Grazie alla regolazione delle tariffe realizzata da Arera, l'agenzia per le reti, i gestori fatturano miliardi e realizzano grandi utili sottraendo risorse che potrebbero essere destinate agli investimenti. Ora il Recovery riverserà fondi per 4,38 miliardi purché le reti però tornino in mano privata. Ma il Galles dimostra che efficienza e acqua pubblica possono viaggiare di pari passo
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
giovedì 10 giugno 2021
dal FQ: Utili vietati? 8 miliardi di fatturato e bollette sempre più salate. E col Pnrr andrà peggio
giovedì 3 giugno 2021
Marco Travaglio ha candidato Roberto Cingolani al “ 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐥𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟏. Ad imperitura memoria dei nostri figli peggiori.”
FONTE NEWS DI https://www.rete-ambientalista.it/
· Cingolani, il grande equivoco
“verde” nel governo Draghi. Ognuno può dare il giudizio che vuole
sull’operato dei Migliori, ma nessuno potrà negare che i fatti del ministro
della Transizione ecologica sono quantomeno sfasati, incongruenti,
contraddittori rispetto alle promesse con cui Cingolani è stato catapultato al
governo. Doveva essere il protagonista della svolta, la novità radicale, il
mutamento epocale, la rivoluzione verde. È stato la giustificazione del
sostegno dei Cinquestelle a Draghi. Clicca qui.
· Idrogeno, rinnovabili e
nucleare: Cingolani ha idee poco “green” Ambientalisti, movimenti e
qualche politico segnalano sempre più le contraddizioni del ministro e
del Piano Nazionale di Resilienza e Resilienza. I macro-temi di contrasto
sono ricorrenti. Clicca qui.
· I decreti di Cingolani sui pozzi
sono illegittimi. Enrico Gagliano, cofondatore del Coordinamento
nazionale No Triv e docente di Diritto ambientale presso l’Università di
Teramo, all’indomani dall’approvazione, a firma del ministro , di ulteriori
perforazioni nei nostri mari: “Fino a quando il Piano per la transizione
energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai), atteso per il 30 settembre
2021, non verrà approvato, il ministero della Transizione ecologica può fare
solo alcune cose, non certo quelle che sta facendo”. L’idrogeno? “Il
‘cavallo di Troia’ piazzato dai soliti noti e dal governo all’interno di un
Piano che dovrebbe dettare l’agenda della transizione verde”. Clicca qui l’intervista.
· Ambiente, siamo tornati ai
disastri del Berlusconi premier. Il PNRR è costruito per
proteggere i ritardi dell’industria automobilistica e dell’industria
petrolifera le cui assenze di strategie rallentano la conversione ecologica
dell’economia verso la mobilità elettrica e le rinnovabili, facendo pagare un
duro prezzo all’Italia in termini di competitività industriale sui mercati
globali e per il raggiungimento degli obiettivi sul clima. Clicca qui.
· Ilva e le altre: bonifiche farsa
sui terreni agricoli inquinati
Le bonifiche dei siti inquinati in Italia, come tutti sanno, non si fanno quasi
mai. E allora, avranno pensato al ministero della Transizione ecologica, perché
non trovare il modo di non farle per legge o di farle un po’ meno difficili o
magari solo in parte? Clicca qui.
ALTRO
Soprintendenza Unica, colpo di grazia alla tutela paesaggistica.
Gli ingranaggi del Recovery Plan faranno strame della natura, della cultura, della storia e dell’identità, di quello che a pieno titolo, ma ancora per poco, possiamo chiamare il Bel Paese. La capillare diffusione delle “rinnovabili”, così come prevista, per la nostra Italia, non è sostenibile: non è possibile spargere sul territorio nuovi impianti di estensione dieci volte maggiore di quanto già orrendamente impiantato negli ultimi quindici anni. Sarà un massacro e l’ultimo insulto al paesaggio. Clicca qui Italia Nostra.
Dopo la sentenza il governo ancora non decide la chiusura dell’aerea a caldo dell’Ilva.
La sentenza è la grande vittoria della cittadinanza attiva che con le sue lotte e le sue denunce ha saputo raccogliere le prove del disastro ambientale. E ancora una volta la domanda al governo è: per la chiusura servono ulteriori certezze sull’impatto che questa industria ha avuto e avrebbe in futuro sulla salute della popolazione tarantina?
La “punizione” per il crollo del ponte Morandi garantisce miliardi ai Benetton.
Sullo sfondo dei 43 morti del crollo del ponte Morandi, la vicenda Autostrade si chiude con l’uscita dei Benetton, cioè con il pasticcio del governo che risolve di premiare anziché punire la gestione targata Atlantia responsabile del disastro secondo gli stessi esperti del ministero oltre che per la Procura di Genova e i familiari delle Vittime che protestano vivacemente. Clicca qui.
Acqua pubblica e No nucleare: non si torna indietro di 10 anni.
Manifestazione nazionale per il rispetto dei referendum nel Recovery Plan.
Draghi ci allontana dall’Onu.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è finito sotto la lente d’ingrandimento di 800 esperti che fanno riferimento alle oltre 300 organizzazioni e reti aderenti all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS), la quale ha presentato il rapporto “Il Pnrr e l’Agenda 2030”, manifestando allarme per l’allontanamento dell’Italia dagli obiettivi previsti dall’agenda dell’Onu per la sostenibilità su scuola d’infanzia, reti idriche, disuguaglianza del reddito e trasporto pubblico. Clicca qui.
Fuori le grandi navi dalla laguna.
Il 5 giugno le grandi navi torneranno a passare per il canale della Giudecca e per il bacino di San Marco, e con la nostra manifestazione, sedendoci lungo la fondamenta o venendo in barca, noi risponderemo mettendo in pratica un’altra idea di Venezia: quella fatta a misura di chi la vive, dove non c’è spazio per il gigantismo navale e dove i campi si animano di discussioni, di bambini che giocano, di piccoli eventi sparsi per tutta la città.
martedì 6 ottobre 2020
di Cristina Nadotti: “Non date la colpa al meteo, gli errori sono dell’uomo”
L’intervista di @CriNadot su @repubblica ad Antonio Navarra che spiega bene intreccio tra #ClimateCrisis, fenomeni #meteo estremi e #dissesto #idrogeologico:
“Non date la colpa al meteo, gli errori sono dell’uomo”
ANTONIO NAVARRA
Antonio Navarra (Napoli, 1956) si è laureato in fisica a Bologna nel 1980 ed è tornato in Italia nel 1986 dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca (Ph.D) all'Università di Princeton, presso il Geophysical Fluid Dynamics Laboratory. È dirigente di ricerca all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dove svolge la sua attività nel campo della simulazione del clima con i modelli numerici di circolazione generale. Ora è Presidente del CMCC - Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici.
Gli interessi scientifici del Dr. Navarra si concentrano sull'investigazione dei meccanismi dinamici che regolano il clima su scala globale, con particolare riguardo alla variabilità climatica naturale del sistema atmosfera-oceano su scale interannuali, decadali e secolari. L'obbiettivo generale è comprendere e documentare i modi principali di variabilità del clima a scale interannuali e decadali (teleconnessioni) attraverso l'uso di metodi statistici, simulazioni numeriche e modelli semplificati. Questi studi si complementano naturalmente con il secondo settore di attività che riguarda la simulazione e la valutazione dei cambiamenti climatici attraverso l'uso di scenari del clima futuro.
Il Dr. Navarra insegna al Corso di Laurea in Scienze Ambientali dell'Università di Bologna, Sede di Ravenna. E' inoltre autore di diversi libri di divulgazione, di articoli di interesse generale e collabora spesso a quotidiani di interesse nazionale. Ha scritto El Niño. Realtà e leggende del fenomeno climatico del secolo (Avverbi, 1997) e Le previsioni del tempo (Il Saggiatore, 1996) e con Andrea Pinchera, Il Clima, (Laterza, 2000). http://www.istitutoveneto.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/372
giovedì 30 aprile 2020
giovedì 23 aprile 2020
mercoledì 25 marzo 2020
venerdì 12 luglio 2019
venerdì 31 maggio 2019
TAR: “Parole di Toscana Aeroporti sono false, gravi e diffamatorie”
lunedì 21 novembre 2016
lunedì 5 ottobre 2015
Rete dei Comitati per la difesa del territorio - RASSEGNA STAMPA 27 settembre-5 ottobre: INFRASTRUTTURE
pista di Peretola: il tavolo dei Sindaci
tunnel Tav: il fronte del no, le terre di scavo, la fresa
sulla viabilità
banda larga e banda stretta
mercoledì 13 maggio 2015
E Nardella regala il tesoro di Firenze all'amico di Dell'Ultri
di Davide Vecchi
inviato a Firenze
scritto su Il Fatto Quotidiano del 13/05/2015
Lo chiamano "deserto per ricchi". E' il giardino pubblico Nidiaci. O meglio: era. Perché è stato chiuso dal
Comune nel 2012 e oggi è un cantiere. Era un'area verde a poche centinaia di metri dal centro di Firenze, l'unica.
Era un parco per bambini immerso tra condomini. Un polmone verde con una ludoteca e un centro anziani sulla quale ha messo le mani un immobiliarista: Salvatore Leggiero.
Al posto di mamme e passeggini ci sono operai e ruspe. Eppure era stata ceduta a Palazzo Vecchio nel 1920 dalla Croce Rossa americana con il vincolo di destinarla all'attività per l'infanzia. E per oltre cinquanta anni l'accordo è stato rispettato. Poi la trasformazione. Per mano di
Leggiero, aiutato dall'immobilismo di Palazzo Vecchio, giunta Renzi prima e Nardella poi. Lo scrive nero su bianco in ben due sentenze il
tribunale di Firenze, certificando l'inefficacia e l'azione tardiva del Comune per riappropriarsi del bene pubblico.
Sì perché Renzi ha chiuso il giardino nel 20121 e Nardella se n'è interessato solo nel maggio 2014, in piena campagna elettorale. Un tempismo casuale. Ma non è l'unico caso della vicenda. Ce n'è un altro: Leggiero nel 2008 ha venduto un'abitazione a Sveva Nardella, sorella del sindaco. Un appartamento in borgo San Frediano di cui oggi godono l'usufrutto i genitori del sindaco, Umberto e Flora. Una coincidenza.
Nel 2009 Leggiero acquista i condomini che circondano il giardino per 2.450 metri quadrati a terra a circa 1,5 milioni di euro. Compresa la ludoteca. Proprietari erano gli eredi di Umberto Nidiaci, caduti decisamente in disgrazia tanto che i palazzi stavano andando all'asta perché gravati da ipoteche o pignorati da Equitalia.
Acquistata l'intera area - oggi gli appartamenti di pregio sono in vendita a un prezzo compreso tra i sei mila e gli otto mila euro a metro quadro - Leggiero nel 2011 inizia i lavori di ristrutturazione. E allarga i propri confini nel giardino installando una rete di recinzione e privandone i bambini di una parte, compresa la ludoteca.
I residenti invocano l'intervento del Comune. Prima quello del sindaco Renzi. L'oggi premier chiuse il giardino ma rassicurò: "Il mantenimento
del Nidiaci è per questa amministrazione una priorità assoluta e irrinunciabile". Proseguì: "Conosciamo la carenza di verde pubblico in quella
zona e siamo convinti del diritto dei bambini di avere spazi di libertà come i Nidiaci". E concluse garantendo fermezza: "O si raggiunge un
soddisfacente accordo con la proprietà o si procede all'esproprio dell'area, stante l'evidente interesse pubblico". Era il 27 settembre 2011.
Il giardino è rimasto chiuso fino alla primavera 2013 quando, riunite in associazione, oltre duecento famiglie riescono a raggiungere un accordo con il Comune per avere accesso ai Nidiaci. Entrano e scoprono la recinzione, la ludoteca ormai inglobata e trasformata in un condominio di lusso, il resto del giardino usato per far passare ruspe e accatastare materiale. Insomma: un cantiere. Partono le denunce. Prima a Palazzo Vecchio. Senza risposta. Poi ai giornali locali. Anche attraverso un sito del comitato Oltrarno Futuro. La prima pubblicazione è del 13 febbraio 2013.
Iniziano le interrogazioni in consiglio comunale in particolare de Tommaso Grassi. Tutto senza risposta. Si arriva alla primavera 2014, tempo di elezioni. Renzi è andato a Palazzo Chigi lasciando la città in eredità a Nardella che a maggio si presenta in Oltrarno.
"Il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso, ora però dobbiamo essere ovviamente più incisivi, e cioè quello di rientrare in possesso della Ludoteca e del giardino", dice. "Utilizzeremo tutti i mezzi immaginabili", aggiunge. "Abbiamo perso tempo, abbiamo perso anche una buona parte di credibilità", ammette. Ma garantisce: "Se si presenta un braccio di ferro, noi un braccio di ferro lo facciamo fino in fondo". Anche attraverso "un vero e proprio esproprio nell'interesse della pubblica utilità" perché "per noi questo è un obiettivo" quindi dobbiamo "trovare
gli strumenti giuridici, che ci consentano di raggiungere questo obiettivo".
Ai dubbi espressi dai presenti, che conoscono bene la vicenda, garantisce: "Ci sono una serie di strade che abbiamo imboccato; "prima con le buone e se con le buone maniere non è possibile, useremo tutti gli strumenti della legge, sposiamo al cento per cento la vostra esigenza, al cento per cento".
Era il maggio 2014. A distanza di un anno Nardella ha firmato la resa definitiva a Leggiero: a inizio aprile 2015, con l'assessore all'urbanistica Elisabetta Meucci oggi candidata alle regionali nelle liste del Pd con Enrico Rossi e fortemente sostenuta da Luca Lotti e Francesco Bonifazi ha siglato la revoca di tutti i vincoli a uso pubblico dell'area e variato il piano regolatore permettendo la realizzazione anche di parcheggi interrati. In pratica nella parte di giardino di cui si è impossessato Leggiero sorgeranno dei garage.
Contattato dal Fatto Nardella garantisce di "non aver mai conosciuto né parlato né visto Leggiero". E di non sapere che avesse venduto una casa ai suoi familiari. "Si tratta di una coincidenza, niente di più".
Sul giardino, infine, annuncia: "valuteremo ogni possibile azione legale in difesa dei Nidiaci".
Ma i residenti non ci credono più. Giulia Landi, una delle mamme del giardino, ricorda: "Era un posto bellissimo, anche perché qui di verde ce
n'è punto, era il cuore del quartiere". La chiusura "per noi è stato uno schiaffo e potete immaginare come ci siamo rimaste noi mamme a vedere tutta l'area trasformata in un deserto per ricchi". Ormai è di Leggiero. Per il ritardo con cui ha agito il Comune.
fonte articolo: https://controcorrenteblogdotcom.wordpress.com/2015/05/13/il-giardino-regalato-da-matteo-e-nardella-alluomo-di-dellutri/


















