Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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venerdì 22 marzo 2013

Legge sul rischio idraulico: altra modifica ad hoc?

Sul blog di Andrea Balli- Notizie su "Quarrata e dintorni", leggiamo un articolo su una nuova modifica apportata alla LR 21/2012 (quella che ha permesso all'iter di AIA, per l'inceneritore di Selvapiana, di concludersi nel migliore dei modi senza far ircadere i costi delle opere di messa in sicurezza - ammesso che di sicurezza in circostanze tali si possa chiamare - sul comune di Rufina ma su tutti noi). Ne abbiamo parlato anche QUI.

In poche parole un impianto della Repower, per la produzione di energia,  era rimasto tagliato fuori, e per farcelo rientrare hanno aggiunto 3 parole:

--> A Maggio l'art. 2, comma, lettera b, recitava: " ....la produzione ed il
trasporto di energia da fonti rinnovabili...
"


--> Solo a Novembre invece si aggiungono 2 paroline e diventa:  "....la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili e gas naturali ....".

Noi ci chiediamo: MA tutte queste attente, scrupolose, puntuali modifiche ad una legge regionale che doveva TUTELARE le aree a rischio idraulico molto elevato,  sono così legittime?

Perchè il dubbio ci sfiora: come mai se un area, in futuro, non sarà più costruibile perchè il rischio è tale da VIETARE edificazioni, OGGI si autorizzano questi impianti specifici (NON ANCORA FATTI, pianificati o meno)?
Ma se ricadono in aree NON IDONEE, cosa si aspetta a dire che lì non si possono fare?


Ma vi lasciamo all'articolo:

"Sulla legge 21 e
sulla Repower a Pistoia il consigliere regionale Venturi si prende il
merito di una modifica che invece aveva avversato". SeL Pistoia:
"Diffidiamo delle decisioni della politica che usa le mezze verità per
giustificare le proprie scelte".

PISTOIA_ Come ricevuto volentieri pubblichiamo:

SEL Pistoia,
per trasparenza e rispetto dei cittadini e degli elettori, ritiene necessario
offrire alcuni elementi di chiarezza in relazione a quanto affermato dal
consigliere regionale Venturi, nell’articolo apparso sulla stampa sabato 22
dicembre
, che recitava: “Noi ci siamo trovati
una proposta che prevedeva in queste zone impianti che producevano qualsiasi
tipo di energia
- spiega il consigliere regionale Gianfranco
Venturi
, che fa parte della commissione che si è occupata della modifica - Abbiamo limitato la proposta al gas naturale perché ci
sembrava più attinente alle energie rinnovabili, condizione preesistente nella
legge. Non è assolutamente stata una modifica dettata dalle esigenze
dell’azienda
».”
La proposta di emendamento, la prima a cui allude la frase, che consentiva la
realizzazione impianti per la produzione di energia da qualsiasi fonte, è stata
proposta e firmata dallo stesso consigliere Venturi e dalla consigliera
Caterina Bini.

Nella commissione di cui parla Venturi, ovvero la Commissione Controllo, è
stato il consigliere Mauro Romanelli (di SEL) che ha sollevato il problema che
questa modifica avrebbe aperto a tutti gli impianti di energia
indiscriminatamente; non è stato Venturi, anzi lo stesso Venturi ha contrastato
le argomentazioni di Romanelli sostenendo che ai fini dell'impatto idraulico
poco importa se la fonte di energia sia rinnovabile o meno. Sorprende quindi
che adesso Venturi si prenda il merito di una modifica che invece aveva
avversato.
In Commissione, Sel, unica forza della maggioranza, non ha quindi votato il
provvedimento contenente la prima versione dell'emendamento, allarmata per le
conseguenze che questo avrebbe avuto sull’ambiente.

Esattamente abbiamo non partecipato al voto, il che politicamente equivale ad
un'astensione, e non abbiamo invece votato contro, solo perchè Marco Manneschi,
il Presidente della Prima Commissione (che avrebbe dovuto tenere l'esame definitivo
della Legge prima di inviarla in Consiglio), si è impegnato a far modificare
quel punto che, nella versione originale, (quella appunto firmata Bini e
Venturi), avrebbe eliminato ogni vincolo anche per le centrali a carbone, che
potevano così essere localizzate anche nelle zone a massima pericolosità
idraulica.
La legge, in Prima Commissione (come promesso da Manneschi), è stato
modificata, ma non riportata alla dicitura iniziale che prevedeva solo le
rinnovabili, ma aggiungendo comunque la specifica a “gas naturale”, per cui la
deroga prevista dalla legge 21 (esclusivamente per gli impianti energetici da
fonti rinnovabili) dà ora il via libera anche alle centrali a metano.
Senza questo emendamento, infatti, la normativa regionale avrebbe impedito la
realizzazione dell’impianto nell’area ex Radicifil per i vincoli posti dalla
legge 21, fatta a tutela dei nostri territori e della nostra incolumità dopo le
alluvioni che hanno devastato la provincia di Massa.
Diffidiamo delle decisioni della politica che usa le mezze verità per
giustificare le proprie scelte, siamo preoccupati quando i nostri
rappresentanti non possono usare parole di verità per motivare le ragioni del
loro agire.
Riflettiamo sulla necessità di rimettere al centro della politica i valori di
verità e giustizia, che sembrano dimenticati dai nostri rappresentanti ma che
sono i fondamenti imprescindibili di democrazia e partecipazione. Dove c’è
opacità e menzogna nessuna garanzia di tutela democratica può trovare luogo.
Stiamo attraversando una crisi profonda che riguarda la politica, le
Istituzioni, il nostro sistema economico, la nostra storia; possiamo uscirne
solo anteponendo ciò che è giusto a ciò che conviene, reinterpretando la
politica come luogo di verità e servizio e non come luogo di conquista per
ambizioni personali; “si rimetta in onore il culto della verità e della giustizia, si formi un blocco di volenterosi disposti ad operare nell’esclusivo interesse della collettività, ed allora si
vedrà che la nostra diletta Pistoia tornerà a risorgere piena di vita e pulsante di energia
” così recitava Emilio Nanni, primo sindaco di Pistoia nella prima giunta comunale nominata dal Comitato di Liberazioni il 23 settembre 1944.

Sinistra Ecologia Libertà - Federazione di Pistoia
Mauro Romanelli, Consigliere regionale di Sel in Toscana
Simone Morosi, Eugenio Baronti, Marisa Nicchi, Candidati
nelle Primarie di SEL in Toscana per le prossime elezioni politiche.

Fonte: Comunicato Stampa Sel Pistoia

Pubblicato da

Read more: http://andreaballi.blogspot.com/2012/12/sulla-legge-21-e-sulla-repower-pistoia.html#ixzz2OHK2EAbY

REPOWER PISTOIA, “L' ESONDAZIONE Dell'OMBRONE PISTOIESE DIMOSTRA LA PERICOLOSITÀ DELL’IMPIANTO”

UN PROBLEMA CHE SI POTREBBE VERIFICARE ANCHE A SELVAPIANA:

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COMUNICATO STAMPA Congiunto Italia Nostra e Gruppo Misto regionale


REPOWER PISTOIA,
“L' ESONDAZIONE Dell'OMBRONE PISTOIESE DIMOSTRA  LA PERICOLOSITÀ
DELL’IMPIANTO”


Staccioli, “Il
fiume è tracimato proprio nell’area dove dovrebbe nascere la centrale”



Italia Nostra: si
fermi il progetto devastante della mega centrale a gas



FIRENZE, 20 MARZO
2013


“L’esondazione dell’Ombrone è la
prova provata della pericolosità dell’impianto Repower in progetto alle porte di
Pistoia”. A dichiararlo è la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo
Misto)
, che ha sottoscritto, tra l’altro, l’esposto presentato in
Procura da Italia Nostra
, in merito alla centrale a gas naturale da 245
MW.


“Il terreno è ad alto rischio
idraulico – afferma Marina Staccioli insieme a Mariarita Signorini,
consigliere nazionale di Italia Nostra
– come è stato dimostrato
proprio in questi giorni. Diversi vivai della zona sono finiti sott’acqua, con
ingenti danni per gli agricoltori. Non possiamo permetterci di insistere in una
zona così delicata, costruendo un impianto invasivo e per di più di forte
impatto sull’ambiente circostante”. “La centrale – aggiungono -
emetterebbe infatti ingenti quantitativi di sostanze tossiche in una zona già
ad alto tasso di inquinamento atmosferico”.


“Il Presidente Rossi faccia
marcia indietro – conclude la consigliera Staccioli – prima di ritrovarsi a una
nuova inevitabile conta dei danni”.


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PS. Repower è la stessa ditta che vuole costruire l'impianto
eolico a Pontremoli: aerogeneratori di 165 m sui nostri crinali appenninici a
rischio idrogeologico!


 


 

venerdì 4 gennaio 2013

Legge Rischio Idraulico: ad hoc, ad aziendam, ad personam, scegliete Voi!


Dopo le modifiche di maggio 2012 per SALVARE l'inceneritore di Selvapiana (vari articoli qui  http://assovaldisieve.blogspot.it/search/label/LR%2066%2F2011), un'ulteriore MODIFICA apportata con l.r. 26 novembre 2012, n. 64 , art. 9 , di fatto garantisce la costruzione dell'impianto a gas naturale nel Pistoiese!


Questa la modifica che senza ombra di dubbio è fatta appositamente (per ora!) per questo impianto:


--> A Maggio l'art. 2, comma, lettera b, recitava: " ....la produzione ed il
trasporto di energia da fonti rinnovabili...
"


--> Solo a Novembre invece si aggingono 2 paroline e diventa:  "....la produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili e gas naturali ....".


SCEGLIETE
UN PO' VOI COME CHIAMARE QUESTE MODIFICHE, SE AD HOC, AD AZIENDAM O AD
PERSONAM, A  NOI CI SEMBREREBBE IL CASO CHE QUALCUNO POTESSE INDAGARE
PER VERIFICARE SE QUESTE MODIFICHE SONO STATE FATTE PER IL BENE DELLA
REGIONE TOSCANA O SOLO PER RISOLVERE LE PROBLEMATICHE DI QUESTA O QUELL'
AZIENDA, DI QUESTO O DI QUEL COMUNE!


Questi i link che rimandano alla questione dell'impianto del pistoiese della Repower:


giovedì 13 dicembre 2012

Selvapiana: noi che rimarremo col cerino in mano!


L'inceneritore in VALDISIEVE rischia di rimanere l'unico impianto di incenerimento dell'Ato Toscana Centro:

  • --> sappiamo
    che il PIANO (PIR) ha fermato in parte TESTI fino al 2015 quando si
    dovrà stabilire se la produzione dei rifiuti è tale da dover ricorrere
    anche a questo impianto.

  • --> E' notizia di questi giorni che il Sindaco di Sesto Fiorentino, Gianassi, ha deliberato per sospendere le procedure connesse alla realizzazione dell'inceneritore di Case Passerini (leggi qui la DECISIONE di GIUNTA).
QUINDI 

al di là dell'ampliamento di Montale (ancora tutto da vedere visto che ci sono anche dei processi in corso) 

L'UNICO CHE POTREBBE AVERE LE CARTE IN REGOLA PER PARTIRE  

E' PROPRIO SELVAPIANA!! 

(ovviamente grazie alle peripezie di nuovi iter di VIA e di AIA mentre è ancora in sospeso il Consiglio di Stato sulle prime autorizzazioni, grazie alle modifiche di leggi ad hoc sul rischio idraulico, grazie al nuovo parere positivo con riserva (quindi ancora ambiguo!!), della Soprintendenza, grazie all'Autorità di Bacino che non ci trova niente di strano a farglielo fare in quel posto nonostante il rischio idraulico, l'area esondabile, l'area di pertinenza fluviale e golenale, grazie anche ad ARPAT che nonostante la Valdisieve sia una zona caratteristica per inversione termica (e che non sia molto adatta a far disperdere gli inquinanti in modo normale lo si vede anche dalle foto http://vivereinvaldisieve.blog.espresso.repubblica.it/associazione_vivere_in_va/2012/12/inversioni-termiche-nella-valdisieve-dove-vogliono-fare-linceneritore-di-selvapiana.html )....


  GRAZIE VERAMENTE DI CUORE!
 


fonte immagine: http://www.facebook.com/pages/Rimanere-con-il-cerino-in-mano/101211869950158

giovedì 6 dicembre 2012

La Bozza che COZZA con la LR 21/2012!

Come fa ad asserire Rossi che VIETA " con la legge n. 21/2012 ogni forma di intervento edificatorio in oltre
1000 km quadrati di territorio, pari al 7% della superficie pianeggiante
della regione. Insieme al divieto di edificazione negli alvei, nelle
golene
, sugli argini e nelle fasce laterali per una larghezza di 10
metri dall’esterno dell’argine,
" quando poi in Valdisieve si autorizza l'inceneritore sulla Sieve,7 volte più grande e in aree a rischio idraulico MOLTO elevato ed elevato, a Sarzana (sul Magra a cavallo del confine Tosco-Ligure) si autorizza tutta una serie di costruzioni, a Casale si autorizza un digestore anaerobico e in Maremma (anche  nelle aree che sono state allagate qualche settimana fa) si continua a costruire (tanto che la spinta maggiore per modificare gli articoli sembra sia partita proprio dagli amministratori di quelle zone)????????????????????????????


E come la mettiamo con la bozza (sotto)  del ministro che dice che in attesa della revisione del PAI sono vietati anche insediamenti produttivi o per servizi o infrastrutture????????


Si farà una modifica ad hoc anche alla bozza, visto che è solo una bozza??ScreenHunter_08 Dec. 06 15.47                      Il  Ministro dell’Ambiente, della Tutela del
Territorio e del Mare







BOZZA DI DELIBERA DEL
CIPE




LINEE STRATEGICHE


PER L’ADATTAMENTO AI
CAMBIAMENTI CLIMATICI,


LA GESTIONE SOSTENIBILE
E LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO ”




IL
CIPE


VISTA la Convenzione
quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ratificata con legge
nazionale n. 65 del 15 gennaio 1994;




VISTE le decisioni
1/CP.15 e 1/CP.16 della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui
cambiamenti climatici che hanno riconosciuto l’importanza di conferire alle
misure di adattamento la stessa priorità conferita alle misure per la riduzione
delle emissioni di gas ad effetto serra;




VISTI gli articoli
63  e 64 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n.152, che dispongono la ripartizione del territorio nazionale in otto
distretti idrografici e l’istituzione di un’ Autorità di Bacino Distrettuale per
ogni distretto idrografico;




VISTO il decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 che prevede che i piani di gestione dei bacini
idrografici tengano conto degli impatti dei cambiamenti climatici in  recepimento della direttiva quadro sulle
acque 2000/60/CE;




VISTO il decreto
legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 di attuazione della direttiva 2007/60/CE in
materia di  valutazione e  gestione dei rischi di alluvioni, che
evidenzia la necessità di integrare l’adattamento ai cambiamenti climatici nelle
strategie per ridurre il rischio di alluvioni;




VISTA la Strategia
Nazionale per la Biodiversità, adottata d’intesa con la  Conferenza Stato-Regioni del 7 ottobre 2010,
che include tra gli obiettivi strategici l’adozione  di 
misure  per l’adattamento il  rafforzamento della  resilienza degli ecosistemi naturali e
seminaturali ai cambiamenti climatici




VISTO il decreto
legislativo 13 ottobre 2010, n. 190,  di
recepimento  della direttiva 2008/56/CE
che prevede come misura prioritaria delle politiche per l’ambiente marino
l’adattamento ai cambiamenti climatici;




VISTO il Libro Bianco
della Commissione Europea (CE) "Adattarsi
ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo"
, che  esorta i Paesi Membri  a 
dotarsi entro la fine del 2012 di una Strategia di Adattamento
Nazionale;




CONSIDERATO che, come
risulta dalla serie storica degli eventi climatici estremi, a partire dagli anni
ottanta l’Italia subisce danni sempre più rilevanti, che costano mediamente 3,5
miliardi/anno  con effetti significativi
per l’economia nazionale;




PRESO ATTO che sulla
base dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI), 
previsti dalle leggi 267/1998
e 365/2000,  le aree ad elevata vulnerabilità per i rischi
di frane ed alluvioni rappresentano
circa il 10% della superficie italiana (29.500 kmq) e riguardano l'89% dei
comuni (6.631).




CONSIDERATO che le
evidenze delle modificazioni del clima richiedono  prioritariamente l’aggiornamento dei PAI,
nell’ambito di una più estesa valutazione della vulnerabilità del territorio
nazionale ai cambiamenti climatici;




VISTO il Rapporto
preliminare sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità
ed adattamento ai cambiamenti climatici elaborato dal Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare;




CONSIDERATO inoltre che,
l’amplificarsi in intensità e frequenza degli eventi estremi richiede  azioni immediate per  mettere in sicurezza il
territorio;




CONSIDERATO che
l’attuazione di azioni/misure di adattamento  coinvolge  settori socio-economici particolarmente
dipendenti dalle condizioni meteo-climatiche, e che pertanto è necessario  avviare un dialogo strutturato con le parti
interessate;




CONSIDERATO che il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 24
settembre ha avviato la prima consultazione pubblica sugli elementi di base per
l’elaborazione della strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici
e che tale consultazione si è conclusa il 15 novembre;


DELIBERA


Articolo
1


(Strategia nazionale di
adattamento ai cambiamenti climatici,


 la gestione sostenibile e la messa in
sicurezza del territorio )




Entro
il 1 marzo 2013  il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con i Ministri
delle politiche agricole e forestali, delle infrastrutture e dell’economia e
finanze, sentita la Conferenza unificata, presenta al CIPE  la Strategia Nazionale per l’Adattamento ai
Cambiamenti Climatici sulla base dei seguenti indirizzi :


1.      
Il
Rapporto sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed
adattamento ai cambiamenti climatici predisposto dal Ministero dell’ambiente,
della tutela del territorio e del mare è la premessa alla strategia, e viene
aggiornato ogni 4 anni;


2.      
Sulla
base del Rapporto, ed in attuazione della direttiva 
“alluvioni”
2007/60/CE,   sono
aggiornati entro il 31.12.2013 dalle Autorità di Bacino dei distretti
idrografici  i Piani di Assetto
Idrogeologico (PAI);


3.      
La
Strategia tiene conto delle seguenti priorità di intervento :


a)                  
limitazione
degli usi a fini urbani e produttivi delle zone individuate ad alta
vulnerabilità dai PAI;


b)                  
contenimento
del consumo del suolo, anche in  coerenza
con  il 
disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole
e di contenimento dei suoli;


c)                  
manutenzione
dei corsi d’acqua attraverso interventi di regimazione idraulica, di
ricalibratura e di pulizia degli alvei;


d)                  
gestione
delle acque reflue al fine di accrescere la resilienza dei centri
urbani;


e)                   
 recupero di terreni degradati e dismessi,
privilegiando la promozione  di attività
agricole di qualità, misure di riforestazione con specie autoctone e di
valorizzazione degli 
ecosistemi,


f)                    
ripristino  della gestione dei suoli nelle aree più
esposte al rischio di frane (terrazzamenti e coltivazioni
dedicate);


g)                  
estensione
delle disposizioni relative alla manutenzione dei boschi di cui all’articolo 3
della Legge 353/2000, anche per finalità connesse alla sicurezza
idrogeologica;


h)                  
miglioramento
della gestione dei boschi demaniali, considerati quali primarie infrastrutture
verdi, attraverso


Ø    
conversione
dei cedui in fustaie ed utilizzo della biomassa a fini energetici senza
intaccare le funzionalità di assorbimento di carbonio,


Ø    
conversioni
dei rimboschimenti con conifere alloctone a latifoglie
autoctone;


Ø    
tutela
dagli incendi boschivi con diradamenti e ripuliture e conseguente  impiego delle biomasse di risulta per
produzione di energia e/o chimica verde;


Ø    
protezione
della biodiversità e aumento della resilienza dei boschi all’impatto dei
cambiamenti climatici;


i)                      
    identificazione delle misure più
appropriate per ridurre la vulnerabilità delle coste, aumentare la resilienza
delle aree costiere ai cambiamenti climatici e proteggere le infrastrutture e
gli ambienti costieri;


j)                      
Impiego
delle informazioni climatiche nella programmazione territoriale e delle
infrastrutture strategiche per il Paese.




4.
 Ai fini dell’attuazione della strategia
sono individuate le seguenti azioni prioritarie :




a)              l’approvazione
da parte del CIPE, entro il 1 marzo di ogni anno  a partire dal 2014, di un piano annuale di
interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza
del territorio predisposto dal Ministero dell’ambiente, della tutela del
territorio e del mare, d’intesa con i Ministeri delle  politiche agricole e forestali, delle
infrastrutture e dell’economia e finanze, sentita la Conferenza unificata, sulla
base dei PAI di cui al precedente punto 2 
;


b)          
ai
fini del finanziamento del piano di cui al comma precedente, la  costituzione – per il periodo 2013- 2020- di
un fondo nazionale  alimentato con


Ø    
il
40% dei proventi derivanti dalle aste dei permessi di emissione di cui alla
direttiva europea 2009/29/CE;


Ø    
un
prelievo, determinato annualmente, su ogni litro di carburante consumato fino al
raggiungimento di 2000 milioni € all’anno;


c)              l’approvazione
da parte del Governo, entro il 31 marzo 2013, di un disegno di legge per
l’introduzione  di un’assicurazione
obbligatoria per la copertura dei rischi connessi agli eventi climatici estremi
a carico di beni e strutture di proprietà pubblica e privata.


 Art.2


(Misure urgenti di
salvaguardia)






1.                 Con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, di concerto con il
Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro della Funzione
Pubblica, sentita la Conferenza permanente Stato-regioni si provvede alla
costituzione delle Autorità di Bacino Distrettuali ai sensi dell’art.63 del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
.


2.                In
attesa
della revisione dei PAI, di
cui al precedente art.1, è vietato  l’uso ai fini residenziali,
produttivi o per
servizi e infrastrutture
, delle zone già
classificate  “R4-
Aree
a rischio idrogeologico molto elevato”, fino alla adozione da parte delle
amministrazioni competenti delle misure di prevenzione.


novembre
2012



documento rintracciabile al link: http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=/documenti/comunicati/comunicato_0523.html&lang=it

lunedì 3 dicembre 2012

Piano Interprovinciale --> comunicato Stampa di Rifondazione Comunista

Comunicato stampa


Piano Interprovinciale dei Rifiuti per
il PD avanti tutta: il processo di partecipazione bruciato dalla smania inceneritorista.
Rifondazione Comunista: “continuare la mobilitazione per bloccare un Piano
devastante”.


Alla
luce della seduta odierna della commissione Ambiente della Provincia la
maggioranza PD-IDV-SEL ha confermato le proprie strategie sulla gestione dei
rifiuti e quindi tutta la rete impiantistica e il binomio
inceneritori-discariche. 


Il
Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze Prato e Pistoia  e la rete Coordinamento Valdarno Aretino /
Fiorentino e Valdisieve , auditi in commissione su richiesta di Rifondazione
Comunista, hanno ricevuto conferma della bocciatura di tutte le loro
osservazioni presentate.


Nessuna
disponibilità concreta da parte del centro-sinistra a rivedere la strada della
combustione, completamente ignorate le normative europee, cui i comitati hanno
fatto più volte riferimento, che mettono al primo posto gli obiettivi di
prevenzione, riutilizzo, trattamento e riciclaggio che perseguono la finalità
della protezione della salute umana e dell’ambiente.


Paradossale
che i criteri di scelta impiantistica siano fondati sulle linee guida regionali
del 1998, quando la stessa Regione si appresta ad emanare nuovi orientamenti e
parametri. Inoltre le risposte date da parte del Nucleo Interprovinciale di
Valutazione alle osservazioni nostre e delle associazioni e comitati sono state
di basso profilo, elusive e non rispondenti al merito, tutte orientate a
confermare scelte già prese e dalla volontà di non metterle in discussione,
vedi Case Passerini, Testi ecc.


 Lievitati i costi degli impianti che sono
stati tutti confermati, compreso l’ampliamento dell’inceneritore di Selvapiana
a prescindere dalle questioni legate al rischio idrogeologico e della
strategica realizzazione della discarica de Le Borra in cui verranno conferite
ceneri e rosticci altamente inquinanti e tossici.


Se
il piano Interprovinciale dei rifiuti è stato blindato nel suo impianto
inceneritorista non ha fatto una bella fine il percorso
democratico-partecipativo esaltato dal centro-sinistra in questi anni poiché le
proposte alternative, quali “Alterpiano a combustione zero” e “Un altro piano”,
sono stati trasformati in carta straccia.


In
Commissione Ambiente oggi non è stato percepita la protesta dei sindaci di San
Giovanni Valdarno, Cavriglia e Figline Valdarno né tantomeno le grida manzoniane
della Provincia di Arezzo trattate a pesci in faccia dalla maggioranza di
Palazzo Medici Riccardi.


Rimangono
ancora sospese le posizioni ufficiali di IDV e SEL, presentatrici insieme a noi
di alcune osservazioni, e che ora dovranno esprimersi nel merito di un Piano
che non accoglie nessuna delle modifiche anche da loro richieste.


Rifondazione
Comunista, nel confermare la netta contrarietà al piano Interprovinciale dei
rifiuti, poiché dannoso alla salute, costoso e ambientalmente non sostenibile,
invita alla ripresa della mobilitazione popolare per impedire che un siffatto
Piano venga approvato.


Firenze,
3 dicembre 2012


Andrea
Calò, Lorenzo Verdi (Rifondazione Comunista-Provincia di Firenze)

giovedì 29 novembre 2012

«Graziati dall’Arno solo per miracolo».....per ora!!!...




















































































































                      












Situazione alle 17.40 del 28 Novembre 201

Se si dice che, ancora oggi, tante cose per ridurre il rischio non sono state fatte (vedi art. sotto sull'Arno)........ com'è che anche l'Autorità di Bacino ha dato parere positivo per costruire quello schifo di INCENERITORE 7 volte più grande dello schifo che c'è adesso a Selvapiana???  

Eppure, anche con Bilancino, la situazione dopo 1 giorno di pioggia (no bomba d'acqua!) è quella della foto !! (idem alle altre piene degli anni precedenti).

Anche se le NORME del PAI permettono ciò, la cosa NON quadra!


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 La Nazione   Edizione di VIAREGGIO(gio, 29 nov 2012)


«Graziati
dall’Arno solo per miracolo»

Checcucci:
il fiume non è mai stato messo in sicurezza

Sandro
Bennucci
FIRENZE
«ORA CREDO che il cielo, quello con la ‘c’ minuscola,
abbia mandato segnali sufficienti per spingerci a mettere in sicurezza davvero
Firenze e due terzi della Toscana».
Ha passato ore davanti ai computer, Gaia
Checcucci, segretario dell’Autorità di bacino dell’Arno. Sussultando ogni volta
che il diagramma schizzava in alto, facendo superare il livello di guardia ai
minacciosi «fratellini» dell’Arno: Sieve, Ombrone, Pistoiese, Bisenzio, Elsa. Per non
parlare delle aritmie che ha subìto ieri l’altro, alle impennate del Mugnone e
dell’Ema, rigagnoli diventati gonfi e violenti. 
Dottoressa
Checcucci, l’ha fatta sussultare anche l’Arno, arrivato a
tre centimetri dal livello di guardia agli
Uffizi?
«No, perchè la piena è stata contenuta, così come non
dovrebbero esserci problemi nelle prossime ore. Il fatto è che non possiamo
più vivere col fiato sospeso
. Negli ultimi 46 anni, l’Arno si è mantenuto
tranquillo, ma a quanti miracoli abbiamo diritto?».
Per l’Arno,
paradossalmente, le bombe d’acqua sono meno pericolose delle piogge estese: nel
’66 caddero, in media 220, millimetri sull’intero bacino e fu
l’alluvione...
«Il rischio è se il
cielo, sempre con la ‘c’ minuscola, scarica la bomba d’acqua sul Pratomagno o
sul Casentino. Sarebbero problemi anche senza piogge estese
».
Come
si fa a bloccare 200 milioni di metri cubi d’acqua a monte di
Firenze?

«Intanto provando a tenerne 50 mila attraverso
le casse d’espansione del Valdarno e l’innalzamento della diga di
Levane».
Con il «pianino» da 200 milioni del suo predecessore, professor
Menduni?
«Sì, quello che firmarono nel 2005 l’allora ministro
Altero Matteoli e l’allora governatore, Claudio Martini. Ma è un piano
ritoccato: servono 270-300 milioni».
Ci sono?
«In parte sì,
ma bisogna vincere resistenze locali e burocratiche. Mi pare che il governatore,
Rossi, ora sia molto determinato».
Se ricapitasse un disastro come quello del
’66, quanto ci costerebbe, senza contare le perdite di vite
umane?
«Nel 1999, Raffaello Nardi, altro mio predecessore,
parlò di 30 mila miliardi di vecchie, lire, cioè 15 miliardi di euro. Ma è una
valutazione impossibile. Ricordi che nel bacino ci sono Firenze e Pisa,
città-vetrina che custodiscono patrimoni d’arte e cultura».
Anche i
«fratellini» dell’Arno le hanno provocato
fibrillazioni...
«Soprattutto il Mugnone, ma per via di lavori
Tav non completati. Il resto della rete ha tenuto. In particolare hanno
funzionato le casse d’espansione del Vingone, a Scandicci, e dell’Ema, a
Capannuccia. Dove s’interviene si vede».
Che cosa farà
oggi?
«Scriverò al Governo e alla Regione.
Si deve sapere che il cielo, con la ‘c’ minuscola, può far paura».
sandro.bennucci@lanazione.net

giovedì 22 novembre 2012

LR sul rischio Idraulico: 56° puntata!

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Riassunto delle puntate precedenti.............. no scherziamo non ve lo rifacciamo!!!!


Potete leggere comunque gli altri post alla categoria LR 66/2011 (o pericolosità idraulica molto elevata).


PERO' C'E' UN AGGIORNAMENTO FRESCO FRESCO che arriva dal Gruppo Misto in Regione:


Comunicati stampa


ALLUVIONI, “LEGGE AD AZIENDAM MANDA IN FUMO LA DIFESA DEL SUOLO”


Staccioli, “Una ‘piccola’ modifica alla finanziaria 2012 rimuove
il divieto di edificazione nelle aree ad alto rischio idraulico per
fare spazio a un impianto a gas naturale”



“Nella stessa seduta in cui approviamo una legge per assegnare fondi
straordinari alle aree alluvionali, diamo il via libera ad un’altra
legge che manda in fumo la difesa del suolo”. Così la consigliera
regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) interviene nella discussione odierna in Aula.

 

“Con una ‘piccola’ (grammaticalmente parlando) modifica alla
finanziaria 2012 – spiega Staccioli – si rimuove il divieto di
edificazione per impianti di produzione energia nelle aree ad alto
rischio idraulico, approvata l’anno scorso all’indomani della disgrazia
di Aulla”.

 

“Questa legge era già stata modificata una prima volta a maggio 2012,
solo cinque mesi dopo l’entrata in vigore – ricorda la consigliera – per
consentire la realizzazione dell’impianto di stoccaggio di rifiuti di
Selvapiana. Adesso, all’indomani di una nuova drammatica alluvione, si
interviene per consentire l’apertura di un impianto di produzione energia nel Pistoiese, a gas naturale. Una nuova legge ad aziendam”.

 

Ma la legge di modifica alla finanziaria 2012 contiene altri aspetti
controversi, secondo Staccioli. “In un momento di crisi come questo si tolgono 4,5 milioni di euro dal capitolo sostegno alle imprese
– commenta – per farli confluire sulla viabilità di Lucca e Piombino.
Perché non dirottarli sulle aziende così altamente colpite dal
maltempo?”.

 

“Infine ci siamo accorti solo a fine anno che l’Autorità portuale regionale
non è attiva – aggiunge Staccioli – era l’ora: peccato che i porti di
Viareggio, Porto Santo Stefano, Giglio e Marina di Campo, siano bloccati
da tutto l’anno dal vuoto amministrativo che si è venuto a creare con
l’istituzione dell’Authority regionale”.

**************************************************************************************

SIAMO ALLA FOLLIA:

NON PIù LEGGE AD HOC MA AD AZIENDAM!!!!

di questo passo le puntate non finiranno mai, alla faccia delle belle parole del Presidente della Regione che ci vuol far credere che la Toscana è attenta a questi temi perchè prima a fare una legge che vieta - a suo dire- costruzioni in aree così rischiose (che però viene disattesa o aggirata con opere di messa in sicurezza)!

 

mercoledì 21 novembre 2012

Legge Regionale sul rischio idraulico: VIETA, NON VIETA O "AGGIUSTA"????


Estratto pai area di progettoIn questi giorni, dopo le ultime, e ribadiamo ennesime,  alluvioni nel grossetano, Lucca e Massa, i giornali hanno straboccato di articoli sul tema, riportando ora le dichiarazioni dell'Ass. regionale Marson, ora quelle di Rossi o di altri esperti. Tutti concordi nel dire che occorre pianificare il territorio in modo diverso da come è stato trattato negli ultimi decenni (dove per esempio si è tombato dei corsi d'acqua, causa oggi anche di eventi alluvionali importanti!). Siribadisce l'importanza di una pianificazione che renda gli  spazi (che erano già suoi!!) ai fiumi, alla manutenzione del territorio in modo da non peggiorare le situazioni, o destinare ad uso agricolo molte aree ancora non costruite (già agricole e  ricadenti in zone a richio idraulico elevato/molto elevato) per evitare ulteriore cementificazione  e nel frattempo beneficiare del lavoro agricolo per  mantenere  i corsi d'acqua, i canali, il terrreno, in modo da non peggiorare i danni causati da future esondazioni  (se questi terreni fossero già cementificati, queste costruzioni, oltre all'impermeabilizzazione del terreno, produrrebbero gravi danni!).


Tutto GIUSTO! (ci verrebbe da domandarci: cos' altro aspettavamo??)


In realtà però, nel leggere i vari articoli, ci accorgiamo che DIETRO alle belle parole si "potrebbe" nascondere dell'altro!


La frase che più ci colpisce è la determinatezza con cui il Presidente della Regione Rossi (ma non solo)  dice che la legge regionale  VIETA costruzioni in aree ad alto rischio idraulico  (stiamo parlando della LR 21/2012  che prende vita dagli articoli 141 e 142 della LR 66/2011 - articoli aggiuunti in estremis dopo le alluvioni del 2011!!).


Prendiamo un articolo tra i tanti, quello di Greenreport, in cui Rossi spiega cosa hanno fatto e  ".... A tutto questo aggiungo altre due svolte non meno radicali: il divieto a
costruire nelle zone ad alto rischio idraulico
, che costituiscono il 7%
del territorio pianeggiante della Toscana,....
".


Noi a tal proposito abbiamo già fatto come associazioni della Valdisieve, insieme ad Italia Nostra Firenze,  un comunicato stampa per ribadire alcuni dubbi che abbiamo sulla legge 21/2012 (leggi) e sulle parole così tassative del Presidente Rossi, che ci riportano poi anche alla questione dell'inceneritore di Selvapiana (questo sicuramente ha avuto un comma ad hoc per poter essere svincolato!!).


In un altro articolo di Greenreport si riporta una riflessione di Legambiente Carrara, che, come noi, solleva la questione di aggiramento della normativa e dei vincoli attraverso quello che loro chiamano "Cavallo di Troia che trasforma una norma ispirata alla prudenza in un tragico gioco
d'azzardo: si costruisce un argine ed ecco che nell'area così "messa in
sicurezza" i vincoli edificatori decadono
" . 


Questi infatti sono  i nostri dubbi e il nostro timore, in quanto la LR per prima ( i piani strutturali poi) consente, è vero, soltanto una certa tipologia di edificazioni già pianificate o con progetto presentato e/o approvato alla data di entrata in vigore della legge stessa (in particolare consente:  inceneritori o impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, o altri impianti per la produzione e il trasporto delle energie rinnovabili, ed edificazioni nuove o ristrutturazioni, ampliamenti, addizioni, di edifici ad uso rurale), ma è anche vero che le preoccupazioni maggiori non saranno date certo dalle edificazioni  future - visto che si dice, appunto, che siano state stoppate dalla legge - o da quelle  già esistenti (che ormai ci sono e in casi particolarmente gravi non rimarrà che delocalizzare o proteggerle, per modo di dire, con le famose opere idrauliche), ma semmai da quelle che devono essere ancora costruite ....... pur avendo tutte le approvazioni richieste dalla legge e pur garantendo  le "opere di messa in sicurezza"  (opere che anche l'Ass. Marson dichiara che non eliminano il rischio, ma lo possono solo ridurre), come il caso di Selvapiana.


Sempre Legambiente dice: "Il buonsenso suggerisce di proteggere l'area per ridurre la frequenza
d'inondazione degli edifici già esistenti, ma di non costruirvene altri
per evitare l'aumento dei danni. Ma per troppi amministratori il fine
ultimo delle opere di messa in sicurezza è proprio il via libera
all'urba­nizzazione delle aree a rischio
".  Purtroppo questo "espediente"  è puntualmente CONFERMATO  dalle parole della stessa Marson:  "Appena pochi mesi fa molti amministratori maremmani hanno osteggiato la
norma che tenta di salvaguardare gli spazi dei corsi d’acqua, dal
sindaco Pd di Grosseto a quello di Castiglione della Pescaia. L’hanno
considerata troppo aggressiva
". 


Non solo  gli amministratori del grossetano dovrebbero essere richiamati alle LORO responsabilità, ma  secondo noi anche la Regione perchè invece di sovrintendere - in questo caso- subisce le logiche locali! Non dimentichiamoci POI che questi "giochi" economici e di potere purtroppo generano perdite di vite umane, feriti e danni -costosissimi- al territorio.


A sostenere i nostri  dubbi anche il caso (tra Toscana e Liguria) evidenziato dal  "comitato Sarzana, che Botta!", in cui si racconta che "il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, un organismo spurio che
vede la commistione di politici e tecnici, ha bloccato la proposta del
Comitato Tecnico della stessa autority di congelare da uno a tre anni le
nuove edificazioni e la realizzazione di parcheggi a raso nelle “zone
rosse”, cioè nelle aree soggette a esondazioni con periodicità
trentennale"........ La proposta di congelare tutte le costruzioni, anche quelle già previste
da strumenti urbanistici vigenti, è stata approvata dal Comitato
Tecnico il 24 luglio scorso.........Il 27 luglio la proposta del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino
del Magra
[ndr. Liguria, in questo caso ed eccetto i sindaci, più rigida della Toscana!!] è stata portata all’esame del Comitato Istituzionale,
l’organismo tecnico-politico ligure-toscano (oltre ai sindaci e alla
Provincia c’è anche Claudio Burlando) che ha il vero potere decisionale.
Ebbene la Regione Toscana, che ha adottato con legge regionale la
sospensione di tutte le costruzioni nelle nuove aree esondate
, ha
sollevato un dubbio di natura giuridica, incontrando subito il convinto
sostegno dei sindaci del Magra, parte ligure. Per colmo di paradosso da
novembre in Liguria, se non interviene qualche norma di salvaguardia
come quella proposta dal Comitato Tecnico,
si potrà ricominciare a
costruire anche nelle nuove aree esondate un anno fa.
 " (leggi tutto l'articolo QUI).


Ovviamente si sta parlando di costruzioni già previste nei piani urbanistici, nelle varianti, negli
strumenti attuativi o addirittura già autorizzate dai Comuni (quelle che la legge NON BLOCCAVA e NON BLOCCA!!). Inoltre si chiedono giustamente i nostri amici di Sarzana, e ce lo chiediamo anche noi, quali sono i dubbi “giuridici” dei nostri politici?  Forse "temono possibili ricorsi con richieste di risarcimento di danni ai
Comuni da parte dei proprietari dei terreni delle zone rosse, che erano
riusciti negli anni passati a strappare scellerate previsioni di
edificare in aree a rischio
"?. Sarebbero  "gli stessi imprenditori che ad
alluvione avvenuta strillano per chiedere i danni delle esondazioni. E
che i contribuenti pagano con le accise sui carburanti.


Ma siamo così sicuri che di fronte alla catastrofe di un anno fa gli
speculatori delle “zone rosse” troverebbero qualche giudice che bocci un
blocco delle costruzioni per uno o tre anni per motivi di pubblica
incolumità?
".


Gli amici di Sarzana, dopo aver letto il caso dell'inceneritore di Selvapiana, sembrano avere un un ulteriore dubbio. Forse i motivi per cui la Regiona Toscana ha ostacolato il "congelamento da 1 a 3 anni di tutte le costruzioni" (richiesto non da cincirinella, ma dal Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino
del Magra)
,  derivano non tanto da problemi di natura giuridica, ma dal fatto che poi avrebbe dovuto garantire la stessa regola in tutta la regione. Infatti se l'avessero approvata, doveva valere per il Magra, ma anche per tutte le costruzioni vicino ai fiumi........e qui si arriva all'Inceneritore di Selvapiana che, dopo le "modifiche a puntino" apportate alla legge per aggiungere la possibilità di costruire inceneritori & C. ci si sarebbe COMUNQUE dovuti fermare per 1/3 anni  (oltre alle lamentele degli amministratopri maremmani che anche loro scalpitavano per progetti rimasti fermi!!).


QUESTO MODO DI PROCEDERE, COSI' TORTUOSO E AMBIGUO, E' NORMALE???


 


E ORA CI SI METTE ANCHE CLINI CON LE ASSICURAZIONI OBBLIGATORIE??? 


Leggi la notizia su Greenreport.


Così si creano ancora differenze tra chi potrà pagare di più e chi meno e chi per nulla!!! 


Oltre
al fatto che occorre ANCHE trovare le assicurazioni (!!) che se la
sentiranno di imbarcarsi in questa cosa perchè dovranno coprire i danni
procurati dal fatto che l'abitazione/azienda è in un area a rischio
idraulico molto elevato/elevato o zona rossa che dir si voglia. Se
qualuno ha dato le autorizzazioni ....molto probabilmente dovrebbe anche
predersene le responsabilità (almeno quelle rilascaite negli ultimi
anni).


Mha!!!


 

mercoledì 14 novembre 2012

Comunicato stampa alluvioni in Toscana


Logo4
Firenze  2012-11-14


                                         Comunicato stampa alluvioni in Toscana


Italia Nostra
Firenze -Associazione‘Vivere in Valdisieve’-


AssoValdisieve- Comitato Valdisieve


 Mentre
l’Italia è divisa in due proprio a causa delle alluvioni in Toscana, che è
sommersa dall’acqua per le ultime piogge di portata eccezionale, mentre si registrano
di nuovo la perdita di vite umane e danni ingenti al territorio, mentre si
mette ancora a dura prova la resistenza delle popolazioni coinvolte in questi
disastri in cui protezione civile, esercito e volontari si rimboccano le
maniche per aiutare e attenuare i disagi, in Toscana ci si fa belli dato che  “ abbiamo” - come dichiara il Presidente Rossi
– “unici in Italia, una legge regionale che, blocca l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto
rischio idraulico
”.


Da
ricordare che questa tematica è già disciplinata, oltre che da Leggi nazionali
anche dalle Norme dell’Autorità di Bacino (ci mancherebbe altro che si
consentisse di costruire ANCHE nei letti e negli alvei dei fiumi o golene che
siano! Purtroppo però oltre i 10 metri si può fare).


Per
precisare: le costruzioni negli alvei sono regolamentate dall’art. 1della LR
21/2012, che è rimasto quasi invariato rispetto al precedente della LR 66/2011 (approvata
d’urgenza dopo le alluvioni dell’autunno scorso) un articolo che riguarda al
massimo una distanza di 10 metri dalle sponde del fiume.


Ma le costruzioni in aree a pericolosità idraulica molto
elevata cioè oltre i 10 metri, sono invece descritte nell’art.2 della stessa LR 21/2012,
un articolo, che nella prima redazione era un utile baluardo nella difesa dal
rischio idrogeologico (art. 142, LR 66/2011) e che risulta completamente
‘stravolto’ nella  legge successiva, solo
di pochi mesi, a quella che sarebbe stata davvero risolutiva.


Abbiamo
seguito l’iter e modifiche di questa legge, perché riguardavano da vicino l’iter
autorizzativo  per il nuovo inceneritore
di Selvapiana che è situato a pochi metri dal fiume Sieve nel Comune di Rufina
(dove c’è già un piccolo vecchio impianto, CHIUSO da oltre 2 anni). 


Nel
seguire la vicenda delle “modifiche ad hoc” ci siamo resi conto che i
vecchi articoli 141 e 142 della LR 66/2011 (finanziaria 2012) avrebbero quasi BLOCCATO tutta una serie di interventi
tra cui,  l’inceneritore di Rufina e una
cementificazione imponente di 200 ettari nel grossetano, in aree che si allagano ogni anno,
come avviene oggi.  Avrebbero ‘quasi’ bloccato perché, alla RUFINA,
l’inceneritore si sarebbe potuto fare lo stesso, se il Comune si fosse accollato
i costi di milioni di euro per fare opere di messa in sicurezza idraulica e
permettere all’Autorità di Bacino di “declassare” l’area da “pericolosità
idraulica molto elevata” (PI4) a “pericolosità idraulica elevata” (PI3).


Ma
questa  non era una via percorribile
dall’AC di Rufina a causa dei costi elevati.E
l’Autorità di Bacino non avrebbe potuto declassare l’area senza queste opere,
il cui costo sarà poi a nostro carico, attraverso la TIA e altre tasse
comunali, provinciali e regionali, dato che ora, grazie alle modifiche di legge
approvate, c’è l’autorizzazione per il nuovo inceneritore.


La
società interessata dal progetto: AER Impianti Srl, essendo in parte pubblica,
non rischierà gli esorbitanti costi senza la sicurezza del rientro economico.


Rimaniamo
sbigottiti di fronte alle affermazioni del Presidente Rossi, responsabile delle
modifiche ad hoc della legge toscana, che si accorge di nuovo che queste
alluvioni “sono un ulteriore campanello
di allarme che chiama in causa le responsabilità di tutti e impone svolte
radicali nell’uso del territorio, nelle politiche d’investimento e nel modello
di sviluppo
”. E aggiunge: “La Regione
con la legge che ha bloccato l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone
ad alto rischio idraulico (“unico caso in Italia”
) e con gli interventi che stiamo facendo sul territorio, sta lavorando
seriamente, ma solo con le scarsissime risorse di cui disponiamo”
(dal Corriere
Fiorentino 11Nov.2012
).    Il Governatore richiede inoltre l'intervento
dell'esercito per fare fronte alla situazione determinata dal maltempo in
Toscana  (meteogiornale.it).
Sic!


Come
al solito ci si accorge del problema solo a disastro avvenuto, e si proclamano di
nuovo buoni propositi e “svolte radicali” (quali?).


Una
“Svolta radicale” poteva essere d’ impedire definitivamente le costruzioni
in aree golenali o paludose, e di pensare anche a una delocalizzazione delle
opere esistenti in tali aree, senza ricorrere all’espediente delle “opere di
cosiddetta messa in sicurezza
” per “aggirare
vincoli e norme (affermazioni tratte
dalla prefazione di Rossi all' E-Book "Cosa INSEGNA il fiume: Le alluvioni in Lunigiana e all’Isola d’Elba e la
difesa del territorio in Toscana
").


INVECE
non ci si è accorti che le modifiche alla legge (in primis dell’art.2) l’hanno di
fatto “svuotata” dei buoni presupposti di salvaguardia del territorio,
dopo le devastanti alluvioni dell’autunno 2011.


QUANTI DISASTRI 
DOVREMO SOPPORTARE ANCORA 
PER  RENDERCI CONTO 


CHE  OCCORRONO  LEGGI 
PIU’ INCISIVE  E  CORAGGIOSE?

martedì 13 novembre 2012

LR 21/2012: MA DI COSA STIAMO PARLANDO?


Anche
questa è proprio BUFFA: ci arriva questo articolo che riportiamo sotto
in cui ciò che ci colpisce sono queste parole di Rossi:
".................La Regione - prosegue Rossi - con la legge che ha
bloccato l'edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto
rischio idraulico (unico caso in Italia)......"
MA DI COSA STIAMO PARLANDO?
Della LR 66/2011 (finanziaria) in cui c'erano solo 2 articoli che
limitavano, questi SI, determinate cose, tanto però che nel Grossetano
in primis (vedi ora che cosa è successo!!!) erano rimasti bloccati con
dei progetti per cui hanno chiesto a gran voce che la legge fosse
cambiata??????????????????????????
O stiamo parlando della nuova
Legge regionale 21/2012 che recipisce quegli articoli modificandoli a
dismisura e permettendo, proprio dove c'è il rischio idraulico molto
elevato, di poter costruire quasi ogni cosa accompagnando i progetti con
le opere di messa in sicurezza???????
La nuova legge è di soli 8
articoli, potete farvi un'idea da soli leggendoli e mettendoli a
confronto con quelli precedenti!!!!!
QUI http://assovaldisieve.blogspot.it/2012/07/nel-rispetto-dei-vincoli-e-delle.html potete trovare i riferimenti che vi possono servire per capire meglio.

Leggi tutto l'articolo QUI http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/11-novembre-2012/rossi-zone-alluvione-serve-svolta-uso-territorio-2112653977620.shtml
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Comunque per capirci: l'art. 1 della LR 21/2012 (ex art. 141 della LR
66/2011) adesso vieta, è vero, le costruzioni in alveo (esclusivamente
riferite all'alveo, alle golene e alle due fasce di larghezza di dieci
metri dal piede esterno dell'argine....) - eccetto che alcuni interventi
specificati ai commi 3, 4 e 5. Ovviamente non ci si poteva certo
aspettare che la regione desse il via libera a costruire sul letto del
fiume!!!! Menomale!
Peccato però che ci sia anche l'art. 2 (ex art.
142 LR 66/2011) che riguarda gli interventi in aree a pericolosità
idraulica molto elevata che è cambiamo moltissimo dal precedente art
142. Prima potevano essere fatte soltanto opere di tipo lineare non
diversamente localizzabili e con la garanzia della messa in sicurezza.
La nuova legge entra nel dettaglio delle opere, andando a specificare
chiaramente che possono esser fatti ampliamenti di opere pubbliche
(quale il presunto progetto di ampliamento dell'inceneritore di
Selvapiana), ma anche se fosse un nuovo impianto va bene lo stesso
perchè sono autorizzati anche i nuovi impianti per l'appunto di
stoccaggio, trattasmento e smaltimento dei rifiuti (perchè entrare così
nel dettaglio se non per risolvere il problema di Rufina?).
E' pur
vero che anche la vecchia legge avrebbe consentito, grazie al comma 6
dell'art. 142, di poter fare l'inceneritore, purchè prima si declassasse
l'area da pericolosità idraulica molto elevata (PI4) a solo elevata
(PI3). Tutto ciò però avrebbe portato via del tempo (e l'iter di AIA era
in scadenza) e soldi al comune di Rufina che avrebbe dovuto, a spese
proprie (milioni di euro), fare le opere di messa in sicurezza per far
declassare all'autorità di bacino. Si vedano qui http://assovaldisieve.blogspot.it/2012/07/sindaco-di-rufina-la-giunta-regionale.html i motivi per cui il Sindaco di Rufina non aveva voglia, ovviamente, di fare queste spese!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

A VOI SEMBRANO I SOLITI ARTICOLI DEL PRIMA E DOPO?????
A VOI SEMBRANO CORRETTE LE PAROLE DI ROSSI CHE AFFERMA DI AVERE UNA
LEGGE CHE VIETA LE COSTRUZIONI IN AREE A RISCHIO IDRAULICO MOLTO
ELEVATO?? (nell'art. 2 non si cita MAI la parola divieto o non
consentito, ma solo è consentito ecc !!!).
Forse nell'alveo, ma
come abbiamo già detto ci mancava pure che facessero una legge per
costruire (quasi) dentro al letto del fiume!!!

mercoledì 18 luglio 2012

Sindaco di RUFINA: "La giunta regionale ha già fatto un provvedimento ad hoc riguardo alla legge 66 e all’art. 142"

ScreenHunter_03 Jul. 18 15.25Il primo cittadino di Rufina, Mauro Pinzani, così si esprime nel consiglio comunale avvenuto il 26 aprile 2012 ( almeno stando al VERBALE pubblicato sull'Albo Pretorio - clicca qui):


"La giunta regionale ha già fatto un provvedimento ad hoc  riguardo alla legge 66 e all’art. 142" ! !


Nel verbale poi si può constatare come le intenzioni del Sindaco, ribadite anche al Presidente Rossi, fossero quelle di ESCLUDERE  a priori eventuali declassamenti dell'area da parte dell'Autorità di Bacino ( che avrebbero di fatto autorizzato l'inceneritore nuovo) e di VOLERE  in tutti modi possibili SOLTANTO le modifiche alla legge regionale:


<<  Se la procedura di Aia dovesse concludersi, così come prevedo, con questa legge ancora in essere, non è che si vieta la pianificazione, resta tutto come è però la norma impone al comune di Rufina di stralciare il permesso a costruire, di dover realizzare opere di salvaguardia previste per effettuare una deperimetrazione dalla P4. Sostanzialmente chiedere all’autorità di bacino una variante al PAI con delle opere fatte che poi deve portare a una richiesta di variante al PAI che manderà in commissione tecnica la richiesta. 


L’amministrazione non farà nessun passo verso la deperimetrazione.......L’amministrazione di Rufina finché sarò il sindaco non farà nessuna operazione di deperimetrazione.........Non è che io faccio la corsa all’impianto, la pianificazione non spetta ai comuni ma alle province su mandato e sul piano industriale di Ato.


La modifica normativa è stata votata all'unanimità dalla giunta regionale, e dentro sapete bene chi c’è.........Il PAI è un piano dell’autorità redatto prima di Bilancino. La normativa ci consentiva di fare tutte le opere di salvaguardia e di inserirle nella progettazione che è attualmente in Aia. Quindi non c’è bisogno di fare niente....................


Ho parlato con l’assessore per illustrare la mia posizione, a giorni gliela metterò per iscritto, ma noi non faremo nessuna deperimetrazione. Anche perché la deperimetrazione di una P4 vuol dire anche una variante al nostro piano strutturale. Questa operazione per noi sarebbe onerosa da tutti i punti di vista...............


Attualmente in Aia c’è depositata una prescrizione che deriva dall’art. 142 della 66 che indica in maniera chiara che così come è formulata la norma per procedere alla costruzione il comune di Rufina si deve far carico della deperimetrazione per una piccola parte.


Il comune di Rufina finché sarò sindaco io non farà questa operazione a tutela dell’amministrazione e della macchina intera ...................Io ho già comunicato all’assessore e al presidente Rossi che noi non faremo passi ulteriori.


E’ mia responsabilità non impegnare oltre l’amministrazione in termini di tempo e denaro. La sola messa in sicurezza potrebbe comportare due o tre milioni di euro; dopo bisogna chiedere il parere alla commissione tecnica che non è detto dica di sì, e chi rischia tutti questi soldi? E’ mio dovere in questo momento impedire che l’amministrazione si impegni in questo senso. Se la regione vorrà procedere, bene, io ho già detto qual è la posizione del comune di Rufina. Se poi procederà è una sua responsabilità della quale non mi assumo né la responsabilità né la paternità. >>



CI CONGRATULIAMO CON TUTTI COLORO CHE HANNO SOSTENUTO IMPERTERRITI (soprattutto i partiti che votarono a favore: IDV e PD) CHE LE MODIFICHE ALLA LEGGE NON FOSSERO AD HOC ( e forse ad hoc non solo per Selvapiana!!).....parola di Sindaco!


Leggi tutto il Verbale qui (da pag. 29) >>  https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwVGxVMnB3ODNEU2c/edit


 

mercoledì 4 luglio 2012

‘nel rispetto dei vincoli e delle regole'....sennò basta modificare la legge!!

BLA-BLASu Greenreport leggiamo un articolo intitolato "Sul PD e l'economia Verde",  


in cui Renzo Moschini dice  "quello che finora a mio giudizio è mancato e continua a mancare stando anche ad alcune recenti sortite del partito in parlamento e non solo è cosa significa e deve significare oggi ‘nel rispetto dei vincoli e delle regole'.


Frase che spesso sentiamo utilizzare dai nostri politici ma soprattutto dal governatore Rossi.


Bhe, noi vogliamo aggiungere, alle perplessità di cui si parla nell'articolo,  che recentemente è stato DIMOSTRATO che nel caso un progetto non sia fattibile a causa dei vincoli e delle regole, SI PUO' SEMPRE CAMBIARE AL LEGGE e farcelo rientrare!!


E' il caso per l'appunto degli art. 141 e 142 della LR 66/2011 (finanziaria 2012) sulle costruzioni in aree a rischio idraulico molto elevato (articoli iinseriti dopo gli eventi alluvionali in lunigiana e all'Isola d'Elba in autunno 2011) che, MODIFICATI  ex novo il 16 maggio scorso e rientrati in una nuova legge LR 21/2012, hanno PERMESSO il superamento di alcuni vincoli che avevano stoppato, in iter di AIA, l'inceneritore di Selvapiana.


NON A CASO IL 27 GIUGNO L'AIA E' STATA RILASCIATA GRAZIE  A QUESTE "MODIFICHE".


IN AREE A RISCHIO IDRAULICO MOLTO ELEVATO ( PI4), DOVE PRIMA NON SI POTEVA COSTRUIRE QUASI NULLA, se non per alcuni progetti e nel caso di un declassamento dell'area da parte dell'autorità competente,  ADESSO E' AMMESSO QUASI TUTTO


E SOPRATTUTTO TUTTI GLI IMPIANTI - NUOVI O AMPLIAMENTI/ADEGUAMENTI-  PER LO STOCCAGGIO, IL TRATTAMENTO, LO SMALTIMENTO E IL RECUPERO DEI RIFIUTI.


L'IMPORTANTE E' FARE OPERE DI MESSA IN SICUREZZA, cioè quelle opere che proprio ROSSI denunciava nella sua prefazione all' E-Book " Cosa INSEGNA il fiume - Le alluvioni in Lunigiana e all’Isola d’Elba e la difesa del territorio in Toscana" ( forse non ci insegna così tanto come si vuol far credere!): " ....Prima degli anni 70 si sapeva dove costruire, dopo abbiamo perso la strada  giusta, si è costruito dove era bene non farlo. Di fronte a questo fatto  evidente e alla necessità di aver dovuto chiedere ai toscani un pesante  sacrificio per poter sostenere i costi della ricostruzione ci siamo detti:


“d’ora in poi mai più” e abbiamo approvato un atto importante e  unico nel panorama nazionale: in Toscana non si costruisce più nelle aree ad alto rischio idraulico e non si “tombano” i corsi d’acqua......


Le novità riportate in finanziaria intendono in sostanza spostare  l’ottica della nostra politica di governo del territorio, riaffermando un principio che negli ultimi tempi era forse passato un po’ in secondo piano, cioè che nelle zone a elevato rischio idraulico è bene passare dal concetto di “messa in sicurezza” a uno più ampio:
le zone di pertinenza fluviale, anche se non coincidono con l’alveo propriamente detto, devono essere lasciate alla vita del fiume.


A chi osserva che norme e vincoli esistevano già ho ricordato che alcuni di questi si potevano aggirare con opere di cosiddetta messa in sicurezza.


Il nostro principio non ha deroghe, abbiamo eliminato i  ‘se, ma, però’. Se ci fossero provvedimenti analoghi a livello nazionale la situazione del territorio italiano sarebbe certamente migliore."



PURTROPPO  SOLO  BELLE  PAROLE 




PERCHE'  DOPO  4/5  MESI  CHE  ERANO  STATI  FATTI  GLI  ARTICOLI  




SI  E'  PENSATO  BENE  DI  CAMBIARLI  RADICALMENTE!


venerdì 29 giugno 2012

Comunicato stampa Italia Nostra Firenze

IT-NostraComunicato stampa Italia Nostra Firenze


Firenze 20-6-2012


Nella Conferenza dei servizi sull'inceneritore della Rufina tenutasi il 27 giugno, la Provincia di Firenze ha concluso la Conferenza AIA (autorizzazione integrata ambientale) con parere positivo. A chi ne ha che ne ha fatto  richiesta: l'associazione Valdisieve, non daranno le copie del verbale (come già le integrazioni consegnate da Aer in maggio 2012) fino a dopo il rilascio dell'Atto di AIA  la Provincia - forse ha decretato il diniego dell'accesso agli atti fino alla fine della procedura: la trasparenza degli atti amministrativi è alquanto opaca!


L’approvazione in Conferenza dei Servizi del piano per l’ampliamento dell’inceneritore di Rufina - ma non si può parlare solo di ampliamento, dato che quello previsto è 8 volte più grande dell'esistente- dimostra che quella parte della legge che concedeva deroghe per la realizzazione d’impianti per il trattamento dei rifiuti in aree esondabili era ad hoc, una vera e propria norma per costruire il nuovo inceneritore della Rufina in alveo della Sieve. Una norma contenuta in un provvedimento di legge, approvato il mese scorso, che interveniva a modificare la finanziaria regionale, concedendo deroghe a quella che doveva essere l’assoluta inedificabilità in aree ad alto rischio idraulico. Una legge approvata in Regione Toscana solo qualche mese fa, all'indomani delle alluvioni in Lunigiana e dell'isola d'Elba, che hanno provocato molti morti e gravissimi danni.
Italia Nostra Firenze e Assovaldisieve, che hanno già vinto un ricorse al Tar della Toscana contro questo nuovo inceneritore, e che ora sono in attesa della sentenza del Consiglio di Stato per un Ricorso incidentale, insieme a l'associazione Vivere in Valdisieve
avevano inviato una lettera e ai membri della commissione Ambiente a tutti i Consiglieri regionali per scongiurare l'approvazione di questa norma, che è invece stata approvata con pochi voti contrari e diversi astenuti.

Mariarita Signorini  


responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana      
membro della Giunta
e del gruppo di lavoro energia


del Consiglio nazionale d'Italia Nostra

“L’approvazione in Conferenza dei Servizi dimostra che la legge approvata in Consiglio Regionale era ad hoc”.

ScreenHunter_01 Nov. 15 17.36“La notizia dell’approvazione in Conferenza dei Servizi del piano per l’ampliamento dell’inceneritore di Rufina dimostra inequivocabilmente che quella parte della legge che concedeva deroghe per la realizzazione d’impianti trattamento rifiuti in aeree esondabili era ad hoc, una vera e propria norma “ad inceniritorem”, come abbiamo sostenuto in consiglio sollevando le reazioni risentite di qualcuno”. “Ecco, quel qualcuno aveva torto” afferma il Consigliere Regionale di SEL Mauro Romanelli.

“Tale norma era contenuta in un provvedimento di legge, approvato il mese scorso, che interveniva a modificare la finanziaria regionale, concedendo deroghe a quella che doveva essere l’assoluta inedificabilità in aree ad alto rischio idraulico”.

“Questa legge - ricorda concludendo Romanelli - ha avuto il voto contrario di Sinistra Ecologia e Libertà e della Federazione della Sinistra/Verdi”.