazioni pubbliche.
Il sistema degli appalti fu sottoposto ad una profonda verifica, anche grazie all’Anac di Cantone. E fu sempre in risposta alla domanda di trasparenza e onestà che nel giugno 2016 Roma affidò ai 5Stelle e a Virginia Raggi le chiavi del governo della città.
La nuova giunta si era dunque affermata per porre in essere una profonda discontinuità di metodo e di contenuti.
In quello stesso periodo, il governo delle città, la vera radice di tutti i mali italiani, non fu però sottoposto ad identica attenzione. Anzi.
Oggi i «piani casa» di ogni regione permettono di demolire e ricostruire immobili, anche in zone di pregio storico e ambientale, con notevoli incrementi di volumetrie. Le coste italiane, e perfino quartieri bellissimi come quello di corso Trieste a Roma, sono stati aggrediti dalla eterna speculazione immobiliare.
Alla camera dei deputati è stata fortunatamente bloccata una legge di cosiddetta rigenerazione urbana che avrebbe permesso alla proprietà fondiaria di intervenire ulteriormente senza alcuna regola.
Ma identica filosofia è contenuta nella recente legge urbanistica della regione Emilia Romagna, nella legge della rigenerazione urbana del Lazio e nella proposta di legge che l’attuale giunta regionale dell’Abruzzo vuole approvare ad ogni costo.
Si continua a pensare che solo la cancellazione del governo pubblico sia l’obiettivo da raggiungere.
A ROMA, I SEGNALI che sull’urbanistica si sarebbero dovuti accendere i fari dell’attenzione erano stati molto espliciti.
Il 16 dicembre 2016 viene arrestato Raffaele Marra, potente braccio destro del sindaco Raggi.
Narrano le cronache che nel suo appartamento furono trovate alcune pratiche urbanistiche che avrebbero dovuto essere ospitate nell’assessorato che dirigevo.
L’urbanistica mette in moto interessi così giganteschi che la trasparenza dà fastidio a chi ha il potere economico – fondiario ed è molto meglio lasciare tutto nell’ombra di oscure trattative.
In poco tempo, anche grazie al “commissariamento” della Raggi imposto da Di Maio attraverso due uomini di sua fiducia (i deputati -oggi ministri- Fraccaro e Bonafede), l’urbanistica romana è tornata nel porto delle nebbie e nella continuità con le precedenti amministrazioni comunali.
La vicenda dello Stadio della Roma sta tutta in questa forbice con l’esigenza di trasparenza e di moralità che la giunta Raggi aveva promesso ad una città che sperava in un cambiamento radicale.
La stessa Raggi, ad esempio, aveva condotto una limpida battaglia contro la decisione del sindaco Marino di costruire lo stadio a Tor di Valle, salvo poi cambiare punto di vista e annullare tutto il lavoro di recupero di trasparenza e legalità che, durante il mio impegno nella giunta capitolina, avevo impostato.
Del resto, nelle trattative oscure con la proprietà fondiaria non servono assessori competenti, servono mediatori e affaristi.
MA LA VICENDA STADIO non è la sola. Ad Ostia, sciolta per mafia, nonostante due anni e mezzo di commissariamento è stata approvata solo una bozza di piano degli arenili che lascia in mano al potente partito dei balneari il destino del litorale.
Del resto, le meritorie demolizioni degli abusi iniziate per merito dell’allora commissario al litorale, il magistrato Sabella, sono state abbandonate.
Il settore del commercio ambulante è stato riportato indietro rispetto alle politiche di Ignazio Marino.
La rete delle esperienze sociali che tengono viva la città, come la Casa internazionale delle Donne, sono ignorate e rischiano lo sgombero.
Sulla fame di case pubbliche non si è fatto nulla e continuano le dolorose occupazione da parte della città dei poveri.
Sull’area pubblica dei Mercati generali di Ostiense si vuole approvare un progetto che prevede il verde per gli abitanti di quel quartiere, del tutto privo di parchi, ubicato a venticinque chilometri di distanza.
Dalla svolta urbanistica siamo tornati agli orrori dell’urbanistica contrattata.
E’ sul tradimento delle speranze per una città migliore che doveva guardare ai bisogni delle periferie e non agli affari, che dovremmo portare la discussione.
E’ infatti indubbio che questo ennesimo grave colpo d’immagine della capitale potrà provocare disorientamento e ulteriore distacco dalla partecipazione politica.
Per riportare la capitale degli scandali urbanistici ad avere fiducia nel futuro è necessario un progetto di città che sappia mettere per sempre in soffitta affaristi e politica succube.
E’ solo con una profonda svolta etica verso la città intesa come bene comune che potremo ricostruire il futuro di Roma e delle nostre città.

* L’autore è ex assessore all’urbanistica della giunta Raggi

giovedì 14 giugno 2018

RICORDATE IL DECRETO 104/2017 SULLA VIA??

Finalmente è arrivata!!

Abbiamo la conferma che la petizione inoltrata dall'Associazione VAS Onlus, che aveva come oggetto l'incoerente ed illegittimo recepimento della Direttiva UE 52/2014 tramite il Dlgs 104/2017 è stata ritenuta idonea ed accolta.

Quindi si inizia ora con una indagine preliminare per verificare se questa direttiva è stata correttamente recepita, oppure è stata stravolta ed illegittimamente recepita come attestiamo Noi (visto che contro il Dlgs 104/2017 ben 8 Regioni hanno pure fatto ricorso alla Corte Costituzionale).
Se come Noi auspichiamo il Dlgs 104/2017 verrà dichiarato illegittimo, decadranno anche tutti i presupposti di validità per il Decreto di VIA del 2017 che aveva rivisto le prescrizioni del Parere 2235 perché quelle del 2016, non erano piaciute a qualcuno!

E’ palese che in caso di nostra vittoria il Decreto di VIA dovrà essere ritirato, pena la procedura di infrazione con esborso economico da parte del Nostro Paese, ma questa volta NON a carico dei Cittadini.

Infatti in tempi NON sospetti le Corte dei Conti di Roma e Firenze hanno ricevuto le nostre denunce con tutti i nomi che hanno avallato tali scelte e decisioni nonostante TUTTI fossero stati preventivamente edotti di quello che andavano approvando, dai Ministeri fino alle Commissioni locali.

I nostri legali già si fregano le mani per possibili, quanto auspicabili Class Action collettive, aspettiamo quindi fiduciosi l'esame documentale degli atti, sia da parte della Commissione UE, come dalle Commissioni del Parlamento UE citate nella lettera.

Risposta UE Petizione - Ricorso 1052-2017

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
www.pianasana.org

martedì 12 giugno 2018

ULTIMA FUMATA DELL'INCENERITORE DI SELVAPIANA A RUFINA BRUCIATI 2,5 MILIONI DI EURO!


La vicenda del progetto del nuovo Inceneritore di Selvapiana arriva a un epilogo purtroppo ampiamente previsto di danni alla comunità della Val di Sieve e non solo. Chi ha avallato con così tanta caparbietà questo progetto, che fin dall’inizio si rivelava economicamente non sostenibile, dovrebbe oggi spiegarci perché è stato così ostinato a voler sprecare tutti questi soldi di noi cittadini. Andiamo per ordine. Per continuare a bruciare i rifiuti a Selvapiana, dal 2000 parte l’iter burocratico con l’entrata di un socio privato in Aer Spa, per progettare, costruire e gestire, nello stesso sito dell’impianto un inceneritore 7 volte più grande di quello esistente, chiuso nel 2010 in quanto non più in regola con le nuove norme. 
Come sappiamo gli inceneritori rappresentano un affare molto attraente per le industrie dei rifiuti e le banche e Selvapiana non faceva eccezione! La sicurezza di redditività per gli azionisti, garantita dalle bollette dei cittadini per gli anni di concessione fino al 2040, ha purtroppo visto l’appoggio incondizionato al progetto da parte delle Amministrazioni della Val di Sieve, nonostante l’immediata opposizione di cittadini, Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve e Italia Nostra, che in tutti questi anni hanno fatto informazione, organizzato numerose assemblee e manifestazioni pubbliche. 
L’iter burocratico prosegue e nel 2009 viene creata la AER Impianti Srl alla quale viene conferito nel 2010 un Capitale di 1 Milione di Euro, versato dai Comuni coinvolti (vedi Tav. 1) e dal socio privato Valdisieve Scrl in rappresentanza di enti e Banche interessati alla costruzione e gestione dell’inceneritore (vedi Tav. 2). 
La caparbietà delle Giunte dei Comuni interessati non ha vacillato un attimo neanche quando dal Piano Economico Finanziario di Aer Impianti Srl si evinceva con chiarezza che l’inceneritore avrebbe bruciato rifiuti provenienti da tutti i 70 comuni di ATO Toscana Centro e in parte anche della provincia di Arezzo. In compenso si sarebbe inquinato la nostra Valle, con la promessa di “compensazioni economiche” elargite annualmente ai 3 comuni maggiori. 
Nel 2010 si ha un primo arresto degli atti autorizzativi VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che vengono annullati grazie al ricorso al TAR fatto dalla Fattoria di Selvapiana, da Italia Nostra e dall’Associazione Valdisieve. La testardaggine viene evidenziata però subito dopo 3 mesi dalla sentenza del TAR, ottenendo una nuova VIA (ormai scaduta nel 2015) e nel 2012 anche la nuova AIA (scaduta nel 2017). 
Sempre nel 2012 viene così presentato il Piano Finanziario presentato da Aer Impianti Srl (PEF) votato favorevolmente dall’Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro con 36 delegati presenti e favorevoli su 70!! 
Se solo si fosse dato ascolto al Presidente Alessandro Petretto (Professore ordinario nella Facoltà di Economia di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa), che così si era espresso: "SE ATO TOSCANA CENTRO FOSSE STATA UN AUTHORITY INGLESE, IL PROGETTO AQUESTO PUNTO SAREBBE STATO BOCCIATO”. 
Si arriva al 2013 quando ATO Toscana Sud decide di non conferire più alcun rifiuto al nuovo inceneritore di Selvapiana, di fatto segnandone la fine assoluta (dovendo AER Impianti Srl andare a cercare rifiuti sul mercato!). 
Con le elezioni del 2014 si ebbe un ricambio di alcuni Amministratori Comunali che finalmente presero atto della non convenienza di questa operazione (sia a livello economico che gestionale), avviando con i vari Enti coinvolti gli atti necessari a cancellare dal PIANO REGIONALE (PRB) questo nuovo impianto e far ricadere eventuali spese su tutti i Comuni di ATO Toscana Centro (non solo su quelli della Val di Sieve). 
La Regione Toscana nel 2016 modifica il PRB per eliminare definitivamente l’impianto di Selvapiana dalla pianificazione regionale, mantenendo quello di Case Passerini (ndr. ora in discussione, fortunatamente). 
Quindi: 
· AER Impianti Srl si vede riconosciuti da ATO Toscana Centro crediti per 2,4 milioni di euro da recuperare con la maggiorazione della tariffa TARI spalmata in percentuale su TUTTI gli utenti dei 70 Comuni che compongono ATO Centro: dal Comune di Abetone a Vinci. (vedi Tav. 3). 
· I Comuni della Val di Sieve (e a seguire tutti i 70 Comuni) hanno deliberato o stanno deliberando le nuove tariffe TARI e gli utenti forse non si accorgeranno di nulla perché la maggiorazione (circa 2-3 euro a famiglia per coprire i 2,4M) non sarà evidenziata in bolletta. 
· Quando tutti i 70 Comuni avranno incassato la TARI del 2018 dovranno scorporare la quota da restituire ad AER Impianti Srl per versarla ad ATO Toscana Centro, che entro giugno 2019 a sua volta verserà il saldo ad AER Impianti Srl. Altro lungo iter burocratico con costi improduttivi!! Veniamo al passivo di Bilancio accumulato da AER Impianti Srl e alle spese che ATO Toscana Centro ha riconosciuto come rimborso. 
Si tratta di 2.430.233 € così composti: 
   € 622.000  > Bonifica area Selvapiana (attività prevista e da eseguire in futuro)
   € 520.000  >Demolizione inceneritore (attività prevista e da eseguire in futuro) 
   € 238.000  >Finanziamento socio privato industriale e Banche collegate 
   € 650.000  >Fatture di fornitori: progettazione nuovo impianto, VIA, altro 
   € 400.000  >Rimborso di quota parte del capitale sociale. 
€ 2.430.000  >totale
Il Capitale Sociale versato dai Comuni in AER Impianti Srl al 2012 era di 876.460,55 € (oltre a 119.913,45 € di quote dei Privati), in questi anni è stato eroso per coprire le spese di esercizio (compensi Consiglio di amministrazione, rimborsi spese, costi gestione di personale, servizi, utenze, ecc). 
Sono state così dissolte nel vento del CAMINO SPENTO di Selvapiana importanti risorse pubbliche, centinaia di migliaia di euro - queste sì “INCENERITE” - pagate con le tasse dai cittadini in piena crisi economica (2008-2017). 
Significa anche che i Comuni dopo 10 anni riceveranno indietro SOLO una parte di quanto versato: un capitale che poteva essere usato per interventi in una gestione diversa dei rifiuti che chiediamo da anni. 
La gestione rifiuti in Val di Sieve, con gli interventi adeguati, può raggiungere maggiore efficienza e risparmi per i cittadini, avviandosi a mettere le basi a quell’Economia Circolare, sancita dall’Europa e ormai irrinunciabile per recuperare materie seconde preziosissime. In tutta Italia si moltiplicano i centri di riuso, riparazione e recupero, così come si sperimentano sempre nuovi sistemi finalizzati alla diminuzione dei rifiuti, al riciclo e alla riprogettazione di prodotti e imballaggi. Tutte iniziative che creano una nuova economia e nuovi posti di lavoro. In questi 10 anni abbiamo perso un sacco di tempo e preziose risorse economiche. Arrivati a questo punto vorremmo chiedere che la parte residua del Capitale Sociale, versato dai Comuni per costituire AER Impianti Srl, una volta recuperata, venga vincolata in favore di progetti per una Gestione dei Rifiuti diversa, virtuosa e sostenibile che punti alla QUALITÀ del materiale differenziato, a minimizzare il RESIDUO e a creare opportunità di lavoro in questo campo, realizzando un Centro di Recupero, Riparazione e Riutilizzo per la Valdisieve. Ora, possiamo e dobbiamo cambiare.

Rufina, 5 Aprile 2018





Comitato Valdisieve - Associazione “Vivere in Valdisieve” - Associazione Valdisieve

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TAV 1 - Elenco Quote Sociali dei Comuni in Aer Impianti Srl





























TAV 2 – Privati e Banche interessati alla costruzione (al 2016)

























TAV 3 - Quota/Percentuale dei 2,4 M distribuita sui 70 Comuni