Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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mercoledì 26 agosto 2020

Quelle cave sono autorizzate sotto il profilo paesaggistico?

  

Alpi Apuane

L’associazione  ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti (25 agosto 2020) riguardo la presenza di autorizzazioni paesaggistiche i merito alla Cava Fosso del Cardellino e alla Cava Buca del Fagiano, in Comune di Carrara (MS).

L’attività estrattiva dev’essere necessariamente preceduta da autorizzazione paesaggistica in area tutelata da vincoli ambientali (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Coinvolti il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Lucca, il Comune di Carrara, i Carabinieri Forestale.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un risolutivo intervento delle amministrazioni pubbliche competenti per chiarire la legittimità o meno delle attività estrattive.

LeAlpi Apuanepossono e devono essere salvaguardate, per la difesa dell’ambiente e della stessa identità delle collettività locali.

         Gruppo d’Intervento Giuridico onlus   

FONTE ARTICOLO https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2020/08/26/quelle-cave-sono-autorizzate-sotto-il-profilo-paesaggistico/

martedì 8 novembre 2016

MOSTRA EVENTO SALVIAMO LE APUANE


Vi ricordiamo che stiamo facendo una colletta online e se qualcuno volesse aiutarci con una piccola donazione può farlo da questo link https://www.collettiamo.it/colletta/lr3zxou4 

Ricordo che la mostra proseguirà per altre città italiane per tutto il 2017. Di seguito il programma degli altri eventi in programma. Datemi certezza della vostra partecipazione o se qualcuno parteciperà al posto vostro.

PROGRAMMA aggiornato su www.salviamoleapuane.org

SABATO 12 NOVEMBRE INAUGURAZIONE
Presentazione della Mostra, delle opere degli artisti ed intervento di tutte le realtà che hanno patrocinato ed appoggiato l'evento 
con aperitivo di finanziamento 10€ a persona

SABATO19 Novembre GIORNATA PER LE ECONOMIE ALTERNATIVE
  • Ore 16:00 Verso un "Movimento di Movimenti"
    dibattito tra comitati, associazioni e movimenti che difendono il territorio e lavorano per un'alternativa economica
  • Ore 18:00 Ecomuseo delle Alpi Apuane, Società dei territorialisti:
    La rinascita economica scende dalla montagna
    Intervengono Prof Alberto Magnaghi Presidente della "Società dei territorialisti" Dottor Fabio Baroni Direttore del neonato Ecomuseo delle Alpi Apuane
    Dottor Fausto Ferruzza Coordinamento Apuano "Un Manifesto per le Alpi Apuane"
  • Ore 20:00 Apericena di finanziamento con prodotti Apuani €18 a persona

MARTEDI 22 Novembre EVENTO DI CHIUSURA ore 18:00
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appello per il Parco delle Alpi Apuane


sdt
La Società dei territorialisti/e, riunita nel suo IV convegno nazionale “Ritorno ai sistemi socioeconomici locali” a Gallicano (Alpi Apuane)  il 21-22 ottobre 2016, impegnata con l’Ecomuseo delle Alpi Apuane e con le Associazioni nazionali del Coordinamento apuano firmatarie del Manifesto delle Alpi Apuane (che aderiscono a questo appello), nello sviluppo di  un modello socioeconomico locale fondato su una  valorizzazione integrata delle risorse patrimoniali di eccellenza di tutto il territorio  (agroforestali, idrogeomorfologiche, paesaggistiche, escursionistiche, artigianali, artistiche, culturali, insediative,  energetiche, ecc);
  • valutando che, per dar corpo a questo modello, sia necessario il ruolo attivo di tutti gli attori istituzionali del territorio che hanno aderito a questo convegno, a partire dal Parco Regionale delle Alpi Apuane;
  • constatando tuttavia, a partire dalle azioni persistenti nel tempo, che l’attuale governo politico e tecnico del parco stesso non assolve appieno al ruolo che le leggi nazionali e regionali di riferimento affidano alle aree protette, ovvero tutelare l’ambiente e promuovere attività sostenibili coerenti con la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio territoriale,
chiede alla Regione Toscana di attivare un processo di selezione e nomina del nuovo Presidente e  del nuovo Direttore del Parco che corrisponda al ruolo, previsto dalla legge, di tutela dell’ambiente e di promozione di attività sostenibili, con particolare riferimento alla volontà e capacità di trattare le questioni relative a :
  1. la progressiva dismissione delle attività estrattive in essere all’interno dei confini del parco, in quanto insostenibili per l’ambiente, il paesaggio e il futuro modello di sviluppo integrato ;
  2. il recupero dei territori marginali e il rilancio  delle attività agricole, di trasformazione e dei servizi;
  3. l’attivazione delle strutture del Parco e la collaborazione tra questo e le diverse forze istituzionali, economiche, sociali e culturali per far avanzare collettivamente lo sviluppo socio-economico locale.
Gallicano (LU), 22 ottobre 2016
Il Coordinamento apuano e composto da: Legambiente, Italia Nostra, WWF, CAI, FAI, Salviamo le Apuane,  Rete dei comitati per la difesa del territorio, Società dei territorialisti.

venerdì 20 novembre 2015

APUANE // I LUOGHI DEL CUORE FAI 2014: "CIRCO GLACIALE DEL PIZZO D'UCCELLO E SOLCO DI EQUI"

 

Per saperne di più, apri la scheda: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/massa/casola-in-lunigiana/circo-glaciale-del-pizzo-d-uccello-e-solco-di-equi/16679


Cari amici e amiche che seguite la battaglia per la salvaguardia delle Alpi Apuane, sono qui a comunicarvi un altro passo importante verso la liberazione di questo territorio dalla monocultura del marmo, dalla devastazione ambientale e dall' abbandono. E' con grande orgoglio che "il luogo del cuore", con progetto di riconversione annesso,  proprosto dal nostro movimento ha vinto il prestigioso concorso FAI. A questo link le schede vincenti con le motivazioni http://iluoghidelcuore.it/progetti-approvati-2014 

Inizierà pertanto un percorso importante che potrà fregiarsi del sostanziale appoggio del FAI, al momento vi lascio con questa importante notizia preannunciandovi che a breve lanceremo una raccolta fondi in crowdfunding per finanziare anche altre parti del progetto. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborano attivamente, chi ha votato e chi ci supporta è la vittoria di tutti.  Sotto la scheda descrittiva per chi non riuscisse a vederla sul sito! 

Eros Tetti
Salviamo le Apuane
Tel. 3403678469

lunedì 12 ottobre 2015

ROSSI RISCHIATUTTO: Giu' le mani dal Piano Paesaggistico !

Giovedì scorso, in risposta all'appello per salvare le Alpi Apuane, lanciato da Avaaz e qui raccolto anche da noi, il Presidente della Toscana Enrico Rossi ha inviato questa lettera a tutti i firmatari della petizione.

Ringrazio lei e gli altri cittadini che mi avete scritto. Vi rispondo con piacere fornendovi anche alcune informazioni che forse non sono in vostro possesso.
Il nostro obiettivo è sempre stato quello di tenere insieme lavoro e bellezza. Proprio per questo saranno vietate le aperture di nuove cave sopra i 1.200 metri ed incentiveremo la filiera produttiva locale. Una scelta che ci consente da un lato di tutelare le vette e i crinali apuani e dall'altro di far sì che una maggiore occupazione e ricchezza ricada sul territorio.
Ritengo che il documento che abbiamo elaborato, superando contrapposizioni e diatribe su cui non sempre le posizioni più estreme risultano essere le più fondate, rappresenti un punto di arrivo per tutti. E'del tutto normale che su temi così importanti si discuta e si confrontino posizioni diverse ed anche estreme, tra chi vorrebbe chiudere le cave e chi invece vorrebbe continuare a far tutto come prima. In democrazia le proposte si discutono e si cercano soluzioni il più possibile condivise, senza le quali anche le migliori elaborazioni rischiano di restare esercizi puramente accademici. E'proprio da questo confronto che scaturiscono le soluzioni più avanzate. Ne è riprova che la Toscana sarà la prima e unica regione ad avere approvato un piano che contiene sia la parte vincolistica che precise direttive per gli ambiti territoriali della nostra regione, a cui dovranno conformarsi gli strumenti urbanistici dei Comuni.
La legge sulle cave che il Consiglio Regionale ha approvato dichiara pubblici i beni stimati,  raddoppia le tasse di concessione dovute agli Enti locali e stabilisce che il marmo scavato dovrà essere lavorato, sempre più, a livello locale. E'la prima volta che la Regione affronta questi temi per dotarsi di regole di carattere sociale e ambientale. Sono certo che la vostra sensibilità ambientale vi faccia comprendere ed apprezzare lo sforzo che stiamo compiendo per dare, finalmente, una risposta positiva a queste importanti questioni. Agli imprenditori del marmo ho chiesto anche di investire nella salvaguardia ambientale così come hanno fatto gli industriali del cuoio con gli impianti di depurazione. Assumersi le responsabilità di governo del territorio è oggi una grande sfida perché richiede di interpretare e governare fenomeni complessi, di trovare equilibri tra interessi diversi e spesso contrastanti ascoltando le (buone) ragioni di tutti, ma allo stesso tempo tenendo ferma la propria responsabilità che è quella di promuovere sviluppo e salvaguardia del territorio.
Spero di avere contribuito a fare chiarezza su questa vicenda e le invio i miei più cordiali saluti.

Enrico Rossi
  
In questa lettera Rossi dichiara di "voler tenere insieme lavoro e bellezza", forse cercando di evocare in noi il ricordo diMichelangelo e dei "Prigioni" dell'Accademia, ma senza ricordare che il marmo non si estrae più come 500 anni fa, con scalpelli e cunei di legno, ma con filo diamantato e dinamite e i committenti non son più Giulio II o Papa Medici, bensìmagnati del Golfo a beneficio di poche famiglie di imprenditori e multinazionali senza scrupoli che distruggono la montagna.
Rossi dice anche che "in democrazia le proposte si discutono e si cercano soluzioni il più possibile condivise", ma senza precisare che la discussione è già avvenuta in Consiglio Regionale e successivamente in risposta alle osservazioni, impegnando l'Assessorato e i tecnici della Regione per mesi c ha già prodotto una faticosa modifica del testo.
Rossi dimentica che la democrazia si basa, oltre che sulla responsabilità e sulla capacità di decisione dei suoi organi rappresentativi, anche sulla competenza e sulla legittimità tecnico-scientifica degli atti e degli strumenti esecutivi. Questo, se è particolarmente vero per la pianificazione del territorio, lo è ancor più per la delicata materia del paesaggio, non certo riducibile a minimo comune denominatore di consolidati interessi locali. Tanto più che il Piano paesaggistico della Toscana ha richiesto 4 anni di preparazione e, lungi dall'essere un esercizio "puramente accademico" come lui sembra ritenere, ha saputo accreditarsi, anche a livello ministeriale, quale modello per le altre regioni.
Ma anche questa lettera nelle ultime ore è stata superata: non sarà più vietata neanche l'apertura di cave sopra i 1200 m. Il maxiemendamento del PD è una carta moschicida che richiama a sé tutti i nemici delle regole, degli  indirizzi e delledirettive paesaggistiche, non solo per le cave, ma anche per le coste, per le zone umide, per i crinali e persino per gli alvei fluviali. Tanto che ora lo stesso Rossi vorrebbe tornare al testo originale approvato dalla maggioranza e dall' AssessoreMarson.
La questione del Piano paesaggistico della Toscana può produrre conseguenze anche a livello governativo, da un lato per l'impegno profuso dal sottosegretario Borletti Buitoni in sua difesa, dall'altro per la spinta neocentralista che potrebbe riaffermarsi, azzerando qualsiasi capacità della Toscana di darsi propri strumenti per il Buon Governo del territorio.Martedì prossimo l'eccezione toscana potrebbe davvero giungere alla fine.
In quel caso finirebbe anche, crediamo, la corsa spericolata verso le elezioni di Enrico Rossi che avrebbe delegittimato definitivamente il lavoro pluriennale e ampiamente partecipato del proprio Assessore, per ascoltare le istanze di lobbies, presenti nella maggioranza e nel suo partito, il cui orizzonte culturale è sempre quello dello sfruttamento selvaggio del territorio.  


FONTE: http://newsdeicomitati.blogspot.it/2015/10/rossi-rischiatutto.html

altre petizioni per salvare le Apuane: 
  1.  https://secure.avaaz.org/it/petition/Ferma_la_distruzione_delle_Alpi_Apuane/
  2.  https://secure.avaaz.org/it/petition/SALVIAMO_LE_ALPI_APUANE_1/?pv=30
  3.  https://secure.avaaz.org/it/italy_save_apuan_alps/
  4.  https://secure.avaaz.org/it/petition/Enrico_Rossi_Presidente_regione_Toscana_Consiglio_regionale_della_Toscana_Salviamo_il_Piano_Paesaggistico_della_Toscana_/?pv=16

venerdì 11 settembre 2015

I terreni a uso civico sulle Alpi Apuane non sono tutelati dal piano paesaggistico della Toscana.

L’azione legale per la difesa dei diritti di uso civico.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha rivolto (10 settembre 2015) una specifica istanza al Commissario per gli usi civici per il Lazio, la Toscana e l’Umbriaperché valuti l’opportunità di avviare un procedimento giurisdizionale presso il suo Ufficio relativamente alla mancata adeguata tutela dei diritti di uso civico e dei demani collettivi civici da parte del Piano di indirizzo territoriale (P.I.T.) con valenza di piano paesaggistico della Toscana, approvato dal Consiglio regionale nel marzo 2015.
Coinvolti, per opportuna conoscenza, la Regione Toscana, i Comuni di Minucciano, Careggine,Molazzana, Fabbriche di Vergemoli, Gallicano, Pescaglia (gestori dei terreni a uso civico dei rispettivi paesi),  la Comunione beni sociali di Vinca, le Amministrazioni separate di Beni a uso civico di Vagli Sotto e Stazzema e di Seravezza.
Seravezza, la cava delle Cervaiolei da Passo Croce. Il Picco Falcovaia non esiste più
Seravezza, la cava delle Cervaiolei da Passo Croce. Il Picco Falcovaia non esiste più
Il Piano di indirizzo territoriale (P.I.T.) con valenza di piano paesaggistico.
Il P.I.T. con valenza di piano paesaggistico, pur essendo in linea generale un buon piano paesaggistico e uno dei tre piani elaborati correttamente ai sensi delCodice dei Beni culturali e del Paesaggio(decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), insieme a quello della Puglia e della Sardegna costiera, tuttavia presenta oggettive carenzenella disciplina di salvaguardia delle Alpi Apuane in relazione alle attività di cava.
Il P.I.T., infatti, interessa ovviamente anche le aree ove sussistono diritti di uso civico, riportate nell’elenco di cui all’Allegato G del medesimo P.I.T., tutelate per legge con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), sebbene non sia possibile rinvenire nella disciplina di piano la corretta salvaguardia dei diritti di uso civico e dei demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i. e legge regionale Toscana n. 27/2014).
In particolare, l’area delle Alpi Apuane, rientrante in gran parte nel Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, è ampiamente destinata ad attività di cava attualmente in corso o potenzialmente riattivabile o, addirittura, attivabile ex novo anche nel P.I.T., così come emerge dalla disciplina dell’Allegato 5 – Schede bacini estrattivi Alpi Apuane + 21 schede di bacino.[1]   Il censimento delle attività estrattive sulle Alpi Apuane condotto dall’Università degli Studi di Siena – Centro di Geotecnologie avrebbe portato a individuare ben 165 cave attive e 510 cave inattive[2].
Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d'acqua
Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d’acqua
Le Alpi Apuane e le cave di marmo.
Purtroppo, nel corso degli ultimi vent’anni si è cavato dalle Apuane più che nei 2000 anni precedenti, ogni anno 4 milioni di tonnellate di montagna, un milione e mezzo di metri cubi: nel P.I.T. ci si sarebbe attesi una scelta di pianificazione ben diversa.    L’industria del marmo è decisamente molto redditizia, ma quasi esclusivamente per i pochi soggetti titolari delle attività estrattive. Fra questi c’è anche la famiglia Bin Laden che con la sua Cpc Marble & Granite Ltd ha acquistato nel 2014 il 50% della Marmi Carrara pagando a quattro famiglie proprietarie 45 milioni di euro.
I ricavi dei Comuni non sono paragonabili neanche lontanamente a quelli dei concessionari: attualmente il Comune di Carrara incassa 15 milioni di euro annui a titolo di canone, una parte minima rispetto a quanto rende l’estrazione marmifera. Per esempio, nel 2012, a fronte del canone di 15 milioni di euro in favore del Comune di Carrara, le imprese operanti nel settore del marmo hanno ricavato ben 168 milioni di euro. Al Comune è dunque andato solo l’8,8% del ricavo complessivo.
Anche i dati sull’occupazione confermano che il marmo non ha portato posti di lavoro: nella media 2009-2012 il tasso di disoccupazione complessivo nazionale è stato dell’8,8% e quello giovanile del 21,1%, mentre a Massa Carrara le percentuali hanno fatto registrare, rispettivamente, un 11,6% e un 30,5%.
Di sensibile impatto è l’inquinamento dei corsi d’acqua delle Apuane determinato dallamarmettola, residuo delle attività di cava, oggetto di una recente azione legale (20 agosto 2015) del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus che ha provocato un rapido intervento del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare nei confronti della Regione Toscana e degli Enti locali.
Bosco, radura
Bosco, radura
Gli usi civici e i demani collettivi civici.
I diritti di uso civico sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.),inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), analogamente al demanio collettivo civico  (art. 5 della legge regionale Toscana n. 27/2014).  Il demanio collettivo civico è“l’insieme di beni immobili in proprietà collettiva fino dall’origine degli utenti, anche se formalmente accatastati in capo ai comuni, nonché quelli nel tempo pervenuti o acquisiti a qualsiasi titolo, destinati in perpetuo all’utilità della collettività”, mentre idiritti di uso civico sono “diritti reali sui terreni di proprietà altrui, esercitati dagli utenti che hanno diritto di trarne particolari utilità” (art. 2 della legge regionale Toscana n. 27/2014).   Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla Regione Toscana (art. 3 della legge regionale Toscana n. 27/2014) soltanto versocorrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i., 41 del regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., 8-10 della legge regionale Toscana n. 27/2014).
Gli usi civici in Toscana sono presenti in 57 Comuni, in 37 di questi i titolari sono tutti i cittadini residenti, nei restanti 20 sono solo i cittadini residenti in una frazione. Sono state istituite una trentina di Amministrazioni separate di Beni di uso civico (A.S.B.U.C.) per la gestione dei demani collettivi civici, nei restanti casi la gestione è in capo ai rispettivi Comuni.  L’estensione dei terreni a uso civico e dei demani collettivi civici in Toscana viene stimata in 30 mila ettari, tuttavia ancora non esiste la Banca dati degli usi civici prevista dall’art. 28 della legge regionale Toscana n. 27/2014.
Carrara, bacino estrattivo Torano
Carrara, bacino estrattivo Torano
Il P.I.T. e gli usi civici.
Il P.I.T. con valenza di piano paesaggistico consente e legittima ilmantenimento delle attività estrattive in essere o riattivabili senza alcuna considerazione della presenza dei diritti di uso civico e dei demani collettivi civici, concretando una lesione di beni a indiscussavalenza ambientale/paesaggistica. Nonrisulta alcuna preventiva autorizzazione e/o disponibilità di alcuna natura deititolari dei diritti di uso civico e deidemani civici collettivi alla prosecuzionee soprattutto alla riapertura dell’attività estrattiva nelle cave dismesse.
I procedimenti contenziosi pendenti davanti al Commissario per gli usi civici (giudice esclusivo per legge) relativi alle cave di marmo e ai diritti di uso civico sulle Alpi Apuane sono già numerosi e, purtroppo, l’emanazione della carente disciplina del P.I.T. non fa che creare ulteriori problemi alle collettività locali titolari dei diritti di uso civico.[3]stendardo GrIG
Per ovviare agli effetti negativi, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha segnalato al Commissario per gli usi civici l’opportunità di adottare urgenti provvedimenti cautelari per la salvaguardia deidiritti di uso civico e i demani collettivi civici.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


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[1]  “La perimetrazione dei Bacini estrattivi rappresentati nelle Schede da 1 a 14 e da 16 a 21 coincide con le Aree Contigue di Cava (ACC) individuate dalla L.R. 65/1997 del Parco delle Alpi Apuane e modificate con L.R. 73/2009. La Scheda n. 15 individua i bacini estrattivi di Carrara e di Massa esterni al perimetro dell’area di Parco. La scheda n.15 è articolata in tre sottobacini (Torano, Miseglia e Colonnata)”(P.I.T., Allegato 5).
[2] I piani esecutivi per l’attività di cava sono così disciplinati: “il procedimento per l’approvazione dei Piani attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane è disciplinato dagli art. 113 e 114 della legge regionale Toscana n. 65 del 2014. Il piano attuativo, riferito a bacini estrattivi che interessano i beni paesaggistici di cui all’artt. 134 del Codice è trasmesso alla Regione entro 10 giorni dalla pubblicazione sul BURT del relativo avviso di adozione. La Regione, entro trenta giorni dall’avvenuta trasmissione del Piano, provvede ad indire una Conferenza di servizi con la partecipazione di tutti gli altri Enti territoriali interessati, invitando a partecipare anche i competenti uffici del Ministero per i beni e le attività culturali, allo scopo di verificare, in via preliminare, il rispetto della disciplina paesaggistica. Il procedimento si conclude entro trenta giorni dallo svolgimento della prima riunione della conferenza dei servizi” (art. 8 delle Norme comuni per i Bacini estrattivi delle Alpi Apuane”, Allegato 5 del P.I.T.).
[3] I contenziosi inerenti cave e diritti di uso civico sono numerosi. Con decreto Dirigente del Settore Promozione dell’innovazione e sistemi della conoscenza della Regione Toscana n. 6074 del 29 dicembre 2011 è stata disposta la reintegra (art. 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.) in attuazione della sentenza Commissario U.C. Lazio, Umbria, Toscana 5 novembre 2008, n. 67 “degli immobili riconosciuti di proprietà collettiva … in favore delle comunità della montagna di Seravezza.        Con successiva sentenza Commissario U.C. Lazio, Umbria, Toscana 5 febbraio 2014, n. 20 relativa all’accertamento dei diritti d’uso civico sulle cave di marmo del comprensorio di Monte Altissimo (fraz. di Azzano, Fabiano, Giustagnana, Minazzana e Basati) nel territorio del Comune di Seravezza è stata dichiarata l’ormai inesistenza di diritti di uso civico su ettari 172.45.00 ora di proprietà Henraux s.p.a., mentre permane da accertare l’eventuale esistenza di diritti di uso civico su ulteriori ampie estensioni di terreno (circa ettari 378.00.00) attualmente occupate sempre dalla Henraux s.p.a., riguardo cui la causa è tuttora pendente.    Con sentenza Commissario U.C. Lazio, Umbria, Toscana 4 febbraio 1983, n. 3, confermata da sentenza Corte App. Roma, Sez. spec. Usi civici, 24 marzo-11 giugno 1988e confermata da sentenza Cass. civ., Sez. II, 16 marzo 2007, n. 6165 è stata disposta lareintegra dei terreni illegittimamente occupati da Società estrattive e adibiti a cave di marmo in favore dei titolari dei diritti di uso civico di Vagli Sotto e di Stazzema (fraz. Arni).
Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: PRIMA
Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: PRIMA

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: DOPO
Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: DOPO
(foto F.L., S.D., archivio GrIG)