EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
venerdì 21 novembre 2025
Comunicato Stampa: Verso la piena ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico nella Conferenza Territoriale 3 Medio Valdarno: cambiare direzione di marcia è possibile!
mercoledì 28 dicembre 2022
Dall'Empolese .....passi indietro sulla MULTIUTILITY? No. Vanno avanti. Hanno trovato un accordo.
Le motivazioni potrebbero essere di vario tipo, dal cercare di uscire da questa operazione (viste le manifestazioni popolari e i vari incontri che si sono susseguiti per informare la popolazione; oppure quella di cercare di ottenere qualcosa di più visto che, stando ai documenti presentati, Empoli conterà molto poco all'interno della Multiutility (come tutti gli altri comuni, eccetto Firenze e Prato, unici con quote a 2 cifre!); rinviare il tutto, cercando di far rivalutare tutta l'operazione con i valori di bilancio del 2022 e per cui sarebbe tutto da rifare?
Non lo sappiamo, ma scommettiamo che il tempo ce lo svelerà. Soprattutto grazie a tecnici come Remo Valsecchi, che da esperto in questo campo, ha a suo tempo redatto una relazione che ripubblichiamo volentieri. La trovate a questo link: https://drive.google.com/file/d/199NsDx_1L3cAMm81t1yptqc1YccZAA74/view?usp=sharing
Leggendo gli articoli, pare che le varie e tante delibere di tutti i consigli comunali (66) che sono state votate in questi ultimi tempi per ottemperare alla creazione di questa Multiutility di pluriservizi (gas, rifiuti, acqua), non siano tra di loro simmetriche, cioè che ci siano delle discrepanze (che potrebbero evidenziare "pesi" diversi di alcuni comuni rispetto ad altri). Ricordiamo che il tutto è passato quasi inosservato dalla maggioranza delle persone, con la furia di rispettare certe tempistiche, senza fare informazione e chiedere ai cittadini cosa ne pensassero; eccetto che una fantomatica consultazione pubblica, qualche giorno prima dei consigli comunali (con tanti documenti da leggere, molto tecnici), da fare tramite web il cui titolo: "OGGETTO: CONSULTAZIONE PUBBLICA EX ART. 5 COMMA 2 DEL TUSP PER LA COSTITUZIONE DI UNA NEWCO PUBBLICA NELLA QUALE CONFERIRE LE AZIONI DI PUBLIACQUA SPA" limitava ovviamente le osservazioni a quanto veniva riportato. Infatti ogni osservazione in merito alla, per esempio, quotazione in borsa futura - di cui tutti gli amministratori a vario titolo, sanno da sempre - veniva risposto che non era oggetto della consultazione (ovviamente, ma forse anche furbescamente?). E che comunque DOPO avrebbero fatto sicuramente tanta informazione ai cittadini (però solo DOPO, a cosa fatte).
Vedremo come andrà a finnire questa ondata di ripensamenti, se così si possono chiamare. E dove porteranno.
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Immagini tratte da articoli apparsi su vari quotidiani, La Nazione, La Repubblica, Il Tirreno (ai quali si rimanda per la lettura integrale).
Altri post sul tema Multiutility qui: https://associazionevivereinvaldisieve.blogspot.com/search/label/Multiutility
AGGIORNAMENTO 29 dicembre 2022:
X la la lettura si veda sui giornali.
lunedì 10 ottobre 2022
di Remo Valsecchi: I servizi pubblici nelle mani della finanza: il caso della nuova multiutility in Toscana
Nella Regione è in atto la costituzione di una multiutility pubblica cui seguirà una successiva società da quotare in Borsa con una maggioranza pubblica del 51%. È una privatizzazione? “No -spiega Remo Valsecchi*- è una finanziarizzazione, camuffata dalla falsa affermazione di essere utile a sostenere gli investimenti”
In Italia, come negli altri Paesi occidentali, la politica ha perso la testa e, forse per incapacità, incompetenza o altro, sì è consegnata ai tecnici, cioè agli economisti, quelli che hanno a cuore i profitti e non i problemi delle famiglie e delle imprese. L’errore più grave, che ha coinvolto tutto il resto, è stato il processo di privatizzazione e liberalizzazione figlio del neoliberismo o deregulation di matrice thatcheriana e reaganiana. La deregulation è quella teoria che prevede l’esclusione degli Stati dal controllo sulla libera iniziativa economica privata, per i suoi teorici, i mercati ma che mercati non sono.
Quando la finanza, da strumento dei mercati, quelli reali, si è trasformata in mercato finanziario, la funzione di regolazione del sistema, cioè della qualità e dei prezzi dei beni e servizi, è saltata e il risultato è quello attuale. La politica ha consegnato a un’oligarchia finanziaria il governo del sistema ed ora deve sottostare alle sue indicazioni e, magari, anche ai ricatti.
La privatizzazione e la liberalizzazione dei servizi pubblici è un altro cedimento al ricatto, peraltro inserito nel Trattato di funzionamento dell’Unione europea, perché i servizi pubblici sono il miglior modo per realizzare profitti e attrarre quei piccoli risparmiatori che si ritengono operatori finanziari ma sono solo polli da spennare. Probabilmente il 38,97% dei cittadini è stato l’unico a rendersene conto quando il 25 settembre scorso ha deciso di non votare o ha depositato nell’urna schede nulle o bianche............................................
LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE CLICCANDO --> QUI
Fonte articolo Altreconomia https://altreconomia.it/i-servizi-pubblici-nelle-mani-della-finanza-il-caso-della-nuova-multiutility-in-toscana/
*Remo Valsecchi, già commercialista, è autore del dossier “Carissimo gas”
Immagine dai documenti presentati nei vari comuni (Pontassieve)
lunedì 3 ottobre 2022
di Leonardo Borchi (Sindaco di Vaglia) - MULTIUTILITY: L'AMMINISTRAZIONE DEL COMUNE DI VAGLIA SI OPPONE
Riportiamo un post su FB del Sindaco di Vicchio, Leonardo Borchi ....in dissopnanza dai suoi colleghi degli altri comuni. Speriamo che possa essere d'esempio e che sia virale il suo disaccordo!
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3 ottobre 2022// La questione della creazione di una multiutility toscana, che riunifichi in una holding le società che gestiscono i rifiuti, l'energia e l'acqua, vale a dire ALIA, Publiacqua e Consiag è arrivata nei consigli comunali. Venerdì abbiamo portato la proposta, che è in allegato, che esprime la posizione dell'Amministrazione "Leonardo Borchi-Per Vaglia" di netta opposizione. I motivi che stanno alla base della scelta li trovate indicati su questo social, nel post che ho pubblicato alcuni giorni fa e alla pag.10 della proposta. Proposta su cui si è astenuto Corona, per il gruppo "Insieme", e a cui hanno votato contro Sacconi, Cresci e Franceschini del gruppo "Scelgo Vaglia" (leggi PD).
Dal nostro punto di vista un'occasione persa per il gruppo PD di invertire la rotta ed andare verso i bisogni dei cittadini invece che coltivare i soliti interessi di parte e continuare con la commistione di affari e politica, fonte di clientelismo, conflitto di intesse e scarsa trasparenza, che fanno tanto male alla democrazia.
E poi ci si meraviglia se il popolo di sinistra gira le spalle al PD!
Augh.
Il sindaco Leonardo
(le immagini sotto sono le ultime in cui si delibera la contrarietà alla costituzione della Multiutility - le altre pubblicate su FB le trovate integralmente in PDF cliccando QUI)
martedì 15 giugno 2021
ACQUA, 710€ LA SPESA MEDIA IN TOSCANA NEL 2020, +3,2% RISPETTO AL 2019. SI CONFERMA COME REGIONE PIU’ CARA PER IL SERVIZIO IDRICO.
Sotto, i dati emersi dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. In alcuni articoli (quello di ieri di Repubblica QUI), Publiacqua dichiara che il prezzo toscano sia molto inferiore da quello indicato in quanto stabilito per un consumo medio annuo presunto di 192 mc o 150 mc, rispetto ai 96 mc dichiarati da Publiacqua.
Però leggiamo in altri articoli che il consumo medio pare effettivamente più alto dei 96 mc indicati da Publiacqua:
- Luce-Gas Selectra: 200 mc l'anno (+- 220 litri al giorno a persona)
- Report Statistiche - anno 2012: 241 litri al giorno a persona (meno di 260 mc l'anno)
- Consulente Energia: famiglia media 200 mc l'anno
- Focus Acqua Istat 2017: dati del 2015 consumo giornaliero di 245 litri per abitante (circa 260 mc l'anno)
I nuovi dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva
710€: questa la cifra spesa nel 2020 da una famiglia toscana per la bolletta idrica (448€ la media nazionale), con un aumento del 3,2% rispetto al 2019. A livello nazionale Frosinone balza in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media a famiglia di 845€, mentre Milano conquista la palma di capoluogo più economico con 156€. Gli incrementi più elevati si registrano a Isernia (+27,5%), che nel 2019 era la città più economica, e a Vibo Valentia (+21,5%).
Le regioni centrali si contraddistinguono in media per le tariffe idriche più elevate e una spesa media annua a famiglia di 614 euro (+3,2% rispetto al 2019). La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Molise (€181) ma con un aumento dell'11% rispetto all'anno precedente. Al contrario, la regione con la spesa più elevata è la Toscana (€ 710, +3,2%.). Grosseto e Siena detengono il primato regionale per la tariffa idrica più alta, 813€; la meno cara è Lucca con 468€. Un esempio di quanto le tariffe risultino spesso assai differenziate non solo fra le regioni, ma anche fra i capoluoghi della singola regione.
La fotografia emerge dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell'ambito delle "Iniziative a vantaggio dei consumatori", finanziate dal Ministero dello sviluppo economico (Legge 388/2000 – ANNO 2020). Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi. Con un uso più consapevole e razionale di acqua, che abbiamo quantizzato in 150mc invece di 192mc l’anno, una famiglia media avrebbe un risparmio medio di 120€ circa a livello nazionale e di 222 euro in Toscana.
I DATI SULLA DISPERSIONE IDRICA: IN TOSCANA SI ATTESTA A QUASI IL 43% In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, dagli ultimi dati Istat disponibili (2018) emerge che a livello nazionale va dispersa il 42% dell'acqua immessa, con evidenti differenze fra le aree geografiche e le singole regioni: si va da oltre il 48% sia al Sud e isole che al Centro, a circa il 35% al Nord. In testa per livelli di dispersione l’Abruzzo con il 55,6%, segue l’Umbria con il 54,6% e il Lazio con il 53,1%, la più virtuosa la Valle d’Aosta con il 22,1%.
Il Dossier e le infografiche, con i dati nazionali e regionali, sono disponibili su www.cittadinanzattiva.it.
Tali informazioni sono disponibili anche su INFORMAP, www.cittadinanzattiva.it/informap, la cartina navigabile che rende fruibili, per ogni capoluogo di provincia, informazioni e approfondimenti su tariffe e agevolazioni, qualità, tutele e altri riferimenti utili. È inoltre attivo il numero telefonico 06/36718040 (lunedì dalle 14,30 alle 17,30 - mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13) per informazioni ai cittadini sui servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale, asili nido comunali) e su telecomunicazioni.
FONTE COMUNICATO: https://www.cittadinanzattiva.it/files/primo_piano/consumatori/dossier-acqua-2021/toscana.pdf
sabato 12 giugno 2021
𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙎𝙩𝙖𝙢𝙥𝙖: 𝙍𝙚𝙛𝙚𝙧𝙚𝙣𝙙𝙪𝙢 𝙨𝙪𝙡𝙡’𝙖𝙘𝙦𝙪𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙜𝙞𝙪𝙜𝙣𝙤 2011, 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙞𝙣𝙪𝙩𝙞𝙡𝙚?
Il 13 giugno ricorre il decennale del referendum sull’acqua. Una consultazione osteggiata dai poteri costituiti ma fortemente voluta dai cittadini. Sono trascorsi dieci anni durante i quali non si è fatto niente per dare seguito alla volontà di 26 milioni di cittadini che alla consultazione referendaria del 2011 votarono “SI” per dichiararsi contrari a qualsiasi forma di gestione improntata a criteri mercantili e di profittabilità. Dopo il Referendum l’acqua sarebbe dovuta passare dalle società private al settore pubblico, sull’acqua non si sarebbe potuto più fare profitto, via la remunerazione del capitale.
Un passaggio, questo, contrastato con ricorsi al TAR, Decreti Legge e ricorsi in Cassazione.
In Toscana la cultura privatistica che anima la politica Regionale consente per la gestione del sistema idrico la costituzione di Publiacqua SpA e i soci privati sono ACEA e Suez con una partecipazione al 40%, il rimanente 60% appartiene ai Comuni.
Non ci dobbiamo fare ingannare dalla quota pubblica nettamente di maggioranza in quanto le regole e le condizioni sono dettate dai patti parasociali che danno forza al privato per la remunerazione del capitale investito.
Le tariffe negli ultimi dieci anni sono aumentate enormemente senza che si siano realizzati miglioramenti nei servizi.
Oggi la Regione, in linea con le indicazioni del governo, è determinata a considerare l’acqua un bene da valorizzare a fini economici. A tale scopo vuole avviare la ripubblicizzazione di Publiacqua SPA, creando la Newco, che insieme alle aziende di gestione dei rifiuti, dell’energia elettrica e del gas andrà a confluire nella Multiutility Toscana SpA, gettando le basi per la nascita di un colosso finanziario da quotare in borsa.
Il risultato sarà una realtà “concepita da società finanziarie e da banche, con l’ossessione del profitto ad ogni costo che nulla ha a che fare con i nostri principi e valori”.
Affinché la vittoria referendaria non sia archiviata definitivamente con un colpo di spugna organizziamoci, mobilitiamoci per l'acqua pubblica, bene comune accessibile a tutti.
Pontassieve, 12 giugno 2021
Comitato Valdisieve – Associazione “Vivere in Valdisieve – Associazione Valdisieve
comitatovaldisieve@libero.it – vivereinvaldsieve@gmail.com – assovaldisieve@gmail.com
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Quotazione in Borsa dell’acqua: NO grazie
mercoledì 28 ottobre 2020
Quando il bene comune è solo merce. Top Manager Irace chiamato ad ALIA
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2020/10/22/quando-il-bene-comune-e-solo-merce-top-manager-irace-chiamato-ad-alia/] con licenza BY-NC-SA 3.0.
DI FORUM TOSCANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA · 22 OTTOBRE 2020
E’ notizia di questi giorni: pare certo che il top manager Alberto Irace sia stato chiamato dal Sindaco di Firenze, Nardella, per assumere la carica di Amministratore Delegato di ALIA, l’utility dei RIFIUTI che ha accorpato le aziende operanti sulla Piana Firenze-Prato-Pistoia. Ma il piano ha mire ben più alte poiché sembra prevedere la creazione di una multiutility che inglobi ESTRA, con prevalenza di gestione nel settore GAS, e addirittura PUBLIACQUA, la maggiore società idrica della Toscana. Ovviamente Irace avrebbe il ruolo di guidare l’operazione per poi installarsi, in qualità di AD, nella “mostruosa” società così realizzata.
Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua conosce Irace. Il primo incontro con lui è avvenuto all’indomani dei referendum del 2011, quando, presente suo malgrado, l’allora AD di Publiacqua manifestò tutto il disprezzo possibile per la vittoria ottenuta dai Movimenti, nonché la totale disapprovazione per quella che sembrava essere una svolta verso la reale ripubblicizzazione del servizio idrico.
Conosciamo Irace per un’altra questione: l’utilizzo da parte di Publiacqua del sistema informatico denominato Acea 2.0. Siamo stati gli unici a cercare di far emergere le grandi manovre, dirette da Irace, che hanno visto vendere ad ACEA il template messo a punto da Publiacqua, per una cifra irrisoria; concedere gratuitamente “in visione” la stessa piattaforma ad ACEA, ancor prima della effettiva cessione; infine riacquistare da ACEA il “nuovo” template, ovviamente ad un prezzo esorbitante che sono e saranno i cittadini-utenti a pagare per intero.
Ma soprattutto conosciamo Irace per l’impronta aggressiva, in senso economico-finanziario, che ha segnato la gestione di Publiacqua negli anni in cui era AD della stessa. La logica della speculazione e del profitto si è imposta, garantendo utili milionari alla società, in barba agli investimenti effettivi e ad interventi necessari e urgenti di manutenzione, tanto per dirne una.
Non vorremmo comunque far ricadere su un’unica persona il peso e la responsabilità di scelte oltremodo deleterie nella gestione di un bene comune. In realtà, come troppo di frequente accade, attrice protagonista è la politica, con i nostri Amministratori che paiono aver perso da tempo il senso più nobile del termine “pubblico”, per abdicare a politiche e decisioni di puro stampo privatistico.
Come più di una volta abbiamo messo in luce riguardo al servizio idrico, ma lo stesso vale per gas, energia elettrica, rifiuti… i Governatori locali, salvo rare o individuali eccezioni, si stanno trasformando in maniera sempre più decisa in investitori con interessi esclusivamente finanziari. Vengono così depotenziate o addirittura sperperate esperienze concrete di qualità, come era quella di Publiacqua prima dell’entrata del socio privato, come probabilmente era di ASM prima della fusione in ALIA, con l’unico obiettivo dell’accaparramento di utili. E’ allora naturale che la qualità del servizio peggiori sotto ogni aspetto, compreso quello apparentemente avulso di una gestione democratica. In questo tipo di ottica, Irace costituisce senz’altro una garanzia; e una garanzia per tutti, da sinistra a destra.
Ed è veramente grave questa unanimità di pensiero e di intenti, che lascia spadroneggiare il Sindaco di Firenze, permettendogli di fare certe scelte. In realtà la “voglia” di multiutility era stata manifestata anche dal Governatore Rossi, però è la politica renziana che da anni, prima col capostipite, poi tramite il Sindaco Nardella, spinge in ogni modo verso la privatizzazione dell’acqua e degli altri servizi. E’ davvero scandaloso che non si levi una voce di dissenso! Come scandaloso che, perfettamente in linea con lo stile di Renzi, si vogliano mascherare operazioni meramente speculative e di accentramento di potere con la veste candida della ripubblicizzazione. Nel caso dell’acqua il risultato referendario impone il “gioco”, nel caso dei rifiuti o in altri, non si fa neppure questa fatica.
Complimenti dunque a Renzi e ai suoi uomini! Con neppure il 5% dei consensi alle recenti elezioni regionali, continuano ad imporre la loro volontà, favorendo e costruendo il guadagno di pochi, a discapito del bene comune. Ma evidentemente questo è uno “sport” in cui tutta la politica aspira ad eccellere.
*Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
martedì 31 maggio 2016
Dopo la #Voragine: gli interessi sull’acqua di Firenze – DOSSIER perUnaltracittà
>>> Per leggere i singoli articoli vai in fondo a questo testo
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La partita non è limitata solo alle sorti dell’acquedotto. Altre devastazioni ci attendono se non saremo in grado di fermare gli scavi degli inutili e costosissimi tunnel per l’Alta velocità ferroviaria e per la tranvia sotto il centro, per l’enorme cassone sotterraneo da adibire a centro commerciale e alla stazione Av, per la nuova pista di Peretola, le nuove autostrade di cemento che ospitano torrenti come il Mugnone, i parcheggi interrati voluti dal sindaco Nardella. Tutte opere che impattano enormemente sull’equilibrio idrogeologico e che hanno un senso solo nella logica dello sfruttamento neoliberista della città, frutto da spremere e sacrificare sull’altare dello “sviluppo”, che ormai sappiamo essere l’arricchimento di pochi ai danni dell’interesse di tutti.lunedì 30 maggio 2016
Comunicato stampa: Con la voragine frana il "modello toscano" di gestione idrica, di fronte agli occhi di tutto il mondo
Il Forum Toscano del Movimenti per l’Acqua non si sorprende del crollo del Lungarno a Firenze. La mala gestione del territorio è una costante del modello toscano, della gestione misto pubblica-privata, approfittatrice del servizio idrico che fa dell’acqua una merce e delle manutenzioni un costo in bolletta che produce milioni di euro che poi scompaiono magicamente.
Come cittadini ed utenti di un servizio pubblico, siamo amareggiati, per non dire frustrati, dal constatare che in sostanza Publiacqua e così tutti gli altri gestori idrici toscani, incassa centinaia di milioni di euro e poi non opera gli investimenti in programma a cui sono legate le tariffe applicate alle bollette.
Come cittadini abbiamo votato un referendum nazionale perché l’acqua bene prezioso venisse sottratto al mercato e gestito come bene comune. Mentre la politica, sia prima che dopo il referendum, ha sempre sostenuto che la gestione “privatistica” dell’acqua è necessaria per garantire gli elevati investimenti necessari al settore.
In Toscana, dove per primi abbiamo aperto le porte ai privati, paghiamo l’acqua più cara d’Italia per un servizio che non è in grado di assicurare qualità e sicurezza dei nostri acquedotti. La voragine che si è aperta nel cuore di Firenze impone una riflessione sul modello di gestione del servizio idrico operato da chi ci amministra. Quando il gestore è una Società per Azioni, che alla fine risponde a diritto privato, chi controlla l’operato del gestore e chi tutela l’interesse degli utenti?
Come vengono utilizzati i soldi che l’azienda incassa dalle nostre bollette? Ben sappiamo che la parte privata presente in Toscana è sempre composta principalmente dalla stessa formazione: SUEZ, MPS ed ACEA. Come il fatto che nelle società miste toscane l’Amministratore Delegato, colui che ha pieni poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione, è espressione dei soci privati.
I dati regionali raccontano di reti colabrodo, che, secondo la relazione del direttore dell’Autorità Idrica Toscana (AIT), nei comuni serviti da Publiacqua perdono il 51% dell’acqua; nonostante la legge regionale di D.P.C.M. 4 marzo 1996 indica valori del 20% come limite massimo tecnicamente accettabile per le perdite lungo la rete. Chi ci rappresenta nelle istituzioni ha intrapreso le misure necessarie per allineare questo dato con i requisiti normativi? Quali costrizioni o sanzioni sono mai state applicate ai gestori da parte dell’Autorità Idrica Toscana, che ha il compito di dare gli indirizzi e di controllare le attività dei gestori?
Nell’area fiorentina, da quando il servizio idrico è stato affidato all’azienda partecipata, i ricavi da tariffa sono aumentati del 64% (2004-2016). Il margine operativo lordo (differenza tra costi e ricavi prima di mutui e ammortamenti) è cresciuto del +991%, gli investimenti sono diminuiti del 16% e gli utili cresciuti del +721%. Al 2014 Publiacqua NON ha realizzato 69 milioni di euro di investimenti previsti dal Piano d’ambito e da quello tariffario e contenuti nella convenzione di affidamento. Promesse, perché le gare di affidamento si vincono su promesse, che evidentemente l’azienda non è stata in grado di rispettare.
La società per azioni ha realizzato solo il 56% degli investimenti previsti dai Piani d’ambito (2006-2009, dati Co.Vi.Ri). Gli investimenti realmente effettuati sono sempre diminuiti, anche negli ultimi anni, facendo registrare -5% nel 2013, -10% nel 2014, -21% nel 2015 e -15% nel 2016, nonostante in questi anni le tariffe siano cresciute con punte del +19% e gli utili abbiano un incremento medio del +106% nel periodo fino al 2021, anno in cui la tariffa subirà un incremento del +61%!
Tutti questi dati dimostrano che la frana non è accidentale, la frana è strutturale e riguarda tutto il modello idrico toscano. Modello che, purtroppo, il governo attuale sta cercando di “vendere” in tutta la penisola.
Noi del Forum Toscano non chiediamo le dimissioni di qualcuno in particolare, chiediamo invece, a chi ci chiede prima i voti e poi ci amministra, di stare dalla parte dei cittadini e non dei poteri forti o di chi non fa principalmente gli interessi degli utenti del servizio idrico. Chiediamo un cambio, un cambio di modello di gestione, un cambio radicale, perché il sistema misto pubblico privato sta franando e lo si vede in tutto il mondo.
Urge modificare il modello di gestione, basta parlare nelle piazze e nelle strade, a diretto contatto con i cittadini per capire queste cose. Attualmente il 40% dell’ammontare delle nostre bollette serve ad arricchire l’azienda e a generare utili per i soci mentre le infrastrutture non ricevono le manutenzioni necessarie e gli impianti non sono adeguati agli standard europei.
Un sistema che prevede che l’utente paghi tutto, anche le sanzioni che sono imputate all’azienda per il mancato rispetto delle normative nazionali, europee o contrattuali. Ormai è sotto gli occhi dell’intero mondo che quello che ci viene proposto è un sistema indifendibile e inefficiente, in grado solo di garantire profitti attraverso una progressiva finanziarizzazione dell’acqua e che, in Toscana, sarà rafforzata grazie alle prossime fusioni. Fusioni che accresceranno ulteriormente il peso della quota decisionale del privato, frammentando ulteriormente quello della quota pubblica. Amplieranno la scala del servizio a benefico dei capitali e a danno degli utenti.
La frana fiorentina di Lungarno Torrigiani non è un incidente da archiviare e ricoprire prima possibile, bensì un episodio grave, una ferita talmente profonda che perlomeno, ci auspichiamo, serva per far riflettere tutti gli amministratori pubblici dell’importanza del bene comune acqua. Purtroppo ci siamo resi conto, sia sulla nostra pelle che sulle nostre tasche, che per cambiare, in Italia, non è più sufficiente vincere un referendum popolare. È necessario anche che i nostri amministratori ascoltino il volere dei cittadini.
giovedì 26 maggio 2016
COMUNICATO STAMPA: I soldi destinati alle grandi opere inutili e tolti alla manutenzione sono all'origine del cedimento del Lungarno Torrigiani
Sulle spallette lontane dal cedimento non c'è presenza di così cospicua vegetazione. L'acqua, fuoriuscita probabilmente da anni, ha intriso la terra contenuta dalla spalletta e ne ha aumentato il peso, questo ha poi provocato il collasso della spalletta stessa che ha spanciato provocando in superficie una voragine.
Se questa è la probabile dinamica dell'incidente non si può non stigmatizzare l'inefficienza di Publiacqua che ha consentito perdite nella rete di dimensioni così cospicue, per così tanto tempo e dai rischi molto alti.

Il Comitato stigmatizza ancora una volta che la scelta folle di favorire solo scelte economiciste favorisce la realizzazione di grandi opere inutili, ma penalizza manutenzione e messa in sicurezza. Quanto accaduto sul Lungarno Torregiani, che poteva avere conseguenze ben più gravi, è il perfetto frutto di scelte politiche ed economiche sbagliate.
Tutto questo non può che indurre a ripetere che si devono abbandonare le folli spese per le grandi opere inutili, le privatizzazioni scriteriate e si deve tornare ad una saggia politica di manutenzione e di protezione di quanto esistente.
Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948
Voragine. Quale sicurezza idraulica a Firenze? L'allarme Mugnone
«Attenzione a dove cammini: potrebbero esserci voragini e buche». Apre così – profetico – il volantino diffuso nei giorni scorsi dalla Protezione civile del Comune di Firenze in preparazione dell’esercitazione “Mugnone 2016”, che si terrà il 28 maggio prossimo in zona Romito-Statuto-Vittoria: una simulazione delle attività di soccorso necessarie in caso di tracimazione del Mugnone.
Forse in seguito a due esposti in Procura in merito alla pericolosità del nuovo ponte sul Mugnone da parte di alcuni cittadini residenti, il Comune mette le mani avanti. Troppo tardi: a lungarno ormai imploso la credibilità è perduta.
Il pieghevole del Comune raccomanda inoltre di non trovarsi nei sottopassi durante le alluvioni. Comportamento difficile da tenere vimanusto che il progetto della tramvia, che passa proprio nell’area dell’esercitazione, prevede il sottopasso di un’arteria carrabile di grande traffico come il viale Milton, giusto a pochi metri dal Mugnone, vicino alla Fortezza da Basso. E altri ne prevede il Piano Strutturale.
Sarà bene anche non farsi sorprendere nei numerosi parcheggi interrati che l’amministrazione ha in progetto.
Il Mugnone è un torrente capriccioso, molte volte deviato, sin dall’epoca romana. Malgrado i vari straripamenti, avvenuti anche in tempi recenti, vi è stato da poco costruito un ponte carrabile a quattro corsie, strumentale al passaggio della tramvia, fortemente a rischio per la sua conformazione “a raso”.
La stessa area cittadina sarà poi ulteriormente messa a rischio dal passaggio, poche centinaia di metri a valle, sotto il viale Lavagnini, del doppio tunnel TAV. Il deflusso della falda acquifera, ostacolato dal tunnel ferroviario, dovrebbe essere compensato da sifoni sotterranei. Ma chi ne controllerà l’efficienza? Chi ne effettuerà la manutenzione?
Nel frattempo, il reticolo idraulico fragilissimo della piana alluvionale ad ovest di Firenze sarà riconfigurato per far posto all’aeroporto: l’importante collettore del Fosso Reale, deviato con un improbabile percorso in contropendenza, passerà in botte sotto l’autostrada.
C’è da stare allegri. Speriamo che non piova. O, meglio, che i tanti soggetti attivi che si battono per la tutela del territorio e di chi lo abita riescano con le loro battaglie e i molti buoni argomenti a disposizione a ottenere un'inversione di tendenza nelle scelte urbanistiche e ambientali.
perUnaltracittà-laboratorio politico Firenze
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Comunicato stampa perUnaltracittà-laboratorio politico
Voragine Lungarno, perché Publiacqua ha una governance che privilegia i profitti a discapito di investimenti in manutenzione e controlli?
E' vero che alla base del crollo sul Lungarno c'è un evento meccanico accidentale come la rottura di una dorsale dell'acquedotto, ma è anche vero che la città è soggetta a rischi, pericoli, incidenti, anche fatalità. Invece di imprecare oggi contro la sorte malvagia e ria, e da domani continuare ad aumentare i rischi con interventi vari, bisogna cercare di creare reti di protezione, diminuendo i fattori di rischio o creando le condizioni per minimizzare i danni sulle strutture esistenti.
Publiacqa investa gli utili netti, che nel 2015 ammontano a 29 milioni di euro, nel controllo, nella manutenzione e nell'ammodernamento della rete idrica (http://www.usbpubliacqua.it/). Visto che i fiorentini pagano, tra l'alto, le tariffe più care d'Italia non meritano di essere tartassati e subire anche i danni di una rete idrica che fa acqua da tutte le parti
(https://shar.es/1dxAfK).
Per non parlare dell'amianto che ancora accompagna ben 225 km di tubature di Publiacqua (http://www.perunaltracitta.org/2014/10/22/publiacqua-225-chilometri-di-tubature-allamianto-lo-scandalo-dellassenza-delle-analisi/). Una governance Publiacqua che è figlia di Renzi sindaco, con Boschi nel cda e D'Angelis presidente (http://www.publiacqua.it/node/).
Perché le città, come pure il resto del territorio, non sono entità statiche, substrati a disposizione degli appetiti o delle idee (spesso balzane) di amministratori, turisti, scavatori seriali, palazzinari e compagnia.
Quindi, come abbiamo detto molte altre volte, messa in sicurezza del territorio e rispetto per la sua fragilità che oggi non viene riconosciuta e viene spesso sfidata con mega opere che vanno a sconvolgere il sistema idrogeologico per operazioni speculative a cui esistono alternative non impattanti.
Buoni esempi sul territorio fiorentino sono il famigerato tunnel Tav che impatta la falda in più punti e il nuovo aeroporto che richiede la completa alterazione del complesso sistema idrico del Fosso Reale. Per non dire delletramvie ipotizzate sotto il centro storico.
Il crollo del Lungarno deve far riflettere anche chi finora non ha valutato i rischi che si nascondono proprio in un sottosuolo che si vorrebbe sempre più sfruttare senza considerarne la intrinseca fragilità.
UNA VORAGINE TRA I TESORI DI FIRENZE - di TOMASO MONTANARI
Su Repubblica, di Tomaso Montanari
Per leggere sul pdf, clicca sul link:
https://drive.google.com/file/d/0BwPdOiic_X3va1hTWW1Gb2NHclE/view?usp=sharing
giovedì 10 dicembre 2015
(planimetrie su supporto digitale restituite da Publiacqua SPA , prot. n. 33549 del 16/06/2014)
Mappe TUBATURE IN AMIANTO sul territorio di AGLIANA, ottenute tramite coordinate su supporto informatico che Medicina Democratica ha richiesto ed ottenuto da Publiacqua SPA .(planimetrie su supporto digitale restituite da Publiacqua SPA , prot. n. 33549 del 16/06/2014)
Posted by Jury Buono on Mercoledì 9 dicembre 2015
martedì 25 agosto 2015
LA7/Publiacqua verso la privatizzazione: Rossi non parla con i comitati
Il presidente della regione sul più bello abbandona la diretta televisiva su La7
Ieri mattina (ndr. 24 Agosto 2015) su LA7 trasmissione in diretta, per parlare di Acqua pubblica. In collegamento dagli Studi di Firenze il Presidente di Publiacqua Filippo Vannoni e la Prof. Ginevra Lombardi dei Movimenti Acqua Pubblica. In studio a Roma Enrico Rossi che durante l'ultimo brek pubblicitario, annunciato il servizio sull'Acqua a Firenze, abbandona lo studio e il servizio non viene mandato in onda. Il Presidente Rossi, per un paio d'ore, aveva commentato di tutto: migrazione, funerali di Roma, sfruttamento clandestini nella raccolta pomodori.
La grande contesa con comitati e sindacati verte sulla realizzazione di un Gestore del Servizio Idrico del Centro Italia ipotizzato in partecipazione con Acea SpA e scenari che potrebbero vedere economie di scala con le partecipate e società di servizi.
L'Unione Sindacale di Base di Publiacqua ricorda però il contenzioso Il Tar della Toscana, tra Autorità Idrica e Publiacqua SpA (Coazionista di Ingegneniere Toscane insieme ad Acque SpA), per costi superiori del 40% ai valori di mercato che Ingegnerie Toscane imputa per i propri servizi e che ricadano in tariffa ai Cittadini: "Non vorremmo eccedere in malizia, ma il proliferare di Aziende di scopo nate da esternalizzioni ulteriori, di Gestori quali Acque SpA,Publiacqua SpA e altri, siano forse più funzionali per affollare Consigli d'Amministrazione con addirittura due Vicepresidenti, che più che imprese sembrano cimiteri per elefanti della Casta e chissà per qualche gioco utile in termini di cosmetica di bilancio e una centrale fidata per la super visione di lavori a terzi".





