Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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venerdì 19 agosto 2022

3/09/2022 - 0re 10/13: Presidio "Lezione in piazza" per un Piano dei Rifiuti Verso Rifiuti Zero

SABATO 3 SETTEMBRE 2022 FIRENZE

PRESIDIO-LEZIONE IN PIAZZA ORE 10.00/13.00

SOTTO LA SEDE DELLA REGIONE TOSCANA - PIAZZA DEL DUOMO ANGOLO VIA DELL’ ORIUOLO

PER UNA VERA CIRCOLARITA’ INVECE DEL GREENWASHING DI AZIENDE, UNIONE EUROPEA, STATO, REGIONE

Le politiche sui rifiuti sono ad un punto di svolta. Si “intrecciano” iniziative istituzionali e strategie economiche a diversi livelli : Programma Nazionale Gestione Rifiuti, Strategia nazionale per l’ economia circolare, Piano Regionale, Piano industriale ALIA per l’ Ato Toscana Centro.

L’8 Settembre scade il termine per la presentazione al Garante dell’ informazione e della partecipazione, di contributi per il Piano Regionale che come comitati di abitanti del Movimento Rifiuti Zero e associazioni ambientaliste stiamo elaborando, sia per non lasciare nulla di intentato sia per rilanciare la mobilitazione con proposte in direzione contraria alle politiche regionali sui rifiuti.

La regione Toscana, infatti, sta perdendo l' occasione di essere la prima regione italiana rifiuti zero. Punta invece con ostinazione a “nuovi” impianti basati sulla ‘gassificazione’ dei rifiuti attraverso sistemi tecnologici rigidi e non ancora provati.
La Regione propone tra le altre cose, tre “distretti circolari” (Empoli, Pontedera, Rosignano marittimo) costituiti unicamente dalla costruzione di impianti di combustione dei residui e non da positive sinergie tra imprese per il riutilizzo dei materiali. Dai RIFIUTI la Regione cerca di ottenere nuovo carburante e combustibile per fornire ENERGIA allo stesso sistema industriale e gestionale responsabile dell’ aumento della produzione di rifiuti e della crisi ecologica a scapito della salute delle popolazioni, dell’ambiente, delle risorse pubbliche.

Questo ennesimo tentativo di proseguire una crescita economica senza limite e un “business as usual”, a) attraverso l’ utilizzo a fini di competitività e concorrenza economica, delle materie prime secondarie e b) con un sovradimensionamento degli impianti che nei fatti chiude la porta alla diffusione delle buone pratiche, con la costruzione di un sistema tecnologico rigido ad alto rischio e con processi inquinanti, vede protagoniste grandi aziende come ENI, SUEZ, NEXT-CHEM, ALIA a cui la Regione affida un ruolo decisionale nel Piano dei Rifiuti, anche istituendo l’ “avviso pubblico” per manifestazione d’interesse, e che, di fatto, è ben più di un semplice “appalto per la gestione”, ma si configura come il vero ‘regista’ della pianificazione.

La filosofia manageriale e di impresa finisce così con caratterizzare l’ insieme della politica pubblica e amplia la dimensione finanziaria dei processi di gestione con la corsa alla costituzione di Multiutilities, grandi soggetti gestori di vari servizi (acqua, gas, luce, rifiuti ), per incrementare la redditività e garantire anche i finanziamenti degli impianti.

Di fronte ad una crescita economica senza limiti e alla centralità della competitività economica dell’ Unione europea, VOGLIAMO porre il limite al centro delle politiche economiche e insediative come
-elemento base per ambienti di vita di lunga durata;
-per bloccare la catastrofe naturale e sociale in corso : riscaldamento globale e cambiamenti climatici conseguenti, riduzione della disponibilità di acqua dolce, impoverimento della biodiversità, precarietà dell’ esistenza.
D’ altra parte è falso il mito che la tecnologia possa indefinitamente rincorrere i propri errori e porvi "rimedio" (B.Commoner già 40 anni fa). Porci un limite significa dare priorità alla prevenzione del danno, che è l'unica vera possibilità di ripristino delle relazioni naturali.

L’ obiettivo condivisibile è IL RECUPERO DEI MATERIALI verso una CIRCOLARITA’ che tuttavia la stessa Unione Europea rischia di tradire laddove subordina le politiche sui rifiuti al rilancio della competitività economica.

Come abitanti che abbiamo pro tempore in cura le materie prime secondarie da rifiuti quale capitale naturale, che usiamo tempo e creatività per la raccolta differenziata e il conferimento, che forniamo i materiali per il business del riutilizzo di materia e del recupero di energia pagando una bolletta salata (TARI)
RIVENDICHIAMO di potere decidere sul loro uso, sul Piano Regionale, sull' impiantistica (che è stata proposta da aziende e imprese private).

Vogliamo decidere per impedire l’ aumento della quantità di materie prime secondarie che nei fatti alimentano il circolo vizioso della produzione di sempre più merci e quindi di sempre più rifiuti. Vogliamo decidere oltre l' offerta di una partecipazione solo formale e a giochi fatti, per collegare la salvaguardia dell’ ambiente a nuove forme di organizzazione del lavoro a tutela della persona umana. Anche per la circostanza che con il pagamento della TARI supportiamo dal punto di vista economico le scelte proposte dalla società-gestore.
Vogliamo decidere dell’ opportunità o meno degli investimenti anche in considerazione del fatto che siamo noi abitanti a pagarli. Gli abitanti, in veste di utenti di servizi in regime di monopolio naturale come il servizio idrico ed il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani, sono ben consapevoli del proprio status di detentori di diritti ma anche del fatto che il gestore dipende esclusivamente dal pagamento delle tariffe da parte degli abitanti.
Da ciò ne consegue che qualsiasi aumento della tariffa deve essere ampiamente giustificato e rendicontato nonché approvato dai cittadini/utenti pena la possibilità degli stessi di rifiutarne l’applicazione. Questa situazione è chiarita, ad esempio, dal recentissimo aumento ingiustificato della TARI deciso da ALIA.

No Multiutility - SI' Multicivics in ecosistemi ‘costituzionali’.
Multicivics di comunità, nei quali non sia predominate l’ economia standard e l’accumulazione di denaro (Multiutility), ma la redditività civica quale valore generato dalle attività di cura e gestione di beni fondamentali (materie prime, residui come materie prime seconde, servizi essenziali, ad esempio); la cooperazione mutualistica in economie rigenerative che assicurino e mantengano la funzione sociale e generale dei beni fondamentali e l’ equilibrio ecologico, attraverso la cura e l’ arricchimento della biodiversità ecologica e sociale, il rafforzamento degli ecosistemi ‘costituzionali’ in quanto l’ art. 9 della Costituzione repubblicana tutela ora anche gli ecosistemi;
in una dimensione di co-responsabilità tra abitanti e amministrazioni pubbliche locali per generare servizi collettivi innovativi (non di combustione, ad esempio).

CHIUDERE i 4 inceneritori ancora attivi . Montale (Pt) e Picchianti (Li) entro il 2023, San Zeno (Ar), Poggibonsi (Si) nel 2024.

BLOCCARE l' impiantistica Waste to Methanol e Waste to Ethanol o che usano analoghe tecnologie di combustione.

SI AD UNA COERENTE GESTIONE DELLA FRAZIONE ORGANICA in relazione con le ecologie e la storia dei luoghi, senza impoverimento dei suoli; per bloccare la desertificazione; per una agroecologia che usi ridotte quantità di acqua.

Movimento Regionale Verso Rifiuti Zero
primi Promotori:

Alterpiana Fi-Po-Pt
Assovaldisieve
Associazione VAS Onlus
Ass.Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole ODV
Ass.Alleanza Beni Comuni Pistoia odv
Ass. Atto Primo - Salute
Ambiente Cultura
Collesalviamo l'Ambiente
Coordinamento Provinciale Rifiuti Zero Livorno
Comitato Ambientale di Casale
Comitato Rifiuti Zero Cecina
Comitato Obiettivo Periferia
Cub Toscana
Forum Ambientalista
Forum dei Movimenti per l'Acqua
La Libellula
Medicina Democratica Firenze
abc Pistoia
Osservatorio ambientale di Prato
WWF
Presidio No Inc-No Aero
Rete Valdisieve Verso Rifiuti Zero
TAT Movimento tutela ambiente e territorio Montefoscoli



martedì 17 maggio 2022

ROSSANO ERCOLINI: La Regione Toscana e il ciarpame impiantistico.

L’assessora della Regione Toscana Monia Monni (attraverso la sua comunicazione di ieri) dà la stura al peggior ciarpame impiantistico che c’è. Lo fa strumentalizzando un poco felice slogan di Legambiente “Rifiuti Zero, impianti mille” da ribattezzare “Rifiuti à gogo, trattamenti termici mille!“.

Certo, le proposte pervenute alla Regione Toscana seppur documentate, si recita, in modo coerente (sono 32) non costituiscono ancora alcunché di definitivo ed anzi, in attesa di VAS rappresentano poco più una sorta di “noi ci proviamo” ma segnalano per l’ennesima volta la scelta di un modello di gestione dei rifiuti vecchio e alternativo alla Economia Circolare.

Anche concedendo che tra le 32 proposte impiantistiche ve ne sono diverse valide (tuttavia, come da prassi, esse stesse da verificare) il risultato dal sottoscritto paventato alla assessora Monni in un faccia a faccia che questo approccio avrebbe attirato di tutto e di più del “partito trasversale dell’industria sporca” non solo regionale ma nazionale. 

Nel dettaglio: ENI ci riprova a Stagno (LI) con la già sconfitta previsione del gassificatore/catalizzatore da Combustibile Solido Secondario. Ma è l’intera provincia di Livorno ad essere tempestata di altre brutte notizie.

ALIA di Firenze vorrebbe un megagassificatore a Rosignano mentre Retiambiente un “ossicombustore” a Livorno per i rifiuti da raccolte differenziate (trattasi di trattamento termico ad alta temperatura).

Anche a Massa, a Peccioli e Pontedera si propongono amenità simili ed in parte a Pisa. Poi la “notizia” del grande gassificatore di Empoli con la quale ALIA si rivela ancora una volta quale battistrada di tecnologie sporche.

Anche in Val di Sieve gli amanti dei trattamenti termici (a tutti gli effetti per la normativa vigente da trattarsi quali inceneritori al di là di cavilli tecnici!) si prevedono un paio di impianti di Pirolisi nel segno di cui sopra e cioè di “inceneritori sotto mentite spoglie”.

Quindi tra queste 32 proposte oltre la metà non c’entrano niente con l’Economia Circolare ma hanno a che fare con la vetusta categoria dello smaltimento.

È triste che la Regione Toscana si presti a questo nuovo equivoco innescando un ennesimo braccio di ferro di cui, proprio in nome di una “governance avanzata” appare del tutto deleterio e foriero di conflitti che sarebbe stato meglio evitare. Vedremo!

Il problema strategico vero è che il gap toscano di cui parla Monni non è di tipo impiantistico ma il gap riferito alla diffusione di are centro e soprattutto nel sud della Toscana delle buone pratiche Rifiuti Zero!

La Monni aveva promesso un confronto serrato ma costruttivo con Zero Waste Italy, ma chi l’ha visto?

Ancora una volta si presta tendendo l’orecchio ai “soliti noti” (ENI, ALIA, BELVEDERE SPA, ecc.) e si tira un calcio in faccia ai portatori concreti di nuovi modelli industriali che statisticamente dimostrano di saper trasformare i rifiuti in materiali preziosi per i distretti toscani.

Ma non finisce qui! Per Rifiuti Zero è solo l’inizio di un confronto duro e aperto nello stesso tempo. 

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero Waste Italy 


FONTE: http://www.zerowasteitaly.org/la-regione-toscana-e-il-ciarpame-impiantistico/?fbclid=IwAR0N_iEMUWKhAWO9IcLLlHh5fd9b_XdokYvMdl0Iu0K6vun7W9h9G30zrPM

martedì 26 ottobre 2021

Inceneritore di Scarlino (GR).......ADDIO!!!

 


✅Si chiude, questa volta per sempre, l'inceneritore di Scarlino (GR).
Ora in Toscana rimangono solo gli inceneritori di Montale (PT), Arezzo e Poggibonsi (SI).
Devono essere tutti chiusi per liberare il modello Rifiuti Zero!

✅La Regione, finalmente, dopo aver difeso a spada tratta l'inceneritore abbandona definitivamente questo vecchio arnese che più volte aveva fatto registrare emissioni oltre i limiti di legge.
Adesso gli inceneritori in Toscana (per RSU) sono rimasti tre: Arezzo, Poggibonsi e Montale (che dovrà essere dismesso a breve) mentre quello di Livorno sarà chiuso ad ottobre del 2023.
In Toscana alla fine degli anni '90 gli inceneritori erano nove come in Emilia Romagna, dove purtroppo sono stati tutti "revampati".
In Toscana, dove è nato il movimento “Non bruciamoci il futuro” e a partire dalla provincia di Lucca è partita la narrazione delle buone pratiche Rifiuti Zero, il modello inceneritorista è stato sconfitto in modo irreversibile.
Sono ormai ben 43 i comuni Rifiuti Zero in questa regione.
Adesso ci attendiamo che l'intera provincia di Grosseto a maggior ragione con la chiusura dell'inceneritore decolli nelle raccolte porta a porta, visto che questa provincia rappresenta un vero sasso al collo per lo sviluppo della differenziata in Toscana (attorno al 40%).
Ad attivisti un po' disillusi l'avevamo detto. L'inceneritore di Scarlino non ripartirà! Così è stato.
Ora ci attendiamo la convocazione di quel tavolo regionale promesso dall'Assessora Monia Monni con Zero Waste Italy per impostare un nuovo piano regionale basato sulle buone pratiche.

mercoledì 14 luglio 2021

Rifiuti, la Toscana fa Harakiri con il Piano di Giani-Monni che premia le lobbies

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2021/07/12/rifiuti-la-toscana-fa-harakiri-con-il-piano-di-giani-monni-che-premia-le-lobbies/] con licenza BY-NC-SA 3.0

Il presidente Giani e l’assessora all’ambiente Monni per il Piano Rifiuti regionale puntano sul modello Giappone: l’harakiri. E’ notizia di giovedì 8 luglio l’idea di suicidarci portando in Toscana un fantomatico modello di trattamento dei rifiuti che tramite quelle che volutamente chiamano erroneamente Fabbriche dei Materiali fa uscire dal circuito dei rifiuti urbani il CSS, un altro rifiuto pronto per essere poi gestito da privati.

E qui la Giunta regionale “giapponese” incontra i Romani, quelli di Ponzio Pilato che se ne lava le mani, perché a costruire impianti e gestire il CSS, bruciandolo solo un pochino e a modino, non sarebbe la Regione o comunque soggetti pubblici bensì dovrebbero essere le lobbies dei distretti industriali. Lobbies che ovviamente non aspettano altro:

– il distretto cartario è da tanto che vuol bruciare i suoi rifiuti, in primis il pulper; ottimo se potrà bruciare quello e anche l’altra roba (CSS), magari con accordi ad hoc con Regione e assemblee dei Comuni sulla gestione rifiuti per vedersi coprire i rischi di impresa

– anche il distretto conciario non aspetta altro, basti pensare alle recenti inchieste giudiziarie che hanno visto coinvolti conciatori e politici in indagini sul sotterramento criminale del keu (rifiuto della lavorazione conciaria con un bel carico di veleni al cromo esavalente) sotto la strada provinciale 429 tra Empoli e Castelfiorentino.  

– e il distretto del tessile potrebbe contare su un bel rifacimento dell’inceneritore di Montale, per bruciare lì i propri rifiuti.

Nessun ascolto viene dato ai brutti e cattivi comitati del NO inceneritori (a cui assessora Monni riconosce solo, implicitamente ovvio, che sui rincari TARI non pesa la mancata costruzione dell’inceneritore di Firenze) che si permettono di portare una proposta di piano regionale rifiuti meno nipponica. 

MA d’altronde ascolto va dato alle lobbies dei distretti industriali che foraggiano, legalmente s’intende, molti dei politici locali e regionali;  soggetti che fanno quindi il loro mestiere di pressione politica per abbattere i costi della gestione del loro notevole impatto ambientale, scaricandolo, se loro consentito da politici compiacenti, sulla collettività. Ben venga quindi il pilatesco harakiri della Giunta regionale.

ALLEGHIAMO DI SEGUITO ANCHE COMUNICATO SULLA QUESTIONE TARI, DOVE SI RIPERCORRA LA STORIA SCIAGURATA SUI RIFIUTI DI QUESTI ULTIMI 20 ANNI. GIA’ LI SI TROVANO MOLTE POSSIBILI SOLUZIONI E RISPOSTE… CHE LE ISTITUZIONI CONTINUANO A IGNORARE! IL TUTTO E’ STATO PUBBLICATO ANCHE SU FACEBOOK IL 1 LUGLIO 2021: https://www.facebook.com/mammenoinceneritorefirenze/photos/a.1610503792530053/2959874537592965/

Come al solito nemmeno questa volta le istituzioni hanno ascoltato o risposto all’appello di incontro pubblico! Di seguito il comunicato sullo spauracchio dell’aumento della TARI.

TARI: un disastro Più CHE annunciato…! “Tutti i nodi vengono al pettine” dice un vecchio modo di dire. 

Ed ecco che improvvisamente a metà 2021 si materializza quello che era facilmente prevedibile: l’aumento della TARI nei territori del cosiddetto ATO TOSCANA CENTRO. Ci teniamo subito a dire che in altre situazioni saremo state felici di dire “Te l’avevo detto”, ma in questo caso no perché a rimetterci per 20 anni di scelte sbagliate sono i cittadini e le imprese del territorio. Adesso il facile Leitmotiv di chi ha la responsabilità di questa assurda malagestione sostanzialmente è il seguente: l’aumento dei costi gestione è colpa della mancata costruzione dell’inceneritore,  e deprezzamento materiali riciclati. 

Attenzione alla trappola: niente di più falso e sbagliato. 

Il vero problema, che ora andremo ad analizzare, è che a voler decidere sulla futura gestione dei rifiuti a Firenze e provincia e per l’intera Regione siano le stesse persone che in 20 anni hanno sbagliato una dopo l’altra tutte le scelte fatte dimostrando poca lungimiranza politica ed economica . 

Questi amministratori, oggi, invece di prendersi la responsabilità dei propri errori e aprire una seria discussione con i cittadini e le realtà virtuose per trovare soluzioni, scarica sui cittadini e sulle aziende  i costi e le colpe di questa assurda situazione. Come Mamme NO Inceneritore lo abbiamo sempre detto e dichiarato pubblicamente in tutti i nostri interventi, iniziative e comunicati ed è di poco meno di un anno fa (settembre 2020) l’uscita pubblica proprio su questo argomento: l’aumento del costo della TARI era prevedibile e quasi scontato. Basta leggere i piani di ambito provinciali e regionali. 

Ma proviamo a fare un passo indietro per capire da dove parte il problema. Il 7/2/2014, l’assemblea dei sindaci di ATO Toscana Centro approva il Piano di Ambito 2014 – 2021. All’interno di questo piano vi era una analisi delle varie metodologie di raccolta rifiuti tra cui tabelle su “Efficienze di intercettazione di riferimento dei servizi di raccolta rifiuti”. In questo documento è evidente come i sistemi di Raccolta porta a porta e in particolare con  PAYT (tariffazione puntuale) abbiano delle performance nettamente migliori a tutti gli altri sistemi di raccolta. Nonostante cio gli amministratori presenti dentro ATO Toscana Centro scelgono di basare tutta la politica dei rifiuti sulla costruzione di un grande inceneritore e sulla raccolta dei rifiuti tramite Cassonetto Stradale. A sette anni di distanza da quella scelta, la percentuale di Raccolta Differenziata, dove si è seguita questa politica, è praticamente rimasta al palo con scarsa quantità e qualità delle raccolte differenziate e conseguente danno alle varie casse comunali per il pesante conto annuale legato al costo delle enorme surplus di rifiuti indifferenziati da smaltire . E se nel 2019 l’ATO Toscana Centro ha con difficoltà raggiunto l’obiettivo minimo di legge del 65% di Raccolta Differenziata è solo grazie a quei comuni che sono diventati virtuosi abbandonando la strada del cassonetto e sposando la raccolta domiciliare. Ne citiamo solo alcuni: Empoli, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Prato ma potremo continuare.

I danni economici per queste scelte sono evidenti a tutti da anni, e per questo nel 2016, nel 2017 e nel 2018 abbiamo presentato esposti alla procura contabile regionale, avvisando anche tutti i consiglieri comunali e regionali di tutti i comuni dell’ATO Toscana Centro. Come si può ritrovare in questo post ammonta a circa 58 milioni il danno erariale prodotto dalla malagestione dei rifiuti nei 12 comuni serviti e gestiti dall’allora Quadrifoglio nel periodo 2008-2016! 

Ci teniamo a ricordare che gli esposti presentati alla Corte dei Conti della Toscana hanno un precedente. Già nel 2013 in Liguria sindaco e assessori del Comune di Recco sono stati condannati a pagare 150mila euro per un danno erariale sempre dovuto al mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata. A seguito dell’inchiesta e della condanna della Corte dei Conti in Liguria, la percentuale di Raccolta Differenziata nel Comune di Recco, in un solo anno, è passato da un pessimo 28,14% a un decoroso 69,53%. Nonostante tutti questi segnali, scritte nelle carte delle stesse amministrazioni, gli amministratori di ATO Toscana Centro hanno ben pensato, sempre su spinta di Firenze, di creare una società unica di gestione dei rifiuti. Nasce cosi ALIA spa con contratto ventennale da 5 MLD di euro, che avrebbe dovuto portare efficientamento e risparmi. 

Nel 2016 noi come tante altre associazioni, comitati e realtà del territorio o che si occupano di rifiuti avevano provato ad avvertire i comuni dell’ATO Toscana Centro che questa sarebbe stata una scelta priva di buonsenso e di ritorno economico per gli stessi comuni. Abbiamo quindi condiviso a tutti gli amministratori i risultati dell’indagine conoscitiva nazionale sui rifiuti urbani, redatta da AGCM (Agenzia per la concorrenza di mercato), dove si evidenziava una netta perdita di concorrenzialità con un gestore unico su aree vaste e la totale perdita di potere decisionale dei singoli Comuni. Sempre nel 2016 abbiamo redatto e pubblicato una info-grafica che mette a confronto le due strategie per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti delle province dell’ATO Centro (Firenze, Prato e Pistoia). In calce le note tecniche che riportano documenti ufficiali e dati certi di confronto. Già all’epoca era evidente lo sbilanciamento e la differenza economica tra le due strade. Qui si può trovare lo studio completo.

E sempre per ripercorrere la storia, nel 2017 abbiamo fatto diverse conferenze stampa e scritto a tutti gli amministratori comunali di ATO Toscana Centro denunciando il loro voto quasi unanime sulla convenzione tra ATO, ALIA e Qthermo, convenzione economicamente sbilanciata a favore di Alia e Qthermo, laddove i Comuni avrebbero dovuto accollarsi tutta l’eventuale perdita di equilibrio economico-finanziario dell’inceneritore. 

Negli anni abbiamo anche più volte segnalato, sempre a tutti gli amministratori locali, che il costo dello smaltimento dei rifiuti nei contratti e nelle convenzioni con ALIA e QTHERMO era stato “blindato” alla considerevole cifra di 164,5 Euro/tonnellata – già all’epoca il costo più alto in Italia – cioè un salasso di circa 30 Milioni che i cittadini residenti avrebbero dovuto dare ogni anno a QtHermo, indipendentemente che vi fossero stati effettivamente rifiuti provinciali, regionali o extraregionali da bruciare (cosiddetti meccanismi del “vuoto per pieno” previsti nella convenzione tra Ato Toscana Centro-Quadrifoglio-Qthermo). Qui alcuni dettagli della nostra denuncia in tempi non sospetti. Infine nel 2019, come già anticipato a fine 2015 all’apertura dell’istruttoria, avevamo anche comunicato a tutti gli amministratori la cancellazione dei finanziamenti all’inceneritore di Firenze da parte della BEI, la Banca Europea degli Investimenti. 

Potremo andare avanti ancora e citare altre decine di comunicazioni e interventi pubblici, tutti comunicati tramite i mezzi di informazione e tramite invio a email e pec ufficiali di tutti i singoli consiglieri, assessori e componenti delle varie giunte comunali e regionali, cosi come a tutti i consiglieri facente parte dell’ATO Toscana Centro. 

A ogni nostro intervento abbiamo sempre chiesto un dialogo con le istituzioni e ci siamo sempre rese disponibili ad aprire un vera discussione tramite un tavolo di lavoro pubblico sul tema dei rifiuti al quale invitare amministratori di comuni virtuosi, società di gestione dei rifiuti con ottime performance e realtà del mondo dei rifiuti. Lo abbiamo chiesto per anni e le uniche risposte che abbiamo ricevuto è che eravamo IDEOLOGICHE, PRIVE DI BUONSENSO e che proponevamo SOLUZIONI NON SOSTENIBILI, senza contare gli epiteti più offensivi. 

E arriviamo alle conclusioni: SVEGLIAAA i comitati lo dicono da decenni, ma negli ultimi anni lo dicono anche le istituzioni europee, le aziende dei rifiuti e per ultimo anche il neo-ministro alla Transizione Ecologica: il problema della gestione dei rifiuti e la conseguente riduzione dei costi di smaltimento, elemento essenziale per allontanare il pericolo dell’aumento in bolletta, si potrà davvero ottenere solo incrementando le raccolte differenziate, e soprattutto intercettando in maniera massiccia la frazione organica dei rifiuti urbani: ciò si può realizzare iniziando a lavorare pesantemente su alcuni semplici punti:

1 – Privilegiando la modalità di raccolta ad elevata capacità di intercettazione della frazione organica, ossia il Porta a Porta con tariffazione puntuale (PAYT), come indicato nel Piano di Ambito di Ato Toscana Centro è l’unica modalità che riesce a intercettare il 95% del rifiuto organico. Se volete leggere il Piano lo potete trovare qui (si vedano le tabelle da pag. 55 a pag. 59)

2 – Aumentando drasticamente la percentuale di Raccolta Differenziata di tutti i materiali, portando la quota di indifferenziato al di sotto dei 100 kg/abitante/anno (come avviene nei comuni, per esempio, gestiti da Contarina o nei comuni a Rifiuti Zero), a fronte degli attuali 300 kg/abitante/anno di Firenze. 

3 – Realizzando, al posto degli attuali impianti TMB o di nuovi TMB pensati solo per foraggiare discariche e inceneritori a valle del processo, le cosiddette Fabbriche di Materiali, ossia impiantistica capace di minimizzare i rifiuti in uscita, massimizzando l’ulteriore intercettazione della frazione organica e l’efficiente separazione delle altre frazioni commercializzabili. 

4 – Attuando politiche di tariffazione sui rifiuti dove si premia chi produce meno rifiuto, la Tariffazione Puntuale (PAYT) per privanti e aziende. In questi ultimi 20 anni abbiamo perso solo tempo prezioso e creato danni economici enormi. 

E’ ora che questi amministratori ammettano il fallimento e accettino di aprire un tavolo di confronto serio e pubblico per dare a Firenze e a tutta la Toscana un futuro davvero sostenibile, green e virtuoso! Adesso non ci sono proprio più scuse.

Mamme NO Inceneritore

FONTE https://www.perunaltracitta.org/2021/07/12/rifiuti-la-toscana-fa-harakiri-con-il-piano-di-giani-monni-che-premia-le-lobbies/ 

giovedì 8 luglio 2021

NO inceneritori, ma 𝐒𝐈 a gassificazione o pirolisi? Un bel passo avanti....non c'è che dire!!!

Hanno quasi il timore di chiamarli come si chiamano......li definiscono impianti ..... modello Giappone.....spazzatura trasformata in CSS (combustibile solido secondario, ex CDR)....ridotte emissioni di CO2.....producono perline di vetro come scarto (magari, con un buchino in mezzo, serviranno per farne tante collanine!). 

Per le localizzazioni....... si passa la palla ai PRIVATI (gruppi leader del settore rifiuti - interessati ovviamente -  o come quelli che hanno già presentato delle osservazioni al Senato?). 

Un altro modo è possibile, ma non ci ascoltano (e lo avevamo messo in conto....si legga il passaggio del comunicato sotto relativo alla presentazione del PIANO fatto da Associazioni e Comitati - sotto)!!

"Non possiamo ripetere certi errori con le proposte di nuovi Inceneritori, e/o con modalità di gassificazione e combustione dei residui come nel caso del progetto ENI waste-to-methanol che, non a caso, è stato proposto per la Raffineria di Stagno (Livorno) nella precedente legislatura regionale dalle stesse forze politiche in parte coinvolte nelle recenti inchieste.

Cambiamo davvero! Cambiamo dal basso! Cambiamo con la PROPOSTA DI PIANO REGIONALE RIFIUTI ZERO https://docdro.id/zFFxxAA elaborato in questi anni dai comitati, le associazioni e i movimenti.

Alterpiana Firenze Prato Pistoia
Mamme NO inceneritore
Presidio No inc No aero
Comitato ambientale di Casale
Vas vitaambientesalute
Orto collettivo



Vai all'articolo QUI

martedì 1 giugno 2021

SUI RIFIUTI IMPRESE E REGIONE TOSCANA HANNO FALLITO! CAMBIAMO DAL BASSO PER UNA TOSCANA RIFIUTI ZERO !

 

Sotto inchiesta ben 33 Dirigenti e responsabili di Alia per Traffico Illecito di Rifiuti! Tra questi l'uomo simbolo dell’Inceneritore di Firenze Livio Giannotti; ex-Amministratore Delegato di Quadrifoglio, storico uomo di fiducia di Renzi e Nardella e delle politiche del PD nella Toscana Centrale e in Ato Centro.

Inchieste pesanti che si sommano e sovrappongono a quelle sugli smaltimenti illeciti dei fanghi di conceria, gli ormai tristemente famosi keu, affidati dalle concerie, da Acquarno che gestisce il sistema di depurazione del Comprensorio del cuoio, ad aziende in molti casi legate alla Ndrangheta, nei fatti avallati delle istituzioni locali e regionali a partire proprio dal noto scandaloso “EMENDAMENTO” approvato dal precedente consiglio regionale.

Il FALLIMENTO delle politiche sui rifiuti urbani e speciali è clamorosamente sotto gli occhi di
tutt*. Anni e anni di arrogante chiusura alle proposte di riduzione-riutilizzo-riciclaggio attraverso raccolte differenziate estese e puntuali; proposte avanzate dal basso attraverso il lavoro propositivo e
competente di comitati, associazioni e movimenti. Anni “buttati” e occasioni “gettate” ripetendo falsità e luoghi comuni condivisi dalle principali forze politiche di centro destra e centro sinistra che in materia di rifiuti e gestione industriale sono sempre stati omogenei e intercambiabili.

Luoghi comuni Sì! niente altro... e le recenti dichiarazioni di Palazzo Vecchio sul porta a porta che ha fatto salire la raccolta differenziata all’80% lo dimostrano. Sarà banale dirlo ma...VE LO AVEVAMO DETTO!

Non ci interessa augurare la galera o applaudire una magistratura sempre in ritardo su problemi scottanti e vere emergenze quanto piuttosto COGLIERE L’OCCASIONE! È ora di cambiare davvero! La “vecchia gestione” ha fallito e deve andare a casa!

Inauguriamo una nuova stagione fondata sulle proposte dal basso di blocco della combustione di rifiuti e biomasse, sulla conversione ecologica dell'economia basata sui cicli e non sulla linearità dei processi che dissipano materia ed energia e producono inquinamento e malattie, vale a dire quindi su una economia circolare coerentemente intesa! 

Non possiamo ripetere certi errori con le proposte di nuovi Inceneritori, e/o con modalità di gassificazione e combustione dei residui come nel caso del progetto ENI waste-to-methanol che, non a caso, è stato proposto per la Raffineria di Stagno (Livorno) nella precedente legislatura regionale dalle stesse forze politiche in parte coinvolte nelle recenti inchieste.

Cambiamo davvero! Cambiamo dal basso! Cambiamo con la PROPOSTA DI PIANO REGIONALE RIFIUTI ZERO https://docdro.id/zFFxxAA elaborato in questi anni dai comitati, le associazioni e i movimenti.

• Zero Waste Italy
• Centro di Ricerca Rifiuti Zero, Capannori (LU)
• AlterPiana Firenze Prato Pistoia
• Forum Ambientalista della Toscana
• Bio-Distretto del Montalbano (PO)
• Medicina Democratica, Firenze
• Comitato Ambientale di Casale (PO)
• Collesalviamo l’Ambiente, Collesalvetti (LI)

Hanno aderito:
• Acqua Bene Comune, Prato
• Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero (LU)
• Associazione ABC Alleanza Beni Comuni Pistoia e Valdinievole
• Associazione Obiettivo Periferia, Pistoia
• Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana)
• Associazione Valdisieve
• Associazione “Vivere in Valdisieve”
• Atto Primo. Salute Ambiente Cultura, San Gimignano (SI)
• Comitato Firenzuola No Discarica “Il Pago” (FI)
• Comitato di Massarondinaio (Scarperia - San Piero a Sieve, FI)
• Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino (GR)
• Comitato Rifiuti Zero di Cecina (LI)
• Comitato Valdisieve
• Confederazione Cobas Firenze
• Confederazione Cobas Pistoia
• Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno
• CUB Firenze e provincia
• Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
• Fucina per la Non Violenza, Firenze
• Italia Nostra, Sezione di Firenze
• “La Libellula” Gruppo per l’Ambiente, Valle del Serchio (LU)
• Mamme No Inceneritore, Firenze
• Presidio No Inc - No Aero, Piana Firenze-Prato-Pistoia
• TAT Movimento Tutela Ambiente e Territorio Montefoscoli (PI)
• Toscana Bio per la Sostenibilità
• Valdisieve in Transizione
• Un’altra Sesto è possibile, Sesto Fiorentino (FI)
• VAS Vita Ambiente Salute, Prato - Campi
• WWF Toscana

venerdì 28 maggio 2021

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Sabato 10 aprile scorso, alle ore 15,30 si è tenuto un incontro regionale su Zoom per presentare la bozza compiuta di Proposta di Piano Regionale per una Toscana che diventerebbe così la prima Regione europea a Rifiuti Zero. 

Il documento è il prodotto di un lavoro comune di Rossano Ercolini, Fabrizio Bertini, Stefano Seghetti e Marco Paganini.

Qui il documento in PDF: Proposta di Piano Regionale per una Toscana verso Rifiuti Zero


Un accenno dei temi:


  1. Linee essenziali di indirizzo

  2. La sfida della Rigenerazione

  3. La sfida delle buone pratiche

  4. I sistemi che danno maggiori rese nell’applicare questi indirizzi

  5. Il nostro Paese ormai oltre il 60% di RD su scala nazionale

  6. E la Toscana?

  7. Puntare su questi numeri: -7% - 80% / ciò che resta - 51%

  8. Ridurre di almeno il 7% 

  9. Obiettivo 80% RD entro il 2025

10. E sul Rifiuto Urbano Residuo intervenire con le “Fabbriche dei materiali”

11. Il processo di rigenerazione: dispositivi e strumenti

12. Il ruolo dei Centri di Ricerca RZ e della riprogettazione dentro questo scenario

13. Il Piano RZ, i distretti industriali, l'importanza del compost e l’economia circolare

14. Patti Territoriali Bioeconomici 

15. Il Piano TOSCANA ZERO WASTE in numeri

16. Come raggiungere almeno il 51% di sottrazione dalla discarica (diversion) del RUR?

17. Finalizzando: occorrono impianti di compostaggio e piattaforme per il riciclo 

18. Per nuovi Ambiti Regionali di Raccolta



FONTE articolo: http://www.zerowasteitaly.org/vogliamo-una-toscana-prima-regione-zero-waste-deuropa/