Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

Visualizzazione post con etichetta Difensore Civico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Difensore Civico. Mostra tutti i post

martedì 19 gennaio 2021

IDRA: I misteri di Costa S. Giorgio: ancora una volta interviene il Difensore Civico della Toscana, e scrive a Palazzo Vecchio

  COMUNICATO STAMPA, 19.1.’21

Le aree interrate proposte nel sottosuolo del 'Poggio delle Rovinate'

 

Ma c’è anche una (mezza) buona notizia: più tempo a disposizione dei cittadini per formulare osservazioni sul resort di lusso progettato fra Boboli e Belvedere

 

E’ pervenuta ieri mattina sui tavoli dell’Amministrazione comunale di Firenze una nota del Difensore Civico della Toscana che supporta la richiesta di trasparenza degli ecologisti di Idra sul resort di lusso progettato sotto Forte Belvedere. Quali ostacoli, ci si domanda oggi, impediscono di rendere pubbliche le ipotesi di progetto che la proprietà metterebbe volentieri a disposizione della cittadinanza?

E’ un caso clamoroso.

Il 23 novembre scorso la Commissione urbanistica del Consiglio comunale di Firenze, che dovrà esprimersi su una variante che ha modificato radicalmente la destinazione d’uso della ex Caserma “Vittorio Veneto”, vasto complesso storico-architettonico incastonato fra Boboli e Forte Belvedere, ha ascoltato in audizione l’arch. Silvia Viviani, membro della giuria incaricata dalla proprietà di valutare le proposte formulate in un concorso internazionale la cui gestione, attraverso il Regolamento Urbanistico, il Comune di Firenze ha lasciato integralmente nelle mani del proponente privato. Scopo dichiarato della procedura, si legge nel bando, quello di acquisire un concept urbanistico che “dovrà essere caratterizzato da un adeguato mix funzionale, dalla valorizzazione dei percorsi di collegamento del complesso con la città limitrofa - in particolare con il Giardino di Boboli e con il Forte Belvedere - e dallo sviluppo dei percorsi interni, del verde pubblico, degli spazi comuni”.

Dall’arch. Viviani si è appreso, fra i tanti altri dettagli forniti nel corso della lunga video-audizione (rimasta in rete poche ore, ma tempestivamente salvata e pubblicata da Idra), che quel percorso concorsuale ha portato “a produrre moltissimi tipi diversi di approfondimenti, di elaborati, di studi, di analisi, e di componenti progettuali”, tutte elaborazioni che sono state lasciate “nelle mani dell’Amministrazione”, che “ha fatto proprio tutto questo materiale” “ne è diventata pienamente titolare”. L’arch. Viviani ha aggiunto: “Se lo ricorda anche l’arch. Fanfani [direttore della Direzione urbanistica del Comune di Firenze, intervenuta anch’essa in audizione, ndr], io avevo proposto che in realtà a un certo punto nella raccolta degli esiti delle procedure concorsuali via via per questi patrimoni in città forse l’Amministrazione aprisse, come dire, uno spazio-archivio anche consultabile, perché i contributi che hanno dato i tanti professionisti che si sono misurati via via con queste procedure concorsuali sono contributi che sono piuttosto interessanti”. E ancora, con palpabile compiacimento: “Davvero converrebbe fare un piccolo archivio che potrebbe poi un giorno – come dire - far parte della storia di questa città”.

 

Lo ha spiegato l’architetto capo dello Studio Marzocco Emanuela Benedetti, che per la Pontevecchio SpA ha seguito il concorso e ha presentato ai membri della Commissione consiliare il gruppo di lavoro interdisciplinare impegnato nella definizione degli elaborati per la Variante al Regolamento Urbanistico, coordinato dall'ufficio tecnico della proprietà: l’arch. Silvia Viviani “ha rivestito un ruolo importante per la valutazione dei progetti nel suo ambito specifico urbanistico, sia esecutore degli elaborati di Variante insieme all'arch. Perrello, acquisiti e fatti propri appunto dal Comune di Firenze e poi adottati nel Consiglio comunale”. Dunque, una fonte importante e accreditata.

 

Niente di più logico, allora, anche alla luce di una simile attestazione di piena trasparenza, che aspettarsi di poter visionare questo prezioso patrimonio progettuale, che ha visto concorrere ben sedici studi con proposte differenti su come utilizzare i 16.150 mq di superficie della ex Caserma “Vittorio Veneto”.

A chiedere la documentazione scaturita dall’adozione della procedura concorsuale Idra aveva già provveduto, del resto, lo scorso agosto, scrivendo agli indirizzi indicati sul portale web del concorso (http://www.excasermavittorioveneto.it/it/), senza ottenere risposte.

Dopo due mesi di attesa, a metà ottobre, Idra ha segnalato e documentato questa circostanza, chiedendo alla Direzione urbanistica di farsi possibilmente parte attiva presso la proprietà perché quella opportunità fosse garantita. Pochi giorni dopo, la Direzione comunicava di fatto ai controinteressati Pontevecchio SpA e Marzocco srl la richiesta di accesso dell’associazione ecologista. Ma, decorsi i termini di legge, anche qui, in assenza di riscontri, Idra è tornata a scrivere alla Direzione, a dicembre, incoraggiata anche dalle dichiarazioni dell’arch. Viviani in Commissione consiliare, chiedendo che esito avesse avuto l’istanza.

Quale sorpresa, dunque, nel leggere la risposta arrivata la settimana scorsa! Dopo mesi di attesa si è appreso infatti che non risultano presentate opposizioni da parte dei controinteressati”, ma si è dovuto constatare anche che non risultava accordato il sospirato accesso alla documentazione richiesta, né si fornivano indicazioni su come ottenerla. Un esito che ha suscitato evidentemente qualche perplessità anche presso il Difensore civico della Toscana se il dott. Sandro Vannini – tenuto via via informato dell’iter dell’istanza – ha valutato di dover scrivere ieri all’Amministrazione comunale di Firenze: Per la parte riguardante le richieste ascrivibili a domande di accesso documentale […] dobbiamo invitare il Comune a riconsiderare la richiesta della Associazione IDRA del 16-10-2020, almeno per la parte ascrivibile alla domanda di accesso notificata ai controinteressati, a fronte della quale i medesimi non si sono opposti”!

Perché tanto mistero – si chiede Idra - attorno alle sedici diverse proposte di utilizzazione di quel prestigioso (e accattivante) bene architettonico in area Unesco che ha ospitato per decenni una Scuola di Sanità militare?

 

L’associazione prende atto con soddisfazione, tuttavia, di un dettaglio presente nella lettera della responsabile della Direzione urbanistica: si tratta di una buona notizia, che merita di essere divulgata. Si legge infatti testualmente: Con l’occasione è opportuno rammentare che residua comunque ancora la possibilità di presentare osservazioni, se pur fuori termine, che, come più volte preannunciato, saranno puntualmente istruite e contro dedotte dall’Ufficio nei modi previsti dalla normativa in materia e inviate all’organo competente (Consiglio Comunale) per la loro determinazione nel merito”. Idra non mancherà di aggiungere quindi ulteriori contributi, dopo quelli depositati lo scorso 25 luglio e il 7 settembre.

E’ vero che, ad avviso di numerosi cittadini, l’intera vicenda procedurale di questa variante, talmente semplificata da essere stata liberata anche dall’incomodo di una procedura di valutazione ambientale strategica, non ha visto Palazzo Vecchio assumere iniziative informative proporzionate all’importanza dei valori storici, architettonici e paesaggistici in gioco. Men che meno, procedure partecipative. Si è registrato al contrario, a suo tempo, il diniego reciso in Consiglio - da parte dell’assessore all’Urbanistica (https://www.youtube.com/watch?v=ny5dcy9Sanw, da 1:06:36 a 1:17:21) - persino del differimento dei termini per la presentazione delle osservazioni dei cittadini, che Idra aveva chiesto di accordare tenuto conto delle gravi limitazioni di riunione e di movimento in era Covid. La concessione di una possibilità residua di intervento fuori termine somiglia dunque un po’ a un pannicello caldo. Ma conviene comunque farla conoscere alla città. E Idra non dubita che la libera stampa fiorentina – dimostratasi così assiduamente vigile in questi mesi sul caso di Costa San Giorgio – riserverà alla notizia lo spazio che merita.

In ogni caso, per assicurare un proprio apporto in questa direzione, l’associazione ha trasmesso la richiesta di chiarimenti indirizzata alla Direzione urbanistica anche al Difensore civico della Toscana, che ringrazia per il reiterato sostegno alla causa dell’informazione e della trasparenza perseguita dall’associazione, al presidente e ai gruppi del Consiglio comunale, ai presidenti della Commissione consiliare 3 Urbanistica e del Quartiere 1, all’assessore all’Urbanistica e al sindaco del Comune di Firenze, che continua tuttavia a non rispondere ai solleciti di confronto.

Dopo l’attenzione riservata la scorsa estate alla vicenda di Costa S. Giorgio da più componenti del Consiglio comunale, si auspica adesso che il fronte della sensibilità all’importanza del tema in questione si estenda il più possibile: si confida in iniziative che promuovano dibattito, e possibilmente supportino la proposta di percorso partecipativo che l’associazione sta trasmettendo in questi giorni all'Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, secondo le disposizioni della legge regionale 46 del 2013 ("Dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali"). Al riguardo, peraltro, risulta in vigore un protocollo d’intesa fra Regione ed Enti locali, dove i soggetti firmatari (e dunque, supponiamo, lo stesso Comune di Firenze, anche se curiosamente non risulta presente nell’elenco pubblicato in rete dalla Regione; vi figurano invece la Città Metropolitana e il Quartiere 1) si impegnano a collaborare con l’Autorità: Anche quando non sono promotori dei processi partecipativi, gli enti locali mettono a disposizione dei processi partecipativi ammessi a sostegno regionale ai sensi della legge risorse proprie, in particolare la disponibilità di luoghi e locali per il loro svolgimento.

Associazione di volontariato Idra


FONTE: http://www.idraonlus.it/2021/01/19/i-misteri-costa-s-giorgio-volta-interviene-il-difensore-civico-della-toscana-scrive-palazzo-vecchio/

mercoledì 29 luglio 2020

Albergo di lusso fra Boboli e Belvedere: Idra corregge in Consiglio comunale l’assessore Del Re

Troppe inesattezze nella risposta a una domanda di attualità sui diritti di partecipazione dei cittadini alla Variante di piano che minaccia la fragile e romantica collina nel centro storico UNESCO
Collegamento Boboli - Forte Belvedere nel progetto consegnato al Comune di Firenze
Collegamento Boboli – Forte Belvedere nel progetto consegnato al Comune di Firenze
“Le affermazioni dell’assessore in Consiglio hanno suscitato in noi più di una perplessità. Pertanto ci permettiamo di scriverVi da fuori la porta dell’Aula, per precisare alcune circostanze a nostro avviso inesatte riferite dall’assessore, e fornire quindi anche noi un apporto a che i rappresentanti della cittadinanza siano messi in grado di formarsi un’opinione col contributo di un’informazione indipendente. Con queste parole esordisce l’appello a una riflessione sul caso della Variante “Ex Caserma Vittorio Veneto” in Costa San Giorgio che Idra ha trasmesso stamani al Consiglio comunale, in vista dell’ultima seduta della stagione, in calendario domani.
L’associazione fiorentina fa presente di aver inviato due istanze Pec al sindaco Dario Nardella, il 16 luglio e il 22 luglio, affinché si provvedesse a un differimento dei termini – in scadenza lo scorso 25 luglio – per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini alla Variante che interessa l’enorme complesso in Costa San Giorgio, fra Giardino di Boboli e Forte Belvedere. Si chiedeva di tener conto delle difficoltà di comunicazione e di riunione imposte dall’emergenza Covid, e della totale assenza di iniziativa informativa (sia ordinaria sia straordinaria, per controbilanciare possibilmente l’handicap della pandemia) da parte dell’Amministrazione Comunale“Abbiamo potuto constatare infatti, e ce n’è consapevolezza anche presso la Direzione Urbanistica, segnala l’associazione, che sono del tutto ignari dei contenuti della Variante sia i cittadini residenti nelle immediate vicinanze del complesso, e dunque quelli destinati agli impatti più importanti di cantiere e nella sistemazione prevista a regime, sia la pur sempre più assottigliata popolazione dell’area Unesco, nei cui confini quel complesso ricade”. Ma né l’assessore né il sindaco hanno ad oggi ritenuto di dovere una risposta argomentata, o una risposta checchessia.
Se risposta deve considerarsi invece quella fornita dall’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re in Consiglio il 20 luglio scorso, Idra osserva che non c’è stata una replica nel merito, ma semplicemente un sordo ribadire ‘a prescindere’ quello che già era stato deciso. E passa a smentire nei dettagli anche le notizie “eufemistiche” fornite dall’assessore al Consiglio.
Come si può parlare di tempestività nel rilascio dell’informazione e della documentazione sull’ex Scuola di Sanità militare di Costa S. Giorgio, quando la richiesta risale al 4 maggio e gli atti sono stati ottenuti il 7 luglio?
Come si può dichiarare che “la discussione su questo immobile è passata da una partecipazione, che è quella di un concorso di idee per individuare le funzioni compatibili”, confondendo l’attività di un privato, il neoproprietario della ex Caserma, con un processo partecipativo? “In nessun modo quel concorso ha comportato il coinvolgimento della cittadinanza, né sul piano dell’informazione né tanto meno su quello della consultazione, chiarisce l’associazione ecologista. Anche la determinazione della composizione della Commissione giudicante del concorso era in ogni caso prerogativa esclusiva del privato”!
Quanto all’altra affermazione dell’assessore secondo cui la “Soprintendenza ha ritenuto idoneo e anzi ha apprezzato tutto questo lavoro che è stato compiuto dai professionisti per recuperare questo bene”Idra fa sommessamente notare che, a proposito del progetto di ascensore a cremagliera Boboli-Belvedere sulle mura presentato dal privato, proprio dal rappresentante della Soprintendenza nella Conferenza di servizi viene espressa perplessità”, dato che “presenta rilevanti problemi di fattibilità, dovuti anche alla gestione di flussi privati all’interno di uno spazio demaniale, gestito da un istituto del MIBAC dotato di autonomia, le Gallerie degli Uffizi, con la previsione del coinvolgimento di un imprenditore privato per la realizzazione di interventi su beni di proprietà demaniale”Una dichiarazione che, nel linguaggio felpato della diplomazia istituzionale, sembra legittimo poter interpretare come sinonimo di inaccettabilità.
Infine, una vibrata rimostranza a nome della cittadinanza tutta, esclusa di fatto – se non di diritto “ai sensi della normativa vigente” – dalla conoscenza di un progetto dagli impatti manifestamente pesanti in un’area delicatissima, su di un complesso che le stesse delibere comunali definiscono “un elemento di grande rilevanza architettonica nel centro storico UNESCO”. Esclusi per giunta dalla possibilità di esprimere un contributo propositivo a causa di un’impostazione rigida, e apparentemente irragionevole, dei termini per la presentazione delle osservazioni, come possono i cittadini sentirsi consolati dall’affermazione con cui l’assessore ha concluso il proprio intervento: “Ciò nondimeno questo non vuol dire che l’interlocuzione, il confronto, non possa andare avanti. Ma lo sarà in sede di approvazione della Variante quando tornerà a seguito delle osservazioni”? Quel giorno, infatti, non ci sarà più spazio per loro! Neppure nei confronti del Difensore civico della Toscana, del resto, intervenuto su Palazzo Vecchio a sostegno di Idra, è stata usata l’opportuna cortesia istituzionale di un riscontro motivato.
Di qui l’invito (destinato a rimanere inascoltato?) alla Sala de’ Dugento: Confidiamo in un dibattito aperto e laico su questo tema da parte del Consiglio, in considerazione non solo del pregio e della vulnerabilità dei luoghi, ma anche della delusione civile che serpeggia nell’ancor piccola porzione di opinione pubblica informata per esclusiva iniziativa di componenti della cittadinanza attiva come quella che qui a Voi si appella”.

mercoledì 22 luglio 2020

Costa San Giorgio e collina di Belvedere: in campo anche il Difensore civico della Toscana

In sostegno all’istanza di Idra, il Difensore invita Palazzo Vecchio a dare riscontro alla richiesta di proroga dei termini per le osservazioni dei cittadini. E adesso l’Associazione coinvolge anche Soprintendenza, Ministero e UNESCO
Dopo tre crolli, vietato ricostruire –
La targa dell’editto di Cosimo I
del 1565 in via de’ Bardi
“Data la straordinarietà della situazione, dobbiamo invitare il Comune a un riscontro sulla eventualità di una proroga del termine di cui all’art.32 LR 65/2014 per la presentazione delle osservazioni”. Così il dott. Sandro Vannini nella nota inviata ieri a Palazzo Vecchio, dopo aver ricevuto l’appello lanciato il 16 luglio scorso dall’associazione fiorentina.
Correttamente, il Difensore civico richiama l’attenzione sulle prescrizioni della legge regionale “Norme per il governo del territorio”, che all’art. 32 sancisce: “Le forme e le modalità di informazione e partecipazione dei cittadini sono individuate dal comune in ragione dell’entità e dei potenziali effetti delle previsioni oggetto della variante semplificata”.
“È di tutta evidenza – osserva Idra nel nuovo appello inviato stamani al Sindaco, al ministro Dario Franceschini, alla Soprintendenza, al presidente Enrico Rossi e all’UNESCO – che proprio in ragione dell’entità e dei potenziali effetti delle previsioni oggetto della Variante semplificata in oggetto, e nonostante le limitazioni e le condizioni di difficoltà in cui si praticano quotidianamente da mesi le relazioni fra cittadini e Uffici pubblici, il Comune di Firenze non ha provveduto a garantire forme e modalità di informazione e partecipazione idonee a mitigare gli effetti negativi di quelle condizioni, a dispetto:
-         della qualità del sito interessato dalla Variante, definito nelle stesse delibere di Giunta e Consiglio “un elemento di grande rilevanza architettonica nel centro storico UNESCO”
-         della mole dell’intervento previsto;
-         dell’oggettiva fragilità ambientale e delicatezza infrastrutturale del contesto in cui l’intervento è programmato;
-         della conclamata interferenza della progettazione oggetto di Variante con beni pubblici di alto rango sotto il profilo storico, artistico e architettonico (Forte di Belvedere, Giardino mediceo di Boboli, Palazzo Pitti)”.
Idra sottolinea al riguardo che “non risulta essere stata esperita, come rilevato dalle testimonianze raccolte fra la popolazione e come confermato anche dalle responsabili della Direzione Urbanistica interpellate dalla scrivente Associazione sull’argomento, alcuna modalità di informazione diretta, men che mai di partecipazione, dei cittadini residenti nell’area suscettibili di essere coinvolti dai pesanti impatti di cantiere connessi all’intervento e dalle conseguenze permanenti del progetto a regime, né dell’intera comunità cittadina, custode d’elezione dell’integrità dei beni interessati dall’intervento, collettivamente responsabile della loro consegna senza danni alle generazioni future”.
Considerate anche le circostanze richiamate nel comunicato diffuso l’altro ieri in occasione della conferenza stampa, e in vista dell’imminente scadenza dei termini fissati dall’Amministrazione Comunale per la presentazione delle osservazioni alla Variante da parte della popolazione avente diritto, Idra rinnova pertanto l’istanza urgente al Sindaco della città affinché siano sospesi i termini per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini dia corso all’adozione delle seguenti misure, si adottino adeguate procedure di informazione della popolazione, si dia corso a un procedimento finalmente partecipativo ai sensi della più avanzata normativa regionale e nazionale, riconsiderando la discutibile scelta di non assoggettare la Variante a valutazione ambientale. La nota di Idra viene inoltrata in queste ore anche al presidente e ai gruppi del Consiglio comunale di Firenze, dopo la deludente risposta (da 1:06:36 a 1:17:21) dell’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Cecilia Del Re alla domanda di attualità del consigliere Dmitrij Palagi nel corso della seduta di lunedì 20 luglio.

giovedì 16 luglio 2020

Sul destino delle Gualchiere trecentesche in riva all’Arno, il Difensore civico a fianco delle associazioni.

COMUNICATO STAMPA, 13 Luglio 2020
Secondo richiamo ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli: Italia Nostra e Idra meritano la trasparenza che rivendicano!
“Si ricorda che, sulla base di istanza avente oggetto analogo a suo tempo presentataci, questa Difesa civica ha rivolto in via bonaria ai Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli richiesta di dar conto agli interessati dello stato degli atti concernenti il complesso immobiliare delle Gualchiere di Remole”. Così il dott. Sandro Vannini, Difensore civico della Toscana, in una nuova lettera di richiamo indirizzata alle due amministrazioni comunali, dopo che Italia Nostra e Idra avevano esternato nelle settimane scorse la propria indignazione per l’annuncio a mezzo stampa di un progetto mai partecipato di riqualificazione delle Gualchiere di Remole.
“E’ da marzo 2019 che le due Amministrazioni annunciano di voler “condividere con i cittadini un percorso serio e concreto” per la riqualificazione di un tesoro abbandonato al degrado da decenni. Ma questo coinvolgimento non c’è stato”, avevano denunciato le associazioni. E avevano aggiunto: “Al contrario, i due Comuni non hanno mai risposto alle richieste di trasparenza sulla documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, né sul percorso partecipativo ipotizzato. L’assessore fiorentino al Patrimonio non abitativo parla di un “gruppo tecnico” operativo, ma le associazioni non sono state invitate. Quali sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Con quali criteri sono stati scelti? Quali requisiti mancano a Italia Nostra e a Idra per essere ammesse al percorso di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, uno straordinario bene storico che fino a marzo 2019 la giunta Nardella ha tentato invano di alienare tramite asta pubblica?“.
In realtà, i due Comuni non avevano risposto neppure al primo invito rivolto loro il 9 marzo scorso “in via bonaria” dal Difensore civico, che indicava loro l’opportunità di dare riscontro a domande legittimamente formulate. Adesso il dott. Vannini replica: “Si ritiene che la mancata risposta sia da attribuire alla generale sospensione dell’attività amministrativa fino al 15-5-2020 disposta dalla normativa statale di cui ai DL18/2020 art.103 e DL23/2020 art.17, che si presume abbia riguardato anche le iniziative relative all’oggetto delle richieste degli interessati”. E torna a invitare i Comuni alla trasparenza “comunicando la risposta anche a questa Difesa civica”.
Vedremo: a volte la goccia scava la roccia… Riuscirà la pazienza democratica dei cittadini a scalfire – con l’aiuto dell’organo istituito per la loro tutela – la corazza del Palazzo e l’indifferenza della maggior parte degli organi di informazione?

lunedì 13 luglio 2020

Anche il Difensore civico chiede trasparenza sul destino delle Gualchiere di Remole

Italia Nostra Sezione di Firenze
Via Orsini 44 - 50126 Firenze

Associazione di volontariato Idra
iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale
Via Giano della Bella 7, 50124 FIRENZE, Tel. 055.22.39.92, 055.233.76.65, 320.053.52.58


COMUNICATO STAMPA, 13.7.’20

Sul destino delle Gualchiere trecentesche in riva all’Arno, il Difensore civico a fianco delle associazioni.
Secondo richiamo ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli: Italia Nostra e Idra meritano la trasparenza che rivendicano!

Gli studenti intervistano Piero Gensini,
l'artista che resiste alle Gualchiere
“Si ricorda che, sulla base di istanza avente oggetto analogo a suo tempo presentataci, questa Difesa civica ha rivolto in via bonaria ai Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli richiesta di dar conto agli interessati dello stato degli atti concernenti il complesso immobiliare delle Gualchiere di Remole. Così il dott. Sandro Vannini, Difensore civico della Toscana, in una nuova lettera di richiamo indirizzata alle due amministrazioni comunali, dopo che Italia Nostra e Idra avevano esternato nelle settimane scorse la propria indignazione per l’annuncio a mezzo stampa di un progetto mai partecipato di riqualificazione delle Gualchiere di Remole.

“E’ da marzo 2019 che le due Amministrazioni annunciano di voler “condividere con i cittadini un percorso serio e concreto” per la riqualificazione di un tesoro abbandonato al degrado da decenni. Ma questo coinvolgimento non c’è stato”, avevano denunciato le associazioni. E avevano aggiunto: “Al contrario, i due Comuni non hanno mai risposto alle richieste di trasparenza sulla documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, né sul percorso partecipativo ipotizzato. L’assessore fiorentino al Patrimonio non abitativo parla di un “gruppo tecnico” operativo, ma le associazioni non sono state invitate. Quali sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Con quali criteri sono stati scelti? Quali requisiti mancano a Italia Nostra e a Idra per essere ammesse al percorso di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, uno straordinario bene storico che fino a marzo 2019 la giunta Nardella ha tentato invano di alienare tramite asta pubblica?”.
L'atelier dello scultore testimone Piero Gensini

In realtà, i due Comuni non avevano risposto neppure al primo invito rivolto loro il 9 marzo scorso “in via bonaria” dal Difensore civico, che indicava loro l’opportunità di dare riscontro a domande legittimamente formulate. Adesso il dott. Vannini replica: “Si ritiene che la mancata risposta sia da attribuire alla generale sospensione dell'attività amministrativa fino al 15-5-2020 disposta dalla normativa statale di cui ai DL18/2020 art.103 e DL23/2020 art.17, che si presume abbia riguardato anche le iniziative relative all'oggetto delle richieste degli interessati”. E torna a invitare i Comuni alla trasparenza “comunicando la risposta anche a questa Difesa civica”.

Vedremo: a volte la goccia scava la roccia... Riuscirà la pazienza democratica dei cittadini a scalfire – con l’aiuto dell’organo istituito per la loro tutela – la corazza del Palazzo e l’indifferenza della maggior parte degli organi di informazione?