Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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giovedì 9 dicembre 2021

L'unione fa la forza: Sindaci della Valdasieve unitevi ai sindaci della Faentina per protestare!

Clicca QUI per andare all'articolo 

L'associazione "Vivere in Valdisieve"

chiede ai sindaci dei comuni della Valdisieve (Rufina, Dicomano, Pelago, Pontassieve, Londa e San Godenzo) di unirsi all'appello dei sindaci Paolo Omoboni, Tommaso Triberti, Federico Ignesti, Leonardo Borchi, Anna Ravoni, che manifesteranno il 10 Dicembre sulla situazione ferroviaria della Faentina (si allega articolo in questione), e non sarebbe male unire gli sforzi per entrambe le direttrici attenzionando sia la Regione che Trenitalia.

Nel nostro caso si tratta infatti di aggiungere alla protesta, la linea della Valdisieve, in quanto anche tra Pontassieve e Borgo San Lorenzo, si riscontrano le medesime problematiche a danno dei pendolari della linea stessa.

Per rendersi conto della situazione basta andare a leggere le pubblicazioni social dei vari gruppi di pendolari, nel caso specifico in quello "Pendolari linea Valdisieve e Mugello - Firenze".

Tutti i pendolari (e non solo) che usufruiscono quotidianamente della linea ad "anello", già esistente, che collega la Valdisieve, alla Faentina, a Firenze, gliene saranno grati.

Solo a titolo informativo, ricordiamo sulla questione dell'anello il nostro filmato: LA BUONA STRADA FERRATA visionabile su youtube al link: https://youtu.be/fQ4XeS3k5Nc (che ovviamente e a scapito di equivoci, puntualizziamo che debba essere mantenuto a doppio senso di circolazione).

 
Pontassieve, 9 dicembre 2021

Paolo Rosini

Associazione "Vivere in Valdisieve"

-----------------------------------------------------

e-mail: vivereinvaldisieve@libero.it - vivereinvaldisieve@gmail.com - Sede legale c/c Avv. Duccio Sebastiani, Viale E.Torricelli,15 – 50125 Firenze - CF: 94178730480 - Tel.055/221072 - FAX: 0552280605 - e-mail: d.sebastiani@studiolegalesebastiani.it  
Pagina Facecbook:  https://www.facebook.com/vivereinvaldisieve1?ref=bookmarks
Twitter: http://twitter.com/#!/ViValdisieve 
Blog: http://associazionevivereinvaldisieve.blogspot.it/

venerdì 9 ottobre 2020

Il treno dei desideri - anno 2020 AC!

 

In Valdisieve, utlimamente (ma anche no!), sulla linea ferroviaria Firenze-Pontassieve-Borgo San Lorenzo, assistiamo a numerosi disagi per i pendolari (ma non solo, disagi identici si verificano anche sulla Faentina) che si ripetono quasi quotidianamente.

Basta andare sui vari gruppi social di Facebook (nota 1) per rendersene conto (chi deve spostarsi in treno per lavoro o studio, se ne accorge sulla sua pelle!).

Oltre a riscontrare che nelle ore di punta degli spostamenti (mattino e pomeriggio) ci possano essere, oltre ai guasti meccanici o meno, sui convogli, sulla linea e infrastrutture, anche dei problemi di sicurezza sanitaria (in tempi di Covid) dovuta alla vicinanza dei viaggiatori che, se pur con mascherina, non garantiscono il metro di distanza gli uni dagli altri. Anche se la regola, si legge in un commento in uno di questi gruppi fb, è che "...per ogni treno la capienza massima sia l'80% del totale omologato, posti a sedere e in piedi. Quindi in pratica tutti i posti a sedere e alcuni posti in piedi".  (nota 2).

Intanto l'ultimo episodio è accaduto proprio ieri dalla prima mattina (i pendolari sono rimasti fermi fin dalle 5,30 circa!). Per un guasto ad un passaggio a livello a Rufina (probabilmente quello in corrispondenza del mobilificio Bigozzi), sono rimasti fermi i treni e si è intasato il traffico sulla statale 67, con ripercussioni ovvie anche sul servizio pubblico su gomma. Insomma iniziare la giornata con ritardi al lavoro (e ore da recuperare o decurtate dallo stipendio), lezioni perse ecc, non deve essere troppo piacevole.

Eppure, veramente, non siamo nel 2020 avanti cristo! Ma, a volte, la realtà dei fatti, ci fa sembrare all'età della pietra! 

Come è possibile che non ci sia un modo per rendere efficienti i vari passaggi a livello utilizzando tecnologie moderne? Siamo contornati da migliaia di satelliti intorno alla terra, possibile che non ce ne siano a disposizione alcuni per mandare segnali in tempo reale ai dispositivi elettronici dei passaggi a livello? Manca la manutenzione di queste infrastrutture? Mancano i soldi? 

Come possiamo leggere dal profilo del Sindaco di Rufina, Vito Maida, la Regione nel rispondergli, dichiara esplicitamente che ".... riceviamo quotidiane segnalazioni dei pendolari che lamentano ritardi e soppressioni di treni, con un servizio sempre più irregolare ed inaffidabile, legato in particolare a problemi infrastrutturali...". E meno male che dovrebbe arrivare un nuovo treno regionale a doppia trazione, elettrica e diesel, che dal 2022 arricchirà e ammodernerà ulteriormente la flotta dedicata ai pendolari della linea Faentina e Valdisieve (articolo QUI).

Forse, per evitare tutte le varie problematiche però (come dice la Regione, QUOTIDIANE), occorrerebbero ANCHE più finanziamenti per la cura e MANUTENZIONE delle linee e delle infrastrutture a corredo nonchè degli altri convogli che rimarranno?


nota 2

 




















Il commento di Angela Dondoli (Funzionario programmazione esperto
Struttura: trasporto pubblico locale su ferro e marittimo - mobilita' sostenibile) lo si può vedere sul gruppo pubblico Pendolari linea Valdisieve e Mugello - Firenze - scorrendo tra i vari post.

mercoledì 15 gennaio 2020

In Toscana 100 nuovi treni e 1,4 miliardi di euro di investimenti

Presentato il nuovo contratto 2019-2034 tra la Regione e Trenitalia: in arrivo anche 44 convogli ibridi
di ALESSANDRO DI MARIA

La maggior parte dell'investimento (843,6 milioni di euro da parte di Trenitalia e 69 milioni da parte della Regione Toscana, per un totale di 912,6 milioni) riguarderà l'acquisto e la messa in servizio di 100 treni made in Italy di nuovissima generazione, il 90% dei quali entrerà in servizio entro il 2024. Sulle 14 linee regionali arriveranno 29 Rock, 25 altri nuovi treni elettrici, 44 ibridi (cioè dotati di motore diesel, pantografo per le linee elettrificate e batterie in grado di poter fare l'ultimo miglio su linee non elettrificate evitando di utilizzare il motore diesel), 2 locomotive di soccorso. I primi 7 Rock sono attesi nel 2020, gli altri 22 Rock, 30 dei treni ibridi e i 25 nuovi elettrici (di cui 6 treni a 200 km/h) entreranno invece in servizio tra il 2021 ed il 2023, mentre gli altri 14 ibridi arriveranno nel 2030.
I nuovi treni saranno dotati di telecamere di videosorveglianza, wifi a bordo, arredi di maggiore comfort, spazi porta bagagli, prese elettriche, e daranno un importante contributo alla sostenibilità ambientale (-30% di consumi energetici, materiali riciclabili, più facilmente fruibili anche con la bici) e saranno accessibili alle persone con ridotte capacità motorie. Si stima che al 2024 tutta la flotta regionale sarà accessibile per chi ha mobilità ridotta.

Il restante investimento da parte di Trenitalia (445,1 milioni) servirà invece per migliorare la manutenzione sia con interventi sugli impianti (71,9 milioni) che sulla manutenzione ciclica dei treni (198,5 milioni) rinnovare e modernizzare la flotta già esistente (82,5 milioni) migliorare la dotazione informatica (5,2 milioni) e tecnologica (87 milioni).

Ad oggi in Toscana circolano 775 treni regionali al giorno, per un totale di 232 mila viaggiatori al giorno. Sono attivi 4.700 punti vendita di titoli di viaggio e 4 impianti di manutenzione. In questo sistema lavorano 1.703 persone. Il nuovo contratto di servizio, dal valore complessivo di circa 7 miliardi di euro, conferma la scelta della Regione Toscana di procedere all'affidamento diretto del servizio all'attuale gestore per 10 anni più altri 5 dovuti al ricco piano di investimenti che Trenitalia si è impegnata a portare avanti per migliorare la qualità del servizio ferroviario, il comfort dei mezzi e l'efficacia della manutenzione. Le tariffe per gli utenti non subiranno variazioni (a eccezione dell'adeguamento annuale all'inflazione, non collegato a scelte regionali).

"La scelta della Regione Toscana - spiegano dalla Regione - di affidare a Trenitalia il servizio regionale per 15 anni è confermata anche dal miglioramento della qualità del servizio registrata negli ultimi 5 anni, nonostante permangano criticità su alcune linee, che saranno affrontate e risolte anche grazie al nuovo contratto di servizio".

Secondo le indagini di customer realizzate da Trenitalia, dal 2014 al 2019 la soddisfazione dei viaggiatori regionali è aumentata per tutti gli indicatori del viaggio, con punte fino al 25,4% per la pulizia, del 22,1% per la puntualità, del 12,2% per l'informazione a bordo. Sempre nello stesso periodo le cancellazioni si sono ridotte fino al 70% circa.

Nel 2018 la percentuale di cancellazioni della Divisione Regionale Passeggeri di Trenitalia, con l'1,5%, si è confermata un benchmark europeo. È infatti la più bassa rispetto ai principali operatori europei: Sncf 2%, Uk 3,9%. Nel nuovo Contratto di servizio saranno confermati gli attuali 23 milioni di treni/km e circa 500mila bus/km (unità di misura utilizzata per calcolare il volume del servizio ferroviario), ma anche alcune importanti scelte fatte dalla Regione negli anni passati.

Tra queste l'applicazione di penali a carico di Trenitalia con soglie più sfidanti sulla regolarità del servizio e il miglioramento delle informazioni a bordo per innalzare i livelli di qualità del servizio e portarli agli obiettivi richiesti; il "bonus abbonati" come forma di compensazione e tutela dell'utenza in caso di disservizi; la valorizzazione turistica delle linee minori e l'organizzazione di treni speciali per promuovere specifiche iniziative; l'attenzione alla presenza di un numero adeguato di carrozze per il trasporto di biciclette (strettamente legato alle politiche di promozione dell'uso della bici abbinata al treno, nell'ottica di una mobilità sempre più sostenibile).

Le proteste dei pendolari - Ma non sono tutte rose e fiori. I comitati dei pendolari di Arezzo, Valdarno e Valdichiana sono delusi e insoddisfatti per il nuovo contratto: "Con i nuovi treni previsti ci saranno dei miglioramenti per gli utenti delle altre linee ferroviarie, soprattutto quelle non elettrificate, e siamo contenti per loro, ma resta ben poco per gli oltre diecimila pendolari della linea aretina". Il loro disappunto prosegue: "Nuovi treni non significa risolvere la puntualità per i pendolari e i problemi quotidiani degli inchini dei treni regionali per le precedenze alle Frecce e Italo in ingresso sulla Direttissima Firenze-Roma".


FONTE: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/11/22/news/treni_accordo_regione_100_investimenti-241652633/

giovedì 4 aprile 2019

VIDEO "LA BUONA STRADA FERRATA"

Un viaggio lungo la linea della ferrovia nell'anello Valdisieve - Mugello - Firenze, attraverso le parole e l'esperienza di chi lo usa spesso o vorrebbe poterlo usare di più. 
Un auspicabile scenario di TRENO METROPOLITANO nell'hinterland fiorentino come alternativa alla mobilità su gomma soprattutto per i pendolari che si spostano maggiormente negli orari di punta di partenze e ritorni, per motivi di studio e lavoro, ma anche per tutti gli altri che vorrebbero raggiungere le loro mete in tranquillità, in modo sostenibile e se possibile con una migliore qualità ed economicità. 
Il paradosso di "Downs Thomson" spiegato dal Prof. Alberti ossia come investire in ulteriori e nuove strade possa per assurdo, nel tempo, portare ancora più congestione sia nelle strade esistenti che in quelle nuove. E allo stesso tempo disincentivando l'uso del servizio pubblico si corre il rischio di sempre minori investimenti sul ferro. 
Oggi più che mai, il treno diventa, insieme a piste ciclo-pedonali e altre iniziative sostenibili, un filo diretto tra la città di Firenze e un territorio di grandi potenzialità, ma proprio per questo da salvaguardare e rispettare nei suoi elementi di pregio e di possibile attrattiva.

Prodotto dall'Associazione "Vivere in Valdisieve" 
Regia, riprese e montaggio: Veronica Citi 
Con: 
Prof. Francesco Alberti (UNIFI) 
Prof. Alessandro Fantechi (AMT Toscana)
Maurizio Izzo (comitato pendolari del Mugello "Attaccati al treno")



link su youtube: https://youtu.be/fQ4XeS3k5Nc

giovedì 13 dicembre 2018

E' la svolta per gli "inchini" e i ritardi sulla Direttissima: Ferrovie allunga i tempi di percorrenza del treno regionale e anticipa l'arrivo della Freccia, senza neppure dirlo pubblicamente.


Gentile Assessore Ceccarelli,
le chiediamo se sia a conoscenza dell'ultima "malefatta" di RFI e Trenitalia, scoperta stamani, e perchè non ci abbia informato giovedì scorso all'incontro in Regione e neppure con la sua recente lettera riguardante le nostre richieste di luglio. 
Col nuovo orario invernale di lunedì scorso sono stati allungati i tempi di percorrenza del treno Vivalto 6604 Chiusi-Pistoia, sulla Direttissima fra Figline e Firenze Campo di Marte, da 10 a 15 minuti. E' stato così risolto il problema dell'inchino fra il treno Regionale e la Frecciabianca sulla Direttissima. Infatti se puntuale, il 6604 arriva adesso a Campo di Marte alle 7.35 invece delle 7.30 precedenti, mentre la Frecciabianca 8602 Roma-Genova, di cui il Comitato pendolari chiedeva a luglio un breve slittamento di orario proprio per evitare le continue interferenze e inchini col 6604 sulla Direttissima, è stato anticipato con l'arrivo a Campo di Marte alle 7.28, invece delle precedenti 7.34. Quindi la richiesta e la protesta del Comitato hanno avuto effetto: RFI e Trenitalia hanno fatto l'esatto contrario, senza oltretutto comunicarlo pubblicamente: così penalizzano le centinaia di pendolar lavoratori e studenti che tutte le mattine si spostano col 6604 dal Valdarno a Campo di Marte, fino a Rifredi. Altro effetto dello spostamento di orario del 6604 a Campo di Marte è la grande difficoltà per la coincidenza di decine di pendolari col treno 11984, per raggiungere S.M.Novella, visto che fra l'arrivo del 6604 e la partenza del 11984 ci sono 4 minuti contro i 9 precedenti che già non erano sufficienti per i frequenti ritardi del Vivalto. Inoltre il 6604 arriva adesso a Rifredi con 2 minuti in più rispetto alla settimana scorsa, recuperando beffardamente 3 dei 5 minuti di allungamento nella tratta successiva a Campo di Marte. Tra l'altro anche il 11984, proveniente da Borgo S.Lorenzo-Pontassieve, vede adesso allungati i tempi di percorrenza fra Campo di Marte e S.M.Novella, da 5 a 8 minuti: forse per trasformare i ritardi in puntualità ?
Assessore, le chiediamo di intervenire presso RFI e Trenitalia per questa inaccettabile e arrogante modifica all'orario del 6604, non tanto con l'ennesima lettera, ma con molta più forza e determinazione, perchè i pendolari del Valdarno non ne possono più dei continui ritardi, inchini, guasti che quotidianamente sono costretti a subire.

distinti saluti

Maurizio Da Re
portavoce Comitato Pendolari Valdarno Direttissima 
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RIPORTIAMO ANCHE LA LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE CECCARELLI
(così come pubblicata su fb)


Gentilissimi,
siamo basiti di fronte all'accaduto. Abbiamo scritto ai vertici di Rfi e Trenitalia per contestare, nel metodo ancor prima che nel merito, la scelta fatta con il nuovo orario, senza informare preventivamente la Regione Toscana. Noi abbiamo fatto della trasparenza e della correttezza dei rapporti con i nostri utenti la regola primaria su cui costruire l’intera nostra strategia del trasporto pubblico e siamo abituati ad ascoltare l’utenza ogni giorno, in ogni momento, per misurare le scelte fatte e migliorarle laddove possibile. Qui non si tratta di disquisire sull’opportunità di una scelta tecnica, che peraltro noi non avremmo condiviso. Qui si tratta di salvaguardare il bene per noi fondamentale ovvero la credibilità e la correttezza nel rapporto con i nostri cittadini e utenti. Non è per noi neanche immaginabile che si possa partecipare ad un incontro con i comitati dei pendolari, pensato anche per informare sulle novità in orario e per dare risposte alle richieste puntuali che ci erano state rivolte, senza avere la tranquillità della massima trasparenza nell’informazione che si va a fornire. Non possiamo accettare atteggiamenti di questo genere e ci dispiace che sia accaduto. Nel merito della questione, infine, ci attendiamo che sia ripristinata al più presto la situazione preesistente, o che sia individuata e condivisa una soluzione eventualmente migliorativa e capace di dare una risposta a quella che era la legittima esigenza da voi rappresentata.
Cordialmente.
Vincenzo Ceccarelli

lunedì 26 novembre 2018

Anello Metropolitano Mugello-Valdiseve


Condividiamo e rilanciamo il grido di dolore e di allarme presente nel comunicato del Comitato Pendolari “Mugello, attaccati al Treno”[1], non potendo fare a meno di notare che i problemi per il Mugello e per la Faentina, sono gli stessi che accomunano anche i pendolari della Valdisieve e relativa linea ferroviaria.
Il problema del sovraffollamento, soprattutto in certe ore e soprattutto nel periodo scolastico, costringe molte persone a stare per tutto il viaggio in piedi (vedi le tante foto sui social[2]). Si rilevano criticità di manutenzione e di pulizia nei convogli, freddo o caldo eccessivi e perenni ritardi sono causa di gravi inconvenienti per lavoratori e studenti, sottovalutati da Regione e RFI (nonostante le numerose denunce quotidiane sui social); cancellazioni di corse o modifiche (non sempre annunciate in tempo), ritardi dovuti a guasti o problemi ai passaggi a livello vetusti, cancellazioni o ritardi per maltempo sempre più frequenti, ritardi che si ripercuotono anche su eventuali coincidenze, che si perdono. Non ci risulta siano sotto valutazione soluzioni a lungo termine per tali disfunzioni. Anche la questione dei 31 milioni di euro che il Mugello attendeva come compensazioni per la TAV, divenuti adesso 46 milioni di euro, andranno effettivamente a beneficio di opere infrastrutturali per manutenzione delle stazioni ferroviarie e al loro eventuale ammodernamento con tecnologie più all’avanguardia per il segnalamento. Non sono previsti interventi per l’introduzione di nuovi treni.
Non ci sono pendolari di serie A e di serie B. Chi si sposta per lavoro e studio, ma anche per altro, dalla periferia verso Firenze utilizzando il TPL, dovrebbe essere agevolato, con ogni mezzo, nella scelta del servizio pubblico, tramite investimenti finalizzati all’efficienza del servizio. Efficienza che intercetterebbe ulteriori potenziali utenti, ora scoraggiati dal sovraffollamento oltre che dai disservizi. E’ ormai indispensabile invertire la rotta delle politiche sui trasporti: tagliare le opere infrastrutturali che agevolano il traffico su gomma, dal quale Firenze (già totalmente al collasso per troppo traffico) è invasa almeno dalle 10.000 auto del Mugello e dalle 8.000 della Valdisieve, e investire sul TPL, incrementadolo e facilitando l’interconnessione con le nuove linee della Tramvia cittadina. Le realtà del Mugello e della Valdisieve hanno distanze limitate da Firenze, tali da poter essere considerate parte integrante dell’area metropolitana. Per questa ragione riproponiamo una soluzione che farebbe diminuire a Firenze sia il traffico sia il relativo inquinamento: La costituzione di un Anello ferroviario tra Firenze-Borgo San Lorenzo-Pontassieve-Firenze con servizi continui tipo Treno Metropolitano, alternati sul percorso di 90 km totali circa.
Suggeriamo alla Divisione Passeggeri Regionali di Trenitalia di proporre a chi di dovere, nel loro ambito, di adottare l’Anello Metropolitano Mugello-Valdiseve come campo di sperimentazione del nuovo treno ALSTOM a cellule di idrogeno Coradia iLint[3], già entrato in esercizio in Germania e previsto in esperimento iniziale tra Siena e Empoli o di un modello similare idoneo alla nostra linea. I dati disponibili sulla sua autonomia fanno presumere un ottimo utilizzo sul nostro Anello: dieci corse circolari alternate nei due sensi prima di un rifornimento.
La soluzione da noi proposta non servirebbe solo a decongestionare Firenze nei giorni lavorativi ma anche a fornire un servizio efficiente, magari facilitando il trasporto di biciclette, per i fiorentini verso la campagna nei giorni festivi, apportando occasioni di interscambio e sviluppo alle cittadine dell’area, ricche di storia e cultura.
Quindi ci auguriamo anche noi che la politica regionale si attivi per dimostrare di essere attenta a questo tema e al nostro territorio e aggiorni o lo inserisca nel Piano della Mobilità.

Pontassieve, 23 Novembre 2018
Associazione Valdisieve e Associazione “Vivere in Valdisieve”

sabato 19 agosto 2017

Trenitalia inizierà la sperimentazione dei treni ad Idrogeno

di Roberto Lentini - 10 luglio 2017
I treni ad idrogeno potrebbero essere una realtà anche in Italia. Lo si è appreso dal convegno “Muoversi in Toscana“, che si è svolto il 6 e 7 luglio all’auditorium di Sant’Apollonia, a Firenze, organizzato dalla Regione Toscana per fare il punto sui temi delle infrastrutture e della mobilità. (vedi articolo)
Tra i prossimi traguardi del Gruppo FS Italiane delineati da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), e Orazio Iacono, Direttore Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, c’è infatti la prima sperimentazione dei treni a idrogeno che inizierà proprio in Toscana per un eventuale impiego sulle linee secondarie non elettrificate.
Sarà comunque la Germania il primo Paese al mondo ad inaugurare un treno passeggeri a idrogeno e a emissioni zero. Si chiamerà Coradia iLint ed è stato progettato, in soli due anni, dalla società francese Alstom. Entrerà in servizio sui binari della linea Buxtehude-Bremervörde-Bremerhaven-Cuxhaven, in Bassa Sassonia, già a partire da dicembre 2017.
Nel cuore di Coradia iLint c’è la tecnologia ‘hydrail’, una combinazione di fuel cell a idrogeno, batterie e sistemi di stoccaggio in sostituzione al diesel power pack che permette una resa equivalente a quella dell’unità elettrica multipla.
Sul tetto saranno posizionate delle celle a combustibile a idrogeno, ed inoltre saranno collocati dei punti di rifornimento lungo le linee ferroviarie, senza alcun bisogno di ulteriori interventi infrastrutturali o adeguamenti delle linee. Le sue uniche emissioni saranno vapore e acqua di condensa.
Con un pieno, afferma la società, la nuova locomotiva potrà percorrere tra i 600 e gli 800 chilometri, raggiungendo una velocità massima di 140 km / h.

giovedì 20 ottobre 2016

Toscana, la nuova Tav allarma i sindaci dei pendolari: "Devono coinvolgerci"

Mentre Nardella spiega: "Niente speculazioni al posto della stazione Foster, ma verde e servizi"

martedì 16 agosto 2016

Morte ai pendolari. Firmato Fs e Ntv

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La potenza più devastante della storia è quella del profitto. Devastante in senso letterale e niente affatto metaforico. Se ne potrebbero elencare decine di fattispecie, a cominciare ovviamente dal rapporto mortale tra capitale e natura. Ma anche restando dentro i più ristretti limiti dei “danni sociali”, si fa presto a trovare esempi convincenti.
In questi giorni i due gestori pressoché unici del trasporto ferroviario in Italia – Ferrovie dello Stato e Ntv, ovvero Italo – stanno dando vita ad una ignobile gara a chi strozza meglio i pendolari. La prima azienda, che porta ancora (forse per poco) nel nome anche la funzione sociale progressiva svolta per oltre un secolo (favorire la mobilità di persone e merci, a costi contenuti, è stata a lungo una molla sia per l’economia che per l’emancipazione), ha deciso di abbreviare a sole 24 ore la validità dei biglietti: da due mesi a 24 ore.
Non c’è alcuna ragione funzionale dietro questa decisione – ogni biglietto deve infatti essere “obliterato” prima si salire sul treno, dove comunque sono in attività i controllori – ma semplicemente la necessità di venderne e quindi guadagnare di più. È fin troppo noto, infatti, che chi frequenta spesso tratte brevi è abituato a comprare più biglietti (anche interi blocchetti da 10) che poi utilizza al bisogno. Utilizza questo metodo il “pendolare irregolare” – perché ha un lavoro discontinuo, precario, “on call”, ecc- che dunque non fa ricorso all’abbonamento proprio perché non è certo di viaggiare tutti i giorni.
Abbreviando la validità ad un solo giorno (anche a poche ore, nel caso di biglietti emessi in serata) è scontato che molti si ritroveranno ad aver comprato un biglietto che poi – per un contrattempo o un contrordine imprevisto – non utilizzeranno. Buttando via i soldi.
Ma anche gli abbonamenti, e il relativo sconto, stanno per essere cancellati. Soprattutto sulle redditizie linee ad alta velocità. La priva Ntv li ha già annullati, Fs pensa di farlo dal prossimo anno. Il “pendolare veloce” è una tipologia di passeggero nata con la Tav. Un caso di scuola è per esempio quello dei professori che ottengono una nomina in una grande città relativamente vicina (Napoli-Roma. Torino-Milano, Bologna-Milano, ecc), che perciò, invece di trasferirsi altrove con tutta la famiglia (cosa spesso impossibile perché anche il coniuge lavora in altro ramo) si è abituato a fare avanti e indietro in giornata o settimanalmente, a un costo relativamente contenuto e comunque inferiore all’affitto di un appartamento o di una stanza “per studenti”.
“Poco redditizi”, ha stabilito Ntv. Questi pendolari occupano a poco prezzo posti che potrebbero essere venduti ad un costo doppio o triplo. Considerazione peraltro stupida, perché questi pendolari viaggiano spesso in piedi, proprio perché tutti i posti sono stati venduti (quai impossibile riservare un posto fisso, come avviene con la prenotazione obbligatoria).
Con questa decisione si conferma una tendenza a rendere proibitiva, economicamente, la mobilità ferroviaria, riservandola soltanto a quella clientela “occasionale” (turisti, manager, ecc) che è disposta a pagare i prezzi folli ormai in voga sui Frecciarossa e similari (a proposito: si vanno contemporaneamente riducendo di numero i meno costosi Frecciabianca…).
A favorire questa trasformazione economicamente suicida è ancora una volta l’Unione Europea, che premia solo tutto ciò che è impresa privata. La Regione Piemonte, per esempio, che stava studiando una qualche forma di “compensazione” (con denaro pubblico) della differenza di prezzo tra ordinario e abbonamento, ha dovuto rinunciare perché sarebbe stato considerato un “aiuto di Stato”.
Di fatto, per la mobilità tra città diverse, si viene costretti all’uso dell’automobile, anche se stanno moltiplicandosi le iniziative imprenditoriali per sostituire il trasporto su rotaia con quello su gomma. Autobus a prezzi stracciati – per ora… – cominciano a correre tra le metropoli italiane, con tempi di percorrenza ovviamente molto superiori (tra Roma e Milano, per dirne una, ci possono volere anche 8 o 9 ore). Ma è fin troppo facile prevedere che una volta affermatosi questo relativamente nuovo “modello di business”, le tariffe andranno a crescere parallelamente alla domanda.
Il risultato? Una mobilità costosa e lenta, per lavoratori e giovani senza troppi soldi, a fianco a di una costosissima e velocissima per “chi può”. Non paradossalmente, si tratta di una prospettiva “fruttuosa” per le singole imprese che gestiscono o gestiranno la mobilità, ma sarà antieconomica a livello di sistema, aggravando i costi di circolazione di persone e merci. 
Il contrario, insomma, di quel che promette da sempre la propaganda dell’impresa privata.

martedì 3 aprile 2012

Italia delle GRANDI OPERE??? O migliorare quello che già c'è?

Ci si riempie sempre la bocca di belle parole quando si parla di investire nelle ferrovie, già perchè la mobilità su ferro è meno inquinante ( vedi le motivazioni anche della TAV in Valsusa) e più sostenibile.

Già, peccato però che poi non ci si investa il necessario per rendere la qualità del servizio almeno alla pari con altri stati europei !!! ( anzi si investe sempre di più in nuove strade/autostrade ecc..... sarà mica perchè qualcuno ci deve guadagnare sia con gli appalti - visto che queste opere costano il triplo che in altri paesi come Francia e Germania- che con la vendita di auto??).

Sta di fatto che la CGIL ha fatto un Memorandum sulla situazione delle ferrovie e le cose non sembrano andare per il verso giusto (tanto sbandierato!).

Da Nove da Firenze: 


Sono stati 1836 treni soppressi nel 2011, più di 5 al giorno, per carenze di manutenzione. In altre parole succede ogni giorno che ci sono dei trerni che dovrebbero partire e che restano nei depositi perché sono rotti. Dati Filt Cgil consegnati alla Regione Toscana.

"E non è finita qui: 927 i locomotori che sono stati sostituiti in linea perché si sono guastati strada facendo. E poi? E poi ci sono 45 capitreno in meno - su un totale di 505 - e quando non se ne trova uno disponibile il treno non parte, resta in stazione. Puliti i treni? Utopico pretenderlo dal momento che sono 60 gli addetti alla pulizia sui 480 presenti a maggio 2010".

Sono questi i numeri di un memorandum costruito su dati forniti al sindacato dalla stessa azienda consegnato dalla Filt Cgil Toscana al presidente Rossi nel corso di un incontro in regione presenti anche i rappresentati di Cisl e Uil.

"Ce ne sarebbe già abbastanza, ma a questi numeri, in verità impressionanti, si deve aggiungere molto altro:
-Carenze di personale per effettuare la manutenzione dei binari;
-Mancata sostituzione del Turn-Over e ad oggi il 50% degli addetti ha più di 50 anni.
-Strategia di chiusura delle linee a scarso traffico che si traduce nel non investire in tecnologie per migliorare la gestione del traffico ferroviario;
-chiusura le stazioni periferiche e ridimensionamento di quelle Capoluogo di Provincia.

Il settore - ne è convinta la Filt Cgil - ha bisogno di investimenti per l'acquisto di nuovi treni ed una politica nazionale del Gruppo FS che non pensi solo all'Alta Velocità, ma crei buona occupazione nei territori in settori strategici come la manutenzione dei rotabili e dei binari, la gestione del traffico ferroviario, del personale a bordo treno. Occorrono infine - ritiene Filt Cgil - risorse certe per la gestione della pulizia dei treni".

ALTRO:

Redazione Nove da Firenze

fonte articolo e immagine : http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b2.04.02.15.50

giovedì 17 giugno 2010

A rischio i treni dei pendolari

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Legambiente fa due conti sulla manovra finanziaria: il trasporto ferroviario locale è a rischio "estinzione"


FIRENZE. Il Governo pensa a tagliare non vedendo oltre il proprio naso. Se si diminuisce l'offerta di trasporto pubblico a basso impatto ambientale come quello ferroviario, aumenta la mobilità privata su gomma che ci allontana anche dagli obiettivi che l'Europa ha imposto in tema di inquinamento. Legambiente ha analizzato i numeri della manovra finanziaria che riguardano i pendolari che viaggiano in treno, e ha raccolto dati semplicemente scioccanti: rispetto all'anno in corso, il taglio complessivo delle risorse per il servizio ferroviario è del 53%, quello a Trenitalia del 67%. Infatti, il taglio in materia di "Servizi ferroviari di interesse regionale e locale in concessione", previsto all'allegato 1 della manovra, è pari a 1.223 milioni di euro per l'anno 2011, di cui 1.181 a Trenitalia e 42 agli altri concessionari.

Considerando - spiegano dall'associazione ambientalista- che per questa voce del bilancio dello Stato, che garantisce i treni in circolazione nelle Regioni, la cifra nel 2010 era pari a 2.287 milioni di cui 1.748 milioni a Trenitalia e 539 agli altri concessionari, si comprende come il servizio ferroviario pendolare non abbia un futuro in questo Paese.


«Ma Tremonti e Matteoli hanno idea dell'effetto che la manovra provocherà a partire dal 2011 nelle città italiane? - chiede Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente - Il Governo deve spiegare ai due milioni e 700mila italiani che ogni giorno prendono i treni per motivi di lavoro o di studio quali soluzioni alternative hanno in mente per loro. Con meno di metà delle risorse rispetto a quest'anno come si può pensare di far funzionare il servizio?».


Temiamo che Legambiente non riceverà una risposta compiuta da parte del governo, mentre molto probabilmente si leverà l'urlo di protesta di tutti i pendolari d'Italia contro una decisione che determinerebbe degli effetti sociali e ambientali drammatici. Legambiente inoltre evidenzia come altri tagli siano spalmati su diverse voci che riguardano il servizio di Trasporto pubblico locale (Tpl), per un totale di ulteriori 217 milioni di Euro, mentre nessuna risorsa è tolta ai finanziamenti della Legge Obiettivo.


«Una scelta semplicemente assurda -  ha continuato Zanchini - Si cancellano i treni in circolazione nelle città mentre si continua a finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina, ma anche nuove autostrade e strade. Non sono certo questi gli investimenti che servono a portare l'Italia fuori dalla crisi, tantomeno quando si tagliano i servizi essenziali» ha concluso l'esponente di Legambiente.


Le Regioni intanto si sono fatte sentire vedendo messi a rischio i  miglioramenti che i nuovi Contratti di servizio con 6 anni di durata dovevano garantire e sapendo che nessun intervento da parte delle Regioni stesse potrà recuperare i tagli. Ecco perché hanno definito in maniera unanime il Decreto «incostituzionale perché vengono tolti i soldi ma non le funzioni e questo contraddice quanto disposto dalla Corte Costituzionale».


[ 16 giugno 2010 ] Mobilità sostenibile


fonte Greenreport http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=5387