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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
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venerdì 6 settembre 2019

'Troppa dipendenza dall'incenerimento', gli Stati del Nord Europa si bacchettano da soli sulla gestione rifiuti

Una recente ricerca commissionata dal Consiglio Nordico dei Ministri di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, indica come i paesi non siano esattamente sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di riciclo richiesti dall'Unione Europea a causa della loro eccessiva dipendenza dall'incenerimento
05 settembre, 2019
Nel dibattito sulla necessità di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti in Italia, uno degli argomenti più utilizzati dai sostenitori dell’incenerimento, che siano rappresentanti politici, addetti ai lavori, oppure organi di stampa, c’è quasi sempre quello deNord Europa virtuoso. Argomento che suona più o meno così: "Nei paesi scandinavi gli inceneritori ci sono e sono perfettamente compatibili con la raccolta differenziata e il riciclo. E soprattutto hanno permesso di eliminare le discariche. Solo in Italia bruciare i rifiuti è diventato un tabù".
Chi critica l’incenerimento, sostenendo piuttosto la necessità di politiche improntate alla massimizzazione del riciclo e di impianti adatti allo scopo, come per altro dice da sempre il ministro Sergio Costa appena riconfermato, non solo viene accusato di ignorare le emergenze rifiuti del paese. Viene anche incolpato di opporsi ottusamente alla strategia illuminata del Nord Europa, dove secondo le cronache monocromatiche dei grandi media si progettano inceneritori su cui si può addirittura sciare, senza che però vengano svelati i retroscena di simili operazioni. 
 'Troppa dipendenza dall'incenerimento', gli Stati del Nord Europa si bacchettano da soli sulla gestione rifiuti
Tuttavia questa narrazione sta entrando sempre più in crisi. Una nuova ricerca realizzata dalla società di consulenza sui rifiuti Eunomia, indica come i paesi nordici non siano esattamente sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di riciclo richiesti dall'Unione Europea e questo proprio a causa della loro eccessiva dipendenza dall'incenerimento. Lo studio, commissionato per altro dal Consiglio Nordico dei Ministri, ente di cooperazione economica e sociale tra i governi di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, ha osservato un "disallineamento tra l'attuale infrastruttura dedicata ai rifiuti e l'infrastruttura necessaria a soddisfare sia le ambizioni di riciclo delineate nelle strategie nazionali, che gli obiettivi dell’Unione Europea".
Gli stati membri dell'UE sono tenuti a riciclare il 65% dei loro rifiuti entro il 2035, il che richiederà "cambiamenti molto significativi" nelle nazioni del nord, sostiene il rapporto, che attualmente si trovano tra i 16 ei 32 punti percentuali al di sotto dell'obiettivo. Finlandia, Islanda e Norvegia in realtà sono ben lontane dal raggiungere anche l'obiettivo del 50% di riciclo entro il 2020.  
 'Troppa dipendenza dall'incenerimento', gli Stati del Nord Europa si bacchettano da soli sulla gestione rifiuti 
Il grafico mostra che da diversi anni i tassi di riciclo in tali Paesi mostrano una sostanziale stagnazione, come se avessero raggiunto un asintoto, proprio mentre altri Paesi europei, inclusa l'Italia, li hanno sopravanzati, e mentre la Slovenia veleggia ormai verso il 70% di raccolta differenziata




Il rapporto chiede un vero e proprio cambiamento di rotta nell'economia dei rifiuti urbani in tutta la regione, che renda il riciclo l'opzione economicamente più vantaggiosa oppure assolutamente obbligatoria.
 Altre misure proposte nella relazione includono:
- Un "notevole aumento" della raccolta porta a porta di materiali riciclabili e rifiuti organici;
- Maggiore capacità di selezione per rifiuti misti;
- Aumento delle tasse o divieti sui materiali riciclabili o sui rifiuti organici che devono essere inceneriti;
- La possibile introduzione di sistemi "pay-as-you-throw" per incoraggiare le persone a non scartare i materiali riciclabili nei rifiuti destinati all'incenerimento.
Alcune misure hanno già dato discreti risultati in termini di aumento del riciclo, come il vuoto a rendere sui contenitori in metallo, la responsabilità estesa del produttore e il divieto di discarica di rifiuti che possono essere inceneriti o compostati. In Finlandia, inoltre, il precedente governo si è impegnato ad introdurre una nuova legislazione per raggiungere gli obiettivi UE entro l'autunno del 2019, sulla base delle raccomandazioni della Commissione europea formulate nel 2018. In definitiva il ruolo dell'incenerimento dei rifiuti dev'essere ridefinito per garantire che gli aumenti del riciclo e del riutilizzo non siano ostacolati e che siano evitate le sovraccapacità per il trattamento dei rifiuti residui .
"È bello vedere la regione focalizzata su come può apportare cambiamenti per muoversi verso un'economia veramente circolare", ha affermato Camilla Durrant, consulente senior di Eunomia. "Sembra un momento ideale per accelerare con la cooperazione e la collaborazione in questo settore."

mercoledì 17 ottobre 2018

La Toscana in un anno passa dal 50,9 al 53,8 % di raccolte differenziate. La legge impone il 65% minimo di avvio a riciclo entro il 2012.







Di questo passo ci vorranno altri quattro anni, ovvero al 2022, per arrivare a quello che la legge imponeva entro i 10 anni precedenti. Ma non basterà perché entro il luglio 2020 l’Italia dovrà recepire la nuova direttiva europea sull’economia circolare che innalzerà inevitabilmente questi limiti. Potremmo mai pensare di avere una Regione che non solo raggiunge i limiti minimi imposti dalla legge ma che fa anche della sostenibilità e della tanto decantata economia circolare un vero faro nelle politiche dei propri servizi pubblici?
Nel 2016 anche la Campania superava la Regione Toscana nelle percentuali di raccolte differenziate, per non parlare della Sardegna che nello stesso anno superava il 60% o delle più virtuose Lombardia (68%) o Veneto (73%).
Ad una visione dei dati spiccano due grandi evidenze:
1) La responsabilità maggiore di questa arretratezza di tutti i capoluoghi che, ad eccezione di Lucca (salita a 78,3%) e Prato (71%) nessuno raggiunge gli obiettivi di legge;
2) L’arretratezza del sud della Regione dove tra le province di Arezzo, Siena e Grosseto sono solo cinque i piccoli comuni che raggiungono i limiti di legge imposti entro il 2012.
Nelle scorse settimane si sono lette dichiarazioni impegnative da parte della Regione che ha stabilito di voler raggiungere il 70% di avvio a riciclo entro il 2020. La Regione Veneto da anni ha raggiunto e superato questi livelli. Un percorso troppo lento quello della Toscana negli ultimi anni ma che potrebbe invece essere invertito con misure straordinarie. I buoni esempi non mancano come la Sardegna che proprio grazie ad uno straordinario innalzamento della tassazione sugli smaltimenti ha spinto le percentuali di riciclo in maniera esponenziale in un brevissimo arco temporale.
A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale che, se ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.
Un altro dato appare altrettanto importante nelle valutazioni di sostenibilità ambientale e nel caso di Capannori, ovvero oltre la percentuale di avvio a riciclo il quantitativo effettivo, a persona, inviato a smaltimento. La media italiana è di circa 250 kg/abitante/annui. Capannori è arrivata a circa 55 kg/ab/annui, un dato ottimo, in linea con le migliori esperienze nazionali (ad esempio il Consorzio Contarina di Treviso), merito di tante iniziative finalizzate a ridurre continuamente i flussi dei materiali che ancora vanno a smaltimento.
Il percorso adottato nel 2007 Verso Rifiuti Zero è in marcia e procede spedito, merito di una comunità che ne ha capito l’importanza, di un Sindaco ed un Assessore che stanno continuamente sul pezzo e di una grande azienda pubblica, ASCIT, che dai suoi vertici, nel Presidente e nel Direttore, fino agli operatori, sente una missione che va ben oltre il loro lavoro quotidiano ma guarda alla sostenibilità economica ed ecologica della loro comunità.
Non dimentichiamoci infatti che queste grandi performance ambientali hanno comportato enormi risparmi nei costi di smaltimento i quali hanno permesso di costruire decine di posti di lavoro senza aumenti tariffari e con una tassazione tra le più basse della Toscana e del Centro Italia.
Continuiamo ad alimentare le buone pratiche, facciamo crescere l’importanza di queste politiche, diffondiamo la sostenibilità, è l’unica possibilità che abbiamo per cercare di dare un futuro all’umanità, ai nostri figli, alla speranza. Continuiamo a contagiare di questo virus positivo sempre più comunità.



Alessio Ciacci
Già Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori
Presidente di Acsel Spa – Direttivo nazionale Utilitalia


FONTE: http://www.ciaccimagazine.org/?p=17443

lunedì 7 novembre 2016

MONTEBONELLO: "UN’OCCASIONE PERSA"

Domenica 29 ottobre una bellissima serena giornata di sole ha fatto confluire in P.za Pertini  a Montebonello (Pontassieve) un gran numero di cittadini locali e non solo, per una manifestazione denominata SMARRONATA e organizzata dalla locale associazione La Compagnia della Torre .
La piazza circondata dai banchini del mercatino, il banco di distribuzione delle “bruciate” (con offerta libera) e quello con la “fettunta” e  il panino con il “bardiccio”.
I bimbi allegri a vociare e a divertirsi sui giochi del giardino. Un’atmosfera serena e, fortunatamente, un’occasione ancora fruibile in questo lungo periodo di depressione economica e non solo.
Gli altoparlanti diffondono gli interventi di un signore che intrattiene in modo molto cordiale i cittadini presenti: il tono è confidenziale e probabilmente è del luogo ed è abituato a parlare in pubblico.  
Tutto bene, direte........ e  invece no, a causa della situazione illustrata dalla foto che vedete qui sotto.
Montebonello – Smarronata – 29 ottobre 2016

La visione di quel raccoglitore di rifiuti che ostentava, in compagnia di altri due o tre bidoncini simili, la totale indifferenza degli organizzatori per l’aspetto ecologico di una Raccolta Differenziata (RD) dei rifiuti prodotti quel pomeriggio e la limpida dimostrazione di quanto si sia ancora in alto mare per una completa presa di coscienza collettiva del problema che stiamo spostando sulle spalle di quei bimbi che giocavano li vicino.

Mi sto già arrabbiando per questa indifferenza globale quando riconosco che il gentile Signore al microfono è il Vice Sindaco e Assessore all’ Ambiente del Comune di Pontassieve. L’ho conosciuto recentemente durante un Consiglio Comunale ove difendeva due mozioni sulla gestione dei rifiuti che come ambientalisti non condividevamo totalmente (una lunga storia di battaglie nostre contro un Inceneritore a Rufina e una gestione pluriennale molto deficiente dei rifiuti stessi).

E così realizzo in un colpo solo che non si può pretendere più di tanto da CHI, eletto in quella posizione importante per l’Amministrazione del Bene Pubblico, non abbia nella sua cultura la capacità di cogliere un’occasione come la “Smarronata” per organizzare una piccola Raccolta Differenziata abituando i cittadini presenti, più o meno consapevoli, al concetto di avvicinarsi il più possibile al recupero del 100% dei materiali oggetto di rifiuto in una simil “raccolta Porta a Porta” effettuata direttamente in quella piazza, in modo che questi eventi possano diventare un momento di educazione ed essere soprattutto sostenibili anche da questo punto di vista.
Era sufficiente fare installare nella piazza i contenitori che vedete più sotto per dividere:

- Pericarpo (bucce) delle castagne      –  Organico MARRONE ; 
- Carta dei sacchetti                             –  Carta GIALLO; 
- Piatti di Plastica  e Lattine Bibite     –  Multimateriale BLU ;

E’ stata proprio un’OCCASIONE PERSA da parte dell’Assessore all’Ambiente di Pontassieve nel non utilizzare quell’iniziativa per fare un’ottima facile propaganda a COSTI ZERO a favore di una  politica di gestione responsabile dei rifiuti, con una dimostrazione sul campo di quanto ci si possa avvicinare davvero a una politica di RESIDUI ZERO (meglio conosciuta come RIFIUTI ZERO).

Al termine della giornata qualcuno avrà avuto il compito improbo di raccogliere TUTTI quei rifiuti, anche da terra, e li avrà gettati in un bel cassonetto di INDIFFERENZIATA.
E fortunatamente si era a Montebonello ove, come a Rufina, AER effettua la RD Porta a Porta e quindi non esistono nel centro abitato i cassonetti dell’Indifferenziata con “l’e-gate”; altrimenti si sarebbe guardato intorno e, non avendo con sé la famigerata chiavetta, li avrebbe potuti gettare, per esempio, nel cassonetto MARRONE dell’ Organico  facendo così un doppio danno.

E così il nostro Assessore anziché dimostrare che in quel giorno era possibile una RD al 100% ha lasciato fare e il tutto sarà finito al 100% nell’Indifferenziata che contribuirà, assieme a tanti altri episodi simili, a far crescere il costo della TARI!

Mentre mi sto dispiacendo per l’OCCASIONE PERSA e per la carenza di sensibilità del mio Assessore, mi trovo vicino a una giovane Signora che sta fumando: poco prima di terminare la sigaretta noto che tira fuori dalla borsetta un piccolo oggetto cilindrico. Lo apre ruotando il coperchio e vi spegne la sigaretta, inserendo la cicca al suo interno. Lo richiude e lo ripone in borsetta. Mi presento e le faccio i miei migliori complimenti e la ringrazio per i sette anni di inquinamento che il suo gesto ha risparmiato all’ambiente. Le faccio notare le contraddizioni di quanto sopra e quanto di quei rifiuti alimenterà il business che sta dietro all’ipocrisia criminale degli Inceneritori e lei gentilmente annuisce e concorda. Ci salutiamo sentendoci complici di una sensibilità, ahimè, minoritaria.


Fernando Romussi
Presidente Associazione Valdisieve  Presidente