Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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lunedì 30 settembre 2013

Ponte nelle Alpi 30 kg di rifiuti indifferenziati procapite --> PIANO REGIONALE toscano: si stimano 600 kg. di rifiuti prodotti procapite da qui al 2020!!!

Racconto

Meno rifiuti, più posti di lavoro, la formula vincente del Comune più riciclone d’Italia

Gabriele Pieroni
«Non volevamo fare qualcosa di buono, ma la migliore cosa possibile per la nostra comunità». È con questo spirito a metà strada tra l’ostinazione e l’utopia che Ezio Orzes, assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi spiega come il suo paese è riuscito a dotarsi del sistema di gestione dei rifiuti più efficiente della Penisola. Lo conferma il dossier di Legambiente diffuso in questi giorni. Con una mappa con la classifica regione per regione.
«Non volevamo fare qualcosa di buono, ma la migliore cosa possibile per la nostra comunità». È con questo spirito a metà strada tra l’ostinazione e l’utopia che Ezio Orzes, assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi spiega come il suo paese è riuscito a dotarsi del sistema di gestione dei rifiuti più efficiente della Penisola. Lo conferma il dossier di Legambiente diffuso in questi giorni, i Comuni più “Ricicloni” d’Italia, che per la terza volta in tre anni ha assegnato a Ponte nelle Alpi il più alto «indice di buona gestione» dei rifiuti, attribuendo al comune la più alta percentuale assoluta di raccolta differenziata: l’87,7% del totale. E ha riconosciuto la profonda rivoluzione culturale di un paese che non accetta più la definizione di «rifiuto», ma solo quella di «materiale che attraverso il riciclo può essere impiegato nuovamente nella produzione industriale», come sostiene Orzes.
Ponte nelle Alpi è una cittadina di 8.500 anime in provincia di Belluno. Non è un vero e proprio centro urbano, ma l’insieme di 23 frazioni sparse su di un territorio di 58 chilometri quadrati, «ognuna con un proprio mondo da raccontare e i propri tempietti in cui pregare», come amano dire i pontalpini di loro stessi. Eppure, nel 2004, tutti si unirono per opporsi alla creazione di una grossa discarica che avrebbe smaltito la spazzatura proveniente da ogni parte della provincia. Non fu solo il nemico comune a farli accordare. La lista civica "Insieme per Ponte", che venne creata per fermare la discarica, quell’anno vinse le elezioni e divenne un laboratorio per ripensare lo smaltimento e la produzione dei rifiuti. Ezio Orzes, che allora era il postino del paese, faceva parte di quella lista, così come l’attuale sindaco, Roger De Menech.
«Dall’opposizione siamo passati all’azione», racconta a Linkiesta il primo cittadino di Ponte nelle Alpi, «abbiamo cercato di capire come i rifiuti venivano generati, quali soluzioni potevamo adottare per ridurre la loro quantità e, in mancanza di alternative, rendere innocuo il loro impatto sull’ambiente». Mentre studiavano la materia, a Ponte nelle Alpi si accorsero che non solo potevano fare a meno di una nuova discarica, ma che non ne avevano bisogno di nessuna. Come? «Abbiamo capito che se fossimo riusciti a trasformare il rifiuto, tutti i rifiuti, in una risorsa, avremmo potuto migliorare la qualità della vita senza aumentare di un solo euro la tassa per il loro smaltimento», continua De Menech. «Anzi, ci siamo accorti che potevamo risparmiare».
È possibile aumentare la qualità di un servizio senza pesare sui costi? «Possibile, possibile», conferma Stefano Triches, direttore della Ponte Servizi srl, l’azienda 100% comunale creata nel 2007 per gestire la raccolta differenziata. «Attraverso uno studio di fattibilità ci siamo resi conto che smaltire i rifiuti in discarica costava circa 192 euro a tonnellata per un totale di oltre 450mila euro l’anno. E che al contrario, differenziando, avremmo ridotto quei costi di dieci volte». «Non è stato facile», confessa Triches, «ma oggi per conferire in discarica i rifiuti non riciclabili spendiamo meno di 40mila euro all’anno, abbiamo letteralmente abbattuto i costi di smaltimento». Con i soldi risparmiati, l’amministrazione di Ponte ha deciso di raddoppiare il personale addetto alla differenziata. Oggi sono 11 le persone assunte dal Comune a tempo pieno: «Ma anche così continuiamo a risparmiare», conferma Triches. «Dai 950 mila euro di un tempo, oggi l’intera gestione ci costa a 810 mila euro, il 14% in meno».
Meno costi, più posti: è questa la rivoluzionaria spendig review adottata dalla nuova giunta. Perché è vero che produrre meno rifiuti è economicamente vantaggioso, ma per farlo bisogna controllare sacchetto per sacchetto la purezza del materiale differenziato. A partire dal 2007 così, a Ponte viene istituito un servizio di raccolta porta a porta, dove gli operatori ecologici diventano specialisti della differenziata: aiutano le persone a smistare i materiali, segnalano le anomalie, registrano la quantità di prodotto non riciclabile raccolto. Il Comune ha dotato ogni famiglia e ogni attività commerciale di quattro bidoncini colorati: blu per plastica, vetro e lattine, verde per il secco non riciclabile, marrone per l’umido e giallo per la carta. Dal 2011 c’è anche la possibilità di ricevere una tanica per la raccolta dell’olio vegetale, che una volta trattato può diventare lubrificante per macchine agricole, biodiesel e glicerina per la saponificazione. Anche l'umido ha trovato il suo posto. Una famiglia su due ha deciso di dotarsi di una compostiera da giardino: l'organico diventa concime per l'orto e il comune opera un taglio del 20% sulla Tarsu.
«Il principio che abbiamo adottato è semplice: ogni nucleo familiare paga una tariffa che è composta di due parti», spiega Triches. «Una quota fissa copre le spese di gestione e una quota variabile viene applicata per il prodotto conferito in discarica». In poche parole, meno rifiuti non riciclabili produci, meno spendi. Un concetto che a Ponte hanno recepito con una velocità impressionante. Dopo i primi cinque mesi di sperimentazione, la raccolta differenziata toccava quota 80% e i cittadini passavano da 385 kg di rifiuti indifferenziati pro capite, ai meno di 30 kg di oggi.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/ponte-sulle-alpi-rifiuti#ixzz2gO89ocw9

martedì 6 agosto 2013

Gambassi, il paese dove non si butta via nulla

Con il “porta a porta” azzerati i rifiuti ma la bolletta è rincarata del 30% I cittadini approvano: «Prima era più comodo ma indietro non si torna»

di Chiara Capezzuoli



GAMBASSI TERME. C'è un borgo arroccato sulle colline tra Firenze e Siena dove il caro vecchio cassonetto è ormai in pensione: Gambassi Terme. La raccolta dei rifiuti si fa a domicilio. Ogni materiale di scarto finisce in un bidoncino colorato: la plastica in quello blu, la carta nel bianco, l'organico nel contenitore marrone. Ma la differenza con le altre esperienze di raccolta “porta a porta” avviate in Toscana è che il resto va a finire in un bidone grigio e si paga. Profumatamente. Il risultato è che meno del 3% dei rifiuti finisce in discarica, mentre il resto viene smaltito e riutilizzato negli impianti sparsi nel circondario dell'Empolese Valdelsa.

Gambassi Terme si aggiudica la medaglia d'oro, a livello regionale, per il riciclaggio: 97% di rifiuti selezionati nei primi quattro mesi dell’anno. Il segreto? Organizzazione, comunicazione e collaborazione. Quella di famiglie e commercianti, che hanno capito l'importanza della "rivoluzione dei rifiuti" scattata poco più di un anno fa. «Non abbiamo usato metodi o iniziative particolare per incentivare i nostri cittadini alla raccolta differenziata - dice il sindaco Federico Campatelli - lo abbiamo fatto soprattutto con assemblee molto partecipate e visite nelle varie famiglie per spiegare il cambiamento che stavamo apportando».

Gambassi Terme è stato l'ultimo comune nel circondario Empolese Valdelsa ad istituire il nuovo servizio di raccolta rifiuti. Iniziata il 28 aprile 2012, il riscontro che ha ottenuto sui cittadini è stato subito forte: mentre prima del "porta a porta" la percentuale dei rifiuti che venivano riciclati era del 36%, già nel periodo di transizione compreso tra aprile e dicembre 2012 (quando il servizio di smaltimento comprendeva sia la differenziata che i classici cassonetti) il riciclaggio dei rifiuti era salito al 65% fino ad arrivare al 97,28% dello scorso aprile.

Nelle strutture turistiche immerse nella campagna toscana, e meta prediletta da tanti stranieri, è stata compiuta una grande opera di informazione «tramite opuscoli e guide nelle varie lingue - dice Leo Orsi dell'agriturismo Santa Cristina - poi in fondo il nostro territorio deve molto ai visitatori, che si sono dimostrati attenti nella raccolta, specialmente perché nei loro Paesi già è in vigore da diversi anni».

A Gambassi la raccolta porta a porta ha funzionato anche perchè chi non fa la selezione dei rifiuti paga. E parecchio. Ogni volta che il bidone grigio viene svuotato viene addebitato un costo sulla bolletta: di 8 euro se il contenitore è da 20 litri, di 12 euro se è di 35 litri, di 17 euro nel caso di un bidone di 50 litri.

Il materiale selezionato finisce tutto nellle strutture del circondario empolese che si occupano di riciclaggio: la plastica e il vetro vengono conferiti alla Revet, che ha stabilimenti a Empoli e Pontedera, e da qui iniziano una nuova vita diventando persiane, pannelli fonoassorbenti per autostrade e addirittura maglie in pile. Grazie a un accordo siglato da Piaggio e Publiambiente la plastica recuperata nell'Empolese Valdelsa viene poi utilizzata per realizzare le scocche dei motorini. E il vetro? Finisce nelle bottiglie da vino della Zignago, sempre a Empoli. L'organico viene utilizzato dalla Varcofert di Certaldo per il compost, la carta viene spedita alle cartiere. E l'indifferenziato (meno del 3% dei rifiuti totali) finisce in discarica a Montespertoli.

Il risultato è positivo. Ma non è a costo zero. La "rivoluzione" ha inciso sulle bollette degli abitanti e dei commercianti. La tariffa di igiene ambientale (Tia) è stata aumentata con una cadenza del 10% annui nel triennio 2010-2012, determinando un aumento complessivo del 30%, in modo da coprire le maggiori spese sostenute da Publiambiente per garantire il servizio (i dipendenti sono saliti da 65 ai tempi del cassonetto agli attuali 226). Lo scorso 1° gennaio avrebbe dovuto esordire anche a Gambassi la "tariffazione puntuale" (già in vigore negli altri comuni della zona): la bolletta, in questo caso, è determinata da una parte fissa e da una variabile in base al numero di svuotamenti del bidoncino grigio dell'indifferenziato, tutto il resto (plastica, carta e organico) viene ritirato gratuitamente ai privati (le aziende, invece, pagano tutto). Ma l'introduzione della Tares (che considera esclusivamente il numero di metri quadrati e i componenti del nucleo familiare) ha cambiato i programmi dell'amministrazione che, come gli altri Comuni, ha dovuto approvare un regolamento per salvaguardare i "virtuosi" della differenziata, attraverso un complicato sistema di sconti.

Sarà per questo, forse, che da parte dei circa 5mila abitanti del borgo, le opinioni sulla raccolta differenziata "porta a porta" sono sì positive ma con qualche distinguo. Nella centrale via Garibaldi i cittadini riuniti al bar, commentano compiaciuti il successo ottenuto dal loro comune: «Ovviamente il cassonetto era più comodo - dice Bruno Cianetti - però una volta presa dimestichezza con la differenziata, non credo varrebbe la pena tornare al vecchio sistema. Sicuramente è stata una buona idea». Nella stessa strada, i coniugi Luigi Orsi e Carla Renieri seduti nel cortile della loro abitazione insieme al loro cane, approvano la raccolta dei rifiuti: «Abbiamo spazio a sufficienza per i vari container e ci sembra un'ottima iniziativa, anche se la bolletta subirà un aumento». Non è della stessa opinione la titolare del bar Tizi e Vizi di piazza Roma: «Non sono molto contenta, l' ho percepita come un obbligo e secondo me viene fatta in modo sbagliato. Gli operatori passano troppe poche volte e per chi ha un'attività come me, non è bello vedere il lunedì mattina una montagna di cartone al lato del negozio fino a mezzogiorno. E poi paghiamo di più».

FONTE: http://iltirreno.gelocal.it/regione/2013/08/02/news/gambassi-il-paese-dove-non-si-butta-via-nulla-1.7519414

giovedì 10 gennaio 2013

MENO RIFIUTI, PIÙ BENESSERE. DIECI MOSSE CONCRETE PER RIDURRE I RIFIUTI


ScreenHunter_02 Jan. 10 12.58Davanti
a
tante emergenze ambientali, ci sono azioni apparentemente meno
importanti ma che potrebbero fare la differenza nella gestione
dei rifiuti. In particolare degli imballaggi, che spesso si
trasformano inutilmente in enormi quantità di rifiuti. L'unica
strada percorribile è quella di chiedere al mondo dell'industria
e della distribuzione di prendersi carico dei prodotti e
imballaggi che immettono in commercio, di farsene carico
dall'inizio vita sino allo smaltimento. La prevenzione e
l'applicazione del principio di responsabilità estesa del
produttore sono le azioni che possono porre un freno a monte al
consumo di risorse, alla produzione di inquinamento, di rifiuti
e scarti evitabili. Il modello attuale non è più sopportabile da
un pianeta dalle risorse finite, è arrivato al capolinea perché
produce più costi per tutti e benefici per pochissimi. E' appena
giunta la notizia della multa di 56 milioni dalla Corte di
giustizia dell'Unione Europea all'Italia per le discariche
illegali e incontrollate di rifiuti che prosperano nel nostro
Paese, una specie di conferma del 20° posto (su 27) nella
classifica europea di gestione dei rifiuti. E' necessario
seguire esempi virtuosi come l'associazione Comunità Rifiuti
Zero, fondata con l'adesione di oltre cento comuni italiani.
Alle aziende viene richiesto di mettere in pratica da subito 10
mosse concrete per la progettazione di prodotti e imballaggi
sostenibili e adatti all'uso multiplo. Si chiede inoltre di
poter trovare all'interno di negozi e supermercati una vasta
gamma di prodotti acquistabili con contenitori riutilizzabili e
su tutto il territorio nazionale.



Info:
 


www.comunivirtuosi.org/index.php/component/content/article/50/1848-meno-rifiuti-piu-benessere


adesioni@comunivirtuosi.org


 www.gestionecorrettarifiuti.it


gestionecorrettarifiuti@gmail.com


firma la petizione : http://www.comunivirtuosi.org/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=49

lunedì 15 ottobre 2012

Parma ha aderito a Rifiuti Zero


ScreenHunter_03 Oct. 15 16.11Parma è il secondo comune più popoloso, dopo Napoli, ad aver aderito alla
strategia Rifiuti Zero, lanciata da Paul Connet, il chimico americano della St.
Lawrence University, che ha avuto in Italia il comune di Capannori, con Rossano
Ercolini, la punta di diamante.


Oggi sono oltre cento le amministrazioni locali che hanno intrapreso questa
strada.


Oggi a Capannori è in corso la giornata degli aderenti che fonderanno insieme
l'associazione delle comunità verso rifiuti zero (vedi post QUI).


Per Parma è presente l'assessore all'ambiente Gabriele Folli, che sta
seguendo i lavori della giornata di studio.


La strategia prevede 3 importanti passaggi per raggiungere gli obiettivi
prefissati:


Eliminare incenerimento dei rifiuti, passando a un sistema di raccolta che
aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del
materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti
prodotti;


Incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e
operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es. uso di
prodotti alla spina);


Sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente
riciclabili, riutilizzabili e riparabili.


Alla strategia rifiuti zero ha anche aderito Anpas, l'associazione delle
pubbliche assistenze italiane.


Il comune di Parma si avvia verso l'impostazione del sistema di raccolta
ottimizzato al massimo recupero dei materiali attraverso riduzione e
prevenzione, riuso, riciclo, riducendo così al minimo e progressivamente a zero
il rifiuto residuo.


Una prospettiva evidentemente in contrasto con l'utilizzo di un
inceneritore.


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR


Parma, 13 ottobre 2012

Nasce l'Associazione ‘Comunità Rifiuti Zero’


ScreenHunter_02 Oct. 15 16.00In un anno roddoppiato il numero degli enti aderenti.
Nasce oggi ufficilamente a Capannori l’associazione delle comunità che
guardano al futuro e contrastano lo spreco di materia in discariche ed
inceneritori.
Promuovere attività mirate alla riduzione
dei rifiuti, all’abbattimento della produzione di plastica,  alla
valorizzazione della filiera corta. Sono questi i principali obiettivi
che si pone la nuova associazione “Comunità Rifiuti Zero” a cui hanno
aderito 107 Comuni italiani, tra cui capoluoghi come Parma, Napoli,
Benevento, La Spezia, e molte associazioni tra cui quella dei Comuni
Virtuosi e l’Anpas. La neonata associazione ha visto la luce  oggi a
Capannori, dove  avrà sede, nel corso di un incontro nazionale che ne ha
approvato lo  statuto.All’incontro, svoltosi nell’Auditorium
dell’azienda Usl 2 di piazza Aldo Moro, hanno partecipato il sindaco di
Capannori, Giorgio Del Ghingaro, il professore americano Paul Connett 
che ha ripercorso la storia della Zero Waste in America e in Europa,
l’assessore all’ambiente del comune di Capannori, Alessio Ciacci,  il
coordinatore del Centro di ricerca Rifiuti Zero del Comune, Rossano
Ercolini che essendo il referente italiano della ormai conosciuta
strategia ha coordinato i soggetti che sono confluiti nell’associazione,
e naturalmente i rappresentanti di numerosi Comuni e Associazioni.
Come ha spiegato uno dei esponenti del Centro di Ricerca Riccardo Pensa
la nuova associazione interessa circa 3 milioni di abitanti.  La
provincia di Lucca è al terzo posto tra le province più rappresentate
(con 9 Comuni aderenti alla strategia Rifiuti Zero, Capannori, Lucca,
Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Villa Basilica, Massarosa,
Pietrasanta,  Seravezza, Forte dei Marmi) dopo Napoli e Roma. Il numero
di amministrazioni comunali che hanno sposato la strategia  ideata da
Connett è raddoppiato  nel giro di un anno facendo registrare un vero e
proprio boom nel 2011,

Non posso che essere orgoglioso che il percorso Rifiuti Zero in Italia sia nato nel 2007 da Capannori – dichiara il sindaco, Giorgio Del Ghingaro.
La nascita oggi dell’associazione nazionale delle ‘Comunità rifiuti
zero’ è un risultato straordinario, perché dà vita ad un soggetto che
rappresentando molti Comuni e quasi il 5% della popolazione italiana,
può realmente incidere sul cambiamento culturale in ambito ambientale e
particolarmente nel campo dei rifiuti a livello nazionale. Sono certo
che questa nuova associazione potrà fare cose importanti per migliorare
la qualità della vita di tutti i cittadini
”.


Oggi abbiamo scritto una pagina importante della storia del movimento Rifiuti Zero a livello nazionale ed internazione- afferma l’Assessore all’Ambiente Alessio Ciacci.
In un anno abbiamo raddoppiato i comuni aderenti ed ogni giorno stiamo
crescendo sia per quantità di enti ma anche in qualità del lavoro
intrapreso e condiviso. Stiamo dimostrando che un’alternativa a
discariche ed inceneritori esiste, ha vantaggi sociali, ambientali,
economici ed occupazionali. Questa rivoluzione coinvolge ormai milioni
di cittadini e promuove a livello regionale e nazionale una politica di
vera sostenibilità. Siamo entusiasti che Capannori rappresenti sempre
più un luogo di incontro, confronto e di riferimento per quanti in tutta
Italia stanno inseguendo questo obiettivo. La strada da fare è ancora
lunga ma i numeri ci dimostrano l’ottimismo della ragione e la bellezza
di costruire una politica che guarda al futuro con la partecipazione
attiva di tutti
.”


La nuova associazione intende operare nel campo dell’assistenza,
della formazione della promozione e della valorizzazione della cultura
della strategia Rifiuti Zero,  così come definita nella Carta
internazionale di Napoli, dare  assistenza alle amministrazioni comunali
che vi hanno aderito per affrontare la questione del ciclo dei rifiuti,
promuovere  campagne di sensibilizzazione e informazione sulle buone
pratiche nell’ambito dei rifiuti e creare una rete per lo scambio di
informazioni tra Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati. Infine,
ma non certo per ultimo, dare un contributo fattivo alla formazione
culturale di comunità che vedono nel bene comune ambiente il punto di
riferimento principale per contribuire ad innalzare la qualità della
vita di tutti.


L’elenco in via di aggiornamento dei comuni aderenti è qui pubblicato www.rifiutizerocapannori.it fonte notizia: http://www.ciaccimagazine.org/?p=10436

giovedì 12 luglio 2012

Premiazione Comuni Ricicloni 2012

1.123 comuni italiani hanno superato il 65% di raccolta differenziata, 1000 sono fermi all'anno zero.


Le due facce dell'Italia nella gestione dei rifiuti.


 



Diciannovesima edizione del concorso di Legambiente, patrocinato dal Ministero per l'Ambiente, che premia le comunità locali, gli amministratori e i cittadini che hanno ottenuto i migliori risultati nella raccolta e gestione dei rifiuti. www.ecosportello.org 




 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 



fonte:  http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/premiazione-comuni-ricicloni-2012


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

mercoledì 11 luglio 2012

COMUNI RICICLONI: e il centro che fine fa??

E' uscito il dossier "Comuni Ricicloni" di Legambiente, mandato a tutti i comuni italiani, in cui si analizzano i dati raccolti seguendo questi criteri:
• la percentuale di raccolta differenziata è stata determinata sulla base della somma delle raccolte differenziate finalizzate al riciclo in rapporto al totale dei rifiuti prodotti (cioè la somma dei rifiuti avviati a riciclo e quelli avviati a smaltimento);
• le raccolte differenziate che nel corso del 2011 non sono state normalmente destinate ad impianti di recupero, non sono state tenute in considerazione;
• non entrano nel calcolo di efficienza gli inerti e la parte di spazzamento stradale avviata a recupero (sono stati esclusi sia dal conteggio delle raccolte differenziate, sia dagli r.s.u. a smaltimento);
• Per quanto attiene i rifiuti ingombranti, nel conteggio della raccolta differenziata, è stata considerata solo la parte effettivamente recuperata. Nel caso in cui non sia stata specificata tale quantità, i rifiuti ingombranti
sono stati considerati come rifiuto indifferenziato
.
• non rientrano nella somma delle raccolte differenziate i rifiuti pericolosi
destinati a smaltimento;
• non rientrano nel calcolo i rifiuti cimiteriali;
• nei rifiuti indifferenziati rientrano anche ingombranti non recuperati e
spazzamento stradale.

Tra i capoluoghi del centro Italia che hanno riempito le schede per Legambiente risulta che nessuno ABBIA SUPERATO IL 65% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA ( percentuale richiesta da Legambiente, anche se si parla di dati del 2011), mentre è risultato vincitore assoluto il comune di Ponte nelle Alpi (87,7%), Pordenone (77,5%) tra i comuni del Nord e a smacco dei comuni del centro ( compresi quelli della Toscana) a sud vince Salerno (68,4%).
Per i comuni del centro  sopra i 10.000 abitanti ( in tot. hanno risposto e riempito le schede in 17!!!), è risultato primo il comune di Montelupo Fiorentino (86,8% di RD). CAPANNORI "solo" 16° col 68,7% di rd ( si ricorda che la vittoria non è stabilita solo con la percentuale di RD ma anche con altri parametri).
Per i comuni del centro sotto i 10.000 abitanti (sul tot. di 42 comuni):
1- Oriolo Romano (78,4% di RD).

Queste le cose che emergono:
  1.  Dal 2010 al 2011 i rifiuti sono DIMINUITI del 4,4%,
  2. Nessun capoluogo del centro ha raggiunto il 65% di RD nel 2011,
  3. Rufina, Pontassieve e Pelago ( ma non solo) non rientrano neanche tra i comuni che hanno raggiunto il 60% di RD (sempre nel 2011 e ammesso che abbiano partecipato!!),
  4. Tra i 287 comuni della Toscana solo in 13 hanno partecipato all'inziativa di Legambiente ( chissà come mai!!), anche se nel 2011 erano ancora meno, solo 8. Tradotto in percentuale c'è stato un aumento dal 2,8% al 4,5%.....accipicchiaaaa!! ( le regioni a due cifre sono: Veneto/61,3%, Friuli/35,2%, Trentino 31%, Lombardia/16,6%, Piemonte/14,8%, Marche/14,6%, Campania/7,3%, Emilia/6,5%, Toscana/4,5%, ecc.). 

QUESTA  LA  DOMANDA: 

Se, SOLO Pontassieve fa una prima comparsa  nel 2001, nella categoria 35%/15% e per acquisto carta riciclata, per poi sparire del tutto negli anni a seguire, e Pelago non ci ha, forse, mai pensato a partecipare.................................

O RUFINA che fine ha fatto???? 

Dopo l'exploit della prima volta nel 2008 "vincendo" per l'area centro italia la categoria come "miglior eco-acquisto" e stabilendosi al 13° posto ( non per % di Rd ma per il punteggio di 45,37),
salta a piedi pari l'anno 2009. Ricompare poi nel 2010 arrivando 22° con un punteggio di 50,88 per essere poi solo menzionata nel 2011 tra i comuni che avevano superato il 50% di RD e poi RISCOMPARE!!!!

Forse il fantasma dell'inceneritore e del fatto che molti rifiuti potenzialmente recuperabili e quindi riciclabili, in questi comuni, siano INVECE destinati ad essere inceneriti, può essere la causa che Pontassieve, Pelago e Rufina ( in primis) NON PARTECIPANO PIU' AL CONCORSO "COMUNI RICICLONI"???????????????????
Non possiamo credere infatti che stiano continuamente sbagliando a compilare le schede tanto da essere eslcusi dalle graduatorie.
Pensiamo invece che Rufina abbia risentito delle lamentele emerse nel 2007 dopo la VIA per il nuovo incenritore che il Sindaco Gamberi iniziò effettivamente a fare qualcosa di buono ( la stessa cosa non si può dire per Pelago e Pontassieve) e nel 2008 ebbe un momento di gloria!!
Dopo di che però le cose sono cambiate. I parametri di Legambiente sono molto legati all'effettivo recupero e riciclo che scaturisce dalla RD e non solo al dato semplicistico della RD ( che infatti - come accade purtroppo anche spesso - torna indietro per essere bruciata!!!!!!!!!!!!!), tanto che nè con l'attuale inceneritore, nè con il progetto del nuovo si può intravedere una buona amministrazione della materia erroneamente chiamata RIFIUTO!
Altre iniziative per poter avere dei buoni punteggi, a quanto pare, non ce ne sono altrimenti farebbero le corse per partecipare e vincere!!!!!!!!!!!!!
Questa situazione probabilmente si protarrà negli anni a venire perchè avere un inceneritore in casa non darà certo grandi punteggi!!!
Questo per farvi capire quanto siamo virtuosi in Valdisieve!!!!