Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

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  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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lunedì 27 giugno 2022

Di Italia Nostra - Le Gualchiere: l'interesse del Principe Carlo e il disinteresse dei comuni competenti!

Gualchiere di Remole. Il vivo interesse della Fondazione Nobriega e del principe Carlo d’Inghilterra per il loro recupero strutturale e funzionale a vantaggio pubblico, il sostanziale disinteresse dei due Comuni patrimonialmente e territorialmente competenti

Giugno 2022: la pubblicazione dell’elenco dei progetti per la Città Metropolitana ammessi ai fondi PNRR, elenco edito nel sito del Comune di Firenze, smentisce l’avvenuta considerazione del recupero delle Gualchiere di Remole: nonostante le indiscrezioni dei mesi passati, le Gualchiere non sono rientrate nei progetti europei elaborati dai Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli.

      Ciò nonostante, va sottolineato che “La Nazione” del 23 giugno 2022, con l’articolo di Manuela Plastina, Firenze, la corona inglese restaura struttura sull’Arno? Il principe Carlo interessato, ha dato notizia del sopralluogo effettuato alla “zona in rovina” delle Gualchiere dalla signora Elizabeth Nobrega Tsakiroglu, presidente della Fondazione Nobrega e dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali. La nobildonna “si è presentata anche per conto di sua Altezza reale il principe Carlo, interessato – ha spiegato – alla promozione del restauro di quello che è ormai un monumento di storia e cultura”.

      Come è noto, il principe Carlo venne coinvolto alcuni anni fa da una lettera degli studenti dell’Istituto fiorentino Leonardo da Vinci, allievi di Girolamo Dell’Olio, e nell’occasione anche il Sindaco Nardella scrisse al principe “proponendo la costituzione di una task force anglo-italiana per l’individuazione di soluzioni praticabili per quelle Gualchiere. E da Buckingham Palace era arrivata la conferma dell’interessamento”.

      Nobrega – che ha visitato le Gualchiere in compagnia di esponenti del gruppo tecnico costituito al Circolo Vie Nuove (Luciano Bartolini e Pietro Laureano), dell’assessore fiorentino Alessandro Martini e dell’architetto Giorgio Caselli, dirigente del servizio Belle Arti di Palazzo Vecchio – “ha spronato il Comune a continuare nella volontà di crearvi un sistema che riporti il monumento al pubblico, come proposto dal gruppo tecnico”, magari come “polo della cultura, dell’artigianato e dell’ambiente. La Fondazione Nobrega si è resa disponibile a sostenere il progetto con fondi per la creazione di un museo, ma anche borse di studio internazionali legate alla ricerca”, e si è detta disponibile “a donare una collezione di oggetti d’arte, argenti, statue e manufatti di Michael Carrington. L’Inghilterra, ha garantito la signora Nobrega, c’è. E il principe Carlo pure”.

I precedenti interventi di Italia Nostra sulle Gualchiere

FONTE BLOG DI ITALIA NOSTRA FIRENZE https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/06/27/gualchiere-di-remole-il-vivo-interesse-della-fondazione-nobriega-e-del-principe-carlo-dinghilterra-per-il-loro-recupero-strutturale-e-funzionale-a-vantaggio-pubblico-il-sostanziale-disinteresse-de/

martedì 3 novembre 2020

COMUNICATO STAMPA, ­­­3.11.’20 GUALCHIERE DI REMOLE, FUORI ANCHE IL MINISTERO!

 COMUNICATO STAMPA, ­­­3.11.’20 

Si legge negli atti. Non solo Italia Nostra e Idra: il Comune di Firenze tiene fuori dalla partita anche la Soprintendenza.

 

Sono passati sei mesi (!) da quando la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha segnalato al proprietario del monumento protoindustriale in riva d’Arno, il Comune di Firenze, “la necessità dell’elaborazione di un vero e proprio progetto di restauro, ancorché parziale”. Palazzo Vecchio scriveva di un “tavolo tecnico costituito dai rappresentanti dei Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli, di un comitato civico costituitosi sulla questione e da esponenti della cultura territoriale e scientifica d’ambito”, e chiedeva alla Soprintendenza di individuare un proprio rappresentante per “garantire il contatto auspicato”. Orbene, nonostante che a Palazzo Vecchio il funzionario di Palazzo Pitti sia stato indicato, con nome e cognome, non risulta che abbiano passato l’Arno – leggiamo dopo aver richiesto l’accesso agli atti -  le comunicazioni richieste già il 10 aprile “in merito al calendario e alla forma degli incontri prefigurati e in relazione ad eventuali ulteriori iniziative attinenti ad aspetti di conservazione e valorizzazione, o comunque intersecanti le competenze istituzionali” della Soprintendenza. Stesso discorso per i documenti e i materiali contenenti gli esiti fino a questo momento prodotti dal percorso intrapreso”: se esistono, a Pitti non sono arrivati!

Cresce dunque la diffidenza nei confronti dell’operato della giunta Nardella su questo bene. Italia Nostra e Idra sono andate forse a perder tempo, lo scorso 8 settembre, quando l’assessore al Patrimonio ha invitato entrambi i presidenti a un colloquio che inaugurasse finalmente un nuovo corso, effettivamente partecipativo? Parrebbe di sì, atteso che mai è arrivato un riscontro a ciò che in quella circostanza hanno spiegato le Associazioni che da anni si battono per il recupero pubblico di quel bene comune, scontrandosi prima con la negligenza dell’Amministrazione comunale, poi con l’opacità del preteso “tavolo tecnico” dal quale, come la Soprintendenza, risultano clamorosamente escluse. Se infatti un “comitato civico” si è costituito in questi anni attorno alla figura dell’artista ‘resistente’ Piero Gensini, che di quel monumento è da 28 anni l’assiduo e prezioso custode, di quel “comitato” fanno parte di diritto – insieme alla tanta cittadinanza attiva mobilitatasi grazie agli stimoli offerti dall’atelier dello scultore – proprio quegli “esponenti della cultura territoriale e scientifica d’ambito” che Palazzo Vecchio vanta di reclutare ma tiene ostentatamente fuori dalla porta della partecipazione.

Fortuna, per coloro che dalla città culla del Rinascimento continuano a praticare il mal governo del territorio e dei suoi ‘beni comuni’ storici e architettonici, che la carta stampata fiorentina continui a ignorare la vicenda, o a relegarla - nel migliore dei casi - alle pagine provinciali. Mentre Prato insegna, in un’efficace alleanza fra cittadinanza, associazionismo ed Ente locale, come e dove è opportuno agire per la valorizzazione della propria storia. In questo caso, coltivando la memoria di quella vocazione riemersa anche qualche decennio fa con le fulloniche venute alla luce sotto piazza della Signoria. Quel dna tessile della città del giglio che ha permesso, coi proventi dell’industria medievale giovatasi delle Gualchiere, la costruzione di tanto nostro patrimonio in pietra e in marmo.

Ma persino al gemellaggio fra le Gualchiere di Remole e quella di Coiano, promosso due settimane fa presso il Museo della Tessitura di Prato, il Comune di Firenze non ha trovato il tempo di partecipareDov’è la pretesa “rinascita di Firenze”?


Quando le Gualchiere si fanno cultura


Quando le Gualchiere si fanno gioia


Quando le Gualchiere si fanno teatro


Quando le Gualchiere si fanno traccia

Italia Nostra Sezione di Firenze

Via Orsini 44 - 50126 Firenze

3473424056 - italianostrafirenze@gmail.com

 

Associazione di volontariato Idra

Via Giano della Bella 7, 50124 FIRENZE, Tel. 055.22.39.92, 320.053.52.58

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giovedì 15 ottobre 2020

Gualchiere di Remole, si allarga il cuore: nasce il gemellaggio fra Firenze e Prato

 COMUNICATO STAMPA, ­­­15.10.’20

GUALCHIERE DI REMOLE, SI ALLARGA IL CUORE: NASCE IL GEMELLAGGIO FRA FIRENZE E PRATO

Cittadini, artisti, studiosi e associazioni si alleano nella salvaguardia del patrimonio culturale delle Gualchiere di Remole e di Coiano: l’evento di sabato 17 al Museo della Tessitura di Prato

 

“Siamo emozionati nell’invitarvi ad un evento di due giorni per festeggiare il gemellaggio tra la Gualchiera di Coiano e la Gualchiera di Remole, due capisaldi storici, simbolo della vitalità economica, civile e industriale di due grandi territori, Prato e Firenze”, scrivono sul blog dell’Associazione Insieme per il recupero della Gualchiera di Coiano i promotori della doppia manifestazione organizzata per sabato 17 e domenica 18 ottobre (programma allegato), arricchita dall’esposizione delle opere di due artisti fiorentini legati da attività e tematiche comuni: lo scultore Piero Gensini (che a Remole ha insediato da 28 anni il proprio atelier) e la pittrice e scultrice Fiorella Noci.

Sabato 17, alle 17.00, al Museo del Tessuto di Prato, sono attesi i saluti dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Firenze, Prato e Bagno a Ripoli (ricordiamo infatti che le Gualchiere di Remole, proprietà del Comune di Firenze, giacciono sul territorio di Bagno a Ripoli). A seguire, l’Associazione Gualchiera Coiano e il Circolo i Risorti illustreranno i risultati e gli obiettivi dell’ammirevole e fruttuoso impegno civile stanziato nell’adozione del territorio. Quindi, l’intervento degli altri invitati. Fra questi, le associazioni che unitariamente – Italia Nostra e Idra - si battono da anni con cittadini di tutte le estrazioni nell’area fiorentina per il recupero e la restituzione alla collettività del prestigioso complesso di Remole in riva d’Arno, che Fernand Braudel ha definito il maggiore impianto industriale dell’Europa pre-industriale, lasciato decadere e degradare per decenni. La prof.ssa Sonia Salsi presenterà infine gli artisti ospiti della manifestazione, e Fabrizio Trallori svolgerà il tema “Le Gualchiere di Remole e di Coiano nella Storia”.

Sarà finalmente, quella del graditissimo invito di sabato, l’occasione di conoscere le intenzioni del Comune di Firenze? Palazzo Vecchio ha avviato solo recentemente, infatti, opere di messa in sicurezza delle Gualchiere di Remole in progressiva rovina, dopo aver promesso a marzo del 2019 un processo partecipato di recupero dal quale appaiono però sin qui escluse proprio le realtà civiche che col proprio impegno hanno contribuito a ottenere il ritiro del progetto di alienazione di quel bene prezioso.

Più di un mese fa l’assessore competente Alessandro Martini ha invitato a un colloquio i presidenti di Italia Nostra e di Idra Leonardo Rombai e Girolamo Dell’Olio. Ne è emersa l’apparente disponibilità a stabilire finalmente un rapporto di collaborazione fra Ente locale e cittadinanza attiva, incompatibile con la nomina dall’alto di un ‘gruppo tecnico’ chiuso, autoreferenziale, come quello annunciato da Palazzo Vecchio. Se davvero si parla di un percorso aperto e partecipativo, hanno ribadito Italia Nostra e Idra, è necessario che da parte dei Comuni che lo promuovono se ne descrivano nero su bianco le caratteristiche, le articolazioni, le modalità di attuazione: “In concreto, è indispensabile che le due associazioni, e le altre espressioni della cittadinanza attiva che dimostrano di avere a cuore le sorti delle Gualchiere di Remole, siano coinvolte a livello paritario. Ma nessun riscontro è arrivato al riguardo: “Continuiamo a confidare di poterlo ricevere, hanno aggiunto Italia Nostra e Idra nel loro ultimo messaggio ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli, anche in vista dell’appuntamento in calendario a Prato i prossimi 17 e 18 ottobre, quando – per la meritoria iniziativa dell’associazionismo locale – sarà celebrato un suggestivo gemellaggio fra le Gualchiere di Remole e quella di Coiano. Auspichiamo infatti che dall’evento prenda le mosse un incremento di collaborazione civile, culturale e progettuale feconda fra coloro che lavorano a tutelare queste architetture preziose, per quel mirabile reciproco riverbero della storia comune che per tanti secoli – come ci ha scritto nella lettera di invito il presidente dell’Associazione “Insieme” - ha legato le sorti di queste due città a fasi alterne amiche e nemiche; una storia dove proprio le gualchiere hanno giocato un ruolo di primo piano””.


Associazione di volontariato Idra

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venerdì 11 settembre 2020

PRESENTE E FUTURO DELLE GUALCHIERE DI REMOLE: PARTE IL DIALOGO COL COMUNE DI FIRENZE

 Italia Nostra Sezione di Firenze

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Associazione di volontariato Idra

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Le Gualchiere di Remole - Acquerello di Massimo Tosi

 

COMUNICATO STAMPA, ­­­11.9.’20

 

PRESENTE E FUTURO DELLE GUALCHIERE DI REMOLE: PARTE IL DIALOGO COL COMUNE DI FIRENZE

Italia Nostra e Idra convocate martedì scorso dall’assessore al Patrimonio non abitativo di Palazzo Vecchio

 

Lo scorso 8 settembre Italia Nostra e Idra, coi presidenti Leonardo Rombai e Girolamo Dell'Olio, hanno ascoltato con vivo interesse, nel suo ufficio, il resoconto dell'assessore al Patrimonio non abitativo del Comune di Firenze Alessandro Martini – che hanno ringraziato per il cortese invito a un primo incontro con l’Amministrazione comunale di Firenze - sul lavoro svolto nel 2019-20 dai due Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli sul complesso edilizio delle Gualchiere di Remole.

Dopo essersi soffermato sui primi interventi, attualmente in corso, di messa in sicurezza dell’edificio, e su quelli ulteriori previsti anche con l’auspicato contributo del Ministero dei Beni culturali (l’arch. Stefano Cerchiarini, responsabile del Servizio Gestione Patrimonio del Comune di Firenze, che ha partecipato al colloquio, ha parlato di un progetto di consolidamento, ancora senza riflessi sulla futura destinazione d’uso, che vale 600.000 euro, di cui il 40 per cento si prevede venga stanziato da Palazzo Vecchio), l'assessore ha manifestato la volontà dei due Comuni di arrivare all’elaborazione di un progetto di restauro-valorizzazione del monumento e del suo contorno.

A questo scopo, ha detto, sono stati avviati contatti in più direzioni, e ha annunciato l’intenzione di riproporre - possibilmente a ottobre - la tavola rotonda sul recupero del bene che, programmata a marzo, non era stato possibile realizzare a causa della pandemia Covid. A questo appuntamento potrebbero essere invitati utilmente, secondo l’assessore, istituzioni come la Soprintendenza, la Regione Toscana e il Consorzio di Bonifica, al quale già sono stati affidati interventi di sistemazione delle sponde dell’Arno. L’assessore auspica di poter provvedere già da adesso, peraltro, a una risistemazione dell’area intorno alle Gualchiere, che dia già un segnale di cambiamento positivo.

Si attende intanto, ha spiegato l’arch. Cerchiarini, che la Soprintendenza autorizzi la concessione di valorizzazione del complesso, così da permettere a uno o più privati di assumere l’onore e l’onere della sua gestione. Ma anche un altro scenario si sta profilando all’orizzonte: è previsto che quote del Recovery Fund siano destinate nel Paese al capitolo del finanziamento dello sviluppo territoriale, e l’assessore ha intenzione di inserire le Gualchiere nel novero delle opere che possano essere gestite con questi fondi. In tale caso, ha spiegato l’arch. Cerchiarini, il modello di utilizzazione delle Gualchiere potrebbe cambiare radicalmente, virando dallo scenario della concessione ai privati in direzione invece di una gestione totalmente pubblica.

In questo contesto, l’assessore ha espresso l’intenzione di ascoltare il parere di tutti, e dunque anche quello delle due associazioni, che ha invitato a fornire propri contributi anche a partire dalla prossima tavola rotonda.

Il prof. Rombai ha ricordato che Italia Nostra negli ultimi decenni ha svolto innumerevoli e riuscite attività culturali, didattiche e sociali, in stretta sinergia con l'artista Piero Gensini e con Angela Del Soldato (la discendente degli storici gualchierai di Remole e autentica depositaria della memoria orale sulla vita e sul lavoro del luogo). Ad attività di promozione della conoscenza e della valorizzazione pubblica delle Gualchiere hanno collaborato con iniziative di ‘adozione’ appassionate, propositive e produttive scuole di Pontassieve e di Firenze, studenti universitari, fotografi, artisti, associazioni come Idra. Tutto ciò è stato possibile grazie alla diuturna presenza e attrattività dell’atelier di scultura di Piero Gensini, la cui vicenda culturale – finora irresponsabilmente trascurata, ad avviso delle associazioni, dall’azione delle due Amministrazioni - è decisamente centrale nella determinazione del miglior futuro per le Gualchiere: solo a lui infatti, hanno sottolineato Rombai e Dell’Olio, si deve quella preziosa custodia della memoria che permette a noi oggi di immaginarlo.

Le associazioni hanno spiegato quindi all’assessore – ricostruendo le vicende precedenti il suo ingresso in Giunta a Palazzo Vecchio – i motivi e le circostanze della loro viva insoddisfazione e delusione per non essere state, fino ad ora, reputate soggetti portatori di interessi diffusi a favore della salvaguardia delle Gualchiere e della loro valorizzazione come bene comune di straordinario pregio storico-architettonico. Italia Nostra e Idra sono state ignorate al momento della formazione del cosiddetto ‘gruppo tecnico’ di cui si legge sulla carta stampata, e non sono state considerate neppure a titolo di informazione: ciò, nonostante la loro disponibilità a tutti ben nota di contribuire pubblicamente, con autentico spirito civico, al complesso lavoro di recupero, anche funzionale, del monumento.

Ma ogni giorno è un giorno nuovo, e dunque, hanno concluso Rombai e Dell’Olio, la cittadinanza attiva non negherà certo il proprio contributo a una stagione di collaborazione autentica, inclusiva e dialogante. Ma questo potrà avvenire solo a condizione che le domande poste da anni alle due Amministrazioni comunali di Firenze e di Bagno a Ripoli ricevano finalmente risposte chiare e operative.

In primo luogo, se davvero si parla di un percorso aperto e partecipativo, allora è necessario che da parte dei Comuni che lo promuovono se ne descrivano le caratteristiche, le articolazioni e le modalità di attuazione.

In concreto, poi, è indispensabile che le due associazioni, e le altre espressioni della cittadinanza attiva che dimostrano di avere a cuore le sorti delle Gualchiere di Remole, siano coinvolte a livello paritario. Non interesserebbe infatti collaborare dall’esterno a un ‘gruppo tecnico’ autoreferenziale, o nominato da vertici amministrativi o politici

Infine, tempestivamente, e comunque prima di addivenire ai previsti incontri pubblici, occorre che sia colmato il divario di informazione accumulatosi in questi mesi e anni, socializzando gli elaborati fin qui prodotti, le ipotesi formulate, gli strumenti proposti.


FONTE: http://www.idraonlus.it/2020/09/11/presente-futuro-delle-gualchiere-remole-parte-il-dialogo-col-comune-firenze/

giovedì 16 luglio 2020

Sul destino delle Gualchiere trecentesche in riva all’Arno, il Difensore civico a fianco delle associazioni.

COMUNICATO STAMPA, 13 Luglio 2020
Secondo richiamo ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli: Italia Nostra e Idra meritano la trasparenza che rivendicano!
“Si ricorda che, sulla base di istanza avente oggetto analogo a suo tempo presentataci, questa Difesa civica ha rivolto in via bonaria ai Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli richiesta di dar conto agli interessati dello stato degli atti concernenti il complesso immobiliare delle Gualchiere di Remole”. Così il dott. Sandro Vannini, Difensore civico della Toscana, in una nuova lettera di richiamo indirizzata alle due amministrazioni comunali, dopo che Italia Nostra e Idra avevano esternato nelle settimane scorse la propria indignazione per l’annuncio a mezzo stampa di un progetto mai partecipato di riqualificazione delle Gualchiere di Remole.
“E’ da marzo 2019 che le due Amministrazioni annunciano di voler “condividere con i cittadini un percorso serio e concreto” per la riqualificazione di un tesoro abbandonato al degrado da decenni. Ma questo coinvolgimento non c’è stato”, avevano denunciato le associazioni. E avevano aggiunto: “Al contrario, i due Comuni non hanno mai risposto alle richieste di trasparenza sulla documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, né sul percorso partecipativo ipotizzato. L’assessore fiorentino al Patrimonio non abitativo parla di un “gruppo tecnico” operativo, ma le associazioni non sono state invitate. Quali sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Con quali criteri sono stati scelti? Quali requisiti mancano a Italia Nostra e a Idra per essere ammesse al percorso di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, uno straordinario bene storico che fino a marzo 2019 la giunta Nardella ha tentato invano di alienare tramite asta pubblica?“.
In realtà, i due Comuni non avevano risposto neppure al primo invito rivolto loro il 9 marzo scorso “in via bonaria” dal Difensore civico, che indicava loro l’opportunità di dare riscontro a domande legittimamente formulate. Adesso il dott. Vannini replica: “Si ritiene che la mancata risposta sia da attribuire alla generale sospensione dell’attività amministrativa fino al 15-5-2020 disposta dalla normativa statale di cui ai DL18/2020 art.103 e DL23/2020 art.17, che si presume abbia riguardato anche le iniziative relative all’oggetto delle richieste degli interessati”. E torna a invitare i Comuni alla trasparenza “comunicando la risposta anche a questa Difesa civica”.
Vedremo: a volte la goccia scava la roccia… Riuscirà la pazienza democratica dei cittadini a scalfire – con l’aiuto dell’organo istituito per la loro tutela – la corazza del Palazzo e l’indifferenza della maggior parte degli organi di informazione?

lunedì 13 luglio 2020

Anche il Difensore civico chiede trasparenza sul destino delle Gualchiere di Remole

Italia Nostra Sezione di Firenze
Via Orsini 44 - 50126 Firenze

Associazione di volontariato Idra
iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale
Via Giano della Bella 7, 50124 FIRENZE, Tel. 055.22.39.92, 055.233.76.65, 320.053.52.58


COMUNICATO STAMPA, 13.7.’20

Sul destino delle Gualchiere trecentesche in riva all’Arno, il Difensore civico a fianco delle associazioni.
Secondo richiamo ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli: Italia Nostra e Idra meritano la trasparenza che rivendicano!

Gli studenti intervistano Piero Gensini,
l'artista che resiste alle Gualchiere
“Si ricorda che, sulla base di istanza avente oggetto analogo a suo tempo presentataci, questa Difesa civica ha rivolto in via bonaria ai Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli richiesta di dar conto agli interessati dello stato degli atti concernenti il complesso immobiliare delle Gualchiere di Remole. Così il dott. Sandro Vannini, Difensore civico della Toscana, in una nuova lettera di richiamo indirizzata alle due amministrazioni comunali, dopo che Italia Nostra e Idra avevano esternato nelle settimane scorse la propria indignazione per l’annuncio a mezzo stampa di un progetto mai partecipato di riqualificazione delle Gualchiere di Remole.

“E’ da marzo 2019 che le due Amministrazioni annunciano di voler “condividere con i cittadini un percorso serio e concreto” per la riqualificazione di un tesoro abbandonato al degrado da decenni. Ma questo coinvolgimento non c’è stato”, avevano denunciato le associazioni. E avevano aggiunto: “Al contrario, i due Comuni non hanno mai risposto alle richieste di trasparenza sulla documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, né sul percorso partecipativo ipotizzato. L’assessore fiorentino al Patrimonio non abitativo parla di un “gruppo tecnico” operativo, ma le associazioni non sono state invitate. Quali sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Con quali criteri sono stati scelti? Quali requisiti mancano a Italia Nostra e a Idra per essere ammesse al percorso di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, uno straordinario bene storico che fino a marzo 2019 la giunta Nardella ha tentato invano di alienare tramite asta pubblica?”.
L'atelier dello scultore testimone Piero Gensini

In realtà, i due Comuni non avevano risposto neppure al primo invito rivolto loro il 9 marzo scorso “in via bonaria” dal Difensore civico, che indicava loro l’opportunità di dare riscontro a domande legittimamente formulate. Adesso il dott. Vannini replica: “Si ritiene che la mancata risposta sia da attribuire alla generale sospensione dell'attività amministrativa fino al 15-5-2020 disposta dalla normativa statale di cui ai DL18/2020 art.103 e DL23/2020 art.17, che si presume abbia riguardato anche le iniziative relative all'oggetto delle richieste degli interessati”. E torna a invitare i Comuni alla trasparenza “comunicando la risposta anche a questa Difesa civica”.

Vedremo: a volte la goccia scava la roccia... Riuscirà la pazienza democratica dei cittadini a scalfire – con l’aiuto dell’organo istituito per la loro tutela – la corazza del Palazzo e l’indifferenza della maggior parte degli organi di informazione?


lunedì 29 giugno 2020

Trasparenza zero alle Gualchiere di Remole: Italia Nostra e Idra rivendicano a voce alta il diritto a partecipare al progetto di recupero pubblico

Italia Nostra Sezione di Firenze
Via Orsini 44 - 50126 Firenze

Associazione di volontariato Idra
iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana
per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale
Via Giano della Bella 7, 50124 FIRENZE, Tel. 055.22.39.92, 055.233.76.65, 320.053.52.58

Anche le ragazze e i ragazzi
dell'IiS L. da Vinci di Firenze
hanno adottato le Gualchiere di Remole!
COMUNICATO STAMPA, 29.6.’20

In una lettera indirizzata ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli, che hanno presentato tramite stampa nei giorni scorsi un progetto mai partecipato di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, le due associazioni esternano senza mezzi termini la propria indignazione

E’ da marzo 2019 che le due Amministrazioni annunciano di voler “condividere con i cittadini un percorso serio e concreto” per la riqualificazione di un tesoro abbandonato al degrado da decenni. Ma questo coinvolgimento non c’è stato. Al contrario, i due Comuni non hanno mai risposto alle richieste di trasparenza sulla documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, né sul percorso partecipativo ipotizzato. Non hanno risposto neppure all’invito rivolto loro dal Difensore Civico della Toscana a dare riscontro alle domande legittimamente formulate. L’assessore fiorentino al Patrimonio non abitativo parla di un “gruppo tecnico” operativo, ma le associazioni – per fare un esempio - non sono state invitate. Quali sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Con quali criteri sono stati scelti? Quali requisiti mancano a Italia Nostra e a Idra per essere ammesse al percorso di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, uno straordinario bene storico che fino a marzo 2019 la giunta Nardella ha tentato invano di alienare tramite asta pubblica?

Italia Nostra e Idra, che si battono da lungo tempo e con convinzione per il recupero pubblico del ‘villaggio dell’arte in riva d’Arno’ a supporto dello scultore-sentinella Piero Gensini, grazie al quale quel lembo prestigioso di civiltà medievale è ancora vivo e vissuto, hanno preso carta e penna e hanno formalizzato una comune istanza di partecipazione al procedimento e accesso agli atti. L’hanno inviata per opportuna conoscenza anche alla Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio e, nuovamente, al Difensore civico, con l’auspicio che intervengano in tutela dei diritti dei cittadini e della qualità della progettazione. E a due nuovi destinatari, il Genio Civile della Regione Toscana e il Consorzio di bonifica Medio Valdarno, giacché si apprende che agli interventi ipotizzati metteranno mano anche le loro competenze.


https://youtu.be/Z5iDf8YHKlg

giovedì 5 marzo 2020

Gualchiere di Remole: il richiamo di Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio. Idra chiede chiarezza.

COMUNICATI STAMPA:

4.3 - 2020:  “Stato di abbandono della massima parte del complesso, generalizzate condizioni di severo degrado, con settori dell’organismo architettonico principale connotati da profonde criticità, quali localizzati fenomeni di collabenza e crolli relativamente recenti”questo lo sconcertante risultato del sopralluogo ispettivo svolto lo scorso novembre dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, insieme alla Direzione del Servizio Belle Arti del Comune di Firenze, presso le trecentesche Gualchiere di Remole, “un insediamento paleoindustriale di elevata importanza storico-culturale”. Lo scrive il dott. Andrea Pessina il 12 febbraio scorso rispondendo a Italia Nostra e a Idra che il 20 gennaio allertavano il Ministero sulle condizioni di palese progressivo degrado del prestigioso opificio medievale.
Si apprende così che Palazzo Pitti ha richiamato il Comune di Firenze “agli obblighi conservativi sussistenti in capo al proprietario di beni culturali, invitando il medesimo a prendere contatti con la Soprintendenza con la massima sollecitudine, al fine di pianificare ed intraprendere con la dovuta urgenza ogni azione necessaria alla salvaguardia e alla conservazione delle Gualchiere di Remole e prospettando, in caso di inerzia, l’imposizione di interventi conservativi ai sensi e nelle forma di legge”.

“Ci saremmo aspettati, dopo questa severa sollecitazione da parte dell’Autorità di tutela - lamenta Idra nella Pec trasmessa oggi a Palazzo Vecchio - che il Comune di Firenze intendesse colmare il ritardo informativo accumulato nei confronti della cittadinanza, che da un anno chiede documentazione e trasparenza sul percorso partecipativo annunciato a marzo 2019. E invece, ancora silenzio!”.  Non solo: l’associazione fiorentina osserva che di questo procedimento non sembra trovarsi trova traccia neanche nella nota trasmessa dal Soprintendente, che informa di aver anch’egli “richiesto al Comune di Firenze di fornire informazione in ordine ad eventuali progetti di recupero e programmi di valorizzazione attivati o in corso di attivazione”!

Quanto meno, dopo la nota di Italia Nostra e Idra, il 28 gennaio è pervenuta finalmente a Palazzo Pitti una “istanza di autorizzazione ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 42/2004 da parte del Comune di Firenze, per interventi di messa in sicurezza da eseguirsi sul complesso”. Il dott. Pessina precisa al riguardo che “la documentazione tecnico-progettuale è attualmente oggetto di esame istruttorio, teso a valutarne l’adeguatezza, nonché l’efficacia e la compatibilità con le esigenze di tutela di quanto proposto”
Idra ha ripreso quindi carta e penna e torna oggi a invocare chiarezza ai Sindaci di Firenze e Bagno a Ripoli e all’assessore competente, ma questa volta per conoscenza anche al Difensore civico della Toscana:
“Avendo dovuto sin qui constatare, non senza disappunto, la perdurante indisponibilità di codesta Amministrazione a fornire le informazioni richieste, inoltriamo qui via PEC, in quanto soggetto impegnato nella difesa della conservazione del bene in questione:
a) la richiesta di copia della documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, perché la cittadinanza possa essere messa al corrente, quanto meno attraverso la nostra Associazione, delle caratteristiche, dei tempi e degli oneri inerenti l’intervento proposto dal Comune dopo la sollecitazione ricevuta dal Ministero dei Beni Culturali;
b)    per la terza volta, la richiesta di informazione circa il percorso partecipativo annunciato a marzo 2019, e in particolare:
-    se esistano atti o deliberazioni al riguardo adottate dal Comune di Firenze e/o dal Comune di Bagno a Ripoli, e la relativa documentazione;
-      se siano state attivate procedure di partecipazione che derivano da tali atti;
-      in caso affermativo, quali siano i risultati fin qui conseguiti;
-      quali siano in ogni caso le caratteristiche dell’iter partecipativo che il Comune di Firenze e/o il Comune di Bagno a Ripoli intendono eventualmente attuare”.


5.3 - 2020: COMUNICATO STAMPA 

Gualchiere di Remole a Bagno a Ripoli: Idra replica all’assessore Martini

Questo il testo della nuova Pec inviata stamani all’assessore al patrimonio non abitativo del Comune di Firenze Alessandro Martini

Gentile assessore,
mentre attendiamo una Sua risposta puntuale alle richieste formulate nella Pec trasmessa ieri a Lei e al sindaco Dario Nardella (la mettiamo qui integralmente a disposizione degli organi di informazione), la lettura della Sua replica pubblicata su MET (News dalle Pubbliche Amministrazioni della Città Metropolitana di Firenze) ci suggerisce una domanda aggiuntiva.
Lei scrive: “Va avanti anche il lavoro del gruppo tecnico in cui sono presenti, tra gli altri, esponenti del comitato civico da tempo attivo per sollecitare la riqualificazione della storica struttura. La prossima settimana è già fissato un incontro per elaborare le strategie di recupero funzionale da poi inserire nel bando per la valorizzazione culturale del complesso”.
Le domandiamo: dove, come e quando è nato questo “gruppo tecnico”? E di quale “comitato civico” si parla? Quali sono i componenti dell’uno e dell’altro? Con quali criteri pubblici (visto che si parla di un processo partecipativo) sono stati selezionati? Come mai una piccola associazione come la nostra, iscritta tuttavia al registro regionale del volontariato per la promozione e la tutela dei beni ambientali e culturali, o – ci risulta - realtà di ben altro rango e tradizione come Italia Nostra, non sono state invitate a far parte del “gruppo tecnico”Quali requisiti mancano a queste associazioni per meritare di essere ammesse sin dall’inizio al percorso di riqualificazione e valorizzazione delle Gualchiere di Remole, per la cui difesa si sono convintamente battute negli anni in un confronto che fino a marzo 2019 ha visto invece la giunta Nardella convintamente fautrice dell’alienazione - tramite asta pubblica - di quello straordinario bene storico?
Lei, gentile assessore, non c’era. Noi, sì!
Associazione di volontariato Idra
Tel. 055.22.39.92, 055.233.76.65, 320.053.52.58

giovedì 10 ottobre 2019

Gualchiere di Remole, Italia Nostra e Idra in Soprintendenza Urge chiarezza e trasparenza da Palazzo Vecchio

Comunicato stampa, 9.10.’19


L’arch. Michele Cornieti, funzionario competente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le attività di tutela monumentale e paesaggistica per il territorio di Bagno a Ripoli, ha ricevuto stamani Leonardo Rombai e Girolamo Dell’Olio, in rappresentanza rispettivamente di Italia Nostra e Idra. Le due associazioni hanno chiesto infatti un incontro alla Soprintendenza sul tema delle trecentesche Gualchiere di Remole, allo scopo di verificare le intenzioni del Ministero chiamato dall’art. 9 della Costituzione a tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Le Gualchiere di Remole rappresentano un unicum – di rango non soltanto regionale, ma nazionale ed europeo - nel panorama delle testimonianze architettoniche che il passato consegna alla nostra e alle future generazioni. Abbondano a Firenze palazzi, chiese, ville e giardini di epoca medievale. Ma sulle sponde dell’Arno, proprietà del Comune di Firenze nel territorio di Bagno a Ripoli, l’opificio già appartenuto alla famiglia Albizi e all’Arte della Lana è – col suo austero aspetto di castellare guarnito del villaggio per le maestranze – il solo ed ultimo manufatto che riporta visivamente alla memoria quella fase della manifattura tessile che ha fatto per secoli la fortuna di Firenze, la follatura dei pregiati panni di lana.
Definite dallo storico Fernand Braudel il maggiore impianto industriale dell’Europa pre-industriale, le Gualchiere di Remole sono state considerate per anni un peso di cui disfarsi da parte del Comune di Firenze, che le ha consegnate a giugno 2017 – assieme alle sue pertinenze - a un’asta andata deserta al prezzo irrisorio di 2,2 milioni di euro. Eppure, se è degno di fede quanto si è letto in uno scatto pubblicato in rete alcuni giorni prima che avesse luogo la gara, lo stesso sindaco di Firenze Dario Nardella così scriveva, in inglese, al principe Carlo d’Inghilterra: “Sono estremamente grato a lei per la splendida opportunità che lei sta offrendo a me come sindaco di Firenze mettendo in evidenza l'importanza del prestigioso mulino delle Gualchiere di Remole”. E proponeva: “Io suggerirei di procedere a creare un comitato, una specie di “task force”, per iniziare a lavorare insieme e trovare soluzioni fattibili per i Mulini delle Gualchiere di Remole. La informo che vorrei personalmente far parte del comitato e che il capo del mio staff è coinvolto”.
Oggi Palazzo Vecchio dichiara pubblicamente la scelta di recuperarne l’uso e la fruibilità, ma in palese assenza di pubblicità agli atti e ai provvedimenti che darebbero corpo a questa apparente volontà.
Italia Nostra e a Idra l’arch. Cornieti, da parte sua, ha assicurato: “La Soprintendenza, nell’ambito delle proprie attività istituzionali, si occuperà in maniera concreta della questione verificando lo stato di conservazione del bene, di dichiarato interesse culturale”.
Le associazioni, da parte loro, hanno manifestato l’auspicio che il piano di recupero e utilizzazione del complesso tenga conto dell’esigenza di mantenere funzioni compatibili con la qualità del manufatto e del villaggio che intorno ad esso si sviluppa, a partire da quelle culturali, sociali e produttive che la preziosa presenza dell’atelier dell’artista Piero Gensini ha permesso di continuare a difendere e promuovere negli ultimi decenni.
Si attende che siano resi noti da parte dei due Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli i contenuti e le reali caratteristiche del processo partecipativo ipotizzato, tenuto conto della molteplicità di soggetti di cittadinanza attiva protagonisti accanto allo scultore Piero Gensini, delle attività di presidio e salvaguardia di questa importante e insostituibile memoria storica.

Italia Nostra Sezione di Firenze
Via Orsini 44 - 50126 Firenze

Associazione di volontariato Idra
Tel. 055.22.39.92, 055.233.76.65, 320.053.52.58