Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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giovedì 2 aprile 2020

Versilia, appello degli ambientalisti: “Basta nuove strade, portano più traffico”

“Aperti nuovi cantieri stradali nell’ultima zona rurale rimasta tra Pietrasanta e Forte dei Marmi. Questo porterà a un’ulteriore perdita di campi e di alberi”.


PIETRASANTA (Lu) – Le nuove strade non snelliscono il traffico ma lo fanno aumentare. Quelle che si stanno per costruire nell’ultima zona rurale rimasta tra Pietrasanta e Forte dei Marmi porteranno a un’ulteriore perdita di campi e di verde.

È quanto denunciano in un comunicato congiunto Amici della Terra Versilia, Associazione tutela ambientale Versilia, Legambiente Versilia, WWF Alta Toscana onlus.
“A Pietrasanta, nella località Pollino, in questi giorni di quarantena capita di uscire intorno casa per prendere un po’ d’aria. I cittadini più attenti hanno segnalato di percepire talvolta nelle folate di vento l’odore di bitume. Dagli articoli di giornale si è saputo il perché: non molto distante stanno producendo bitume per costruire nuove strade.
La politica racconta che è necessario per diminuire il traffico sulle arterie principali, soprattutto quello pesante. Ma che dire degli studi scientifici che dimostrano che il traffico aumenta con la costruzione di nuove strade?
Il traffico di mezzi pesanti, soprattutto, si diminuisce facendo diminuire la necessità di viaggi (ad esempio anche in questi giorni di emergenza i camion carichi di marmo e detriti hanno continuato a circolare e alcuni cantieri edili hanno continuato a lavorare).
La politica dovrebbe invece sostenere la mobilità sostenibile, incentivando l’uso delle biciclette, del trasporto pubblico e facendo diminuire quelle attività non più sostenibili che consumano suolo verde a ritmi incessanti.
Le rotatorie previste e che stanno costruendo sono nell’ultima zona rurale rimasta tra Pietrasanta e Forte dei Marmi (via Pisanica-via Olmi), il successivo ampliamento delle strade che vi conducono porterà a un’ulteriore perdita di campi e di alberature stradali, alcune anche storiche. E questo sta avvenendo tra l’altro a due passi dalla Versiliana. Dalla foto aerea si vede chiaramente la zona rurale circondata da edificazione”.


lunedì 23 luglio 2018

La pericolosa discarica dell’Ex Cava Viti di Montignoso e Pietrasanta pare proprio senza completa procedura di V.I.A. e va chiusa

discarica Ex Cava Viti
A due passi dalla Riviera della Versilia continua a prosperare (si fa per dire) da troppi anni una discarica controllata decisamente piuttosto pericolosa e, probabilmente, senza tutte le carte in regola.
Si tratta della discarica controllata per rifiuti speciali Ex Cava Viti, in località Porta - Fornace, nei Comuni di Montignoso (MS) e di Pietrasanta(LU), gestita dalla Programma Ambiente Apuane s.p.a.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva già inoltrato in proposito (20 aprile 2018) un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione provvedimenti, coinvolgendo il Ministero dell’ambiente, la Regione Toscana, l’A.R.P.A.T., i Comuni di Montignoso e di Pietrasanta, i Carabinieri del N.O.E. e informando per quanto di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa.
Ora, dopo le prime risposte A.R.P.A.T., ne inoltra una nuova, chiedendo – se le carenze in materia di V.I.A. saranno confermate – la chiusura della discarica.
La Struttura A.R.P.A.T. ha, quindi, denunciato la Società esercente la discarica per gestione non autorizzata di rifiuti (art. 256, comma 1°, lettera a, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) e l’ha diffidata al rispetto delle prescrizioni impartite con l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.).
E’ decisamente allarmante quanto accertato in sede di verifica del rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) per l’anno 2017 dalDipartimento di Lucca dell’A.R.P.A.T. – Area Vasta Costache ha riscontrato (nota del 9 aprile 2018) testualmente:

“Gli esiti del controllo AIA 2017 (gestione 2016) confermano sostanzialmente le problematiche rilevate negli anni precedenti ed in particolare:

• anche nell'anno 2016 non risulta rispettata la prescrizione relativa all’ingresso dei rifiuti contenenti amianto (eternit), in quanto ne risultano ricevuti in una percentuale pari al 33,18%, superiore al 30% previsto in autorizzazione. La Regione ha emesso la DDR 629 del 23/01/2018, successiva rispetto all’anno oggetto del presente controllo, e, come dettagliato nel RIA 17/2018 … , l’atto pare prevedere due modalità di gestione diverse nel tempo per questo aspetto. In proposito si ritiene opportuno informare l'AG perché valuti la corretta applicazione della nuova determina;

• dall'analisi del MUD 2017 (produzione 2016) si è evidenziata una criticità per il rifiuto prodotto 15.01.06 "imballaggi in materiali misti", che non risulta smaltito nell'anno di riferimento. La ditta, interpellata in proposito, non ha prodotto documentazione alternativa sufficiente a ricostruire la corretta gestione di detto rifiuto e pertanto si procede a contestare la violazione di rilevanza penale prevista dall'art. 256 c. lett. a) del D.Lgs. 152/06;

• per quanto riguarda il monitoraggio delle acque sotterranee dei pozzi posti a monte ed a valle dell'impianto, risulta confermata una probabilecontaminazione della falda per i parametri di triclorometano, tetracloroetilene e idrocarburi proveniente dall'esterno dell'impianto, per la quale si ribadisce la necessità di procedere ad ulteriori accertamenti al fine di verificarne la fonte”.

Si ricorda che nel 1997 venne originariamente autorizzata quale “discarica di tipo 2B” per lo smaltimento dei residui della lavorazione del marmo (marmettola), attualmente “ospita” rifiuti speciali e, in particolare, detriti contenenti amianto.

Eppure, nel 2003 la discarica era stata classificata per rifiuti inerti ai sensi del decreto legislativo n. 36/2003, in quanto non fornita delle caratteristiche tecniche per accogliere anche rifiuti non pericolosi e rifiuti pericolosi (determinazione Dirigente Settore Ambiente e Trasporti della Provincia di Massa n. 8732/2003 del 17 dicembre 2003).

Ma, analizzando la documentazione disponibile, sembra emergere anche altro.


“la suddetta attività industriale, definita dall’operazione D1 di cui all’allegato B alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. come “Deposito sul o nel suolo (ad esempio discarica)”, rientra nell’allegato VIII, punto 5.4 alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006: discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una capacità totale di oltre 25.000 tonnellate, a esclusione delle discariche per i rifiuti inerti, e risulta assentata in forza dei seguenti atti:
• pronuncia di compatibilità ambientale, adottata con DD n. 656 del 23/02/2011 della Provincia di Massa-Carrara, per il “Progetto di completamento Discarica per rifiuti speciali non pericolosi sita in loc. Porta, Comune di Montignoso (MS), Comune di Pietrasanta (LU)” per la coltivazione della discarica con successive fasi di riempimento oltre quota +20m s.l.m.;
• esclusione dalla procedura di VIA, adottata con DD n. 2473/2013 della Provincia di Massa (quale autorità competente in quanto la discarica interessa maggiormente, per dimensioni, tale provincia) dell’istanza di inserimento di alcuni nuovi codici CER da conferire in discarica;
• DD n. 880 del 24/03/2012 e smi rilasciata dalla Provincia di Massa, di autorizzazione alla realizzazione del progetto di ampliamento fino alla chiusura finale, sottoposto a VIA conclusasi con DD n. 656/2011, che prevede 3 fasi di coltivazione fino a quota finale +98 mslm e di autorizzazione all’esercizio per la prima fase, con la quale si dà atto che: “La discarica avrà una volumetria complessiva di 1.940.000 m3 di cui 120.000 m3 già conferiti fino a quota +25m s.l.m., quota di imposta del nuovo fondo unico (MS e LU) di impermeabilizzazione previsto a seguito delle prescrizioni dettate nel corso del precedente procedimento di V.I.A.
Il progetto presentato prevede 3 fasi di coltivazione:
Fase 1. coltivazione fino a quota +43m s.l.m. per una volumetria stimabile in 750.000 m3 e una durata temporale di anni 6;
Fase 2. coltivazione fino a quota +68m s.l.m. per una volumetria stimabile in 750.000 m3 e una durata temporale di anni 6;
Fase 3. coltivazione fino alla quota massima di +98m s.l.m. per una volumetria stimabile in 320.000 m3 e una durata temporale di anni 3;”
• DD n. 1441 del 26/03/2012 e smi rilasciata dalla Provincia di Lucca di autorizzazione alla coltivazione, oltre quota + 25 m s.l.m. e fino a quota + 43 m s.l.m, della discarica sita in loc. "ex Cava Viti" nei Comuni di Pietrasanta (LU) e Montignoso (MS), relativamente alla parte ricadente nel comune di Pietrasanta;
• DD n. 611 del 17/02/2016 della Regione Toscana di autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura del percolato prodotto dalla discarica e di alcune modifiche al piano di monitoraggio e controllo”.

Sembra, quindi, emergere l’assenza di una preventiva e vincolante procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) riguardante la realizzazione vera e propria della medesima discarica, in palese violazione di quanto prescritto da normativa comunitaria (allora direttiva n. 85/337/CEE, oggi testo coordinato fra direttiva n. 2011/92/UE e direttiva n. 2014/52/UE) e nazionale (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), nonché della legge regionale Toscana n. 10/2010 (art. 43, comma 6°, c.d. V.I.A. postuma).

La popolazione della zona è particolarmente preoccupata per gli effetti sulla salute e ha costituito un Comitato piuttosto battagliero, ora impegnato anche in un presidio permanente anti-discarica.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica rapidi controlli riguardo la probabile contaminazione della falda idricae l’adozione degli opportuni provvedimenti sulla gestione della discarica e la valutazione dei concreti effetti su ambiente e salute, fino alla previsione di un processo di chiusura e di bonifica ambientale.

p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi


ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com 

Gruppo d'Intervento Giuridico onlus     
associazione di protezione ambientale riconosciuta 
(art. 13 della legge n. 349/1986 e s.m.i.)
Via Cocco Ortu, 32 - 09128 Cagliari


lunedì 8 agosto 2016

Versilia: COMUNICATO STAMPA SEA

                                             COMUNICATO STAMPA

FONTE IMMAG. QUI
La Rete ambientale della Versilia dà il benvenuto ad Alessio Ciacci e al suo ingresso in una delle società partecipate più importanti del nostro territorio ​ed è disponibile a collaborare col nuovo consigliere, nell'interesse della cittadinanza e dello svolgimento efficiente ed economico del servizio.
A Camaiore, a Viareggio e in tutta la Versilia, la corretta gestione dei rifiuti deve necessariamente essere improntata alla tutela dell'ambiente, della salute, del patrimonio pubblico e sul rispetto dei diritti dei lavoratori.
Dopo anni di immobilismo o, peggio, di mala gestione, siamo fiduciosi che la competenza in materia di rifiuti dimostrata in molti anni di lavoro da Alessio Ciacci, possa riuscire ad incidere positivamente anche in Sea Ambiente, riportando la trasparenza nella gestione e l'ascolto dei cittadini, al centro dell'azione del cda e della società.

RETE AMBIENTALE DELLA VERSILIA

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ALTRO SULLO STESSO TEMA:

Sea Ambiente, nuove nomine nel consiglio di amministrazione

Nuove nomine nel consiglio di amministrazione di Sea Ambiente. Si è tenuta infatti questa mattina (4 agosto) l’assemblea dei soci dell’azienda partecipata che si occupa di rifiuti indifferenziati e spazzamento nei territori di Viareggio e Camaiore: il nuovo presidente è Fabrizio Petruzzi, segretario generale del Comune di Viareggio; il vicepresidente è Franco Maria Allegretti, dirigente del Comune di Viareggio. Entrambi sono stati nominati nel cda dell’azienda dal commissario prefettizio, Fabrizio Stelo.
Alessio Ciacci, consigliere, è stato indicato dal Comune di Camaiore con deleghe per occuparsi, per quanto riguarda Camaiore, di comunicazione, partecipazione al Pte (piano tecnico economico), controllo sull’erogazione dei servizi.
Confermato in consiglio Paolo Regini per Publiambiente, la società che gestisce servizi nel settore ambientale per diversi comuni del centro Toscana, completamente a partecipazione pubblica.
Confermata amministratore delegato, con gradimento dei soci pubblici, Alessia Scappini.
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CAPANNORI. Dopo Messina, Rieti e Val di Susa, Alessio Ciacci torna a occuparsi di rifiuti in Toscana. L'ex assessore di Capannori, Personaggio Ambiente italiano nel 2012 e affermato consulente...

mercoledì 30 marzo 2016

DA FANGO A ENERGIA PULITA E FERTILIZZANTI RINNOVABILI, GRAZIE A BIO2ENERGY

Viareggio all’avanguardia con un impianto sperimentale innovativo a livello nazionale e internazionale 
lampadinaDa fango a energia pulita e fertilizzanti rinnovabili, grazie a Bio2Energy: progetto di ricerca sperimentale finanziato dai bandi regionali sull’innovazione Una soluzione realizzata da Sea Risorse con altri enti, tra cui CNR di Pisa e Università di Firenze per risparmiare sui costi dei rifiuti e produrre energia pulita
VIAREGGIO, 5 febbraio 2016 – Un codigestore a Viareggio per poter risparmiare sui costi di trasporto dei rifiuti verso impianti di compostaggio fuori provincia e produrre energia pulita. È questo il progetto “Bio2Energy”: un progetto altamente innovativo che ha vinto in agosto un bando regionale di settore e che porta Viareggio all’avanguardia, con un impianto sperimentale innovativo a livello nazionale e internazionale. Lo ha ideato Sea Risorse S.p.A. e proposto alla Regione Toscana, in collaborazione con partner pubblici e privati tra cui Publiambiente, CNR di Pisa e Università di Firenze.
Nel novembre scorso, la Regione Toscana ha rilasciato l’autorizzazione alla sperimentazione (ai sensi dell’articolo 211 del Decreto legislativo 152/06), per la codigestione anaerobica di fanghi di depurazione e forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) da raccolta differenziata al fine di produrre energia da fonti rinnovabili e produrre un digestato impiegabile quale fertilizzante rinnovabile.
Al fine di effettuare la sperimentazione si rende necessario realizzare, nell’area del codigestore, un edificio all’interno del quale effettuare la preselezione della frazione organica. Gli indici di edificabilità nell’area, al momento, non lo consentono, e lunedì 8 febbraio il Consiglio Comunale potrà affrontare il passaggio necessario per permetterlo, dando così avvio della sperimentazione.
Questa operazione non prevede alcun costo per il Comune di Viareggio, e quindi per le tasche dei cittadini, e porta soltanto vantaggi per la Versilia e per l’ambiente. Infatti, non prevede nessun “consumo” ulteriore di territorio, poiché la struttura, peraltro di grandezza limitata, sorgerà nell’area del codigestore, evita i costi del trasporto dei rifiuti (organici e fanghi) verso gli impianti ad oggi autorizzati per il loro trattamento che si trovano fuori provincia, trasforma la sostanza organica contenuta nei fanghi e nella forsu in energia pulita attraverso un processo naturale di tipo anaerobico (che dalla “digestione” della materia organica trae biogas), e soprattutto mira ad arricchire il “digestato” di sostanze nutrienti ed efficacemente utilizzabili nei terreni, tanto da renderlo un fertilizzante rinnovabile la cui utilizzazione ridurre il consumo di concimi chimici. Un processo talmente naturale, tanto che si parla addirittura dell’arrivo a breve, sul mercato, di piccoli codigestori domestici.
I fondi vinti con il bando sono messi a disposizione dalla Comunità Europea, ed attribuiti dall’ente regionale in base ad un bando del 2014, il bando FAR-FAS “per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati congiuntamente da imprese e organismi di ricerca in materia di nuove tecnologie del settore energetico, fotonica, ict, robotica e altre tecnologie, abilitanti connesse”.
Il progetto “Bio2Energy” è fortemente innovativo e rappresenta il primo progetto a livello internazionale che esporta a scala preindustriale il trattamento di rifiuti organici e la conseguente produzioni di biocombustibili (in particolare il bioidrogeno) sfruttando l’impiantistica già esistente degli impianto di depurazione. Questo progetto consente di gettare le basi per l’implementazione dell’impianto a regime di codigestione di fanghi e forsu (15.000 tonnellate annue), ad oggi in fase di Valutazione di impatto Ambientale (VIA).

martedì 16 giugno 2015

Comunali Viareggio, vince il re del “RIFIUTI ZERO”: batte Pd, con la tessera Pd in tasca


Comunali Viareggio, vince il re del “rifiuti zero”: batte Pd, con la tessera Pd in tasca

Elezioni 2015 -
di | 15 giugno 2015

Giorgio Del Ghingaro, iscritto al partito, ha battuto il candidato ufficiale. Sindaco di Capannori per 10 anni, si è fatto la fama di buon amministratore. E' stato condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale ma lui ha risposto che "alle calunnie ha opposto la presentazione del programma". E in una città con i bilanci disastrati potrebbe essere la persona giusta.
 
Ha la tessera del Pd, ma contro il suo partito è diventato sindaco di Viareggio. Con il 77 per cento delle preferenze, quasi un plebiscito, al ballottaggio contro il candidato ufficiale del Pd, Viareggio ha scelto Giorgio Del Ghingaro, candidato con una lista civica, 56 anni, tributarista, per risollevarsi dal buco di 100 milioni creato da vent’anni di cattiva amministrazione di sinistra e quattro di destra, che hanno portato la Perla del Tirreno a due commissariamenti tra il 2012 e il 2014.
Sindaco di Capannori dal 2004 al 2014 e re della strategia “rifiuti zero”, Del Ghingaro arriva a inizio stagione turistica in una Viareggio che cade letteralmente a pezzi: ieri un cornicione della passeggiata liberty si è staccato in pieno giorno, fortunatamente senza conseguenze. Come un bagnino, tenterà il salvataggio d’emergenza. Ad affogare la città è soprattutto un sistema di società partecipate fuori controllo. Da lì Del Ghingaro vuole partire. Senza guardare in faccia a nessuno. Non è viareggino e non ha amici a cui rendere favori in città. Soprattutto nel suo partito, il Pd, che lo ha ostracizzato candidando un altro, Luca Poletti, senza neanche passare per le primarie. Del Ghingaro lo ha stracciato al ballottaggio.
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Sul suo sito, fanno bella mostra di sé 5 stelle allineate. Non una di più, non una di meno. Un caso? Il sindaco non risponde a questa domanda e nemmeno alle altre che ilfattoquotidiano.it gli fa: come commenta il rapporto col “suo” partito che lo ha escluso dalla corsa per Viareggio, o cosa dice della condanna in secondo grado per danno erariale del 2014, quando la Corte dei Conti condannò lui e altri 11 amministratori e funzionari a risarcire il Comune di Capannori per 117mila euro. Appena eletto, ai giornalisti de La Nazione Del Ghingaro si lascia scappare: “Abbiamo voluto opporre alle infamie e alle calunnie un atteggiamento istituzionale che prevedesse solo la presentazione del programma”. “E’ stato un bravo sindaco, uno che prende le decisioni anche da solo. Il danno erariale? Ci sta. Ma ha fatto tanto per la nostra città. Tant’è che c’è stato per due mandati, ma si può dire tre: dopo di lui, è stato eletto il suo vice, Luca Menesini” raccontano a ilfattoquotidiano.it tre ragazzi di Capannori, a Viareggio per una giornata di mare alla spiaggia libera.
La senatrice democratica Granaiola l’ha sostenuto: “Perché i vertici non l’hanno scelto? Me lo chiedo anch’io, è inspiegabile”
Ma perché un uomo che ha avuto tanto successo è stato ostracizzato dal suo partito? La senatrice democratica Manuela Granaiola, che ha sostenuto la sua candidatura, risponde a ilfattoquotidiano.it: “Continuo a chiedermelo anch’io. E’ inspiegabile. In dieci anni di governo a Capannori ha dimostrato di saper amministrare, è una persona di comprovata capacità e invece non lo si è voluto nemmeno mettere al confronto con delle primarie, strumento in cui il Pd ha sempre riposto fiducia. Cecità politica? Personaggio scomodo? Può darsi. E’ una persona autorevole, competente, essendo un commercialista fiscalista. Forse perché non è malleabile? Io l’ho sempre sostenuto perché in coscienza credo sia l’uomo giusto per risollevare Viareggio. Adesso mi auguro che le riflessioni interne al Pd non manchino, non solo a livello locale, ma anche nazionale visti i risultati”. Gloria Puccetti, ex vicesindaco viareggino, tra i silurati dall’ultima giunta di sinistra (guidata dall’ex sindaco Leonardo Betti), aggiunge: “Quando sposa una causa la porta fino in fondo, mentre gli appartenenti al Pd obbediscono alla linee guida. E’ un uomo coraggioso che ha operato delle scelte spesso in contrasto col suo partito, penso alla partita ambientale, alla questione inceneritore e cementificazione” aggiunge
Del Ghingaro non è l’unico ad avere pendenze giudiziarie, tra i sindaci appena eletti in Versilia. A Pietrasanta torna dopo 5 anni Massimo Mallegni (centrodestra), nel 2012 condannato per mobbing contro i vigili urbani a un anno e tre mesi, reato poi caduto in prescrizione.

FONTE ARTICOLO:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/15/comunali-viareggio-vince-il-re-del-rifiuti-zero-batte-pd-con-la-tessera-pd-in-tasca/1780509/

lunedì 23 marzo 2015

Il Consiglio di Stato conferma lo stop all’inceneritore della Versilia

PIETRASANTA. La parola fine, in calce ad una vicenda, quella dell’inceneritore del Pollino intrisa di veleni e carte bollate, è stata scritta nei giorni sorsi dal Consiglio di Stato. Sentenza che, nella sostanza

21 MARZO 2015 PIETRASANTA. La parola fine, in calce ad una vicenda, quella dell’inceneritore del Pollino intrisa di veleni e carte bollate, è stata scritta nei giorni sorsi dal Consiglio di Stato. Sentenza che, nella sostanza, ha dato ragione alla Provincia di Lucca in merito al ricorso di Tev – la società che gestiva l’inceneritore - sull'annullamento dell'autorizzazione all'impianto e ha respinto la richiesta di annullamento della precedente sentenza del Tar della Toscana.
Si chiude in questo modo il principale contenzioso partito dall'annullamento delle concessioni della Provincia, avvenuto nel 2011, quando il servizio ambiente dell'amministrazione provinciale, tenendo conto dei dati tecnici disponibili, decise, di fatto, la sospensione dell'attività dell'impianto del Pollino, località Falascaia.
L’annullamento dell’autorizzazione, rilasciata dalla Provincia all'impianto di Falascaia nel 2006, era stato realizzato attraverso un procedimento di autotutela. Al momento del rilascio, infatti, vi era stato un collaudo dell'impianto che utilizzava i dati del sistema di monitoraggio in continuo dell'impianto stesso, forniti dal gestore al collaudatore e, di conseguenza, alla Provincia stessa, dati che sembravano rispettare i limiti di legge.
La decisione della revoca era stata presa dopo che l'ente di Palazzo Ducale aveva potuto acquisire dalla Procura di Lucca la relazione che dimostrava come tali dati forniti da Tev non fossero veritieri e, pertanto, venivano a mancare i presupposti di legittimità per l’atto fatto a suo tempo. Provvedimento contrastato da Tev che decise, come detto, di ricorrere al Tar per far valere le proprie ragioni. Tev aveva già incassato la sentenza negativa al ricorso presentato al Tar della Toscana su tre atti: l'ordinanza di bonifica, l'annullamento dell'autorizzazione e il mancato rilascio dell'autorizzazione dello scarico delle acque reflue, chiedendo un risarcimento di oltre otto milioni di euro al rappresentante legale della Provincia.
«Il Tar, infatti, si era pronunciato a favore della Provincia, respingendo i tre ricorsi, con ampia e piena condivisione dell'operato e delle argomentazioni della Servizio Ambiente dell’amministrazione provinciale che aveva tenuto conto dei dati tecnici disponibili e dei contributi istruttori autonomamente acquisiti nel 2011» si legge in una nota.
Il successivo approdo dalle parti del Consiglio di Stato, per Tev, è stato però un nuovo fallimento alla voce sentenze in quanto il provvedimento impugnato non è stato ritenuto come ingiusto, illogico, sproporzionato o irragionevole. Al contrario, sempre il Consiglio di Stato ha giudicato l'operato dell'amministrazione provinciale di Lucca «saldamente ancorato - aggiunge la nota - alle proprie necessarie condizioni di legittimità, in quanto esistevano in concreto tutte le condizioni sia tecniche, sia giudiziarie per l'iniziativa di autotutela intrapresa».

lunedì 10 marzo 2014

Rifiuti, strano caso a Viareggio: la raccolta costa il 125% in più e non rende.

Secondo un'analisi dell'Ispra i cittadini del comune versiliese pagano 340 euro l'anno invece dei 151 che si spendono nelle città tra i 50 e i 150 mila abitanti. Per i sindacati il motivo è da ricercare nelle società che si occupano del servizio, che smentiscono il dato. L'ex assessore all'Ambiente: "Ho provato a ridurre le spese, ma sono stata licenziata. Il sindaco è sotto ricatto"

Rifiuti, strano caso a Viareggio: la raccolta costa il 125% in più e non rende

Ai cittadini di Viareggio la raccolta rifiuti costa il 125 per cento in più rispetto al resto d’Italia. Il Comune, però, guadagna molto meno della media dalla vendita dell’indifferenziata. E parte dei materiali recuperati e pronti per essere venduti non vengono comprati dalle aziende perché lavorati male. Sono tre elementi che descrivono lo strano caso della cittadina versiliese dove, per il servizio, i circa 65mila abitanti dovrebbero pagare - secondo l’analisi condotta dall’ Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale dell’Anci) -  una media di 150,97 euro l’anno, la stessa cifra pagata nelle altre città italiane con una popolazione compresa tra i 50 e i 150mila abitanti. A Viareggio, invece, ne vengono sborsati circa 340. E non va meglio se si raffronta il costo medio sostenuto dai viareggini con quello delle città del solo Centro Italia, dove si spende comunque una media di 225,55 euro per abitante (fonte rapporto Ispra 2013 su dati 2011). Non solo. Lo studio evidenzia come dal bilancio del Comune, i ricavi da raccolta differenziata risultino inferiori a quanto il servizio potrebbe produrre. Secondo le stime dell’istituto, infatti, i flussi di materiale recuperabile (carta, vetro, plastica) dovrebbero portare nelle casse comunali 460mila euro l’anno: nel 2013 ne sono arrivati solo 380mila. Ma c’è di più. Scrive ancora l’Ispra: “I conferimenti ai consorzi sembrano inferiori alle quantità di raccolta differenziata”. Come mai? Un’ipotesi è che i materiali non vengano divisi in maniera idonea e che quindi risultino poco appetibili per chi li recupera. Ma la società che gestisce la raccolta smentisce in toto il rapporto dell’istituto Anci.
Per cercare di capire il caso del pessimo rapporto costi-benefici della raccolta rifiuti a Viareggio bisogna guardare a chi gestisce il servizio. Sono due le società incaricate. La Sea Ambiente(società pubblica controllata da un gruppo di comuni toscani con Viareggio come capofila al 57,37%) si occupa della raccolta indifferenziata e della pulizia delle strade (costo 3.515.686,60 euro, dati Ispra). Mentre la differenziata è affidata alla Sea Risorse altra società partecipata dal Comune il cui 40%, all’inizio del duemila, è stato venduto alla Biofertil dell’imprenditore Paolo Del Pistoia. Cioè il titolare di un piccolo impero della raccolta dei rifiuti sulla costa tirrenica che, fuori regione, è indagato da dicembre dalla Direzione distrettuale antimafia de L’Aquila per lavori di escavo nel porto di Pescara. In particolare la sua ditta Sa.si.t è accusata di aver fatto cartello insieme ad altre ditte per aggiudicarsi l’appalto.
Tornando ai rifiuti e a Viareggio, tra i gioiellini del gruppo Del Pistoia spicca la Eco.St Srl Servizi ecologici del Tirreno che opera nel settore dei rifiuti per il Comune e della quale l’imprenditore è anche amministratore unico. Come riporta il quotidiano Il Tirreno, nel 1992 la Giunta comunale diede il via libera per far ereditare alla Eco.St il servizio di raccolta rifiuti organici di Viareggio, fino a quel momento gestito dalla Sa.si.t. (azionista di maggioranza e amministratore unico sempre Del Pistoia). Ma come sono regolati i rapporti tra le aziende pubbliche della nettezza urbana e le attività private di Del Pistoia? Sea Risorse – di cui il figlio dell’imprenditore, Mario, è stato amministratore delegato, prima di passare alla guida di Mover, altra azienda comunale - appalta il 30% del servizio alla Eco.St “che incassa circa 11 milioni di euro” (per svolgere i servizi di raccolta e verde pubblico a Viareggio e nella vicina Camaiore), come riferisce Mario Del Pistoia, socio del padre nella Pa.Ri Srl (che detiene quote della Eco.St). In pratica il Comune assegna parte del lavoro al suo socio di minoranza in Sea Risorse. ”Allora ci chiediamo – commenta un il sindacalista dell’azienda che preferisce rimanere anonimo – che senso ha creare una società pubblico privata come Sea Risorse, che ha come preciso obiettivo la raccolta differenziata, quando la stessa società deve poi garantire alla società del privato, la Eco.St, il lavoro? Se non è conflitto di interessi questo…”.
Quindi quel 125 per cento di costi in più per le tasche dei cittadini di Viareggio, secondo il sindacalista si spiega così: “Abbiamo due società che si occupano dello stesso settore, ciò significa: due consigli di amministrazione, con tanto di presidenti, amministratori delegati, consiglieri e sindaci revisori che gravano su bilanci già ridotti all’osso. Senza considerare che la raccolta differenziata viene fatta ‘con metodi antidiluviani‘. La procedura dovrebbe essere meccanizzata, mentre noi la facciamo ancora a mano, porta a porta, – spiega ancora il rappresentante – e i cassonetti per la differenziata scarseggiano”. Negli intrecci tra Sea Risorse e la Eco.st non vede niente di strano Mario Del Pistoia: “Parlo a nome di mio padre Paolo, lo scriva pure”, dice. Poi si difende: “Una normativa europea obbliga le aziende che comprano quote societarie a garantire parte del servizio, anche con altre società”. E i costi stellari che pesano sulle tasche dei viareggini? “L’analisi dell’Ispra si basa solo su un calcolo statistico”.
La partita della raccolta rifiuti viareggina è diventata politica. E – secondo quanto riferiscono i protagonisti – ha fatto saltare qualche testa. L’ex assessore all’Ambiente, Gloria Puccetti, ha cercato di vederci chiaro. Proponendo, tra l’altro, una sforbiciata del 15 per cento sul contratto di servizio con Sea (3,5 milioni di euro su 21 milioni). Provvedimenti che si allineavano alle direttive suggerite dall’Ispra al Comune: riduzione del 15 per cento  per il costo del servizio e recupero dei ricavi della raccolta differenziata che consentirebbe “un risparmio di circa 3 milioni e 303.554 euro”. L’assessore non ha fatto in tempo. A inizio febbraio, lei e i colleghi Alessandro Augier (Turismo e Porto) e Laura Servetti (Personale e Lavori pubblici) sono stati licenziati dal sindaco Leonardo Betti, alla guida una coalizione di centrosinistra che a pochi mesi dall’insediamento sbanda pericolosamente. “Si è rotto il rapporto di fiducia”, questa la motivazione del primo cittadino. La pensano diversamente i tre, che in conferenza stampa hanno recentemente dichiarato: “Il sindaco è sotto ricatto. A Viareggio comandano i poteri forti“. Puccetti si dice amareggiata: “In campagna elettorale abbiamo preso l’impegno di sposare la strategia rifiuti zero, abbassare le tariffe altissime e quindi rivedere i costi. Un servizio che non rende il 100 per cento o non conviene perché troppo oneroso va migliorato”. Scelte politiche che non sono riuscite a vedere la luce.
Dopo la vittoria nel maggio scorso (ottenuta con un’affluenza alle urne intorno al 50 per cento) le buone intenzioni espresse in campagna elettorale da parte della giunta non hanno ancora avuto seguito. “Passati alcuni mesi – racconta ancora l’ex assessore -, non mi è stato possibile andare avanti con questo progetto politico. Dopo la prima fase iniziale, si avvertiva un ripensamento su tutto, un’impasse non dichiarata, ma visibile, una sotterranea critica nei nostri confronti. Ad esempio – conclude Puccetti – nella mia delibera, imponevo un rappresentante super partes proveniente dall’Ancitel  (principale società dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndr) e un funzionario dell’ufficio Ambiente, per ‘insegnare’ a gestire l’azienda e avere finalmente un controllo che non hanno mai voluto”.
“Ma quali poteri forti – ribatte il sindaco Betti – il problema è stata la scarsa produttività in sette mesi di questi tre assessori”. E Del Pistoia? “Non lo so, lavorava già prima del mio insediamento”. Poi assicura: “Apporteremo il taglio di un milione al contratto di servizio di Sea, ma bisogna evitare di perdere posti di lavoro”. Anche se il piano presentato dall’azienda per il nuovo contratto di servizio non prevede tagli, anzi: nel 2016 la raccolta e lo smaltimento dovrebbero ammontare non più a 21 milioni di euro, ma a 23. Insomma, la strada della spending review a beneficio dei cittadini sembra ancora tutta in salita.