Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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venerdì 20 settembre 2013

Il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro: "Il piano regionale dei rifiuti è inadeguato"

Il sindaco Giorgio Del Ghingaro

Delusione e anche un po' di arrabbiatura sono i sentimenti che animano il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, alla notizia del piano dei rifiuti regionale (ndr. PRR) varato dalla Giunta del presidente Rossi. 

Il sindaco del primo Comune ad aver aderito alla strategia internazionale Rifiuti Zero e con una raccolta differenziata all'82 per cento non ci sta in silenzio e contesta la decisione della Regione, marchiandola come rivolta al passato.

"Dal punto di vista tecnico - spiega Del Ghingaro - è inadeguato il calcolo della riduzione del rifiuto che, se opportunamente verificato e condiviso, avrebbe modificato la programmazione impiantistica, con una previsione al ribasso degli inceneritori. 

Dal punto di vista politico, invece, si tratta di una visione che non guarda al futuro, ma si basa su accordi volti a mantenere lo status quo, senza aprire alla modernità virtuosa. Per me e per tutti gli amministratori e i cittadini toscani che credono nella differenziata spinta e nell'importanza di una politica ambientale innovativa, si tratta di una grande delusione. Sono venute meno le aspettative che il presidente Rossi aveva creato nei territori che questa esperienza la portano concretamente avanti da anni.  Questo piano è come un abito di vecchio taglio. Da Rossi, dopo il coinvolgimento iniziale richiestomi, mi aspettavo maggiore coraggio e diversi orizzonti per la Toscana".

FONTE: http://www.comune.capannori.lu.it/node/13694 (grassetto e sottolineature nostre)

E COME NON DARGLI RAGIONE?

giovedì 19 settembre 2013

Via 2 inceneritori, ma più cementifici a bruciar rifiuti! Bello sforzo! Per questo bastavano 3/4 susine!

A PROPOSITO, SELVAPIANA E' CONFERMATO.

Peccato, le dichiarazioni di Mugnai ci avevano per un attimo ........ quasi convinto! (ma aspettavamo appunto "il nero su bianco" che, a quanto pare, non è in linea con le sue convinzioni personali). Peccato. 

LA STORIA QUINDI NON E' ANCORA FINITA!

ascolta il servizio del TGR
circa dal min. 8.40

A proposito di sforzo, ci sembra abnorme anche quello di arrivare al 2020 con una percentuale di RD del 70%, quando doveva essere per legge al 65% entro lo scorso anno (al 31-12-2012) - e anche per questo ci saranno penali da pagare!!!
Anche quello poteva esser raggiunto facilmente con un paio di susine in più, 
non occorreva sforzarsi tanto con incontri, riunioni e quant'altro!
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Rassegna Stampa del 20 Settembre:

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Toscana Notizie

Agenzia di informazione della Giunta Regionale


Rifiuti, nuovo Piano 2013-2020: più riciclo meno impianti

FIRENZE - Meno produzione di rifiuti, raccolta differenziata al 70%, più riciclo, meno discariche e meno termovalorizzatori: ecco gli obiettivi del nuovo Piano regionale di gestione dei Rifiuti e di Bonifica dei siti inquinati 2013-2020 che ha appena avuto il via libera dalla giunta regionale. Il PRB per la prima volta tratta di rifiuti urbani, rifiuti speciali e bonifica dei siti inquinati in una visione unica e complessiva che imprime una svolta fondamentale: trasformare il rifiuto in risorsa e intraprendere la strada del recupero e del riciclo.
Il tutto in un quadro di autosufficienza e autonomia gestionale del ciclo integrato dei rifiuti, con particolare attenzione per i rifiuti speciali. Importanza viene data all'attivazione delle filiere industriali del riciclo degli speciali (soprattutto i rifiuti cartari, siderurgici, agronomici, della chimica, ai fanghi di depurazione, etc.) e al rafforzamento delle azioni che consentono di recuperare particolari frazioni come quella dei rifiuti di imballaggio in plastiche eterogenee, inerti da demolizione e costruzione, i cosiddetti RAEE.
"E' un piano innovativo - ha detto l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - che fa il punto della situazione rispetto a quanto fatto in questi anni e soprattutto introduce elementi di importante discontinuità col passato, traghettando la Toscana da qui al 2020 in modo che sia una reigone più europea rispetto alla gestione dei rifiuti. Le percentuali che stanno alla base del piano e ne rappresentano gli obiettivi sono 70, 20 e 10. Ovvero 70% l'obiettivo di raccolta differenziata al 2020 per fare in modo che questo sia un piano che punta al riciclo e alla riduzione e razionalizzazione degli impianti rispetto a quelli già previsti nei piani provinciali. Poi, 20% la capacità della Regione di portare a recupero di energia i rifiuti che vengono prodotti in Toscana e 10 il conferimento massimo previsto nelle discariche. Quindi più riciclo e meno impianti rispetto a quelli ad oggi presenti nei piani provinciali e interprovinciali significa che se questi obiettivi saranno realizzati da qui al 2020 come noi auspichiamo, già ora è possibile pianificare una riduzione della dipendenza dalle discariche che è il primo obiettivo importante e strategico insieme a quello della raccolta differenziata".
Ecco nel dettaglio gli obiettivi:
Prevenire la formazione dei rifiuti - Si prevede una riduzione dell'attuale produzione di rifiuti fino a 50 kg/abitante. Come? In base alle previsioni e stime Irpet da qui al 2020 ci sarà una diminuzione di produzione dei rifiuti di circa 20 kg per abitante perché, nonostante l'aumento di popolazione e una ripresa economica e quindi dei consumi, si consoliderà la tendenza di rallentamento e riduzione della produzione di rifiuti. Inoltre, con il passaggio al sistema di raccolta porta a porta si prevede una riduzione di ulteriori 30 kg/abitante. A questa azione si aggiungeranno quelle messe in atto dal PRB (acquisti verdi, autocompostaggio, fontanelli, recupero scarti alimentari, etc) e l'introduzione di schemi tariffari basati sul principio "paghi per quello che produci"(Tares e Service Tax permettendo).
Portare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani al 70% del totale dei rifiuti urbani, passando dalle circa 900.000 t/a attuali a circa 1,7 milioni di t/a - Al 2011 (anno di riferimento del Piano) la RD è attestata al 42,2%. Questo obiettivo verrà perseguito passando dal sistema attuale di raccolta stradale alla raccolta domiciliare (porta a porta) o di prossimità prendendo a riferimento gli esempi già virtuosi presenti in Toscana.
Realizzare un riciclo effettivo di materia da rifiuti urbani di almeno il 60% del totale dei rifiuti urbani, grazie ai sistemi di raccolta domiciliare (porta a porta) o di prossimità che arrivi a coinvolgere almeno il 75-80% della popolazione regionale. In termini occupazionali questo si traduce in un aumento di 1.200/1.500 addetti.
Riduzione degli impianti - Il piano esclude la possibilità che vengano realizzati nuovi impianti rispetto a quelli già previsti dagli attuali piani provinciali e interprovinciali. Rispetto a questi il PRB comporterà una riduzione.
- TMB: Il piano prevede che non vengano realizzati nuovi impianti di Trattamento Meccanico Biologico (impianti di trattamento a freddo dei rifiuti che sfruttano l'abbinamento di processi meccanici a processi biologici che separano la frazione umida dalla frazione secca) e laddove possibile se ne prevede la riconversione come impianti per la produzione del compost (da raccolta differenziata dell'organico e degli sfalci e potature) che consentirà di incrementare e migliorare questa frazione della RD che rappresenta la parte più pesante del rifiuto.
- Termovalorizzatori da 9 a 7: il recupero energetico passerà dall'attuale 13% al 20% dei rifiuti urbani, che corrisponde a circa 475.000 t/anno (al netto degli scarti da RD stimati in circa 120.000 t/anno ), invece delle circa 740.000 t/anno previste dai piani attuali. Quindi una riduzione di circa il 20% delle previsioni contenute nei piani provinciali vigenti che potrà prevedere il passaggio dai 9 impianti attualmente previsti a 7.
- Discariche da 12 a 5: i conferimenti in discarica saranno portati a un massimo del 10% dall'attuale 42% dei rifiuti urbani corrispondente a circa 235.000 t/anno (al netto degli scarti da RD stimati in circa 120.000 t/anno). Se oggi 12 discariche smaltiscono annualmente circa 1 milione di t/a di rifiuti urbani, al 2020 questi arriveranno ad ammontare a circa 350.000 t/anno. Si ritiene, quindi, che si possa passare da 12 a 5 discariche. Il PRB formula dunque importanti traguardi, tutti volti a fornire un contributo determinante alla valorizzazione del patrimonio ambientale regionale. Ma ancora più importante, definisce un insieme cospicuo di azioni con cui tali traguardi devono essere raggiunti. E' perciò essenziale che a fianco alla realizzazione delle azioni venga attivato un monitoraggio continuo del conseguimento degli obiettivi.
Con cadenza annuale, verrà predisposto un Documento di monitoraggio e valutazione del PRB destinato a informare la Giunta Regionale e il Consiglio sul raggiungimento degli obiettivi previsti. Il primo Documento predisposto conterrà il crono programma per la verifica di realizzazione di tali obiettivi e saranno indicate le azioni da attivare in caso di divergenza tra questi e i risultati rilevati. Ai fini della redazione del Documento, per valorizzare e dare prosecuzione a quanto già avviato in fase di predisposizione del presente Piano attraverso la procedura partecipativa, sarà convocato un Tavolo tecnico al quale parteciperanno i gruppi d'interesse coinvolti in quella fase.
Bonifiche - Il Piano indica gli strumenti e le linee di intervento per proseguire l'importante azione di restituzione agli usi legittimi delle aree contaminate avviata dalla Regione già a partire dagli anni '90. Vaste aree di interesse industriale, turistico, paesaggistico sono investite in questo ambito di attività. Particolare rilievo assumono le azioni che verranno messe in campo nei siti oggetto di riperimentrazione dei Siti di bonifica di interesse nazionale (SIN), che diverranno a breve di competenza regionale, rispetto ai quali sarà possibile accelerare le procedure di recupero ambientale e produttivo delle aree stesse, contribuendo alla ripresa economica dei sistemi locali di riferimento.
Adesso il documento passerà alla valutazione del Consiglio regionale per l'adozione, a cui seguiranno i 60 giorni di osservazioni per arrivare all'approvazione definitiva. Il nuovo Piano, che sostituisce quello di gestione dei rifiuti entrato in vigore nel 1998, è stato il frutto di un percorso di ascolto e di consultazione culminato in un Town Meeting che ha coinvolto tutti i portatori di interesse ed esperti del settore per la condivisione del quadro conoscitivo.
Chiara Bini
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Piano Rifiuti 2013-2020, Rossi: "Uno strumento nuovo, per un salto di civiltà"


FIRENZE - "Con questo Piano siamo convinti di imprimere una svolta, affrontando la materia rifiuti in tutta la sua complessità. Due sono gli obiettivi su cui lavoriamo: la riduzione dei rifiuti e la riduzione degli impianti". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, presentando il nuovo Piano dei rifiuti e delle bonifiche 2013-2020 che ha appena avuto il via libera dalla giunta.
"Lavoreremo per la riduzione dei rifiuti - ha continuato Rossi – ma questo non dipende solo da noi. In questa campo è interessante notare come ci sia più sensibilità nei cittadini che nel legislatore. Per quanto ci riguarda, noi supporteremo le buone pratiche già in corso anche con finanziamenti e coinvolgendo i Comuni in base al principio 'paghi quello che produci'. La situazione della Toscana - ha quindi sottolineato il presidente - è fortemente sbilanciata sulle discariche. Il nuovo Piano punta tutto sulla differenziata e sul porta a porta, che non costa di più, e sul riciclo. Ma con questo strumento daremo anche un colpo alle discariche, e quindi sicuramente un colpo al business che ruota attorno al trasporto dei rifiuti, con tutto ciò che questo comporta. Avere un numero alto di impianti – ha detto ancora - è un elemento negativo e noi questo non lo vogliamo. Risparmiando sugli impianti e sulle discariche faremo un salto di civiltà. Così come assumere l'orizzonte culturale dei rifiuti zero. In questo senso – ha proseguito - ci sono aspetti interessanti in quelle elaborazioni dell'innovazione e della ricerca che affrontano il tema del riuso".
"Tutti questi sono traguardi ambiziosi, sui quali la Toscana vuole e deve impegnarsi per collocarsi tra le migliori, per pratiche, non solo in Italia ma in Europa.C'è chi ha interesse a mantenere la situazione e chi ci chiede di fare di più. Credo - ha concluso Rossi - che se raggiungeremo questi obiettivi del Piano al 2020 avremo dato una svolta straordinaria e allora potremo guardare a obiettivi ancora più ambizosi".

Chiara Bini

martedì 17 settembre 2013

“Perché fu rimosso il dirigente?” I dubbi sulla decisione Rossi.

Per la Regione Toscana era l’architetto Zita, capo dell’ufficio Valutazioni d’impatto ambientale, ad occuparsi della classificazione dei rifiuti della fresa Monna Lisa. E il presidente stabilì di rimuoverlo dall’incarico

"Perché fu rimosso il dirigente?" I dubbi sulla decisione Rossi
Nell’ordinanza di custodia cautelare del giudice del tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti compare anche il nome di Enrico Rossi. Di lui si parla in merito alla rimozione dall’incarico del dirigente dell’ufficio Valutazioni d’impatto ambientale Fabio Zita, che si occupava della vicenda degi materiali di risulta degli scavi dell’Alta velocità.
“Sono stati svolti numerosi accertamenti”, scrive il giudice, “per chiarire la capacità di influenzare e determinare le scelte della pubblica amministrazione, con particolare riferimento al mutato orientamento della Regione Toscana in merito alla declassificazione dei rifiuti della fresa in terra e rocce, con rimozione dall’incarico dell’architetto Zita”.
Il quale, sentito dal pm il 19 gennaio scorso, “ha chiaramente manifestato il suo stupore e amarezza nell’avere subìto tale rimozione e non è stato in grado di spiegarme la ragione…”
Anche l’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini viene chiamata a chiarire la vicenda, due giorni dopo Zita. “Bramerini ha confermato che la determinazione, che peraltro ha sorpreso anche lei, di rimuovere Zita e di togliere a lei la delega alla Valutazione d’impatto ambientale, era direttamente riferibile a Rossi, motivata in termini generici con la necessità di accelerare le pratiche”.
Sentita pure la nuova dirigente Garvin, che per sua stessa ammissione riconosce di non aver nessuna competenza in materia di impatto ambientale e rifiuti. “Richiesta di specificare le problematiche tecniche”, scrive il giudice, “Garvin ha dato risposte generiche rinviando alle competenze tecniche di altri soggetti e lasciando intendere di avere assunto certe determinazioni in modo acritico e formale”.
Dalla perquisizione svolta nell’ufficio della garvin “emerge chiaramente che la stessa prende direttive e ordini direttamente dal direttore generale della Regione Barretta che, come si è già ampiamente illustrato nella richiesta di misura cautelare, è in stretto contatto con i membri dell’associazione Lombardi, Lorenzetti e Casale, di cui subisce le pressioni”.
Più avanti si legge che Ferro e Lombardi di Italferr “venivano ricevuti dalla Garvin in riunioni riservate presso il suo ufficio in Regione”.
Dalle conversazioni intercettate sull’utenza del dipendnete della Regione Siro Corezzi, in aspettativa e in servizio all’ufficio Via del ministero dell’Ambiente, si comprende, spiega il giudice, “come la vicenda della rimozione di Zita sia stata concordata su richieste e pressioni della Lorenzetti e con decisione personalmente assunta dal presidente della Regione Toscana, il quale, indipendentemente dalla buona fede nell’assumere tale decisione in vista della rapida evoluzione autorizzativa del procedimento istruttorio di Via, ha di fatto consentito all’associazione criminale di escludere un funzionario pubblico scomodo, che poteva porre come sicuramente avrebbe posto questioni di merito e di sostanza in tema di tutela ambientale”.
(16 settembre 2013)

venerdì 3 maggio 2013

Almeno fino al 2021 la discarica delle Borra non si farà. Pronta una delibera della Regione

di Monica Campani


L'incontro con l'assessore regionale Bramerini ha avuto i risultati
sperati: con un atto di indirizzo la Regione esclude, dalle gare indette
da Ato Toscana Centro per le nuove discariche, il sito delle Borra fino
al 2021. Nell'incontro presenti, oltre ai due Ato anche i sindaci di
Cavriglia e San Giovanni. "Abbiamo risolto, non solo da qui al 2021 ma
anche per gli anni successivi, i problemi legati alla discarica delle
Borra", afferma il sindaco Ivano Ferri.


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=FQDlglmDtgs] Ivano Ferri, La discarica delle Borra non si farà


Alla fine, così come avevano richiesto i sindaci del Valdarno e i
due presidenti delle Province di Arezzo e Firenze nella riunione del 4
gennaio a Cavriglia, la Regione Toscana
interviene sulla
discarica delle Borra ed impedisce che venga realizzata almeno fino al
2021. L'accordo è stato raggiunto nell'incontro tenutosi in Regione tra
l'assessore Anna Rita Bramerini, le province di Arezzo e Firenze, i due
Ato, Toscana Centro e Sud, per questo era presente Nazareno Betti, ed i
sindaci del Valdarno, Ivano Ferri per Cavriglia e Maurizio Viligiardi
per San Giovanni.

"La Regione Toscana farà un atto di indirizzo con il quale si
toglie dalle discariche messe a gare da Ato Toscana Centro, da ora fino
al 2021, quella delle Borra - afferma il sindaco di Cavriglia Ivano
Ferri - 
 Era l'unica soluzione, altrimenti dovevano essere i
tre consigli provinciali di Firenze, Prato e Pistoia a cambiare il piano
interprovinciale dei rifiuti. E questo sarebbe stato oggettivamente
difficile. La Regione rimedierà a quell'errore strategico con questa
delibera che sarà presa a riferimento dalle due province di Arezzo e
Firenze e successivamente si farà un nuovo accordo tra le due province e
i due Ato, Toscana Centro e Toscana sud, anche per accogliere i rifiuti
della città di Firenze, ma senza aprire una nuova ferita sul
territorio".


"Dobbiamo ancora aspettare che tutti i documenti siano stati firmati e
che l'accordo che abbiamo trovato in Regione grazie anche all'impegno
dell'assessore Bramerini, della Provincia di Arezzo, dei comuni del
Valdarno e dell'Ato Toscan sud, sia messo a punto, ma penso proprio che
abbiamo risolto, non solo da qui al 2021 ma anche per gli anni
successivi, i problemi legati alla discarica delle Borra. Ormai la
Regione, così come dice anche la comunità europea e la legge nazionale,
ha scelto di incentivare la riduzione delle produzioni di rifiuti che
andranno in discarica nei prossimi anni e quindi da oggi al 2021 la
quantità dei rifiuti dovrà essere tale da non fare aprire nuove
discariche". 

"Già da adesso l'Ato Toscana Centro farà la gara per gli impianti senza la discarica delle Borra : questo
vuol dire che nei prossimi anni la discarica non sarà aperta, così come
chiedevamo, e che nel futuro la Toscana potrà fare a meno di nuove
discariche. Dobbiamo comunque  continuare a vigilare: per il momento
siamo riusciti a portare a casa un risultato importante".


Fonte: http://valdarnopost.it/news/almeno-fino-al-2021-la-discarica-delle-borra-non-si-fara-pronta-una-delibera-della-regione

mercoledì 24 aprile 2013

Inchiesta sull'eolico: partita da minacce a un dirigente regionale.


Nell'articolo non si fa il nome del dirigente regionale estromesso dal suo incarico. Noi pensiamo che possa trattarsi, forse, di Fabio Zita della dirigenza dell'ufficio VIA-VAS della Regione Toscana (QUI altri articoli di quando fu rimosso dall'incarico dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi). Guarda caso, almeno per quanto riguarda la TAV di Firenze, rese parere negativo per quanto riguarda le terre e rocce da scavo che riteneva fossero rifiuti pericolosi e quindi non localizzabili a Santa Barbara come era stato deciso (da qui poi la tav ebbe un rallentamento perchè non sapevano più dove portare le terre).

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Indagati l'assessore Bramerini, quello provinciale Picchi e un imprenditore

Si tratta di Alì  Rahimian, iraniano, accusato invece di violenza a pubblico ufficiale mentre compie un atto d'ufficio.
23/04/2013 
Ci sarebbero le forti pressioni e le
intimidazioni subite alcuni anni fa da un alto dirigente della Regione
Toscana alla base dell'inchiesta su un parco eolico tra Firenze e Pisa
che vede indagata l'assessore regionale all'ambiente, Anna Rita
Bramerini per abuso d'ufficio.
Indagati anche l'assessore all'ambiente della Provincia di Pisa,
Walter Picchi, per lo stesso reato, e il titolare della società European
Wind Farms, Alì Rahimian, iraniano, accusato invece di violenza a
pubblico ufficiale mentre compie un atto d'ufficio.

I tre, ieri, sono stati perquisiti da personale del Corpo Forestale dello Stato.

Sulla vicenda, che risale al periodo 2008-2010 e che riguarda la
realizzazione di impianti eolici della European Wind Farms, indaga la
procura di Firenze.

Secondo quanto appreso il dirigente della Regione aveva emesso, a
suo tempo, dei pareri relativi alle Via (Valutazioni di impatto
ambientale) sull'installazione nel territorio toscano di pale eoliche.

Pareri a seguito dei quali ricevette intimidazioni anonime e per le quali nel 2008 fu presentato un esposto alla procura.

Il dirigente, che ha sempre goduto di stima da parte dei vertici
regionali, dopo aver lavorato al settore ambiente - occupandosi anche
dello scavo del tunnel Tav sotto Firenze - è stato di recente applicato
ad un altro settore della Regione.

In questi ultimi mesi è poi maturata l'inchiesta, coordinata dal pm
Giuseppina Mione, relativa al rilascio delle autorizzazioni per la
realizzazione degli impianti per l'energia eolica di European Wind
Farms. 


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Altro: 
In Provincia sequestrati i documenti dell’eolico

Nel mirino alcuni impianti. L’assessore Picchi tra
gli indagati per abuso di ufficio «Sono sereno, il nostro ente si
esprime sulla valutazione di impatto ambientale»

di Sabrina Chiellini

PONTEDERA. Sui parchi eolici della provincia soffia ora il vento delle
inchieste giudiziarie. Dopo i sospetti e le indagini della Procura di
Pisa sugli impianti per produrre energia sfruttando il calore del sole
ora è la Procura di Firenze a voler vedere chiaro sull’iter che ha
portato al rilascio delle autorizzazioni per realizzare parchi eolici
dai costi milionari (alcuni rimasti solo sulla carta come quello di
Lajatico pensato per un investimento da 28 milioni di euro) che una
società danese, la European Wind Farm ha progettato nella provincia di
Pisa e in quella di Firenze.

L’inchiesta vede coinvolti, oltre all'assessore all'ambiente della
Regione Toscana Anna Rita Bramerini, anche l’assessore provinciale
all’ambiente Valter Picchi e un imprenditore iraniano che all’epoca dei
fatti al centro dell’indagine era legale rappresentante dell’azienda
danese. Ieri i tre indagati hanno ricevuto un avviso di garanzia per
abuso di ufficio. Il provvedimento, deciso dalla Procura della
Repubblica di Firenze, è relativo alle procedure per la realizzazione
degli impianti eolici da parte della European Wind Farm nei territori
della provincia di Pisa e Firenze tra il 2008 e il 2010.

Per l’assessore Picchi un’altra tegola giudiziaria dopo l’inchiesta di
Massa che non ha niente a che vedere, come lui stesso chiede di
precisare, con questa nuova indagine. "Ho subito dato al mio legale di
fiducia l'incarico di accedere agli atti per conoscere i dettagli delle
contestazioni che vengono avanzate nei miei confront"»: questa la prima
dichiarazione dell'assessore all'ambiente Picchi - parole simili a
quelle dell’assessore regionale - in merito all'avviso di garanzia per
abuso d'ufficio ricevuto dalla Procura della Repubblica di Firenze. Il
provvedimento è relativo alle procedure di valutazione di impatto
ambientale per la realizzazione degli impianti eolici nel territorio
delle province di Pisa e Firenze tra il 2008 e il 2010. Questo il
compito della Provincia per quanto riguarda i parchi eolici che vengono
autorizzati dalla Regione.

"Sono sereno - conclude Picchi - il ruolo della Provincia riguarda solo la valutazione di impatto ambientale"

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2013/04/23/news/in-provincia-sequestrati-i-documenti-dell-eolico-1.6932163

venerdì 29 giugno 2012

Estate CALDA in Toscana di nome e di fatto!!

Dopo che il Presidente Rossi si è ripreso le deleghe sulla VIA e sulla VAS, togliendole all'Assessore all'Ambiente Bramerini ( e togliendo di fatto l'incarico anche a Fabio Zita dirigente della direzione VIA e VAS), l'Ass. Bramerini sembra che in un primo momento avesse deciso di dare  le DIMISSIONI, che per il momento sono rientrate.

Si preannuncia un' estate veramente calda per i toscani e per molti progetti che l'Ass. Bramerini ( o il dirigente Zita) avevano in qualche modo "ostacolato".

Adesso la palla passa SOLO a ROSSI ( che dice che la competenza spetta a lui per legge): che succederà per le terre di scavo della tav o per la tirrenica???