Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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sabato 9 ottobre 2021

Firenze, l’inchiesta Gest (?) e il “presunto” scandalo tramvia. Novaradio intervista Dimitri Palagi: “Da rivedere un sistema che garantisce profitti perenni ai privati”

 dal BLOG di Italia Nostra Firenze:

In attesa del prossima riunione del Consiglio Comunale e nel lamentare l’impossibilità (ma deve trattarsi di problema temporaneo o dettato da nostra incompetenza ) di accedere a tutti i contenuti della pagina web dedicata dall’Amministrazione Comunale alla tramvia (si veda in fondo a questo link/ pagina la “sezione 2005 – Convenzione di concessione”), veicoliamo l’intervista concessa a Novaradio, oggi 8 ottobre 2021, dal Consigliere Comunale Dimitri Palagi.




giovedì 15 ottobre 2020

Comunicato stampa - Il trasporto pubblico locale vittima della pandemia e soprattutto di politiche sbagliate che propongono solo megaopere e privatizzazioni

 COMUNICATO STAMPA

Gruppo di ricerca “Mobilità sostenibile nell’Area Metropolitana Fiorentina”   
Fonte immagine QUI


Firenze, 15 ottobre 2020

In questi primi giorni di forte ripresa della pandemia emergono in tutta la loro gravità, oltre che i problemi sanitari, la situazione dei trasporti pubblici.
Il Gruppo di ricerca “Mobilità sostenibile nell’Area Metropolitana Fiorentina” in considerazione dell’emergenza della pandemia ha delle proposte che vanno nella direzione di rimediare ai tanti errori fatti fin’ora:
  • si rinunci ai tanti progetti faraonici, impattanti, costosi e spesso non realizzabili; si dirottino le ingenti risorse per un efficace servizio pubblico in tutta la provincia
  • occorre un potenziamento immediato dei servizi esistenti, magari facendo ricorso ai bus turistici che in questo periodo sono fortemente sottoutilizzati
  • si cominci da subito la creazione di un efficiente, capillare ed ecologico sistema di trasporto pubblico che sarebbe realizzabile in poco tempo e con spese enormemente inferiori a quelle previste per il rigido sistema delle tranvie e i devastanti progetti ferroviari.
  • Si potenzi il servizio ferroviario esistente per dare risposte concrete alla mole di pendolari che giornalmente si spostano verso il capoluogo, si faccia una seria politica della casa che riporti gli abitanti in città.
  • Si ripubblicizzi il trasporto pubblico perché mai come ora, con una nuova emergenza pandemica in arrivo, appare evidente che un servizio come questo è di impossibile gestione con un sistema completamente privatizzato, dove le imprese devono principalmente obbedire a ragioni di bilancio aziendale; al contrario l’emergenza richiede interventi onerosi che non possono essere trovati nelle risorse disponibili della bigliettazione; si profila ancora il rischio di sprecare generose sovvenzioni pubbliche per imprese che non sono in grado di stare su nessun mercato, perché i servizi, come il TPL, garantiscono necessità e diritti al di fuori della ideologia di un mercato unico autoregolante. Si intravede ancora una volta come il nostro paese si confermi un gigantesco “sussidistan” per una élite parassitaria, in particolare per la lobby delle grandi opere inutili.
Solo dando risposte concrete si possono immaginare una soluzione all'emergenza in corso e una drastica riduzione dell’uso del mezzo privato e la possibile realizzazione di zone vivibili dalle persone e attraversate da mobilità dolce.
Al Gruppo non piace nemmeno lo scaricabarile tra Comune che chiede soldi alla Regione, questa che li chiede al Governo e questo che li chiede alla mitica Europa, tutto per trovare risorse che poi si vorrebbero dirottate in progetti sbagliati; in questa maniera si cercano di allontanare responsabilità che invece sono di chi ha gestito e continua a gestire la politica delle infrastrutture.
Di fronte all’emergenza, sia sanitaria che dei trasporti, il sindaco di Firenze, quelli di altri Comuni come Sesto Fiorentino, nonché il neo-presidente della Regione, paiono ipnotizzati dalla promessa dei 209 miliardi del Next Generation EU (recovery fund) e finora non hanno fatto altro che fantasticare di megaprogetti infrastrutturali: Passante TAV, aeroporti, tranvie fantasiose accanto a binari esistenti e sottoutilizzati, per non parlare delle tante altre opere sparse per tutta la provincia e regione; tutti pacchi di cemento produttori di CO2 che non risolveranno alcun problema di mobilità.
Se queste sono le politiche “green” di cui tutti si stanno riempiendo la bocca c’è da avere molti timori per il futuro.

Gruppo di ricerca “Mobilità sostenibile nell’Area Metropolitana Fiorentina”
338 3092948

giovedì 2 luglio 2020

Petriolo, Italia Nostra per l’annullamento della vendita, proroga dell’avviso


Siena  – Una richiesta formale di annullamento circa l’avviso pubblico di interesse alla procedura di cessione delle Terme di Petriolo giunge dall’associazione ambientalista Italia Nostra, che scrive una lettera aperta indirizzata al direttore generale delle Terme Alessandro Fabbrini, Direttore Generale, Ivo Coppola, Presidente CdA, Sara Putorti, Vice presidente CdA, Luciano Bonvicini, Consigliere, Patrizia Marchi, Consigliere,   Andrea Moscadelli, Consigliere, Maurizio Colozza, Sindaco di Monticiano.  Fra i motivi, anche la breve durata di pubblicazione, che è stata comunque prolungata di altri 15 giorni, giungendo così, per quanto riguarda la scadenza, a metà luglio.
“Con  la  presente  – si legge nella lettera – si  richiede  formalmente  di  annullare,  per  i  motivi  in  seguito  esposti,  l’Avviso  Pubblico  di  Interesse  alla  Procedura  di  cessione  di  ramo  di  Azienda  “Terme  di  Petriolo ” emesso il 15 giugno 2020 ed in scadenza il 30 giugno 2020″.
Fra i motivi per cui è richiesto l’annullamento, oltre alla breve durata di pubblicazione che dall’associazione era ritenuta “estremamente limitativa per coloro che volessero presentare il proprio interesse”, anche l’art.10 dell’avviso pubblico, laddove il “miglior prezzo” è individuato come unico criterio di aggiudicazione. “Si ritiene che lo stabilimento – scrivono da Italia Nostra –  realizzato con denaro pubblico per  fornire trattamenti  sanitari termali non possa essere ceduto in assenza di precise garanzie  e professionalità necessarie per  assicurare la continuità dei trattamenti termali”.
Inoltre, secondo quanto pubblicato, viene ceduta anche la concessione dell’acqua termale. sul punto scrive Italia Nostra, ” si  ritiene  che  questa  cessione  possa  spingere  ad  aggiudicarsi  il  bene  per  finalità  che  esulino  dalla  specifica  attività  termale dello  stabilimento” .
Ultimo nodo, voci “sempre  più  insistenti di  un  accordo  in  essere  con  il  gruppo  imprenditoriale che già gestisce un albergo sul lato grossetano della valle del Farma: tali voci,  se  confermate,  avvalorano  tutti  i  nostri  timori  di  una  effettiva  prossima  definitiva  chiusura dello storico stabilimento un tempo denominato “Terme di Petriolo”. “.
Alla luce di quanto riportato, Italia Nostra chiede “un incontro urgente con il Consiglio di Amministrazione per discutere  quanto  sopra  esposto,  in  particolare  perché,  nella  rinnovata  stesura  dell’avviso  e  nella  successiva  procedura  di  assegnazione,  vengano  incluse,  tra  i  criteri  di  aggiudicazione,  precise garanzie che assicurino la continuità dell’attività termale”.
La lettera è firmata  dall’Associazione Amici dei Bagni di Petriolo,   Italia Nostra regionale,   Italia Nostra  Maremma, Presidio Italia Nostra Civitella Paganico.


martedì 14 ottobre 2014

Il Governo scrive fusioni e aggregazioni tra aziende, si legge privatizzazione e finanziarizzazione dei beni comuni

COMUNICATO STAMPA

Il Governo negli ultimi mesi ha definito come uno degli obiettivi principali il favorire, o meglio l'imporre processi di fusione e aggregazione tra aziende che gestiscono i servizi pubblici locali. La realizzazione di questo piano in realtà comporterà la definitiva consegna dei beni comuni ai capitali finanziari.

Diversi sono, infatti, gli indizi che vanno esplicitamente in questa direzione: il piano sulla "spending review" che punta alla razionalizzazione delle società partecipate dagli enti locali, seguendo lo slogan "riduzione da 8.000 a 1.000"; il decreto "Sblocca Italia" che, modificando profondamente la disciplina riguardante la gestione dell'acqua, arriva ad imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individua, sostanzialmente, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi; la legge di stabilità in cui probabilmente verranno inserite quelle norme volte a imporre agli Enti Locali la collocazione in borsa delle azioni delle aziende che gestiscono servizi pubblici. Si arriverebbe, addirittura, a costruire un vero e proprio ricatto nei confronti degli Enti Locali i quali, oramai strangolati dai tagli, sarebbero spinti alla cessione delle loro quote al mercato azionario per poter usufruire delle somme derivanti dalla vendita, che il Governo pensa bene di sottrarre alle tenaglie del patto di stabilità.

In questa partita giocherà un ruolo determinante Cassa Depositi e Prestiti che ha annunciato di mettere a disposizione 500 milioni di €. A riguardo va evidenziato che CDP raccoglie il risparmio postale di oltre 12 milioni di cittadini e lavoratori, che annualmente ammonta a 220 miliardi di euro. Dunque la sua funzione non dovrebbe essere quella di finanziare processi, come fusioni e aggregazioni, che contrastano con l'interesse collettivo bensì utilizzare il denaro raccolto per il finanziamento a tassi agevolati degli investimenti degli Enti Locali, ovvero recuperare la sua funzione pubblica originaria.

Appare sempre più evidente come in queste ultime settimane si stia imprimendo un'accelerazione alla discussione pubblica provando a concentrare l'attenzione esclusivamente su tale tema attraverso la costruzione di una propaganda che prova a disegnare uno scenario di ineluttabilità di questo processo utilizzando argomentazioni come la necessità di superare l'eccessiva frammentazione delle aziende, di ridurre gli sprechi e di realizzare delle aziende di dimensioni tali da essere in grado di competere sul mercato, anche globale, e di effettuare gli investimenti.

Ne emerge così un dibattito pubblico del tutto distorto in quanto si prova a nascondere il reale obiettivo sotteso, ovvero la privatizzazione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali, e finanche la finanziarizzazione degli stessi.

A nostro avviso la proposta di creare pochi soggetti gestori, intorno alle grandi multiutilities esistenti, che si spartiscano tutto il territorio nazionale, ripercorre la strada dei fallimenti testimoniati dai bilanci in debito di queste società e ripropone l'idea di vendere servizi essenziali per coprire buchi di bilancio. Si tratta esclusivamente di un’operazione che espropria i consigli comunali dei loro poteri e allontana le decisioni dal controllo democratico. Oggi serve una gestione dell'acqua, dei rifiuti, del TPL, dell'energia, prossima ai cittadini e alle amministrazioni locali, per garantirne la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei servizi.

Oggi più che mai una scelta del genere non deve essere perseguita. Al contrario è necessario dare seguito alla volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e quindi sottrarre l'acqua e i servizi pubblici dalle logiche di mercato e di profitto.

Come Forum dei Movimenti per l'Acqua intendiamo denunciare con forza la gravità di questo progetto e dichiariamo sin da subito che ci mobiliteremo per contrastarlo.

Roma, 8 Ottobre.2014.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

giovedì 5 dicembre 2013

Questo potrebbe succedere a chi sta cercando di privatizzare la gestione dell'acqua e dei rifiuti dopo il REFERENDUM di giugno 2011!

REFERENDUM 12/13 GIUGNO 2011

Finanziamento ai partiti, la Corte dei Conti: “Dal 1997 leggi incostituzionali”

Il Procuratore del Lazio Raffaele De Dominicis, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi emanate, in difformità con il referendum dell’aprile 1993. La decisione è stata presa nell'ambito dell'indagine sull'ex cassiere della Margherita Luigi Lusi. Staderini (radicali): "Confermata truffa con destrezza"

Il Procuratore del Lazio della Corte dei Conti, Raffaele De Dominicis, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi, a partire dal 1997, che hannoreintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti, per averlo fatto in difformità con quanto proclamato dai cittadini con il referendum dell’aprile 1993. 
La decisione – ha reso noto lo stesso procuratore nel corso di un incontro con i giornalisti a margine dell’udienza di parificazione del rendiconto della Regione Lazio – è stata presa nell’ambito dell’indagine istruttoria aperta nei confronti dell’ex amministratore-tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, sotto processo anche penalmente per illecite sottrazioni di denaro pubblico.
Ricordando che i cittadini, in occasione del referendum fornirono “una risposta decisamente negativa in relazione alla persistenza delle erogazioni di contributi statali a beneficio dei partiti politici e dei movimenti e/o gruppi ad essi collegati”, la questione di legittimità viene sollevata visto che le disposizioni successive al ’97 “sono da ritenersi apertamente elusive e manipolative del risultato referendario, e quindi materialmente ripristinatorie di norme abrogate”.
Per la Corte dei Conti, quindi, “tutte le disposizioni impugnate, a partire dal 1997 e, via via riprodotte nel 1999, nel 2002, nel 2006 e per ultimo nel 2012, hanno ripristinato i privilegi abrogati col referendum del 1993, facendo ricorso ad artifici semantici, come il rimborso al posto del contributo; gli sgravi fiscali al posto di autentici donativi; così alimentando la sfiducia del cittadino e l’ondata disgregante dell’antipolitica”.
Dalla normativa contestata, poi, deriva per il procuratore De Dominicis “la violazione del principio di parità e di eguaglianza tra i partiti e dei cittadini che, per mezzo dei partiti stessi, intendono partecipare alla vita democratica della Nazione. Infatti, – continua il procuratore – i rimborsi deducibili dal meccanismo elettorale risultano estesi, dopo il 2006, a tutti e cinque gli anni del mandato parlamentare, in violazione del carattere giuridico delle erogazioni pubbliche, siccome i trasferimenti erariali, a partire dal secondo anno, non solo si palesano come vera e propria spesa indebita, ma assunti in violazione del referendum dell’aprile 1993″. La differenziazione degli importi dei rimborsi dopo il primo anno dalle elezioni “si configura arbitraria e discriminatoria perché consolida la posizione di vantaggio solo di quei partiti che hanno raggiunto la maggioranza politico-parlamentare”.
“Una truffa continuata con destrezza ai danni del popolo italiano e della Costituzione, organizzata dai partiti attraverso il Parlamento”, afferma con nettezza ancora maggiore il radicale Mario Staderini, commentando il documento della Corte dei Conti. “Quella che sino ad oggi era un’accusa politica diventa finalmente -seppure con venti anni di ritardo- una sacrosanta accusa giuridica nei confronti della partitocrazia italiana”.