Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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venerdì 21 novembre 2025

Comunicato Stampa: Verso la piena ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico nella Conferenza Territoriale 3 Medio Valdarno: cambiare direzione di marcia è possibile!

COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 19 novembre, i Sindaci dei Comuni facenti parte della Conferenza Territoriale n. 3 Medio Valdarno (ambito riconducibile ai territori delle province di Firenze – escluso l’empolese – Prato, Pistoia e ad una parte della provincia di Arezzo) hanno compiuto un passo importante.
Chiamati a deliberare sull’affidamento del servizio idrico nel territorio indicato hanno deciso di:
1) sospendere la gara a doppio oggetto deliberata nel luglio del 2023, gara che prevedeva la prosecuzione della gestione mista pubblico-privata (con previsione di una quota pari al 30% del capitale del futuro soggetto gestore affidata a privati);
2) esprimere una chiara preferenza a favore della gestione in house: nella premessa della delibera approvata ieri i Sindaci affermano che rispetto a quanto deliberato al tempo della costituzione della Multiutility “ritengono sia maturata la possibilità di verificare nuovi indirizzi”, opzione che consente di “riconsiderare altre forme di gestione del servizio idrico integrato rispetto a quella prescelta con la delibera” del luglio 2023;
3) considerare “prioritario garantire un pieno controllo pubblico nella gestione del servizio idrico integrato non solo per il tramite dell’Autorità Idrica Toscana, ma anche all’interno della compagine azionaria del f uturo gestore del servizio stesso”, rilevando come tale esigenza risulti “primariamente soddisfatta nel caso di affidamento del servizio idrico integrato a una società interamente pubblica cosiddetta in house”;
4) dare mandato alla struttura dell’Autorità Idrica Toscana “di effettuare gli approfondimenti tecnici relativi alla suddetta forma di gestione in house” entro il 31 marzo 2026;
5) disporre la proroga tecnica dell’affidamento del servizio a Publiacqua fino al 31 dicembre 2026.
Il passo compiuto è importante perché inverte chiaramente e decisamente la direzione di marcia. Quella intrapresa da questo momento è la direzione a lungo invocata da un’ampia rete di movimenti, comitati, associazioni e cittadine/i: è la via che riporta la gestione del servizio idrico sotto il controllo pubblico - attraverso la gestione in house - e la sottrae agli appetiti di chi ambisce ad accumulare profitti facili grazie alla gestione di un monopolio naturale.
Sappiamo bene che la delibera di mercoledì 19 non è la fine di un percorso, ma l’inizio.
Il percorso tracciato dalla delibera approvata dovrà essere seguito con attenzione e vigilanza: servirà quindi la stessa passione civile che ha reso possibile la mobilitazione di persone, comitati, associazioni, sindaci e amministratori per dire no alla marcia della Multiutility verso la Borsa. Ma oggi possiamo dircelo: la strada è finalmente quella giusta.

mercoledì 29 ottobre 2025

Comuinicato Stampa - Il caso Publiacqua e la proposta Funaro: così si impedisce l’acqua davvero pubblica

Dalle dichiarazioni della sindaca di Firenze Sara Funaro emerge la proposta di far acquistare ad Alia-Plures le quote del socio privato di Publiacqua per una cifra stimata tra 100 e 150 milioni di euro.

Un’idea che, dietro l’apparenza di una “ripubblicizzazione”, rischia in realtà di rendere impossibile qualsiasi futura gestione pubblica in-house, l’unica forma che la legge riconosce come realmente pubblica e controllata dai Comuni.

Se le quote venissero acquisite da Alia-Plures, la società risulterebbe sì interamente pubblica nella composizione azionaria, ma non nella natura: si tratta infatti di una holding finanziaria strutturalmente incompatibile con la gestione in-house e tuttora orientata alla quotazione in Borsa dopo il 2029, come dichiarato dallo stesso management di Alia.

Si tratterebbe dunque di un passaggio solo formale, funzionale non alla ripubblicizzazione, ma al rafforzamento della Multiutility in vista della futura quotazione, operazione contraria rispetto alle dichiarazioni del presidente Giani che si è recentemente dichiarato favorevole alla fuoriuscita dell’acqua dalla società Plures per la realizzazione di gestioni in house.

È invece chiaro che devono essere i Comuni, come previsto dal mandato della società, a procedere alla liquidazione del socio privato.

Solo una volta conclusa questa fase e verificati i valori reali, i Comuni – riuniti nell’Autorità Idrica Toscana – potranno finanziare direttamente l’operazione, utilizzando i fondi provenienti dagli utili della gestione idrica, senza alcun impatto sulle bollette.

Non si tratta di un’operazione impossibile: Publiacqua ha distribuito negli anni oltre 400 milioni di euro di dividendi, e questo dimostra che la società e la futura gestione pubblica dell’acqua avranno tutta la solidità economica necessaria per sostenere la liquidazione del socio privato.

Prima però è indispensabile una valutazione indipendente e trasparente, una vera due diligence che consenta di accertare il valore effettivo delle quote.

Le cifre oggi circolate – con differenze di circa 50 milioni di euro tra una stima e l’altra – dimostrano che siamo di fronte a valutazioni fatte “a braccio”, non a un’analisi seria e documentata.

E proporre ai cittadini un’operazione così confusa e contraddittoria, spacciandola per un passo verso l’acqua pubblica, è un’offesa per tutti coloro che da anni chiedono trasparenza e continuano a pagare le bollette tra le più alte d’Italia.

La verità è che la proposta Funaro riprende alla lettera i passaggi previsti dal piano industriale di Alia-Plures fin dal momento della sua costituzione: prima acquisire la proprietà diretta delle società che gestiscono acqua, rifiuti ed energia, e poi procedere alla quotazione in Borsa.

È esattamente questo il percorso che si sta portando avanti, e che non ha nulla a che vedere con la ripubblicizzazione dell’acqua, ma piuttosto con la sua piena integrazione nella Multiutility.

Per questo, la proposta della sindaca Funaro non può essere né accettata né appoggiata da chi ha realmente a cuore la gestione pubblica del servizio idrico.

Non è un’operazione seria, né sul piano economico né su quello politico: è un passaggio funzionale a consolidare il controllo della Multiutility e impedire per sempre la gestione in-house dell’acqua, l’unica che garantirebbe un controllo diretto, pubblico e trasparente da parte dei Comuni e dei cittadini.

Rete toscana per la tutela dei beni comuni

info@retetoscanabenicomuni.it

INTERVISTA di Marco Cardone (Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni e  Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua): La posizione della Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni in merito alle dichiarazioni della sindaca di Firenze sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
“Devono essere i Comuni, come previsto dal mandato della società, a procedere alla liquidazione del socio privato”. ASCOLA A QUESTO LINK: 
https://www.controradio.it/podcast/il-caso-publiacqua-e-la-proposta-funaro-cosi-si-impedisce-lacqua-davvero-pubblica/


lunedì 28 luglio 2025

LETTERA agli amministratori della Regione Toscana: “Acqua pubblica”: chiarezza su cosa significa e quale modello propone per la Regione

Al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

Signor Presidente,
Abbiamo letto con attenzione le Sue recenti dichiarazioni pubbliche, in cui ha indicato l’acqua
pubblica
 come uno dei pilastri fondamentali della Sua candidatura e della futura azione di governo
della Regione Toscana.
Le chiediamo, con la massima chiarezza e trasparenza, di specificare cosa intende concretamente per “acqua pubblica”, perché acqua pubblica non significa semplicemente che i soci delle società di
gestione siano solo Comuni o enti pubblici: questo di per sé non garantisce affatto la realizzazione
dell’interesse collettivo né la tutela dei cittadini.

Acqua pubblica significa:
• Gestione interamente pubblica,
• Controllo diretto e “analogo” sulla società da parte dei Comuni soci
• Assenza di scopo di lucro (né per i gestori, né per i Comuni soci),
• Servizio erogato nell’esclusivo interesse sociale,
• Utilizzo integrale delle risorse a beneficio del servizio e dei cittadini (non per la produzione di utili
da redistribuire come dividendi ai Comuni),
• Governo democratico e partecipato (tutela delle minoranze con il voto capitario: una testa, un voto,
non una quota di capitale, per evitare che i Comuni maggiori impongano le proprie scelte a
discapito dei più piccoli e degli utenti),
• Massima trasparenza e controllo sociale.

Tutto ciò oggi è possibile solo attraverso la gestione “in house providing”, come la normativa
nazionale ed europea prevede per i servizi pubblici essenziali
, dove la società di gestione opera senza
fini di lucro, sotto il controllo diretto degli enti pubblici, con una politica degli utili indirizzata al
massimo contenimento dei costi per l’utente ed al miglioramento del servizio.

Chiediamo quindi pubblicamente:
Lei intende promuovere e attuare un vero modello di gestione in house, che rispetti questi principi e
riporti l’acqua fuori dalle logiche di mercato e di profitto, oppure si continuerà con il modello attuale,
che è solo un paravento di “gestione pubblica” formale, dove i Comuni restano soci unici ma sfruttano
le tariffe dei cittadini per ottenere utili e dividendi da reinvestire altrove?

La Toscana ha bisogno di una scelta chiara e trasparente:
L’acqua non è una fonte di profitto, è un bene comune da gestire senza alcun interesse di lucro!
Aspettiamo una Sua risposta pubblica e impegnativa su questo punto, nell’interesse di tutti i cittadini:
Gestioni in house sì o no?

Firenze, 26 luglio 2025
Distinti saluti

Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni
(Forum Toscano Movimenti per l'Acqua, Acqua Bene Comune Pistoia, Acqua Bene Comune Valdarno,
Comitato Acqua Pubblica Arezzo, Atto Primo salute ambiente e cultura, AdiC Associazione per i
Diritti dei Cittadini, Trasparenza per Empoli, La Libellula – Gruppo per l’Ambiente, Valle del Serchio,
Associazione Vivere in Valdisieve, Circolo Laudato Si' Vicopisano Monte Pisano, GRASP The Future-
AlterPiana Firenze Prato Pistoia, ARCI Comitato Territoriale Arezzo APS, Comitato Trasparenza
Rosignano, Laboratorio per Unaltracittà - Firenze, Comitato dalla parte del cittadino, P.Arci Empolese
Valdelsa, Associazione dei Fenicotteri Piana di Lecore APS, G.A.S. di Montagnana Val di Pesa, I’
Bercio, Valdelsa Attiva, Centro Studi per la Nuova Agricoltura Contadina e Artigiana, Comitato stop5g
Empoli-Valdelsa, Comitato Viale IV Novembre EMPOLI, Mamme di News a tutto Gas, Movimento
CLARA, Circolo di Legambiente di Lastra a Signa - Di la d’Arno, Associazione Il Paese che vogliamo
di Montespertoli, Comitato per la chiusura della discarica di ex Cava Fornace, Liberamente le Signe,
Movimento Municipalista Arezzo)

mercoledì 23 agosto 2023

COMUNICATO STAMPA: L'attuale operazione Multiutility è inammissibile anche secondo la Corte dei Conti.

Quello che viene detto dalla Corte dei Conti è chiaro: non è ammissibile la cessione dei beni demaniali in capo a Consiag all’interno del progetto Multiutility nella prospettiva della quotazione in borsa. 
Da tempo andiamo dicendo che tra le numerose criticità riscontrate nell’operazione Multiutility una delle più grosse anomalie è rappresentata dalla violazione delle norme imperative che disciplinano il regime delle infrastrutture idriche e ne sanciscono l’inalienabilità.

Infatti:

  • L’operazione Multiutility ha comportato la fusione per incorporazione anche di Consiag spa, società patrimoniale partecipata dai Comuni. Quindi ad Alia Servizi ambientali spa (società incorporante) è stato trasferito l’intero patrimonio di Consiag spa comprensivo delle reti e degli impianti idrici comunali di cui era conferitaria.
  • Le infrastrutture idriche si configurano come beni demaniali per espressa previsione dal Codice civile (artt. 822 co2 CC; 823 CC; 824 co1 CC), del T.U.E.L, del testo unico dell’ambiente. La natura demaniale di detti beni comporta la loro inalienabilità.
  • l’art.21 del d. lgs 201/2022 ha riconfermato la natura demaniale, nonché l’incedibilità delle proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni idriche consentendo esclusivamente il conferimento delle stesse in società a capitale interamente pubblico incedibile.

Il progetto di aggregazione societaria prevedendo l’apertura all’ingresso dei privati e alla quotazione in borsa della società incorporante, viola nella sostanza i principi e le norme imperative sopra richiamate.
Oggi con un’importante deliberazione la sezione regionale di Controllo per la Toscana della Corte dei Conti (n.159/2023), rispondendo ad una richiesta di parere ritualmente formulata dal Sindaco del Comune di Loro Ciuffenna, da sostegno alle nostre ragioni.
La sezione Toscana dopo aver richiamato le norme applicabili alla fattispecie ed aver ribadito la natura demaniale delle infrastrutture idriche, afferma con chiarezza …che qualora uno o più enti locali abbiano conferito la proprietà di dotazioni patrimoniali essenziali alla gestione del servizio pubblico locale ad una società a capitale interamente pubblico che è incedibile, tale società può poi essere interessata a operazioni di fusione societaria purché all’esito della fusione resti assicurata la titolarità di reti, impianti ed altre dotazioni patrimoniali in capo ad una società a capitale interamente pubblico.

Di fatto questo rappresenta un ulteriore importante documento che evidenza il fatto che gli intenti e la natura stessa della Multiutility quotata in borsa, e degli amministratori della stessa, non convergono più con l’interesse comune di tutelare e garantire un accesso equo e sostenibile ai servizi e beni che la società ha l’incarico di gestire.
La Corte afferma inoltre che sono i comuni interessati dai processi di fusione a dover valutare in concreto che all’esito dell’operazione resti assicurata la proprietà pubblica delle infrastrutture.
Appare evidente che il parere della Corte dei Conti Toscana rimette quindi in discussione l’intera operazione Multiutility che, attraverso l’apertura ai privati e la quotazione in borsa, si prefigurava di sottrarre al patrimonio pubblico, per immetterle sul mercato privato, anche le infrastrutture strategiche che per legge devono rimanere in mano pubblica.

La politica tutta, a livello regionale e locale non può più permettersi di stare a guardare mentre vengono imposte decisioni che vanno ad impattare su questioni di più alto interesse in contrasto con gli interessi generali ossia quelli che devono soddisfare i bisogni della collettività e dei cittadini.

Ci chiediamo come abbiano potuto i tanti Sindaci, amministratori e consiglieri che hanno sostenuto l’operazione Multiutility, accettare di mettere a disposizione degli interessi privati il mercato dei servizi locali comprensivo delle infrastrutture strategiche. Era già tutto talmente chiaro, che ai sindaci e consiglieri che hanno avviato la cessione con il loro voto, era stato segnalato a più riprese, sia dai cittadini attraverso lo strumento delle osservazioni, sia dagli altri consiglieri di opposizione,
che per tutela sia dei beni comuni demaniali che per tutela personale sì sarebbero dovuti opporre anziché votare a favore di questa cessione, esponendosi così anche ad un potenziale danno erariale verso i comuni da loro amministrati.

Ci attendiamo che si proceda a rivedere le posizioni assunte e che si apra finalmente una discussione seria ed approfondita con i cittadini finalizzata all’introduzione di modelli di gestione effettivamente pubblica e partecipativa per mettere finalmente in discussione le scelte adoperate finora da singoli sindaci e soprattutto per rivedere quelle deleghe, date ai consigli di amministrazione che continuano a dimostrarsi indegnosamente non all’altezza del compito a loro assegnato.

Per questo riteniamo obbligatoria e non più rimandabile la richiesta di avvio di una fase riflessiva profonda, che dimostri la sua reale volontà e serietà attraverso un primo importante atto di sfiducia e sostituzione del Consiglio di Amministrazione di Alia a partire dal suo Amministratore Delegato.


Coordinamento delle Associazioni No Multiutility
Forum Toscano dei Movimenti per  ’Acqua 
Associazione Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV
Associazione Alleanza Beni Comuni Pistoia ODV
Associazione Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole ODV
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana aps)
Associazione Comitato Acqua alla gola Massa
Associazione IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità
Associazione La Libellula – Gruppo per l’ambiente Valle del Serchio
Associazione ‘I Bercio – Loro Ciuffenna
Comitato Trasparenza per Empoli
Comitato Acqua Bene Comune Valdarno Superiore
Osservatorio Ambientale Prato (Extinction Rebellion Prato, AlterPiana, Pro Bisenzio,
Comitato Difendiamo la nostra salute Prato sud, Fridays for Future Prato, Comitato
Ambientale di Casale, Comitato InMezzoAllAutostrada, Associazione Atto Primo
Salute Ambiente Cultura ODV)
Obiettivo Periferia Pistoia
Orto Collettivo – Calenzano
Rete Toscana in Movimento
Terra Libera Tutti - Reggello

mercoledì 28 dicembre 2022

Dall'Empolese .....passi indietro sulla MULTIUTILITY? No. Vanno avanti. Hanno trovato un accordo.

 

Difficile ancora, se non per chi è del mestiere, capire a cosa si tende con questa presa di posizione da parte dei sindaci dell'Empolese relativamente alla multiutility (soprattutto all'entrata in borsa).

Le motivazioni potrebbero essere di vario tipo, dal cercare di uscire da questa operazione (viste le manifestazioni popolari e i vari incontri che si sono susseguiti per informare la popolazione; oppure quella di cercare di ottenere qualcosa di più visto che, stando ai documenti presentati, Empoli conterà molto poco all'interno della Multiutility (come tutti gli altri comuni, eccetto Firenze e Prato, unici con quote a 2 cifre!); rinviare il tutto, cercando di far rivalutare tutta l'operazione con i valori di bilancio del 2022 e per cui sarebbe tutto da rifare?  

Non lo sappiamo, ma scommettiamo che il tempo ce lo svelerà. Soprattutto grazie a tecnici come Remo Valsecchi, che da esperto in questo campo, ha a suo tempo redatto una relazione che ripubblichiamo volentieri. La trovate a questo link: https://drive.google.com/file/d/199NsDx_1L3cAMm81t1yptqc1YccZAA74/view?usp=sharing

Leggendo gli articoli, pare che le varie e tante delibere di tutti i consigli comunali (66) che sono state votate in questi ultimi tempi per ottemperare alla creazione di questa Multiutility di pluriservizi (gas, rifiuti, acqua), non siano tra di loro simmetriche, cioè che ci siano delle discrepanze (che potrebbero evidenziare "pesi" diversi di alcuni comuni rispetto ad altri). Ricordiamo che il tutto è passato quasi inosservato dalla maggioranza delle persone, con la furia di rispettare certe tempistiche, senza fare informazione e chiedere ai cittadini cosa ne pensassero; eccetto che una fantomatica consultazione pubblica, qualche giorno prima dei consigli comunali (con tanti documenti da leggere, molto tecnici), da fare tramite web il cui titolo: "OGGETTO: CONSULTAZIONE PUBBLICA EX ART. 5 COMMA 2 DEL TUSP PER LA COSTITUZIONE DI UNA NEWCO PUBBLICA NELLA QUALE CONFERIRE LE AZIONI DI PUBLIACQUA SPA" limitava ovviamente le osservazioni a quanto veniva riportato. Infatti ogni osservazione in merito alla, per esempio, quotazione in borsa futura - di cui tutti gli amministratori a vario titolo, sanno da sempre - veniva risposto che non era oggetto della consultazione (ovviamente, ma forse anche furbescamente?). E che comunque DOPO avrebbero fatto sicuramente tanta informazione ai cittadini (però solo DOPO, a cosa fatte).

Vedremo come andrà a finnire questa ondata di ripensamenti, se così si possono chiamare. E dove porteranno. 

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Immagini tratte da articoli apparsi su vari quotidiani, La Nazione, La Repubblica, Il Tirreno (ai quali si rimanda per la lettura integrale).

Altri post sul tema Multiutility qui: https://associazionevivereinvaldisieve.blogspot.com/search/label/Multiutility

AGGIORNAMENTO 29 dicembre 2022: 

X la la lettura si veda sui giornali.

lunedì 3 ottobre 2022

di Leonardo Borchi (Sindaco di Vaglia) - MULTIUTILITY: L'AMMINISTRAZIONE DEL COMUNE DI VAGLIA SI OPPONE

 Riportiamo un post su FB del Sindaco di Vicchio, Leonardo Borchi ....in dissopnanza dai suoi colleghi degli altri comuni. Speriamo che possa essere d'esempio e che sia virale il suo disaccordo!

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3 ottobre 2022// La questione della creazione di una multiutility toscana, che riunifichi in una holding le società che gestiscono i rifiuti, l'energia e l'acqua, vale a dire ALIA, Publiacqua e Consiag è arrivata nei consigli comunali. Venerdì abbiamo portato la proposta, che è in allegato, che esprime la posizione dell'Amministrazione "Leonardo Borchi-Per Vaglia" di netta opposizione. I motivi che stanno alla base della scelta li trovate indicati su questo social, nel post che ho pubblicato alcuni giorni fa e alla pag.10 della proposta. Proposta su cui si è astenuto Corona, per il gruppo "Insieme", e a cui hanno votato contro Sacconi, Cresci e Franceschini del gruppo "Scelgo Vaglia" (leggi PD).

Dal nostro punto di vista un'occasione persa per il gruppo PD di invertire la rotta ed andare verso i bisogni dei cittadini invece che coltivare i soliti interessi di parte e continuare con la commistione di affari e politica, fonte di clientelismo, conflitto di intesse e scarsa trasparenza, che fanno tanto male alla democrazia.

E poi ci si meraviglia se il popolo di sinistra gira le spalle al PD!

Augh.

Il sindaco Leonardo

(le immagini sotto sono le ultime in cui si delibera la contrarietà alla costituzione della Multiutility - le altre pubblicate su FB le trovate integralmente in PDF cliccando QUI)






































FONTE PROFILO BORCHI LEONARDO SU FACEBOOK:  

giovedì 29 settembre 2022

COMUNICATO: NO MULTIUTILITY TOSCANA QUOTATA IN BORSA

  

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Inoltrato ai comuni della Valdisieve, l'APPELLO sulla MultiUtility in consultazione pubblica

 CONTRIBUTO ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA -COMMENTI, IDEE, PROPOSTE:                                                                                                                                                                               Facciamo nostro, sottoscrivendolo come Associazione “Vivere in Valdisieve” e Associazione Valdisieve, l’appello che riportiamo sotto, comprensivo della relazione citata e allegata alla presente:

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 “Spett.le Sindaco

Spett.li Gruppi Consiliari

APPELLO PER UN VOTO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONTRO LA MULTIUTILITY

Il vostro Comune si appresta a deliberare una fusione per incorporazione in una Multiutility delle società che gestiscono i servizi pubblici: servizio idrico e rifiuti urbani (monopoli naturali), distribuzione del gas e dell’energia (in regime di concorrenza). Per questa Multitutility è prevista la quotazione in Borsa.

Quel che sta accadendo ai prezzi del gas e dell’energia elettrica fa capire in modo chiaro quanto la quotazione in Borsa esponga a rischi speculativi.

I sindaci saranno espropriati dalla possibilità di garantire servizi pubblici efficienti ed a costi ragionevoli, poiché il Codice civile esclude gli azionisti dall’esercizio dei poteri di gestione ed amministrazione delle società. Saranno i manager del consiglio di amministrazione a gestire servizi socialmente fondamentali e beni collettivi non riproducibili e limitati, come l’acqua, le materie prime secondarie (i rifiuti), l’energia; anche la nomina degli amministratori e dei controllori delle società partecipate sarà di competenza degli amministratori e non dell'assemblea degli azionisti della Multiutility. I più danneggiati saranno i comuni medi e piccoli, che all’interno di questa holding finanziaria non avranno alcun potere, non potendo neppure accedere agli atti del Consiglio di Amministrazione. I sindaci di questi Comuni non potranno avere un ruolo attivo e significativo nella governance aziendale e nelle decisioni strategiche della Multiutility.

Riteniamo opportuno anche evidenziare le criticità emerse nel rapporto di cambio tra le società incorporate, rapporto che non è basato sullo stato patrimoniale delle aziende, ma sulla futura (teorica) capacità di produrre utili e risorse finanziarie da parte della Multiutility. È probabile che il concambio non rispecchi i reali valori delle singole società coinvolte: il calcolo è stato fatto sul valore dei flussi di cassa attualizzati in base ai business plan elaborati dalle singole società, ma non è chiaro quali controlli siano stati fatti per valutare la congruità e la plausibilità di tali stime. Secondo l’esperto nominato dal tribunale i business plan non sono stati sottoposti a due-diligence, vale a dire ad un controllo formale e documentale.

Si ipotizza inoltre un rinnovo della concessione del servizio idrico fino al 2031, ma tale ipotesi potrebbe non verificarsi: poiché la quotazione in Borsa è stata indicata come necessaria al fine di liquidare il socio privato, la possibile proroga della concessione è una conferma del fatto che le ragioni della scelta non sono quelle pretese da chi sostiene che la quotazione è l’unica via possibile per consolidare la gestione a titolarità pubblica dei servizi interessati (la contraddizione sarebbe palese). Sono anche in corso dei contenziosi, nei confronti sia dei comuni aderenti ad Acqua Toscana, sia di quelli che non hanno aderito: le valutazioni del rapporto di cambio non tengono conto dei rischi legali, di quali effetti tali rischi possano produrre sull’operazione in corso e di chi risarcirà gli eventuali esborsi a cui potrebbero essere chiamati i Comuni.

La Multiutility ha come scopo prevalente la crescita degli utili: investimenti, costi, tariffe e impiantistica saranno sottratti al controllo delle comunità e delle amministrazioni che quelle comunità dovrebbero rappresentare e tutelare. L’impossibilità di intervento da parte dei soci pubblici è dimostrata da quanto accaduto nelle ultime settimane con la tassa sugli extra-profitti. Gli utili saranno realizzati con l'aumento delle tariffe e delle bollette, come è successo per l'ingiustificato aumento dell'8% della TARI da parte di Alia e con gli aumenti continui delle tariffe del servizio idrico, anche a fronte della forte riduzione dei costi di produzione relativi agli oneri delle concessioni degli impianti, che pesavano sui costi per oltre il 13%, pari a circa 30 milioni di euro.  Affermare che la quotazione in Borsa serve ad accedere al credito per effettuare gli investimenti è un’invenzione: il ricorso all'indebitamento, come accade anche nelle attuali Multiutility quotate, è a servizio dei dividendi e non degli investimenti; il sistema tariffario predisposto dall’autorità nazionale ARERA prevede che tutti i costi di investimento, sia per i rifiuti che per il servizio idrico, siano pagati in tariffa.

Nel caso della gestione dei rifiuti urbani e assimilati, la raccolta di fondi attraverso le tariffe/bollette a carico degli abitanti-utenti, potrebbe servire, se il "Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche" lo rendesse possibile, per la realizzazione di impianti di "gassificazione"/combustione dei rifiuti per produrre energia (carburanti, combustibili) in aperto contrasto con le direttive dell'Unione Europea e con i princìpi più autentici dell'economia circolare. Impianti non necessari e costosissimi, che peserebbero sulle nostre bollette per decenni (interventi ipotizzati a Empoli, a Pontedera, a Rosignano Marittimo) e che riteniamo non debbano essere inseriti nel Piano regionale di gestione rifiuti e bonifiche. Auspichiamo che la Regione Toscana possa diventare la prima regione a rifiuti zero, impegnandosi nella direzione della riduzione e del riutilizzo dei rifiuti urbani, riciclando le materie prime seconde, nella visione di un’economia circolare orientata verso la giustizia e l’utilità sociale.

Per quanto concerne il settore idrico lo scenario degli investimenti previsti non risulta migliore, sia rispetto ai cambiamenti climatici in atto che rispetto alla necessità di preservare la risorsa dall’inquinamento (in Toscana molte fonti di approvvigionamento dell’acqua potabile sono in categoria sub A3, quindi in deroga). Il piano stralcio per la messa a norma degli scarichi fognari, che doveva concludersi al 2021, è stato prorogato al 2026; invece di ridurre le perdite nella rete idrica (in Toscana sono oltre il 40%) si utilizzeranno i fondi del PNRR in parte per i contatori intelligenti, che rileveranno solo le perdite nelle nostre case e non quelle dei gestori che aumentano di anno in anno. I prelievi dei gestori spesso privano fiumi e laghi del minimo flusso vitale, ma non si progettano reti duali per reflui fognari e acque piovane al fine di creare, con l’acqua piovana, piccoli invasi nei territori; si continua invece con la pratica di gettare l’acqua piovana in fognatura creando pure problemi al funzionamento dei depuratori. I piani strategici per il settore propongono, come soluzione, la creazione di autostrade dell’acqua, grandi opere che avranno un ulteriore impatto in un ambiente già messo a dura prova.

Infine, la gestione del servizio idrico da parte della Multiutility contraddice e stravolge l’esito del referendum del 2011, quando una forte maggioranza dei cittadini si pronunciò a favore della gestione pubblica dell’acqua e contro il suo utilizzo a scopo di profitto.

Inviamo in allegato una relazione tecnica, che abbiamo fatto nostra, di Remo Valsecchi.

TUTTO CIÒ SOPRA PREMESSO VI CHIEDIAMO DI NON VOTARE A FAVORE DELLA DELIBERA CHE APPRODERÀ IN CONSIGLIO COMUNALE PER LA COSTITUZIONE DELLA MULTIUTILITY. 

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

Associazione per i diritti dei cittadini Toscana

Atto Primo - Salute Ambiente Cultura

ABC – Associazione Beni Comuni Pistoia

Osservatorio Ambientale Prato

Comitato Ambientale Casale

Pro Bisenzio

Comitato Difendiamo la nostra salute Prato sud

Fridays for Future Prato

Comitato InMezzoAllAutostrada

Extinction Rebellion Prato

AlterPiana

Orto Collettivo

La Libellula Gruppo per l’ambiente – Valle del Serchio

La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaero

AcquaBeneComune Pistoia e Valdinievole

Comitato Acqua Bene Comune Valdarno”

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Pontassieve, 29 Settembre 2022


Associazione “Vivere in Valdisieve” e Associazione Valdisieve



martedì 20 settembre 2022

L'Agenda climatica di Fridays for Future Italia

 

5 punti per affrontare la crisi climatica e sociale. 

A partire da ora.


Fridays for Future è nato per chiedere alla politica e alle istituzioni di ascoltare la ricerca scientifica, indicando che le misure per contrastare la crisi climatica esistevano, erano solo da implementare. 

Nel 2020, con la campagna Ritorno al Futuro, abbiamo deciso di presentare le nostre soluzioni, di fronte all’incapacità della politica di agire in modo efficace. Quel documento è ancora in gran parte valido, ma l’attuale campagna elettorale ci obbliga a ripeterci, a dire che l’unica agenda possibile è quella climatica.

Ci troviamo in un momento di profonda crisi dei partiti e delle istituzioni. La partecipazione alla vita politica è ai minimi storici: l’unico momento in cui ci viene chiesto di esprimerci sono le elezioni. Arriviamo in cabina elettorale come davanti a una vetrina da cui scegliere il prodotto che più ci convince, già confezionato.

Volete il nostro voto ma ignorate la nostra voce. La politica dei partiti si è presa tutto il palcoscenico e la facoltà di scegliere cosa è meglio per il paese, ma è lontana dalle istanze e dalle preoccupazioni delle persone che dicono di rappresentare. Non potete rappresentarci se non ci ascoltate.

L’astensionismo in aumento lancia un segnale, ancora una volta i partiti non stanno centrando il bersaglio, si fanno tante promesse ma mancano risposte serie ai problemi più urgenti: crisi climatica, disuguaglianze, salari bassi e lavoro insicuro, accoglienza, disparità, etc. 

Promettono di occuparsi di un fantomatico “domani”, mentre le crisi imperversano già oggi. Si parla di gas come fonte di transizione, rimandando ancora una volta le soluzioni.

La crisi climatica è un fenomeno globale che si manifesta però a livello locale. Secondo lo slogan «Think global, act local»,  dobbiamo rivolgere lo sguardo verso quella grande fetta della popolazione che ricerca con fatica il suo diritto alla partecipazione attiva ogni giorno, per restituire il potere decisionale alle comunità territoriali e alla società civile.

Presentiamo quindi le nostre proposte su 5 temi, attuabili nell’immediato futuro, che avrebbero un enorme impatto nell’affrontare la crisi climatica e sociale in Italia. Non sono proposte esaustive: esistono molti altri ambiti, interconnessi tra loro, che si dovrebbero affrontare. Molti di essi sono presenti in Ritorno al Futuro: il settore agroalimentare, i MAPA (Most Affected People and Areas) del mondo e del nostro Paese, l’economia circolare, la gestione dei rifiuti, la tutela del territorio, solo per citarne alcuni. La crisi climatica è estremamente complessa e tocca ogni ambito economico e sociale.

Ma non ci si può nascondere dietro alla complessità, usandola come scusa per rimandare l’implementazione delle misure necessarie. Per questo vogliamo partire da queste proposte, con la consapevolezza che devono essere solo il punto di partenza.

1.    1 TRASPORTI E MOBILITÀ

      - Riduzione dei costi e potenziamento dei trasporti pubblici

·        - Riduzione dei costi e potenziamento dei trasporti pubblici

·        - Frequent Flyer Levy

2.     2 ENERGIA

·       - Pianificazione di 8000 comunità energetiche per auto-produzione locale del 50% di energia elettrica

·       - Tassa del 100% sugli extra-profitti delle aziende e tetto ai prezzi dell’energia non domestica

3.    3 LAVORO

·        - Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario Job Guarantee

·        - Fornitura di energia gratuita a tutte le famiglie per coprire i bisogni primari

4.     4 EDILIZIA E POVERTÀ ENERGETICA

·       - Isolamento di tutte le case popolari e di tutti gli edifici scolastici in Italia entro il 2025

5.     5 ACQUA

·        - Manutenzione rete idrica

·        - Acqua pubblica

ü  Appendice

 

ü  Tabella costi e coperture riassuntiva

ü  Scarica il documento in pdf


LEGGI TUTTO QUI:     https://fridaysforfutureitalia.it/lagenda-climatica/

mercoledì 14 luglio 2021

𝘾𝙊𝙈𝙀 𝙋𝙍𝙊𝙏𝙀𝙂𝙂𝙀𝙍𝙀 𝙇'𝘼𝘾𝙌𝙐𝘼 𝙋𝙐𝘽𝘽𝙇𝙄𝘾𝘼? NE PARLEREMO AL MERCATO IN TRANSIZIONE DOMANI 15 LUGLIO

Giovedì 15 luglio 2021 dalle ore 17.00, al Mercato in Transizione, si discuterà di una questione importante per la Toscana, la creazione della Multiutility Toscana Spa, e delle possibilità o problemi che questo fatto porterebbe nella gestione dell'acqua pubblica. 

Saranno presenti alle ore 17:00

Tommaso Fattori

Rossella Michelotti - del Forum toscano dei movimenti per l'acqua

A seguire un concerto dal vivo e un apericena con i prodotti del mercato. Una giornata molto importante per la nostra comunità. 

Non mancate!


FONTE FB:  https://www.facebook.com/valdisieveintransizione/photos/gm.2887638538169105/883421999184965/

Il mercato contadino si svolge tutti i giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 20.00

martedì 15 giugno 2021

ACQUA, 710€ LA SPESA MEDIA IN TOSCANA NEL 2020, +3,2% RISPETTO AL 2019. SI CONFERMA COME REGIONE PIU’ CARA PER IL SERVIZIO IDRICO.

 Sotto, i dati emersi dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. In alcuni articoli (quello di ieri di Repubblica QUI), Publiacqua dichiara che il prezzo toscano sia molto inferiore da quello indicato in quanto stabilito per un consumo medio annuo presunto di 192 mc o 150 mc, rispetto ai 96 mc dichiarati da Publiacqua. 

Però leggiamo in altri articoli che il consumo medio pare effettivamente più alto dei 96 mc indicati da Publiacqua:

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I nuovi dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva 

710€: questa la cifra spesa nel 2020 da una famiglia toscana per la bolletta idrica (448€ la media nazionale), con un aumento del 3,2% rispetto al 2019. A livello nazionale Frosinone balza in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media a famiglia di 845€, mentre Milano conquista la palma di capoluogo più economico con 156€. Gli incrementi più elevati si registrano a Isernia (+27,5%), che nel 2019 era la città più economica, e a Vibo Valentia (+21,5%). 

Le regioni centrali si contraddistinguono in media per le tariffe idriche più elevate e una spesa media annua a famiglia di 614 euro (+3,2% rispetto al 2019). La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Molise (€181) ma con un aumento dell'11% rispetto all'anno precedente. Al contrario, la regione con la spesa più elevata è la Toscana (€ 710, +3,2%.). Grosseto e Siena detengono il primato regionale per la tariffa idrica più alta, 813€; la meno cara è Lucca con 468€. Un esempio di quanto le tariffe risultino spesso assai differenziate non solo fra le regioni, ma anche fra i capoluoghi della singola regione. 

La fotografia emerge dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell'ambito delle "Iniziative a vantaggio dei consumatori", finanziate dal Ministero dello sviluppo economico (Legge 388/2000 – ANNO 2020). Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi. Con un uso più consapevole e razionale di acqua, che abbiamo quantizzato in 150mc invece di 192mc l’anno, una famiglia media avrebbe un risparmio medio di 120€ circa a livello nazionale e di 222 euro in Toscana. 

I DATI SULLA DISPERSIONE IDRICA: IN TOSCANA SI ATTESTA A QUASI IL 43% In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, dagli ultimi dati Istat disponibili (2018) emerge che a livello nazionale va dispersa il 42% dell'acqua immessa, con evidenti differenze fra le aree geografiche e le singole regioni: si va da oltre il 48% sia al Sud e isole che al Centro, a circa il 35% al Nord. In testa per livelli di dispersione l’Abruzzo con il 55,6%, segue l’Umbria con il 54,6% e il Lazio con il 53,1%, la più virtuosa la Valle d’Aosta con il 22,1%.




Il Dossier e le infografiche, con i dati nazionali e regionali, sono disponibili su www.cittadinanzattiva.it.

Tali informazioni sono disponibili anche su INFORMAP, www.cittadinanzattiva.it/informap, la cartina navigabile che rende fruibili, per ogni capoluogo di provincia, informazioni e approfondimenti su tariffe e agevolazioni, qualità, tutele e altri riferimenti utili. È inoltre attivo il numero telefonico 06/36718040 (lunedì dalle 14,30 alle 17,30 - mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13) per informazioni ai cittadini sui servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale, asili nido comunali) e su telecomunicazioni. 

FONTE COMUNICATO: https://www.cittadinanzattiva.it/files/primo_piano/consumatori/dossier-acqua-2021/toscana.pdf