Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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giovedì 13 dicembre 2012

Selvapiana: noi che rimarremo col cerino in mano!


L'inceneritore in VALDISIEVE rischia di rimanere l'unico impianto di incenerimento dell'Ato Toscana Centro:

  • --> sappiamo
    che il PIANO (PIR) ha fermato in parte TESTI fino al 2015 quando si
    dovrà stabilire se la produzione dei rifiuti è tale da dover ricorrere
    anche a questo impianto.

  • --> E' notizia di questi giorni che il Sindaco di Sesto Fiorentino, Gianassi, ha deliberato per sospendere le procedure connesse alla realizzazione dell'inceneritore di Case Passerini (leggi qui la DECISIONE di GIUNTA).
QUINDI 

al di là dell'ampliamento di Montale (ancora tutto da vedere visto che ci sono anche dei processi in corso) 

L'UNICO CHE POTREBBE AVERE LE CARTE IN REGOLA PER PARTIRE  

E' PROPRIO SELVAPIANA!! 

(ovviamente grazie alle peripezie di nuovi iter di VIA e di AIA mentre è ancora in sospeso il Consiglio di Stato sulle prime autorizzazioni, grazie alle modifiche di leggi ad hoc sul rischio idraulico, grazie al nuovo parere positivo con riserva (quindi ancora ambiguo!!), della Soprintendenza, grazie all'Autorità di Bacino che non ci trova niente di strano a farglielo fare in quel posto nonostante il rischio idraulico, l'area esondabile, l'area di pertinenza fluviale e golenale, grazie anche ad ARPAT che nonostante la Valdisieve sia una zona caratteristica per inversione termica (e che non sia molto adatta a far disperdere gli inquinanti in modo normale lo si vede anche dalle foto http://vivereinvaldisieve.blog.espresso.repubblica.it/associazione_vivere_in_va/2012/12/inversioni-termiche-nella-valdisieve-dove-vogliono-fare-linceneritore-di-selvapiana.html )....


  GRAZIE VERAMENTE DI CUORE!
 


fonte immagine: http://www.facebook.com/pages/Rimanere-con-il-cerino-in-mano/101211869950158

martedì 4 dicembre 2012

Dissesto idrogeologico, quanto ci costi: 1 milione di euro al giorno. E la prevenzione?

  Il dossier di Legambiente


















In Toscana, dopo l'alluvione, l'inverno porta in dono la neve. Una nuova allerta meteo riguarda la Regione, spazzata da vento e pioggia. Un assaggio vero della stagione fredda, ma con un'ansia tutta particolare: quella di nuove frane, nuovi allagamenti. La Toscana è una delle regioni più colpite da queste emergenze - il 98% dei suoi comuni è a rischio idrogeologico - ma non è certo la sola (vedi grafico sopra, fonte Legambiente).
Nel suo rapporto I costi del rischio idrogeologico - emergenza e prevenzione, redatto da Legambiente, si legge che a seguito dei cambiamenti climatici «negli ultimi anni questi eventi sono diventati sempre più frequenti. Analizzando i dati oggi disponibili, dal 1948 al 2011, se fino al 2000 le alluvioni e le frane coinvolgevano mediamente 4 regioni ogni anno, negli ultimi dieci anni invece il numero di territori coinvolti è raddoppiato, passando a 8. Così come sono aumentati i fenomeni meteorici che prima risultavano eccezionali».
Fenomeni che ogni volta mietono danni economici, sociali, ambientali e purtroppo anche «vite umane», alle quali è impossibile attribuire un prezzo. Ma, per il resto? «Solo per far fronte alle spese di somma urgenza e per le emergenze causate dagli eventi avvenuti nel triennio 2009-2012, a partire dalla colata di fango  in provincia di Messina a inizio ottobre 2009, abbiamo speso oltre 1 milione di euro al giorno, per un totale di poco più di 1 miliardo stanziato per far fronte agli ingenti danni causati solo dai principali eventi. Cifre molto elevate che coprono una parte dei danni censiti in conseguenza di frane e alluvioni che, solo considerando gli eventi principali registrati in Sicilia, Veneto, Toscana e Liguria, arrivano a 2,2 miliardi di euro».
Costi ingenti, i quali non possono essere certo addossati come una "colpa" agli impersonali eventi meteorologici, quanto alle cure mancanti per un territorio - quello italiano - troppo fragile e troppo bello per essere abbandonato. «La prevenzione - continua infatti il rapporto del Cigno Verde - tarda ad arrivare. Da un'analisi degli interventi attuati e finanziati fino ad oggi, risulta che negli ultimi 10 anni solo 2 miliardi di euro sono stati effettivamente erogati per attuare gli interventi previsti dai Piani di assetto idrogeologico redatti dalle Autorità di bacino (Pai), per uno stanziamento totale di 4,5 miliardi di euro. Fondi che sono destinati a coprire solo i lavori più urgenti, ovvero i 4.800 interventi nelle aree a rischio più elevato, su un totale di 15mila interventi previsti da tutti i Pai. La metà circa di queste risorse  è stata stanziata attraverso gli accordi di Programma siglati tra il ministero dell'Ambiente e le Regioni, proposti a partire dal disastro di Messina del 2009 e siglati tra il 2010 e il 2011. Ma ancora oggi dei 2,1 miliardi messi in campo attraverso il cofinanziamento Ministero-Regioni, solo 178 milioni sono stati  realmente erogati per realizzare o cominciare solo il 3% degli interventi previsti».
Lo stato di avanzamento dei lavori previsti dai Pai è dunque in forte ritardo, con una percentuale variabile a seconda della Regione osservata (vedi grafico in photogallery a questo link: http://www.greenreport.it/_new/immagini/big/2012_12_4_14_54_00.jpg ). 
«Il totale delle risorse economiche previste per l'attuazione di tutti gli interventi censiti dai Pai ammonta» ai 40 miliardi che il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini,  «si è impegnato a reperire nei prossimi anni per un grande intervento nazionale di messa in sicurezza del territorio». Ma l'associazione ambientalista precisa: «Anche quando avremo trovato tutte queste risorse, il problema può considerarsi risolto? Assolutamente no. La cifra stimata e di cui si discute molto, anche in questi giorni post emergenza, è ottenuta come somma di tutti gli interventi previsti dai Piani di assetto idrogeologico. Si tratta di un piano di lavoro più adatto a risolvere situazioni puntuali piuttosto che  far fronte a un problema complesso ed esteso quale è oggi il rischio idrogeologico nel nostro Paese. Inoltre in molti casi si tratta di interventi programmati e pensati molti anni fa, la cui attualità, alla luce dei cambiamenti del clima e del territorio di questi ultimi anni va  tutta  verificata. Però il dibattito è ancora oggi incentrato soprattutto su come reperire le risorse senza chiedersi quale debba essere un'efficace politica di prevenzione e difesa del suolo».
Cercare le risorse necessarie agli interventi è un dovere ed un obbligo, un successo quando sarà compiuto. Ma per mettere in campo una cifra adeguata e saperla spendere, creando occupazione e salvaguardando il territorio, «serve un Piano nazionale che preveda un'azione urgente ed efficace per la mitigazione del rischio - chiosa Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente - che stabilisca strumenti e priorità d'intervento e formuli una nuova proposta di gestione del territorio. Per questo è necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori d'interesse: la comunità scientifica, gli esperti, gli enti competenti, le amministrazioni locali interessate, il mondo dell'agricoltura, le associazioni ambientaliste e i cittadini che vivono nei territori a rischio. Inoltre la manutenzione del territorio assume un ruolo cruciale, soprattutto se tradotta in presidio territoriale svolto dalle Comunità locali. Infine si dovrà applicare una politica attiva di "convivenza con il rischio", sistemi di previsione delle piene e di allerta e piani di protezione civile aggiornati, testati e conosciuti dalla popolazione».

FONTE:  http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=19264&mod=greentoscana (in rosa le modifiche apportate da assovaldisieve  e vivereinvaldisieve)

giovedì 29 novembre 2012

«Graziati dall’Arno solo per miracolo».....per ora!!!...




















































































































                      












Situazione alle 17.40 del 28 Novembre 201

Se si dice che, ancora oggi, tante cose per ridurre il rischio non sono state fatte (vedi art. sotto sull'Arno)........ com'è che anche l'Autorità di Bacino ha dato parere positivo per costruire quello schifo di INCENERITORE 7 volte più grande dello schifo che c'è adesso a Selvapiana???  

Eppure, anche con Bilancino, la situazione dopo 1 giorno di pioggia (no bomba d'acqua!) è quella della foto !! (idem alle altre piene degli anni precedenti).

Anche se le NORME del PAI permettono ciò, la cosa NON quadra!


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 La Nazione   Edizione di VIAREGGIO(gio, 29 nov 2012)


«Graziati
dall’Arno solo per miracolo»

Checcucci:
il fiume non è mai stato messo in sicurezza

Sandro
Bennucci
FIRENZE
«ORA CREDO che il cielo, quello con la ‘c’ minuscola,
abbia mandato segnali sufficienti per spingerci a mettere in sicurezza davvero
Firenze e due terzi della Toscana».
Ha passato ore davanti ai computer, Gaia
Checcucci, segretario dell’Autorità di bacino dell’Arno. Sussultando ogni volta
che il diagramma schizzava in alto, facendo superare il livello di guardia ai
minacciosi «fratellini» dell’Arno: Sieve, Ombrone, Pistoiese, Bisenzio, Elsa. Per non
parlare delle aritmie che ha subìto ieri l’altro, alle impennate del Mugnone e
dell’Ema, rigagnoli diventati gonfi e violenti. 
Dottoressa
Checcucci, l’ha fatta sussultare anche l’Arno, arrivato a
tre centimetri dal livello di guardia agli
Uffizi?
«No, perchè la piena è stata contenuta, così come non
dovrebbero esserci problemi nelle prossime ore. Il fatto è che non possiamo
più vivere col fiato sospeso
. Negli ultimi 46 anni, l’Arno si è mantenuto
tranquillo, ma a quanti miracoli abbiamo diritto?».
Per l’Arno,
paradossalmente, le bombe d’acqua sono meno pericolose delle piogge estese: nel
’66 caddero, in media 220, millimetri sull’intero bacino e fu
l’alluvione...
«Il rischio è se il
cielo, sempre con la ‘c’ minuscola, scarica la bomba d’acqua sul Pratomagno o
sul Casentino. Sarebbero problemi anche senza piogge estese
».
Come
si fa a bloccare 200 milioni di metri cubi d’acqua a monte di
Firenze?

«Intanto provando a tenerne 50 mila attraverso
le casse d’espansione del Valdarno e l’innalzamento della diga di
Levane».
Con il «pianino» da 200 milioni del suo predecessore, professor
Menduni?
«Sì, quello che firmarono nel 2005 l’allora ministro
Altero Matteoli e l’allora governatore, Claudio Martini. Ma è un piano
ritoccato: servono 270-300 milioni».
Ci sono?
«In parte sì,
ma bisogna vincere resistenze locali e burocratiche. Mi pare che il governatore,
Rossi, ora sia molto determinato».
Se ricapitasse un disastro come quello del
’66, quanto ci costerebbe, senza contare le perdite di vite
umane?
«Nel 1999, Raffaello Nardi, altro mio predecessore,
parlò di 30 mila miliardi di vecchie, lire, cioè 15 miliardi di euro. Ma è una
valutazione impossibile. Ricordi che nel bacino ci sono Firenze e Pisa,
città-vetrina che custodiscono patrimoni d’arte e cultura».
Anche i
«fratellini» dell’Arno le hanno provocato
fibrillazioni...
«Soprattutto il Mugnone, ma per via di lavori
Tav non completati. Il resto della rete ha tenuto. In particolare hanno
funzionato le casse d’espansione del Vingone, a Scandicci, e dell’Ema, a
Capannuccia. Dove s’interviene si vede».
Che cosa farà
oggi?
«Scriverò al Governo e alla Regione.
Si deve sapere che il cielo, con la ‘c’ minuscola, può far paura».
sandro.bennucci@lanazione.net

giovedì 22 novembre 2012

LR sul rischio Idraulico: 56° puntata!

Gif Animate Acqua (10)Gif Animate Acqua (10)Gif Animate Acqua (10)


Riassunto delle puntate precedenti.............. no scherziamo non ve lo rifacciamo!!!!


Potete leggere comunque gli altri post alla categoria LR 66/2011 (o pericolosità idraulica molto elevata).


PERO' C'E' UN AGGIORNAMENTO FRESCO FRESCO che arriva dal Gruppo Misto in Regione:


Comunicati stampa


ALLUVIONI, “LEGGE AD AZIENDAM MANDA IN FUMO LA DIFESA DEL SUOLO”


Staccioli, “Una ‘piccola’ modifica alla finanziaria 2012 rimuove
il divieto di edificazione nelle aree ad alto rischio idraulico per
fare spazio a un impianto a gas naturale”



“Nella stessa seduta in cui approviamo una legge per assegnare fondi
straordinari alle aree alluvionali, diamo il via libera ad un’altra
legge che manda in fumo la difesa del suolo”. Così la consigliera
regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) interviene nella discussione odierna in Aula.

 

“Con una ‘piccola’ (grammaticalmente parlando) modifica alla
finanziaria 2012 – spiega Staccioli – si rimuove il divieto di
edificazione per impianti di produzione energia nelle aree ad alto
rischio idraulico, approvata l’anno scorso all’indomani della disgrazia
di Aulla”.

 

“Questa legge era già stata modificata una prima volta a maggio 2012,
solo cinque mesi dopo l’entrata in vigore – ricorda la consigliera – per
consentire la realizzazione dell’impianto di stoccaggio di rifiuti di
Selvapiana. Adesso, all’indomani di una nuova drammatica alluvione, si
interviene per consentire l’apertura di un impianto di produzione energia nel Pistoiese, a gas naturale. Una nuova legge ad aziendam”.

 

Ma la legge di modifica alla finanziaria 2012 contiene altri aspetti
controversi, secondo Staccioli. “In un momento di crisi come questo si tolgono 4,5 milioni di euro dal capitolo sostegno alle imprese
– commenta – per farli confluire sulla viabilità di Lucca e Piombino.
Perché non dirottarli sulle aziende così altamente colpite dal
maltempo?”.

 

“Infine ci siamo accorti solo a fine anno che l’Autorità portuale regionale
non è attiva – aggiunge Staccioli – era l’ora: peccato che i porti di
Viareggio, Porto Santo Stefano, Giglio e Marina di Campo, siano bloccati
da tutto l’anno dal vuoto amministrativo che si è venuto a creare con
l’istituzione dell’Authority regionale”.

**************************************************************************************

SIAMO ALLA FOLLIA:

NON PIù LEGGE AD HOC MA AD AZIENDAM!!!!

di questo passo le puntate non finiranno mai, alla faccia delle belle parole del Presidente della Regione che ci vuol far credere che la Toscana è attenta a questi temi perchè prima a fare una legge che vieta - a suo dire- costruzioni in aree così rischiose (che però viene disattesa o aggirata con opere di messa in sicurezza)!

 

mercoledì 21 novembre 2012

Legge Regionale sul rischio idraulico: VIETA, NON VIETA O "AGGIUSTA"????


Estratto pai area di progettoIn questi giorni, dopo le ultime, e ribadiamo ennesime,  alluvioni nel grossetano, Lucca e Massa, i giornali hanno straboccato di articoli sul tema, riportando ora le dichiarazioni dell'Ass. regionale Marson, ora quelle di Rossi o di altri esperti. Tutti concordi nel dire che occorre pianificare il territorio in modo diverso da come è stato trattato negli ultimi decenni (dove per esempio si è tombato dei corsi d'acqua, causa oggi anche di eventi alluvionali importanti!). Siribadisce l'importanza di una pianificazione che renda gli  spazi (che erano già suoi!!) ai fiumi, alla manutenzione del territorio in modo da non peggiorare le situazioni, o destinare ad uso agricolo molte aree ancora non costruite (già agricole e  ricadenti in zone a richio idraulico elevato/molto elevato) per evitare ulteriore cementificazione  e nel frattempo beneficiare del lavoro agricolo per  mantenere  i corsi d'acqua, i canali, il terrreno, in modo da non peggiorare i danni causati da future esondazioni  (se questi terreni fossero già cementificati, queste costruzioni, oltre all'impermeabilizzazione del terreno, produrrebbero gravi danni!).


Tutto GIUSTO! (ci verrebbe da domandarci: cos' altro aspettavamo??)


In realtà però, nel leggere i vari articoli, ci accorgiamo che DIETRO alle belle parole si "potrebbe" nascondere dell'altro!


La frase che più ci colpisce è la determinatezza con cui il Presidente della Regione Rossi (ma non solo)  dice che la legge regionale  VIETA costruzioni in aree ad alto rischio idraulico  (stiamo parlando della LR 21/2012  che prende vita dagli articoli 141 e 142 della LR 66/2011 - articoli aggiuunti in estremis dopo le alluvioni del 2011!!).


Prendiamo un articolo tra i tanti, quello di Greenreport, in cui Rossi spiega cosa hanno fatto e  ".... A tutto questo aggiungo altre due svolte non meno radicali: il divieto a
costruire nelle zone ad alto rischio idraulico
, che costituiscono il 7%
del territorio pianeggiante della Toscana,....
".


Noi a tal proposito abbiamo già fatto come associazioni della Valdisieve, insieme ad Italia Nostra Firenze,  un comunicato stampa per ribadire alcuni dubbi che abbiamo sulla legge 21/2012 (leggi) e sulle parole così tassative del Presidente Rossi, che ci riportano poi anche alla questione dell'inceneritore di Selvapiana (questo sicuramente ha avuto un comma ad hoc per poter essere svincolato!!).


In un altro articolo di Greenreport si riporta una riflessione di Legambiente Carrara, che, come noi, solleva la questione di aggiramento della normativa e dei vincoli attraverso quello che loro chiamano "Cavallo di Troia che trasforma una norma ispirata alla prudenza in un tragico gioco
d'azzardo: si costruisce un argine ed ecco che nell'area così "messa in
sicurezza" i vincoli edificatori decadono
" . 


Questi infatti sono  i nostri dubbi e il nostro timore, in quanto la LR per prima ( i piani strutturali poi) consente, è vero, soltanto una certa tipologia di edificazioni già pianificate o con progetto presentato e/o approvato alla data di entrata in vigore della legge stessa (in particolare consente:  inceneritori o impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, o altri impianti per la produzione e il trasporto delle energie rinnovabili, ed edificazioni nuove o ristrutturazioni, ampliamenti, addizioni, di edifici ad uso rurale), ma è anche vero che le preoccupazioni maggiori non saranno date certo dalle edificazioni  future - visto che si dice, appunto, che siano state stoppate dalla legge - o da quelle  già esistenti (che ormai ci sono e in casi particolarmente gravi non rimarrà che delocalizzare o proteggerle, per modo di dire, con le famose opere idrauliche), ma semmai da quelle che devono essere ancora costruite ....... pur avendo tutte le approvazioni richieste dalla legge e pur garantendo  le "opere di messa in sicurezza"  (opere che anche l'Ass. Marson dichiara che non eliminano il rischio, ma lo possono solo ridurre), come il caso di Selvapiana.


Sempre Legambiente dice: "Il buonsenso suggerisce di proteggere l'area per ridurre la frequenza
d'inondazione degli edifici già esistenti, ma di non costruirvene altri
per evitare l'aumento dei danni. Ma per troppi amministratori il fine
ultimo delle opere di messa in sicurezza è proprio il via libera
all'urba­nizzazione delle aree a rischio
".  Purtroppo questo "espediente"  è puntualmente CONFERMATO  dalle parole della stessa Marson:  "Appena pochi mesi fa molti amministratori maremmani hanno osteggiato la
norma che tenta di salvaguardare gli spazi dei corsi d’acqua, dal
sindaco Pd di Grosseto a quello di Castiglione della Pescaia. L’hanno
considerata troppo aggressiva
". 


Non solo  gli amministratori del grossetano dovrebbero essere richiamati alle LORO responsabilità, ma  secondo noi anche la Regione perchè invece di sovrintendere - in questo caso- subisce le logiche locali! Non dimentichiamoci POI che questi "giochi" economici e di potere purtroppo generano perdite di vite umane, feriti e danni -costosissimi- al territorio.


A sostenere i nostri  dubbi anche il caso (tra Toscana e Liguria) evidenziato dal  "comitato Sarzana, che Botta!", in cui si racconta che "il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, un organismo spurio che
vede la commistione di politici e tecnici, ha bloccato la proposta del
Comitato Tecnico della stessa autority di congelare da uno a tre anni le
nuove edificazioni e la realizzazione di parcheggi a raso nelle “zone
rosse”, cioè nelle aree soggette a esondazioni con periodicità
trentennale"........ La proposta di congelare tutte le costruzioni, anche quelle già previste
da strumenti urbanistici vigenti, è stata approvata dal Comitato
Tecnico il 24 luglio scorso.........Il 27 luglio la proposta del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino
del Magra
[ndr. Liguria, in questo caso ed eccetto i sindaci, più rigida della Toscana!!] è stata portata all’esame del Comitato Istituzionale,
l’organismo tecnico-politico ligure-toscano (oltre ai sindaci e alla
Provincia c’è anche Claudio Burlando) che ha il vero potere decisionale.
Ebbene la Regione Toscana, che ha adottato con legge regionale la
sospensione di tutte le costruzioni nelle nuove aree esondate
, ha
sollevato un dubbio di natura giuridica, incontrando subito il convinto
sostegno dei sindaci del Magra, parte ligure. Per colmo di paradosso da
novembre in Liguria, se non interviene qualche norma di salvaguardia
come quella proposta dal Comitato Tecnico,
si potrà ricominciare a
costruire anche nelle nuove aree esondate un anno fa.
 " (leggi tutto l'articolo QUI).


Ovviamente si sta parlando di costruzioni già previste nei piani urbanistici, nelle varianti, negli
strumenti attuativi o addirittura già autorizzate dai Comuni (quelle che la legge NON BLOCCAVA e NON BLOCCA!!). Inoltre si chiedono giustamente i nostri amici di Sarzana, e ce lo chiediamo anche noi, quali sono i dubbi “giuridici” dei nostri politici?  Forse "temono possibili ricorsi con richieste di risarcimento di danni ai
Comuni da parte dei proprietari dei terreni delle zone rosse, che erano
riusciti negli anni passati a strappare scellerate previsioni di
edificare in aree a rischio
"?. Sarebbero  "gli stessi imprenditori che ad
alluvione avvenuta strillano per chiedere i danni delle esondazioni. E
che i contribuenti pagano con le accise sui carburanti.


Ma siamo così sicuri che di fronte alla catastrofe di un anno fa gli
speculatori delle “zone rosse” troverebbero qualche giudice che bocci un
blocco delle costruzioni per uno o tre anni per motivi di pubblica
incolumità?
".


Gli amici di Sarzana, dopo aver letto il caso dell'inceneritore di Selvapiana, sembrano avere un un ulteriore dubbio. Forse i motivi per cui la Regiona Toscana ha ostacolato il "congelamento da 1 a 3 anni di tutte le costruzioni" (richiesto non da cincirinella, ma dal Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino
del Magra)
,  derivano non tanto da problemi di natura giuridica, ma dal fatto che poi avrebbe dovuto garantire la stessa regola in tutta la regione. Infatti se l'avessero approvata, doveva valere per il Magra, ma anche per tutte le costruzioni vicino ai fiumi........e qui si arriva all'Inceneritore di Selvapiana che, dopo le "modifiche a puntino" apportate alla legge per aggiungere la possibilità di costruire inceneritori & C. ci si sarebbe COMUNQUE dovuti fermare per 1/3 anni  (oltre alle lamentele degli amministratopri maremmani che anche loro scalpitavano per progetti rimasti fermi!!).


QUESTO MODO DI PROCEDERE, COSI' TORTUOSO E AMBIGUO, E' NORMALE???


 


E ORA CI SI METTE ANCHE CLINI CON LE ASSICURAZIONI OBBLIGATORIE??? 


Leggi la notizia su Greenreport.


Così si creano ancora differenze tra chi potrà pagare di più e chi meno e chi per nulla!!! 


Oltre
al fatto che occorre ANCHE trovare le assicurazioni (!!) che se la
sentiranno di imbarcarsi in questa cosa perchè dovranno coprire i danni
procurati dal fatto che l'abitazione/azienda è in un area a rischio
idraulico molto elevato/elevato o zona rossa che dir si voglia. Se
qualuno ha dato le autorizzazioni ....molto probabilmente dovrebbe anche
predersene le responsabilità (almeno quelle rilascaite negli ultimi
anni).


Mha!!!


 

mercoledì 14 novembre 2012

Comunicato stampa alluvioni in Toscana


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Firenze  2012-11-14


                                         Comunicato stampa alluvioni in Toscana


Italia Nostra
Firenze -Associazione‘Vivere in Valdisieve’-


AssoValdisieve- Comitato Valdisieve


 Mentre
l’Italia è divisa in due proprio a causa delle alluvioni in Toscana, che è
sommersa dall’acqua per le ultime piogge di portata eccezionale, mentre si registrano
di nuovo la perdita di vite umane e danni ingenti al territorio, mentre si
mette ancora a dura prova la resistenza delle popolazioni coinvolte in questi
disastri in cui protezione civile, esercito e volontari si rimboccano le
maniche per aiutare e attenuare i disagi, in Toscana ci si fa belli dato che  “ abbiamo” - come dichiara il Presidente Rossi
– “unici in Italia, una legge regionale che, blocca l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto
rischio idraulico
”.


Da
ricordare che questa tematica è già disciplinata, oltre che da Leggi nazionali
anche dalle Norme dell’Autorità di Bacino (ci mancherebbe altro che si
consentisse di costruire ANCHE nei letti e negli alvei dei fiumi o golene che
siano! Purtroppo però oltre i 10 metri si può fare).


Per
precisare: le costruzioni negli alvei sono regolamentate dall’art. 1della LR
21/2012, che è rimasto quasi invariato rispetto al precedente della LR 66/2011 (approvata
d’urgenza dopo le alluvioni dell’autunno scorso) un articolo che riguarda al
massimo una distanza di 10 metri dalle sponde del fiume.


Ma le costruzioni in aree a pericolosità idraulica molto
elevata cioè oltre i 10 metri, sono invece descritte nell’art.2 della stessa LR 21/2012,
un articolo, che nella prima redazione era un utile baluardo nella difesa dal
rischio idrogeologico (art. 142, LR 66/2011) e che risulta completamente
‘stravolto’ nella  legge successiva, solo
di pochi mesi, a quella che sarebbe stata davvero risolutiva.


Abbiamo
seguito l’iter e modifiche di questa legge, perché riguardavano da vicino l’iter
autorizzativo  per il nuovo inceneritore
di Selvapiana che è situato a pochi metri dal fiume Sieve nel Comune di Rufina
(dove c’è già un piccolo vecchio impianto, CHIUSO da oltre 2 anni). 


Nel
seguire la vicenda delle “modifiche ad hoc” ci siamo resi conto che i
vecchi articoli 141 e 142 della LR 66/2011 (finanziaria 2012) avrebbero quasi BLOCCATO tutta una serie di interventi
tra cui,  l’inceneritore di Rufina e una
cementificazione imponente di 200 ettari nel grossetano, in aree che si allagano ogni anno,
come avviene oggi.  Avrebbero ‘quasi’ bloccato perché, alla RUFINA,
l’inceneritore si sarebbe potuto fare lo stesso, se il Comune si fosse accollato
i costi di milioni di euro per fare opere di messa in sicurezza idraulica e
permettere all’Autorità di Bacino di “declassare” l’area da “pericolosità
idraulica molto elevata” (PI4) a “pericolosità idraulica elevata” (PI3).


Ma
questa  non era una via percorribile
dall’AC di Rufina a causa dei costi elevati.E
l’Autorità di Bacino non avrebbe potuto declassare l’area senza queste opere,
il cui costo sarà poi a nostro carico, attraverso la TIA e altre tasse
comunali, provinciali e regionali, dato che ora, grazie alle modifiche di legge
approvate, c’è l’autorizzazione per il nuovo inceneritore.


La
società interessata dal progetto: AER Impianti Srl, essendo in parte pubblica,
non rischierà gli esorbitanti costi senza la sicurezza del rientro economico.


Rimaniamo
sbigottiti di fronte alle affermazioni del Presidente Rossi, responsabile delle
modifiche ad hoc della legge toscana, che si accorge di nuovo che queste
alluvioni “sono un ulteriore campanello
di allarme che chiama in causa le responsabilità di tutti e impone svolte
radicali nell’uso del territorio, nelle politiche d’investimento e nel modello
di sviluppo
”. E aggiunge: “La Regione
con la legge che ha bloccato l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone
ad alto rischio idraulico (“unico caso in Italia”
) e con gli interventi che stiamo facendo sul territorio, sta lavorando
seriamente, ma solo con le scarsissime risorse di cui disponiamo”
(dal Corriere
Fiorentino 11Nov.2012
).    Il Governatore richiede inoltre l'intervento
dell'esercito per fare fronte alla situazione determinata dal maltempo in
Toscana  (meteogiornale.it).
Sic!


Come
al solito ci si accorge del problema solo a disastro avvenuto, e si proclamano di
nuovo buoni propositi e “svolte radicali” (quali?).


Una
“Svolta radicale” poteva essere d’ impedire definitivamente le costruzioni
in aree golenali o paludose, e di pensare anche a una delocalizzazione delle
opere esistenti in tali aree, senza ricorrere all’espediente delle “opere di
cosiddetta messa in sicurezza
” per “aggirare”
vincoli e norme (affermazioni tratte
dalla prefazione di Rossi all' E-Book "Cosa INSEGNA il fiume: Le alluvioni in Lunigiana e all’Isola d’Elba e la
difesa del territorio in Toscana
").


INVECE
non ci si è accorti che le modifiche alla legge (in primis dell’art.2) l’hanno di
fatto “svuotata” dei buoni presupposti di salvaguardia del territorio,
dopo le devastanti alluvioni dell’autunno 2011.


QUANTI DISASTRI 
DOVREMO SOPPORTARE ANCORA 
PER  RENDERCI CONTO 


CHE  OCCORRONO  LEGGI 
PIU’ INCISIVE  E  CORAGGIOSE?

mercoledì 18 luglio 2012

Sindaco di RUFINA: "La giunta regionale ha già fatto un provvedimento ad hoc riguardo alla legge 66 e all’art. 142"

ScreenHunter_03 Jul. 18 15.25Il primo cittadino di Rufina, Mauro Pinzani, così si esprime nel consiglio comunale avvenuto il 26 aprile 2012 ( almeno stando al VERBALE pubblicato sull'Albo Pretorio - clicca qui):


"La giunta regionale ha già fatto un provvedimento ad hoc  riguardo alla legge 66 e all’art. 142" ! !


Nel verbale poi si può constatare come le intenzioni del Sindaco, ribadite anche al Presidente Rossi, fossero quelle di ESCLUDERE  a priori eventuali declassamenti dell'area da parte dell'Autorità di Bacino ( che avrebbero di fatto autorizzato l'inceneritore nuovo) e di VOLERE  in tutti modi possibili SOLTANTO le modifiche alla legge regionale:


<<  Se la procedura di Aia dovesse concludersi, così come prevedo, con questa legge ancora in essere, non è che si vieta la pianificazione, resta tutto come è però la norma impone al comune di Rufina di stralciare il permesso a costruire, di dover realizzare opere di salvaguardia previste per effettuare una deperimetrazione dalla P4. Sostanzialmente chiedere all’autorità di bacino una variante al PAI con delle opere fatte che poi deve portare a una richiesta di variante al PAI che manderà in commissione tecnica la richiesta. 


L’amministrazione non farà nessun passo verso la deperimetrazione.......L’amministrazione di Rufina finché sarò il sindaco non farà nessuna operazione di deperimetrazione.........Non è che io faccio la corsa all’impianto, la pianificazione non spetta ai comuni ma alle province su mandato e sul piano industriale di Ato.


La modifica normativa è stata votata all'unanimità dalla giunta regionale, e dentro sapete bene chi c’è.........Il PAI è un piano dell’autorità redatto prima di Bilancino. La normativa ci consentiva di fare tutte le opere di salvaguardia e di inserirle nella progettazione che è attualmente in Aia. Quindi non c’è bisogno di fare niente....................


Ho parlato con l’assessore per illustrare la mia posizione, a giorni gliela metterò per iscritto, ma noi non faremo nessuna deperimetrazione. Anche perché la deperimetrazione di una P4 vuol dire anche una variante al nostro piano strutturale. Questa operazione per noi sarebbe onerosa da tutti i punti di vista...............


Attualmente in Aia c’è depositata una prescrizione che deriva dall’art. 142 della 66 che indica in maniera chiara che così come è formulata la norma per procedere alla costruzione il comune di Rufina si deve far carico della deperimetrazione per una piccola parte.


Il comune di Rufina finché sarò sindaco io non farà questa operazione a tutela dell’amministrazione e della macchina intera ...................Io ho già comunicato all’assessore e al presidente Rossi che noi non faremo passi ulteriori.


E’ mia responsabilità non impegnare oltre l’amministrazione in termini di tempo e denaro. La sola messa in sicurezza potrebbe comportare due o tre milioni di euro; dopo bisogna chiedere il parere alla commissione tecnica che non è detto dica di sì, e chi rischia tutti questi soldi? E’ mio dovere in questo momento impedire che l’amministrazione si impegni in questo senso. Se la regione vorrà procedere, bene, io ho già detto qual è la posizione del comune di Rufina. Se poi procederà è una sua responsabilità della quale non mi assumo né la responsabilità né la paternità. >>



CI CONGRATULIAMO CON TUTTI COLORO CHE HANNO SOSTENUTO IMPERTERRITI (soprattutto i partiti che votarono a favore: IDV e PD) CHE LE MODIFICHE ALLA LEGGE NON FOSSERO AD HOC ( e forse ad hoc non solo per Selvapiana!!).....parola di Sindaco!


Leggi tutto il Verbale qui (da pag. 29) >>  https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwVGxVMnB3ODNEU2c/edit


 

venerdì 29 giugno 2012

Ok all’inceneritore di Selvapiana. Sgherri: "come volevasi dimostrare"

“Confermate le ragioni del nostro no alla modifica delle norme regionali sul rischio idraulico”.


Firenze, 28 giugno.

Come volevasi dimostrare. La notizia del sì in

Conferenza Estratto pai area di progetto dei servizi al nuovoinceneritore di Selvapiana dà ragione alle nostre considerazioni e valutazioni che ci spinsero ad un voto contrario – lo scorso maggio – alle modifiche alle norme regionali sul rischio idraulico, che prevedevano deroghe le quali sostanzialmente ri aprivano – fra l’altro – alla possibilità di realizzare impianti ad elevato impatto ambientale come gli inceneritori anche in aree a rischio di quel tipo; oggi la conferma delle nostre ragioni. Nel concreto – purtroppo – su un’area nei pressi dell’alveo della Sieve si andrà a realizzare un impianto, sei volte più grande dell’attuale!

La Capogruppo Monica Sgherri


http://prcgruppotoscana.it/hilightfolder.2005-11-27.2892483481/hilight.2012-06-28.5980402248

venerdì 13 aprile 2012

Via libera a costruzioni sulle AREE A RISCHIO IDRAULICO MOLTO ELEVATO

Metr1
Metr2


articolo completo di Francesco PINI: https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwZl9SV3FTOUlPMVU

A TUTTA PALAFITTA!!!

Palafitta


Purchè si facciano costruzioni stile "palafitte" ( la storia insegna!!), e si spendano una marea di quattrini  (nel caso di progetti per la gestione dei rifiuti: soldi NOSTRI) per fare le opere di riduzione del rischio idraulico come  casse espansione, laminazione, risagomature degli alvei, ecc ecc, strada spianata per impianti di stoccaggio, trattamento e smaltimento dei rifiuti.


Tho!! Guarda, guarda!! L'inceneritore di Selvapiana è proprio tra questi!! 



Alla trasmissione di Tele Iride ( del 12 aprile 2012) l'ex sindaco di Pelago Marcello Ulivieri ( attuale presidente di AER Impianti Srl) afferma che anche l'attuale inceneritore è in sicurezza idraulica. Infatti dalle cartografie del PAI risulta fuori dalle varie fasce del rischio. OVVIO, è stato rialzato di un tot. di metri come sarà fatto per quello nuovo. Sta di fatto che per il PAI può anche essere fuori dal rischio ma se dovesse esserci un' esondazione quel COSO rimarrà - forse- fuori dall'acqua perchè sfrutta la caratteristica della palafitta!


Per assurdo potremo vedere tutto allagato con l'inceneritore che emerge come Mont San Michelle!!


Bel modo di costruire e di TUTELARE i corsi d'acqua!


Sempre in trasmissione ( link sopra) l'assessore all'ambiente della Provincia di Firenze Crescioli, tenta di precisare che anche se ci saranno delle modifiche alla legge, c'è comunque l'art. 141 che tutela i corsi d' acqua e che impedirà  per esempio "di mettere in pari una scogliera, neanche un'opera idraulica" ( già inserito nel RD 523/1904).


Peccato che il 141 si riferisca in particolare ai 10 metri dal piede esterno dell'argine o, in mancanza, dal ciglio di sponda dei


corsi d'acqua. Ci mancherebbe anche che l'inceneritore fosse costruito sul letto del fiume o dentro alla fascia dei 10 metri!!! Si rimane alla distanza di 30!!!


CHE L'AREA NON FOSSE IDONEA, E' DALL'INIZIO CHE LO DICIAMO. NON ABBIAMO CERTO ASPETTATO LA LR 66/2011 O LE MODIFICHE IN CORSO!


Queste le caratteristiche dell'area:


 •    E’ in “area di pertinenza fluviale”, stralcio n. 54 degli elaborati cartografici per la


      “Riduzione del Rischio Idraulico” carta di pertinenza fluviale dell’Arno e dei suoi    


      affluenti, ed è soggetta a vincolo dalla ex legge Galasso oggi T.U.Codice dei Beni


      Culturali e del Paesaggio.


•    L’area e’ completamente compresa nella “fascia di rispetto del fiume Sieve” corrispondente a 150 metri dalle rispettive sponde


•    E’ in “Area Golenale” Carta degli interventi strutturali per la riduzione del Rischio Idraulico


•    E’ in “area interessata da inondazioni ricorrenti” Carta guida della aree allagate


•    E’ interamente in “Pericolosità Idraulica Molto Elevata” (P.I.4)  Elevata (P.I.3) e media (P.I.2). “Piano di Stralcio: Assetto Idrogeologico”, stralcio n. 238 – livello di dettaglio


•    A monte dell’acquedotto comunale di Pontassieve e in prossimità di altri punti di derivazione e pozzi ad uso domestico e di altri usi -


•    E’ interamente su un’area a “ Vulnerabilità Elevata  degli acquiferi all’inquinamento”


•    Il Fiume Sieve è in “Ambito AB”;


inoltre osa essere:


•    In un territorio con “Produzioni Agricole” di particolare qualita' e tipicità - come da Art. 21 del D. Lgs. 228/2001 - e che per tanto dovrebbe essere “soggetta a TUTELA”, inoltre tali aree sono definite non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.


•    In area D.O.C. - D.O.C.G. – Al centro del CHIANTI RUFINA.


•    In “Zone protezione del piano faunistico Provinciale” e “zona di frega”


•    In un’ area di conca naturale per cui le emissioni degli inquinanti verrano spinte verso i vicini centri abitati Stentatoio (a 750 m. dall’impianto), Masseto (a 1125 m.), San Francesco (a 1730 m.), Rufina (a 2030 m) e Pontassieve (a 2184 m);


•    Tali emissioni subiscono inoltre “fenomeni di inversione termica” che non fanno disperdere gli inquinanti nell’aria in modo corretto.


•    All’interno della “fascia di rispetto della Strada Statale 67”; senza adeguata viabilità di servizio.


•    In area sottoposta a “Tutela Paesaggistica ed Ambientale del territorio aperto”, abitati minori ed edifici sparsi


•    In “area sensibile”, art. 3 delle Norme di Attuazione del PTCP, che è, dallo stesso, considerata Invariante Strutturale.



E  SE   TUTTO  QUESTO  VI  SEMBRA  RAGIONEVOLE....




 




FATE VOI!


Legge Antialluvione, RETROMARCIA di Rossi per l'inceneritore di Selvapiana

Selvapiana_modifica
Scarica articolo: https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwem5RdVVBbVh2djA

Là dove non si poteva.....ora si può! Alla faccia della TUTELA!!!

DivietoVogliamo condividere con Voi tutti una riflessione sulla questione delle modifiche alla LR 66/2011 in cui 2 articoli ( 141 e 142)  regolano oltre alla tutela dei corsi d'acqua, le costruzioni in "Aree in Pericolosità Idraulica MOLTO ELEVATA". Gli articoli in questione furono inseriti nella Legge finanziaria del 2012 pubblicata a dicembre 2011 ( dopo quindi gli eventi alluvionali della Lunigiana ecc). Si tenga anche presente che i vincoli riguardavano solo il 4% del territorio della regione ( e il 7% delle zone pianeggianti)!!!


Questi articoli di fatto impedivano la costruzione dell'inceneritore di Selvapiana se prima non si fosse declassato l'area da Pericolosità Idraulica Molto Elevata (PI4) a -soltanto- elevata (PI3) (ex art. 142, comma 6 lettera d). Cosa che comunque richiedeva un pò di tempo e la disponibilità dell'Autorità di Bacino dell'Arno a declassarla.


Le modifiche proposte in questi giorni invece superano  questo "vincolo" dichiarando  esplicitamente che in queste aree è consentito, "a condizione che siano preventivamente realizzate le opere per la loro messa in sicurezza per tempo di ritorno duecentennale, comprensive degli interventi necessari per non aggravare la pericolosità idraulica al contorno:
a) ampliamento e adeguamento di opere pubbliche;
b) nuovi impianti e relative opere per la raccolta e la distribuzione della risorsa idrica, il convogliamento e la depurazione degli scarichi idrici, lo stoccaggio, il trattamento, lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti, la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili, previsti dagli strumenti di pianificazione e programmazione regionali, provinciali e comunali vigenti al momento di entrata in vigore del presente articolo, non diversamente localizzabili, oppure ampliamento o adeguamento di quelli esistenti
;" (art. 142, comma 2 lettere a e b).


Che vuol dire: avanti tutta per l'inceneritore in Valdisieve anche se sarà in aree a pericolosità idraulica molto elevata ed elevata !!!!!!!!!!!!!!!!


BASTA SPENDERE UN SACCO DI SOLDI IN PIU' PER LE OPERE NECESSARIE A "RIDURRE" IL RISCHIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ( ah, non dimentichiamo che questi soldi poi sono i nostri attraverso la TIA!!!!!).


Nei documenti delle modifiche alla LR sopra, nella Relazione (che spiega le motivazioni delle modifiche) si legge che essenzialmente erano stati riscontrati "problemi interpretativi" e che in merito all'art. 142 erano emersi "aspetti problematici dei procedimenti amministrativi connessi all'attuazione della norma dovuti anche ai diversi approcci delle Autorità di Bacino nazionali e non", quindi per questo e in base alle osservazioni degli enti locali si è ritenuto di procedere ad alcune modifiche per "dettagliare meglio la casistica delle fattispecie alle quali non si applica l’articolo 142".


Che i dettagli riguardassero in particolare così esplicitamente gli impianti di trattamento dei rifiuti........ci pare costruito ad hoc per il problema di Selvapiana ( sempre che in Toscana non ci siano così tanti inceneritori, discariche ecc, che stanno per essere costruiti in altrettante aree PI4!!!!!).


In rete riguardo a questo argomento è emerso che, in seguito all'entrata in vigore di questi 2 articoli, sono sorte particolari  problematiche  nel grossetano (QUI 1  e  QUI 2 - QUI 3).


Analizzando il primo link sopra è palesemente evidente che, almeno per quanto riguarda il territorio a nord del Comune (Braccagni-Madonnino - GR), il problema non fosse di interpretazione della legge o di chissà cos'altro, MA la questione era l'incongruenza del Regolamento Urbanistico (RU) rispetto SIA al Piano Strutturale (PS) che alla cartografia del PAI dell'Autorità di Bacino dell'Ombrone.


Infatti leggiamo che nell'elaborazione del RU è stata prodotta una nuova cartografia che di fatto perimetrava MOLTE aree in PI4 che nel PS e nel PAI non lo erano ( e che probabilmente non ne aveva neanche la competenza), andando a vincolare così l'80% dell'intero territorio!


Questa diversa classificazione ha di fatto bloccato diversi progetti andando a "bloccare lo sviluppo urbanistico ed edilizio ed “ingessato” il territorio agricolo".


Se quello che è successo in questi comuni fosse IL problema di tutto il grossetano, non si capisce perchè si vada a modificare una legge regionale invece che andare a modificare il Regolamento Urbanistico che è l'atto difforme rispetto a PS e al PAI!


Tra l'altro l'art. 142 si riferisce agli interventi nelle aree PI4 così classificate dal PRG ( o PS) e dal PAI, non fa alcun riferimento ( e giustamente) al RU ( che di fatto dovrebbe "regolare" non individuare nuove perimetrazioni che è di competenza del PS).


Abbiamo la SENSAZIONE che una legge corretta, dal punto di vista della tutela dei corsi d'acqua e delle aree in pericolosità idraulica molto elevata ( ed ogni anno sappiamo cosa significa in termini di emergenze!!),  possa essere modificata per favorire per esempio la costruzione dell'inceneritore di Selvapiana VISTO che non si è pensato -prima- di  andare a modificare i regolamenti urbanistici non conformi!


Questa sensazione ce la devono aver avuta anche i Capigruppo di SEL, FdS e IDV della Regione visto il comunicato stampa che hanno prodotto (https://docs.google.com/open?id=0B5uPVnFGS9xwRWo2ZWVrT0hfdE0).


E meno male che ROSSI (promotore delle modifiche e Presidente della Regione Toscana), tornando ad Aulla (allagata nel 2011), come si legge in un articolo di GREENREPORT  ribadisce che:  «C'é poco da fare nel passato si é costruito male e dove non si doveva. A me interessa che tutti insieme si riesca a cambiare questa politica. Proprio per dare concretezza a questa scelta, abbiamo fatto una legge regionale con cui si bloccano le costruzioni in tutte le aree a rischio idraulico. È una scelta di buon senso, un intervento di prevenzione del rischio. Lo dico con franchezza - ha aggiunto Rossi - ci sono già proteste contro questa decisione, che io definisco di buon senso. Dico subito che non cambierò idea e finche sarò presidente questo provvedimento resterà in vigore».


Forse si era dimenticato di dire: resterà in vigore con tutte le modifiche del caso ( giuste e non giuste!)!


documenti modifiche alla LR 66/2011:



  1. testo coordinato https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwU19OWEhHSk9nM0U/edit

  2. articolato testo integrale https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwVDBaWXhsR3VBNjg/edit

  3. relazione illustrativa https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwQXFjX2d2Rk45MWs/edit

  4. relazione tecnico-normativa https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwalVsbEN0T1I2bjg/edit

  5. link: https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwNTJWTkFaMWRGSG8/edit

lunedì 2 aprile 2012

Inceneritore di Selvapiana: domanda di attualità del PdL

Di suguito la domanda di attualità del PdL sul caso dell'inceneritore di Selvapiana dopo l'interruzione dell'iter di AIA all'ultima Conferenza dei Servizi dell'8 Marzo scorso.


Ci piace ricordare che in quella conferenza oltre ai pareri di Arpat e Genio Civile sul rischio idraulico in "Aree a pericolosità molto elevata", vi è il parere della Soprintendenza dei Beni Culturali e Paesaggistici ( FI-PO-PT) che fa emergere anche il problema del  Ricorso al Consiglio di Stato che di fatto si va a sovrapporre alla nuova procedura di VIA e di AIA in quanto si è ancora in attesa del Giudizio. Per cui la Soprintendenza chiede se non sia il caso di attendere questo Giudizio. Infatti anche la nostra domanda è: MA QUANTE PROCEDURE SI SONO APERTE PER LO STESSO PROGETTO?????


SOTTO la domanda di attualità e altri  link sul sito della provincia:


RIFIUTI, "SE SALTA SELVAPIANA, CHE FA LA PROVINCIA?"
I consiglieri del Pdl Lensi e Franchi: "E' il caso di aspettare il parere del Consiglio di Stato"


Selvapiana. "Il rischio c'è, ma non si vede. Se l’inceneritore di Selvapiana salta, quali alternative mette in campo la Provincia?". I consiglieri provinciali del Pdl Massimo Lensi ed Erica Franchi hanno presentato una domanda d'attualità sulla questione. Di seguito il testo.

"I sottoscritti consiglieri provinciali premesso che
- i Consigli Provinciali di Firenze Prato e Pistoia hanno recentemente adottato il Piano Interprovinciale dei Rifiuti di ATO Toscana Centro;
- nell’area territoriale Firenze Prato Pistoia sono quattro i siti individuati e dedicati allo smaltimento dei rifiuti, tra cui il progetto dell’inceneritore di Selvapiana che due anni fa era stato soggetto di una battuta d’arresto quando il TAR aveva bocciato l’iter diretto alla sua costruzione;

Appreso dalla stampa (Metropoli Campi-La Piana del 23/3/2012 e Il Corriere Fiorentino del 25/03/2012) che nel corso dell'ultima Conferenza dei Servizi per il rilascio dell'AIA (ultima pratica da acquisire prima del via libera all’operazione) per la realizzazione dell'impianto di Selvapiana, Genio Civile e Arpat hanno segnalato l’incongruità con le nuove norme previste dalla L.R. 66/2011 (Finanziaria regione Toscana 2012), dove al novellato art. 142 si esclude la possibilità di costruire opere come appunto un inceneritore in aree classificate a “pericolosità idraulica molto elevata”, classificazione che riguarda attualmente parte di quelle destinate all'ampliamento dell'impianto esistente, trovandosi per buona parte nella piana alluvionale della Sieve ;

Considerate inoltre le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore della Provincia di Firenze Renzo Crescioli, apparse sulla stampa locale, secondo le quali “il rischio che il termovalorizzatore di Selvapiana salti c’è ma le probabilità sono più basse rispetto a qualche giorno fa”;

Dato atto che allo stato attuale degli eventi, le alternative per rilanciare il progetto potrebbero imporre una modifica da parte della Regione delle norme anti alluvione in vigore solo da pochi mesi ed adottate a seguito di quanto avvenuto in Luniguana, oppure che il Comune produca un progetto per mettere in sicurezza gli argini della Sieve (che dovrebbe avere il Placet da parte dell’Autorità di Bacino dell’Arno)

Preso inoltre atto che l’inceneritore di Selvapiana, che dovrebbe smaltire 68 mila tonnellate di rifiuti all’anno, secondo la Provincia si configura come un semplice ampliamento dell’impianto già esistente , mentre per altri soggetti (Italia Nostra, Asso Valdisieve ed i residenti) consisterebbe in un’operazione quasi del tutto nuova;

Per quanto sopra esposto,

CHIEDONO DI SAPERE

se quanto sopra esposto corrisponde a verità e quali ulteriori notizie ha in merito la Giunta Provinciale;

quali iniziative ha attivato o intenda attuare la Giunta Provinciale per consentire la realizzazione dell'impianto di Selvapiana secondo le previsioni del Piano Interprovinciale dei Rifiuti di ATO Toscana Centro;

Visto che il Consiglio di Stato si dovrò esprimere sulla vicenda, nel caso in cui lo stesso dovesse condividere il punto di vista dei residenti e delle associazioni e dovesse pertanto bloccare il progetto di Selvapiana, in quale modo la Provincia di Firenze intenderebbe equilibrare e tamponare una situazione rifiuti già emergenziale nel territorio e quali ripercussioni sugli altri siti di compostaggio e smaltimenti di rifiuti;

se allo stato di fatto delle cose la Giunta non consideri opportuna una revisione radicale degli indirizzi del Piano provinciale dei rifiuti alle luce delle novità citate e se parimenti non reputi necessario bloccare tutto l’iter procedurale in attesa del parere del consiglio di Stato".


30/03/2012 10.45
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze


fonte: http://met.provincia.fi.it/comunicati/comunicato.asp?id=113641


INTERESSANTE E DI ESTREMA ATTUALITA', ANCHE:


SICCITA' IN AGRICOLTURA E IMPIANTO DI SELVAPIANA
Il programma dei lavori del Consiglio provinciale di lunedì 2 aprile 2012


Il Consiglio provinciale di Firenze, lunedì 2 aprile 2012, si aprirà alle 15, nella Sala IV Stagioni di Palazzo Medici Riccardi (via Cavour 1), con un ricordo del giornalista Andrea Bonini, recentemente scomparso in un incidente.
Quindi l'assessore Pietro Roselli svolgerà una comunicazione sugli effetti della siccità nell'agricoltura del territorio fiorentino. Nel corso del Consiglio l'assessore al Bilancio Tiziano Lepri presenterà il rendiconto dell’Istituzione Parco Mediceo di Pratolino e della gestione per l'anno finanziario 2011. L'Assemblea prenderà in esame cinque mozioni: due, distinte, del Pd e della Lega Nord contro il ripristino del regime di Tesoreria Unica per gli Enti Locali, del Pdl per il rientro in Italia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone", di Rifondazione comunista "per l'abbandono del programma di acquisto di 131 cacciabombardieri F35 e per la destinazione a fini sociali dei fondi risparmiati" e della Commissione Rapporti Internazionale di "adesione all'appello per il rilascio dei permessi umanitari ai profughi fuggiti dalla Libia durante il conflitto".
Sette le interrogazioni di Rifondazione comunista, due della Lega Nord e una del Pdl.
Nelle domande d'attualità le vertenza Mangani a Calenzano, della Champion Europe a Scandicci (Rifondazione), del Pdl su "cos’è il pecorino di Stato?" e sull'inceneritore di Selvapiana (Rifondazione, Lega Nord, Gruppo Misto, Pd, Pdl).

In allegato il programma dei lavori e le domande d'attualità



30/03/2012 13.08
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze http://met.provincia.fi.it/comunicati/comunicato.asp?id=113661


ALTRO:


martedì 27 marzo 2012

COMUNICATI STAMPA DI SEL E RIFONDAZIONE * e Federazione della Sinistra – Verdi

In relazione ai pareri espressi da Arpat e Genio Civile, in Conferenza dei Servizi dell'8 Marzo scorso che doveva autorizzare AER Impianti srl a costruire e gestire il nuovo ( non ci stancheremo mai di dirlo) inceneritore di Selvapiana, in cui si dichiara che l'impianto non è fattibile se non a acondizione di un declassamento ( da parte dell'Autorità di Bacino) delle "Aree a rischio idraulico molto elevato" in "Aree a rischio idraulico" soltanto "elevato" ( senza il MOLTO!!), alcuni capigruppo dei partiti i n oggetto  hanno presentato domanda di attualità o comunicati stampa sull'argomento. (vedi articolo relativo QUI).


Li riportiamo qui sotto in ordine di come ci sono arrivati:


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Firenze,  26 marzo 2012


Al Presidente della Provincia di Firenze


Andrea BARDUCCI                       


Al Presidente del Consiglio Provinciale      David ERMINI



Oggetto: Nuove crepe nel Piano Interprovinciale dei Rifiuti. L’inceneritore di Selvapiana a Rufina non s’ha da fare! A sostenerlo Genio Civile e Arpat in sede di Conferenza dei Servizi. Rifondazione Comunista: le scelte della Giunta Provinciale sui rifiuti crollano come un castello di carta. Ripartiamo dalle linee alternative all’incenerimento.


Domanda di attualità


La L.R.Toscana 66/2011 approvata a seguito dei tragici eventi alluvionali  che colpirono duramente il territorio toscano nell’anno passato potrebbe complicare la realizzazione del nuovo mega inceneritore a Selvapiana.  Il nuovo problema è  venuto fuori nell'ultima "Conferenza dei servizi"  dove è saltata l’approvazione dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale e quindi il via libera all’avvio dell’operazione.


Nel marzo del 2010 IL TAR aveva accolto alcuni dei ricorsi contro l’inceneritore «I cipressi» di Selvapiana alla Rufina e il progetto di ampliamento da 9.000 tonnellate, a 68.000. Secondo il tribunale così come era stato autorizzato, sulla base delle carenti procedure di Via (valutazione di impatto ambientale) e di Aia (autorizzazione integrata ambientale) fatte fare dalla Provincia, l’ampliamento non avrebbe potuto essere fatto.


La seconda sezione del Tar annullava le procedure di Via e di Aia evidenziando l’ insufficienza delle indagini sulla qualità del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee.


La sentenza aveva fatto riemergere le contraddizioni di un progetto che per l’amministrazione provinciale doveva essere considerato come l’ampliamento di un impianto già esistente, ma che nei fatti prevedeva in realtà la realizzazione di un nuovo impianto situato accanto a quello vecchio, per cento metri di estensione lungo la statale, una ciminiera alta 62 metri e una distanza dai 30 ai 50  dalla Sieve.


In quell’occasione il Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista, nel sottolineare che la sentenza metteva in luce tutte le contraddizioni dell’opera e nel ribadire la contrarietà alla stessa, aveva evidenziato che, in assenza di una procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale idonea tutto il progetto dovesse essere rivalutato.


Il pronunciamento del TAR evidenziava e rafforzava quanto da noi sempre sostenuto: l’errore di localizzare  un nuovo grande impianto a Selvapiana, un'area di grande pregio paesaggistico, con produzioni biologiche che sarebbero gravemente danneggiate, e per di più nell'area di espansione del fiume Sieve, in un luogo ad altissimo rischio di esondazione.


Quest’ultimo aspetto torna oggi di attualità e diviene elemento ostativo sulle procedure di realizzazione dell’opera. Genio Civile e Arpat infatti in sede di Conferenza dei servizi hanno fatto saltare  l'approvazione dell'autorizzazione integrata ambientale (rifatta ex novo dalla Provincia dopo il pronunciamento del Tar) per evidenti incongruità del progetto rispetto alle nuove normative regionali.


Un’incongruità evidente rispetto all’ art. 142 della Legge Regionale n. 66/2011 che pone forti vincoli sulle aree a pericolosità idraulica molto elevata riconoscendo in esse la sola “possibilità  di realizzazione di infrastrutture di tipo lineare (stradali, energetiche etc..) non diversamente localizzabili, purché sia garantita la preventiva o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza, e senza aggravare la pericolosità idraulica a monte e a valle”.


Disposizioni che di fatto impediscono la realizzazione dell’opera prevista perché situata per buona parte nella piana alluvionale della Sieve ovvero in prossimità di un fiume a rischio di tracimazione.


Dunque l’affaire sui rifiuti si complica e il nuovo piano interprovinciale appena adottato sembra essere costantemente messo in crisi da una serie di eventi:


l’indisponibilità dell’Amministrazione Comunale di Greve di accogliere il nuovo inceneritore a Testi,


l’indisponibilità dell’Amministrazione Comunale di Firenzuola di ampliare la discarica il Pago,


la mancata approvazione dell’Aia sull’inceneritore di Selvapiana, sul quale rimane anche un ulteriore elemento di criticità. Sullo sfondo infatti  resta  la questione decisiva dell’attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato nella disputa interpretativa, tra Associazioni Ambientaliste e Provincia, riguardo alla classificazione dell’impianto: se l’organo giurisdizionale dovesse ritenere corretta l’interpretazione delle associazioni, ovvero quella volta a considerare l’impianto previsto a Selvapiana come opera ex novo e non ampliamento dell’inceneritore preesistente, allora tutto l’iter fin qui approvato risulterebbe praticamente nullo e la realizzazione dell’inceneritore praticamente impossibile.


All’apparente imperturbabilità dell’ assessore all'ambiente della Provincia di Firenze, Renzo Crescioli di SEL, che interrogato da un giornalista riguardo all’eventuale disponibilità a rinunciare a Selvapiana ha risposto:  “…non credo, io sono ragionevolmente ottimista…”, fa da contraltare una situazione tutt’altro che semplice da gestire.


Ciò premesso gli scriventi Consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista, nel confermare la loro ferma contrarietà alla realizzazione del nuovo inceneritore di Selvapiana – così come per i restanti inceneritori e discariche -   e nel richiedere formalmente una revisione radicale degli indirizzi del Piano Interprovinciale dei rifiuti volta ad abbandonare la via della combustione, chiedono al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire:


•    su quanto è accaduto in sede di Conferenza e sulle osservazioni mosse dal Genio Civile e Arpat;


•    se non si ritenga che l’articolo 142 della legge Regionale 166/2011 introduca elementi oggettivamente ostativi alla realizzazione dell’inceneritore di Selvapiana;


•    se l’Amministrazione Provinciale si disposta a rivedere detta realizzazione dell’inceneritore  oltre che per i pericoli sopra evidenziati anche per quelli che derivano da uno smaltimento che punta solo sull’incenerimento dannoso alla salute e all’ambiente e sul quale esistono proposte alternative come recentemente illustrate dal Coordinamento dei Comitati della Piana di Firenze Prato e Pistoia e dalla Rete Coordinamento Valdarno Aretino, Valdarno Fiorentino e Valdisieve.


•    se non si consideri opportuno bloccare tutto l’iter procedurale in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato anche alla luce del fatto che tale pronunciamento potrebbe di fatto rendere nulli tutti i passaggi e tutte le scelte fin qui compiute


Andrea Calò Lorenzo Verdi 


*  Gruppo Partito Rifondazione Comunista - Partito dei Comunisti Italiani - Sinistra per la Costituzione


scarica il doc QUI



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 COMUNICATO STAMPA, Firenze 27 marzo 2012 




Inceneritore Selvapiana. Romanelli (SEL):




 “Nessun intervento legislativo ad hoc, la Regione non può recedere dall'impegno ad impedire nuove costruzioni in zone a elevato rischio idraulico”.


“L’articolo 142 della Finanziaria regionale 2012 – ricorda Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà – esclude chiaramente la possibilità di costruire nuovi edifici, e ampliare quelli esistenti, in aree a pericolosità idraulica molto elevata: una norma sacrosanta di corretta gestione del territorio, recentemente e coraggiosamente riaffermata dal Presidente Rossi in un convegno ad Aulla, una delle località simbolo della tragica alluvione dell’ottobre scorso”. 




“La prevenzione e la manutenzione dei corsi d'acqua rischiano di essere inefficaci se non s’impedisce di costruire nelle aree a rischio nel caso di eventi alluvionali: troppe volte abbiamo dovuto piangere morti e sostenere enormi costi economici a causa d’irresponsabili realizzazioni urbanistiche”. 




“Il previsto inceneritore di Selvapiana, come più volte ricordato da ambientalisti e comitati, sorgerebbe proprio a ridosso della Sieve, fiume giudicato ad alta pericolosità idraulica e soggetto a espansione in caso di piena proprio nel pianoro dove dovrebbe sorgere l’impianto: tutte problematiche che ha confermato il Genio Civile nell’ultima riunione dellla Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto dare il via libera”.  




“In questa situazione, e dopo i disastri e i lutti che ci sono stati sarebbe davvero grave se arrivassero pressioni, come invece qualcuno ventila stia succedendo, per modificare la normativa regionale, o per riclassificare quella zona, abbassando artificialmente il grado di rischio idraulico”. 




“Sarebbe davvero uno scandalo, considerato anche che un inceneritore in quel sito danneggerebbe il paesaggio, l’ambiente e l’economia locale”. 




“La via maestra è invece mantenere salde le nuove norme a tutela del territorio e, finalmente, iniziare ad intraprendere la strada di nuove pratiche per diminuizione e differenziazione dei rifiuti, e tecnologie alternative all’incenerimento per lo smaltimento del residuo” – termina Romanelli.




Mauro Romanelli  SEL Regione Toscana


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Comunicato del 27/03/2012
Vicenda inceneritore di Selvapiana. Sgherri :


”Errore lampante in un Piano – quello interprovinciale dei rifiuti Ato Centro – dove errori sono tanti e di fondo, che sarebbe quindi da modificare profondamente”

Il caso dell’inceneritore di Selvapiana, previsto in area ad elevato rischio idraulico e configgente per questo con le normative regionali, è l’esempio lampante di errore in un Piano dove errori e approssimazioni sono tali e tante che chiederebbero una sua profonda e radicale revisione. Il Piano interprovinciale dei rifiuti dell’Ato centro – di questo parlo- , attualmente adottato ed in attesa delle osservazioni, può ancora essere rivisto e possono ancora essere profondamente corrette tutta una serie di scelte che altrimenti consegnerebbero l’Ato centro a costi elevatissimi per il conferimento dei rifiuti. Si tratta di correggere previsioni di aumento dei rifiuti (dal 2007) contraddette negli anni, di aggredire un maniera significativa il fatto che la produzione procapite di rifiuti in Toscana e nell’Ato in questione è tra le più alte d’Italia e questo determina un costo elevatissimo per i cittadini, mentre il 65% di raccolta differenziata non è stato raggiunto e nel Piano non sono previste scelte convincenti per raggiungerla nel futuro; inoltre sono del tutto approssimative le tabelle mercelologiche e dunque la composizione media dei rifiuti prodotti nell’Ato è del tutto inaffidabile, avendo come conseguenza che viene del tutto sottostimata la presenza dei rifiuti organici - quelli facilmente smaltibili in compost - che abbatterebbero immediatamente la produzione complessiva dei rifiuti. Il risultato è che c’è nel Piano un assoluto sovradimensionamento dei rifiuti prodotti e quindi delle necessità impiantistiche finali in particolare di inceneritori. Lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati viene infatti quantificato in 540 mila tonnellate annue circa, di cui il Piano fissa in 365 mila tonnellate/anno la capacità complessiva del trattamento termico (inceneritori), quando con il solo raggiungimento del 65% di raccolta differenziata – e contestualmente la diminuzione di produzione procapite - il quantitativo di rifiuti indifferenziati da smaltire si ridurrebbe a poco più di 270.000 tonnellate/anno, che si ridurrebbero a 165.000 dopo un pre-trattamento meccanico che ne selezionasse il 40% (con l’utilizzo dei cosiddetti “impianti a freddo”). Questo ci dice che le previsioni impiantistiche sarebbero sovradimensionate di circa la metà rispetto al fabbisogno di smaltimento dei rifiuti se accompagnato da semplici e concreti aggiustamenti del Piano. Aggiustamenti necessari, in un piano che invece proprio nell’aspetto impiantistico sovrastimato insiste nel prevedere – fra gli altri – impianti con localizzazioni sbagliate – Selvapiana-, impianti in aree già fortemente inquinate – come la Piana Fiorentina – o potenziamenti di impianti già più volte fermati in passato per sforamenti di inquinanti da essi provenienti (fra tutti la diossina) come è il caso di Montale. Un piano quindi da modificare profondamente. 


Federazione della Sinistra – Verdi