Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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mercoledì 21 dicembre 2022

Addio al Prof. Alberto Asor Rosa, tra le altre tante cose, fu il fondatore della Rete dei comitati per la difesa del territorio.

Ci aggiungiamo ai tanti che, oggi, salutano il Prof. Asor Rosa. Morto a 89 anni, professore di letteratura italiana alla Sapienza di Roma, deputato del PCI, collaboratore per diversi anni con La Repubblica.


Fin dal 2007, dopo lo scandalo sulla cementificazione a Monticchiello e poi a Fiesole, riuscì a mettere in moto una gran sollevazione popolare dei tanti comitati e associazioni che erano sparpagliati per tutta la Toscana. Dando vita quindi ad un movimento critico e ambientalista che prese il nome di "Rete dei Comitati per la difesa del territorio", alla quale aderimmo da subito sia come Associazione Valdisive che come Associazione "Vivere in VAldisieve". In seguito, poi, abbiamo avuto per diversi anni nella Giunta, anche un nostro rappresentante Fernando Romussi.

Lo ricordiamo volentieri durante le Assemblee annuali dei soci, in cui dopo ore di discussioni e di presentazioni di tanti nuovi comitati che via via aderivano e ci portavano a conoscenza delle loro vertenze, alla fine riusciva a fare una sintesi oculata di tutto quello che era emerso, rendendo chiara a tutti (anche magari a chi si era perso qualcosa perchè veniva da lontano) la linea da seguire e le iniziative da intraprendere.

Quindi grazie davvero Alberto, per questo percorso che abbiamo condiviso con te e con gli altri.

Condoglianze ai familiari.

Associazione Valdisieve 
Associazione "Vivere in Valdisieve"

Foto nostre, di alcune assemblee (2013 e 2014)  

mercoledì 16 dicembre 2020

Solidarietà a Tomaso Montanari querelato dalla Giunta comunale Associazioni, comitati, gruppi politici e ambientalisti scrivono a Nardella

 COMUNICATO STAMPA

Firenze, 16 dicembre 2020

Un gruppo di associazioni, comitati, gruppi politici e ambientalisti hanno scritto una lettera al sindaco Dario Nardella e agli assessori della Giunta che hanno querelato lo storico dell’arte Tomaso Montanari per le sue dichiarazioni rilasciate in una trasmissione di Report dell’8 giugno 2020.

La frase che ha scatenato l’ira degli amministratori è stata questa: “Firenze è una città in svendita. È una città all’incanto, è una città che se la piglia chi offre di più, e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri”.

Per i firmatari della lettera i motivi della querela sono inesistenti in quanto le dichiarazioni stigmatizzate descrivono realmente ed efficacemente gli effetti delle politiche di chi ha guidato Firenze. Comitati e associazioni si dichiarano totalmente d’accordo con le parole di Montanari.

Una querela per questi motivi è un atto intimidatorio per tacitare la voce di chi non condivide le politiche di Palazzo Vecchio, un esercizio di negata democrazia che non fa onore ai querelanti e pone una macchia sulla tradizione fiorentina di città medaglia d’oro della resistenza e dalle tradizioni democratiche che risalgono al medioevo.

Con le giunte di Renzi prima e Nardella dopo, c’è stata una accelerazione nel mettere in vendita pezzi pregiati e di grande valore del patrimonio immobiliare e storico fiorentino. Il progetto Investire a Firenze vide addirittura il Sindaco recarsi a New York a presentare a grandi società immobiliari i gioielli da mettere a disposizione del mercato; un lungo elenco del patrimonio della città sottratto ai cittadini per metterlo a disposizione degli investitori internazionali.

Un altro aspetto che non fa onore a sindaco e assessori è che la querela non è stata fatta come rappresentanti delle istituzioni, ma come privati cittadini chiedendo per le loro persone i risarcimenti pretesi.

No, questa vicenda non fa onore a nessuno.

Info 339 8382390 - 334 1990488

mappa degli immobili in vendita - a cura Lab. Urbanistica PUC

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Lettera aperta al Sindaco e alla Giunta del Comune di Firenze

Firenze, 15 dicembre 2020

Egregio signor Sindaco, egregi Assessori,

siamo a conoscenza della querela che avete messo in atto verso lo storico dell'arte Tomaso Montanari chiedendogli un risarcimento assai pesante.

Il motivo sarebbero alcune sue dichiarazioni rilasciate in una trasmissione televisiva, Report, dell'8 giugno scorso, in particolare la frase “Firenze è una città in svendita. È una città all’incanto, è una città che se la piglia chi offre di più, e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri”.

Con questa lettera siamo a dichiararvi che condividiamo appieno la dichiarazione di Montanari che ci pare di una evidenza lapalissiana; le azioni di codesta giunta ed anche di quelle precedenti sono state sempre caratterizzate da un progetto politico di svendita del patrimonio immobiliare fiorentino, spesso caratterizzato da beni di grande pregio artistico e storico.

Signor Sindaco, le ricordiamo i suoi viaggi nel mondo, in particolare a New York nel 2015, quando presentò a investitori immobiliari internazionali i gioielli che metteva a loro disposizione col progetto "Investire a Firenze", precisando sempre la disponibilità delle sue giunte a tutte le varianti urbanistiche necessarie per soddisfare i desideri delle società interessate.

Concludiamo osservando la " stranezza" d'aver agito non come rappresentanti delle istituzioni, ma come privati cittadini e quindi caricando con una rivalsa privatistica (che porterebbe ad un vostro ristoro personale) un operato che è stato istituzionale.

Se ritenete falso e diffamatorio dire che il cielo sereno è azzurro, che in Arno scorre l'acqua, che state svendendo pezzi pregiati della città, vi preghiamo, querelateci tutte/i.

Porgiamo i nostri distinti saluti, augurandoci un netto cambiamento delle vostre politiche cittadine.

  • AlterPiana FIPOPT
  • Assemblea Beni Comuni/Diritti Firenze
  • Associazione Atto Primo
  • Associazione Piazza della Vittoria
  • Circolo ARCI "Fra i lavoratori di Porta al Prato"
  • Comitato Cittadino Tutela Alberi
  • Cittadini di Bagno a Ripoli per una Cittadinanza Attiva
  • Comitato “Fermiamo la guerra”
  • Comitato manoiquandosidorme
  • Comitato No Tunnel TAV Firenze
  • Comitato San Salvi chi può
  • Comitato Tutela Ex Manifattura Tabacchi Firenze
  • Coordinamento Salvare San Salvi
  • Extintion Rebellion Firenze
  • Firenze Città Aperta
  • Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua
  • Fucina per la Nonviolenza
  • Gruppo urbanistica perUnaltracittà
  • Laboratorio per la Laicità
  • Laboratorio perUnaltracittà
  • Libere Tutte
  • Mamme No Inceneritori
  • Medicina Democratica Firenze
  • Movimento Tutela Alberi Firenze
  • Officina dei Saperi
  • Q2 Stop Taglio Alberi
  • Per Sesto Bene Comune
  • Presidio No Inceneritori No Aeroporto
  • Redazione Toscana di Pressenza
  • Rete Antifascista di San Jacopino-Puccini-Porta al Prato
  • Rete Antirazzista Fiorentina
  • Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio

giovedì 17 settembre 2020

DIFFIDA di Legambiente Lucca, Italia Nostra Sezione di Lucca e Rete dei Comitati per la difesa dei Territori su Ex Manifattura Tabacchi

 

Colpo di scena sulla tanto discussa questione della riqualificazione della Ex Manifattura Tabacchi.

Dopo le insistenti rassicurazioni da parte del Sindaco Alessandro Tambellini e dell’intera Amministrazione sul progetto proposto da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Coima, questi ultimi si sono visti costretti a fare un passo indietro. Era stata infatti convocata per lunedì 14 settembre la commissione consiliare preposta per dare un voto sulla variante per la riqualificazione della Ex Manifattura ma, a un’ora e mezzo dalla riunione, il primo cittadino ha deciso di annullarla, rinviandola a data da destinarsi. Proprio per questo, ieri sera, martedì 15 settembre, la variante non è nemmeno approdata in Consiglio Comunale, come era previsto ufficialmente dalla convocazione della seduta che lo indicava come principale argomento all’ordine del giorno.

A seguito di questi rinvii – le cui motivazioni non sono state rese note dall’Amministrazione – riceviamo e pubblichiamo la diffida che Legambiente LuccaItalia Nostra Sezione di Lucca e Rete dei Comitati per la difesa dei Territori ha inoltrato all’Amministrazione comunale.

Le Associazioni fanno presente che l’Avv. Altavilla – professionista all’uopo incaricato – dopo un consulto in merito alla variante al RU della Ex Manifattura Tabacchi, avendo esaminato la questione in tutti i suoi aspetti e avendo rilevato gravi elementi di irregolarità nell’azione da parte dell’Amministrazione Comunale, ha inviato a quest’ultima un documento esplicativo in termini di “significazione” al fine di rendere consapevole la stessa delle irregolarità formali e sostanziali presenti nelle decisioni fin qui approvate.

Il Comune di Lucca ha adottato una variante al vigente regolamento urbanistico che, sia consentito di dirlo in breve, ha, per un verso, alleggerito le regole tecniche che disciplinavano la trasformazione, sostituendo la previsione di un piano attuativo con quella che consente di manomettere l’immobile con uno o più interventi diretti; per l’altro, ha fortemente implementato le funzioni ammissibili, prevedendo, tra l’altro, l’utilizzo residenziale dell’ex opificio. Le Associazioni mie assistite sono convinte della ontologica illegittimità della determinazione urbanistica in itinere e preoccupate dei profili di illiceità che, come sempre accade per le responsabilità penali, potrebbero coinvolgere soggetti specifici, magari rei (innanzitutto) di una valutazione incompleta del fatto urbanistico”. Inizia così la significazione dell’Avv. Altavilla, legale delle Associazioni ambientaliste: la Ex Manifattura – come riportato anche nel documento -, cruciale presenza nel tessuto urbano della città, appartiene al c.d. demanio culturale ed è quindi soggetta al vincolo storico artistico oltreché a quello paesaggistico. La parte sud dello stabile, cessata l’attività manifatturiera, è stata assoggettata al regolamento urbanistico in modo che se ne riprogrammasse una riqualificazione più idonea in un’ottica di sostenibilità e di allocazione di funzioni di pubblico interesse. È chiaro che le ambizioni civiche non hanno trovato esito al momento e che “il quadro è in movimento, malamente” come riferisce l’Avv. Altavilla.

Per quanto riguarda la proposta di Coima e Fondazione Cassa di Risparmio, “sulla cui legittimazione statuaria a dar corso dell’operazione in parola non è questa la sede per indagare” – nelle parole dell’Avv. Altavilla – si legge nel documento che “più che la proposta d’acquisto di un bene demaniale, è una sollecitazione alla vendita, previo l’adempimento comunale di alcune specifiche pretese: tra tutte, l’approvazione di una variante al R.U. che abolisca l’obbligo della approvazione di un piano attuativo, implementi le funzioni ammissibili (tra le quali quella residenziale) e consenta la realizzazione di parcheggi ‘in superficie, fuori terra e nel sottosuolo’. La sollecitazione in parola è anche energica e ultimativa: essa, quasi a voler stigmatizzare una eventuale lentezza dell’azione amministrativa, indica nella data del 27 novembre 2019 il termine per provvedere”. Fatto sta che l’Amministrazione Comunale è stata velocissima nell’adozione della variante, semplificata e non assoggettata all’accertamento della VAS.

Nel Febbraio 2020, poi, Coima ha cambiato i programmi: invece di procedere all’acquisto del bene demaniale ha proposto di diventare concessionaria comunale inoltrando al Comune l’atto introduttivo di un progetto di finanza. Non solo, la stessa Coima ha infatti avanzato delle pretese all’Amministrazione, che ha subito accettato, stabilendo infatti che il Municipio dovesse adottare la sua osservazione alla variante e, per contro, dovesse respingere quelle ‘eventualmente presentate da altri soggetti’. Coima, a scanso di equivoci, ha stabilito di non voler soggiacere all’obbligo di reperire parcheggi nel centro storico e di volere, invece, la riduzione degli oneri di urbanizzazione nella misura del 70% e il rilascio dei titoli edilizi e di ogni ulteriore autorizzazione entro il 31 dicembre 2020.

Da qui, si legge nel documento di significazione dell’Avv. Altavilla, ne derivano una serie di illegittimità che non possono e non devono passare inosservate.

  • Illegittimità della variante nel perseguimento del pubblico interesse
    La pianificazione urbanistica non è un fatto negoziale ma l’espressione di una programmazione dello sviluppo territoriale che deve rispondere all’interesse pubblico. Sono l’individuazione e il perseguimento del pubblico interesse il presupposto e il fine della pianificazione urbanistica, la cui conformazione deve essere ontologica al bene comune” si legge nelle parole dell’Avvocato.
    Nella specie, dall’analisi degli atti non è dato di evincere alcuna indagine sulla meritevolezza degli interessi della COIMA, rispetto a quelli civici. Nemmeno con formule di mero rito Codesto Municipio ha dato contezza del pregio o della convenienza jure publicum di alienare la manifattura alla Società milanese e alla retrostante Fondazione. Mai è dato di leggere quale sia la maggiore utilità territoriale di realizzare abitazioni dove non sono ammesse; quale sia la proficuità di un incremento del carico urbanistico (rimasto peraltro estraneo a qualunque indagine, visto che la VAS è stata ritenuta superflua); quale sia la convenienza di una privatizzazione del bene culturale in parola, in favore di un soggetto sconosciuto (seppure finanziato dalla locale Fondazione bancaria), estraneo a finalità altre rispetto a quella del lucro. Si potrebbe continuare, ma quanto detto è sufficiente a stigmatizzare la illegittimità di una variante che trova la sua ragione nelle pretese di una Società di capitali, ed è stata congegnata quale adempimento precontrattuale prodromico alla alienazione del bene culturale”.
    Quanto scritto nella significazione è chiarissimo: il progetto di Coima e Fondazione, per la riqualificazione della Ex Manifattura Tabacchi, non persegue nessun interesse pubblico ma va ad agevolare solo ed esclusivamente le pretese dei maestri del cemento.

Allo stesso tempo – come ormai è risaputo – l’Amministrazione Comunale ha sostituito, sotto richiesta di Coima, il piano attuativo con un mero permesso di costruire e su ciò la significazione si pronuncia così: “Ora, al netto del rilievo che l’obiettivo della semplificazione procedurale (invocato nella specie dall’Assessore all’Urbanistica) non può in alcun modo assurgere a motivo fondante della rinuncia alla pianificazione attuativa, e che la pretesa in tal senso avanzata dalla COIMA è fonte di pericolosa commistione tra interesse pubblico e interesse privato (a vantaggio di quest’ultimo), certo è che la variante in contestazione non contiene il benché minimo riferimento ai motivi tecnico-urbanistici che hanno consentito di accogliere la pretesa della Società ‘acquirente’. Nel caso di specie, quale sia l’interesse privato protetto e soddisfatto dal Municipio, è chiaro; per contro, quale sia l’interesse pubblico coincidente con quello della COIMA non solo non è intuibile, ma non è stato in alcun modo individuato. E che possa essere scivoloso verso gli aspri lidi dell’abuso d’ufficio il conformare l’azione erariale agli interessi di un soggetto privato, è troppo evidente”.
Tutto ciò senza considerare che ai sensi del c.d. decreto semplificazioni (d.l. 16.7.2020, n. 76) per gli interventi nelle zone A che superino la categoria del restauro e risanamento conservativo, la pianificazione attuativa è obbligatoria.

  • Illegittimità della mancata valutazione ambientale
    Nonostante il Sindaco si sia più volte giustificato, di fronte alle osservazioni e ai dubbi sul tema, in nome di uno snellimento delle procedure per velocizzare procedimenti fondamentali per la città, si legge nel documento dell’Avv. Altavilla che “Non persuade nemmeno il semplicismo col quale è stata esclusa la assoggettabilità della variante al procedimento VAS”. Infatti, la legge stabilisce che lo sviluppo territoriale non può prescindere da una previa analisi della sua sostenibilità, cosa non effettuata dall’Amministrazione Comunale lucchese.
    Se poi si considera che lo svolgimento della VAS avrebbe impedito al Municipio di adempiere alle pretese della COIMA nei tempi prescritti, sia consentito di ritenere che tra le ragioni della non assoggettabilità potrebbe esserci, in primis, l’urgenza (illecita) di provvedere”.
    Il Comune si è infatti mosso in sordina e frettolosamente per soddisfare tutte le richieste che la milanese Coima ha preteso al momento della presentazione del progetto.
  • Illegittimità della variante, rispetto ai tempi di attuazione
    La variante che occupa, se è stata tempestiva rispetto alle pretese della COIMA, è tardiva in relazione alle prescrizioni della legge”.
    Il nuovo articolo 222 della legge regionale 10.11.2014, n°65, stabilisce infatti che le varianti come quella in esame avrebbero dovuto essere approvate entro il 30 giugno 2020, a pena di decadenza e questa è una scadenza normativa di valore assoluto. Essendo stata approvata dall’Amministrazione Comunale nel novembre 2020 “Codesto Comune non può procedere alla approvazione della variante perché la perentorietà del suddetto termine non consente eccezioni” si legge nel documento.
    Di qui l’illegittimità della approvazione della variante in parola, che deve essere archiviata de jure” continua l’Avv. Altavilla.
  • Illegittimità della variante che vìola lo statuto culturale
    La variante in questione vìola infatti anche lo statuto culturale del bene e contempla l’insediamento delle funzioni pretese da Coima, le quali non sono ammissibili.
    La destinazione d’uso dei beni culturali è infatti assoggettata al placet vincolante del MIBCAT, che si esprime per il tramite delle soprintendenze. Per quanto riguardo l’Ex Manifattura in oggetto, si legge nelle parole di Altavilla, “tra le destinazioni possibili è escluso che possa esserci quella residenziale e ricettiva, l’eventuale terziario deve essere ‘leggero’ e, in ogni caso, non è ammessa né la frantumazione, né lo snaturamento degli spazi. Tali rilievi, inspiegabilmente sottaciuti, rendono inaccoglibile sia la proposta d’acquisto sia quella del progetto di finanza della COIMA, e, in ogni caso, evidenziano l’illegittimità della variante in esame, con la quale si è dettata (in favore della Società) una disciplina urbanistica che contraddice le prescrizioni ministeriali”.
    “Allora, ciò stante, lo strumento urbanistico in parola cos’è? Un atto male istruito? Una forzatura consapevole? La premessa per provare a ottenere futura disponibilità dalla soprintendenza e convincerla della convenienza di fare come la COIMA vuole? E si torna al refrain esiziale: l’interesse pubblico sotteso alla forzatura urbanistica sancita dalla variante in parola, dov’è?”.
  • Illegittimità della variante per quanto riguarda il progetto di finanza
    L’adempimento compiuto dal Municipio ai voleri della COIMA trova la sua ulteriore, sconfortate ragione di illegittimità nel fine. La COIMA ha proposto un progetto di finanza che prevede la (certo non proprio da start up 4.0) costruzione di parcheggi e l’acquisizione della manifattura. Ciò non è legittimo, perché il progetto di finanza che coinvolga i beni culturali non è ammissibile”. Su ciò la significazione è chiara e non lascia dubbi su un’ulteriore illegittimità anche per quanto riguarda il project financing proposto dal duo Coima e Fondazione e accolto dall’Amministrazione Tambellini come salvifico per le sorti della città.

Finalmente qualche riposta è arrivata, purtroppo non dai diretti interessati – Comune, Coima e Fondazione – ma grazie alla diffida delle Associazioni Ambientaliste in prima linea sulla vicenda.
I presupposti per pensare che la variante adottata da Tambellini e l’Amministrazione sia illegittima ci sono, come è chiaro ormai che i procedimenti attuati siano stati completamente taciuti e non trasparenti. Sembra davvero che il nostro Primo Cittadino non sia riuscito a non farsi fagocitare dai poteri forti, dalla “gente che conta”, e che, in nome di chissà quali strane dinamiche all’interno delle aule del palazzo, abbia agito in sordina favorendo l’interesse privato a quella della sua città e dei suoi cittadini.

Ci auguriamo sempre che non sia così e restiamo comunque disponibili a tutte le delucidazioni in merito da parte dell’Amministrazione comunale.

Qui il testo completo della significazione dell’Avv. Altavilla:
https://bit.ly/3hy0uZX

FONTE ARTICOLO https://www.loschermo.it/ex-manifattura-arriva-la-diffida-per-lamministrazione-comunale-dalle-associazioni-ambientaliste/?fbclid=IwAR3b6CHffIUqHeMjQHYs7NruUKGhpiwnWtCRXDPpJsbXb4qoRGGy5Fj4g_o

FONTE FOTO https://www.domusweb.it/it/notizie/2019/07/09/firenze-manifattura-tabacchi-rinasce-il-nuovo-incubatore-dellarte-si-apre-a-design-artigianato-e-botanica.html 

venerdì 8 maggio 2020

Prima e dopo…ma noi diciamo: la Toscana non ha più tempo!

https://www.paesaggiotoscana.it/web/paesaggio
“Da tempo e da più parti si è diffuso un comune sentire: “Non dobbiamo tornare alla normalità, perché la normalità era il problema”. La fotografia, su scala regionale, di questa normalità ce la fornisce il primo Rapporto Regionale sullo Stato delle politiche del paesaggio, redatto nel gennaio 2020.
Tale documento, mai reso pubblico, analizza i risultati degli ultimi 4 anni di pianificazione in Toscana. In conformità alla normativa del PIT, entrato in vigore nel 2015, le scelte politiche avrebbero dovuto mirare alla salvaguardia del territorio, con drastici limiti sia al consumo di suolo, sia allo sfruttamento estrattivistico.
E, invece….
  1. -Il Comune di Lucca ha approvato un Piano attuativo che allarga a dismisura il perimetro urbano, aprendo la via a nuove edificazioni su area precedentemente agricola.
  2. -Il comune di Bagno a Ripoli si appresta a fare altrettanto, sacrificando alla previsione del nuovo Centro Sportivo della AC Fiorentina, terreni agricoli in aree paesaggisticamente vincolate.
  3. – I piani di bacino per l’attività estrattiva nelle Apuane prevedono un’escavazione, nei prossimi anni, di 40 milioni di tonnellate di marmo.
  4. –  La Val di Cornia è destinata a diventare il primo bacino di escavazioni minerarie in Toscana, con oltre 250 ettari di territori collinari occupati.
  5. – Sono state implementate le fonti energetiche rinnovabili, decisamente un’auspicabile alternativa alle tradizionali fossili, ma con criteri di realizzazione e modalità attuative che spesso si pongono in contrasto con la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio agricolo e forestale:
  • L’espansione della geotermia, che si vuol realizzare ben oltre gli equilibri già raggiunti, nella zona dell’Amiata ed in Val di Cecina,
  • Lo sviluppo degli impianti eolici, con la realizzazione, appena l’anno scorso, di torri alte 180 mt lungo la costa nel comune di Piombino, per fornire energia all’industria siderurgica, che però ormai è spenta, mentre è in discussione il progetto di un impianto di 8 torri sui crinali del Mugello, nei Comuni di Vicchio e Dicomano, con torri alte 120 mt, in barba alla pericolosità sismica ed alla fragilità geomorfologica dell’area.
  • a realizzazione di impianti a biomasse, che se ben calibrati  sono idonei a smaltire il prodotto di un’ordinaria manutenzione e pulizia dei boschi, ha avuto invece l’effetto perverso di alimentarne spesso il taglio indiscriminato.
  • Si è attuata la sistematica distruzione della flora (e della fauna) ripariale, lungo l’Arno, l’Ombrone, l’Arbia, il Trezza, il Cecina ad opera delle ditte private a cui i vari Consorzi di Bonifica Regionali hanno concesso di tagliare tutto ciò da cui si possa ricavare profitto, anche solo come cippato.
A ciò si aggiungono i numerosi progetti infrastrutturali impattanti, insostenibili e per lo più privi di vera utilità, come:
  • Il nuovo aeroporto di Peretola (nonostante l’ultima sentenza del Cons. di Stato abbia definitivamente cassato, perché contra legem, il procedimento amministrativo svoltosi in questi anni).
  • La possibile riapertura dei cantieri TAV, per il sotto attraversamento dell’A.V., con 2 tunnel di 7,5 Km ed una mega stazione sotterranea (la Foster) ai Macelli.
  • L’ampliamento dell’Autostrada A1 da Firenze sud a Incisa che distruggerà la Valle dell’Isone; la strada provinciale dì Rosano con i 2 ponti di attraversamento dell’Arno a Vallina; il corridoio tirrenico, da Capalbio a Cecina.  ECC…ECC…
  • L’avvio del procedimento per l’autorizzazione della ripartenza dell’inceneritore di Scarlino.
Di fronte alla pandemia che ha disvelato la fragilità e l’inconsistenza di un sistema economico, quello neoliberista, basato sullo sfruttamento infinito delle risorse naturali, e motore di diseguaglianze ed ingiustizie sociali, non possiamo più accettare il proseguimento dei programmi di sviluppo economico ricordati.
Bisogna avere il coraggio di pianificare in modo alternativo, anche con scelte di finanza locale degli Enti territoriali che potrebbero essere basate, anziché sul pareggio di bilancio, sul pareggio ecologico e sociale.  Mai come ora la pianificazione economica deve puntare sulla sostenibilità ambientale, sul rispetto e la salvaguardia del nostro eco-sistema,
Ricordiamoci che ECONOMIA – OIKOS NOMOS-  significa: le regole della “casa”, cioè del contesto in cui l’uomo, le persone vivono’, in un sistema di interdipendenza.
L’unica economia “sana” è quella che fa “fiorire” entrambi.”
Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio
Italia Nostra Sez. Firenze

domenica 15 settembre 2019

Olimpiadi a Firenze e Bologna. Una bufala pericolosa

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Di Paolo Baldeschi, 14 settembre
Olimpiadi a Firenze (e Bologna per par condicio) nel 2032. La bufala viene da Dario Nardella, Sindaco di Firenze e ha trovato l’interesse dell’omologo bolognese, nonché del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, tornato all’ovile del PD. Già a Firenze, subito dopo l’alluvione del 1966, il professore architetto Pierluigi Spadolini, con l’appoggio di una parte della Democrazia Cristiana e delle grandi società immobiliari romane, aveva lanciato un’analoga proposta. Naufragata, perché all’epoca il Sindaco di Firenze si chiamava Piero Bargellini e il PC non si era ancora trasformato nel partito del cemento.
E’ evidente che le probabilità che il CIO accordi le Olimpiadi estive a Bologna e Firenze sono inferiori a quelle di vincere l’enalotto giocando una sola schedina. Le ragioni sono state indicate in un articolo del Fatto Quotidiano on line dell’11 settembre. Il Comitato Olimpico chiede ai “pretendenti” di avere già una buona infrastrutturazione di base, mentre Firenze e Bologna sono a terra per quanto riguarda gli impianti sportivi, a partire dagli stadi per l’atletica, per non parlare del nuoto o del ciclismo. Inoltre, per un criterio di alternanza è difficile che dopo l’assegnazione delle Olimpiadi invernali a Milano e Cortina si voglia ancora gratificare (si fa per dire) l’Italia. Va da sé che le Olimpiadi sono state sempre rovinose per i bilanci pubblici e profittevoli solo per i costruttori che in Italia, per prassi consolidata e con costi crescenti, si lasciano dietro una marea di opere incompiute.
Se ne deduce che o Dario Nardella è uno sprovveduto o è in malafede. Propendiamo per questa seconda ipotesi. Ma allora perché lanciare la bufala delle Olimpiadi? Una risposta verrà dalle reazioni dell’establishment locale e dal partito del Pil. Già ci sembra di sentire alzarsi le voci che per dare gambe alla candidatura fiorentino-bolognese occorre realizzare al più presto il nuovo aeroporto, bucare Firenze con il sottoattraversamento Tav e chissà cos’altro. Qui potrebbe stare l’obiettivo sottostante, usare come grimaldello una proposta inattuabile per realizzare quello che viene messo in forse dall’opposizione più consapevole di sindaci e cittadini.
Bisogna dare atto a Nardella di un tocco di comicità nella sua proposta. “Perché “se Milano è la capitale finanziaria e Roma quella politica, Firenze e Bologna possono rappresentare il polo italiano delle eccellenze e del made in Italy, visto che rappresentiamo il meglio in campo alimentare, in quello della moda, dei motori, della tecnologia e dell’alta formazione universitaria” (La Nazione Firenze, 11 settembre). Cosa c’entri tutto ciò con un evento effimero e di tutto altro genere come le Olimpiadi rimane misterioso.  Ma dopo la comicità viene la tragedia: intervistato dal Fatto Quotidiano Giacomo Giannarelli, il candidato de Movimento 5 Stelle alle prossima elezioni regionali, afferma “che ogni iniziativa che promuova lo sport, il turismo e le relazioni internazionali è un’iniziativa da sostenere”. Ma i pentastellati non erano contro le Olimpiadi, emblema sommo dello spreco di soldi? Il no di Virginia Raggi è stato un penoso malinteso?
Tutti accomunati i nostri politici da una visione miope e retrograda del futuro delle nostre città. Fermi agli anni ’60, sono ancora convinti che le infrastrutture pesanti e il cemento siano la via maestra di un mitico “sviluppo”. Ambiente e cambiamento climatico sono slogan usa e getta.
Firenze subì nel 1966 una spaventosa alluvione (da cui, appunto, la proposta di Olimpiadi risarcitorie). Niente è cambiato da allora rispetto al rischio idraulico che corre il capoluogo e buona parte della Toscana. Invece di assecondare la natura la si vuole in ogni modo violentare. Tanto in Italia gli stupratori se la cavano con poco.

giovedì 20 giugno 2019

Aeroporto di Firenze: la sentenza del Tar


e le carte dell’imbroglio

di Paolo Baldeschi, su Eddyburg, 18 giugno.
La sentenza con cui il Tar per la Toscana ha accolto il ricorso per l’annullamento del decreto del Ministro dell’Ambiente sulla compatibilità ambientale del nuovo aeroporto di Firenze è importante sia sul piano giuridico sia su quello politico. Sul primo punto il pronunciamento del tribunale, se non sarà rovesciato da un Consiglio di Stato più sensibile ai venti politici, farà giurisprudenza. Il Tar toscano infatti ha stabilito che “La documentazione presentata nell’ambito del procedimento urbanistico conferma come in sede di Via sia stato presentato un progetto parziale e comunque insufficiente a consentire una compiuta valutazione degli impatti ambientali, essendosi rinviato detto giudizio alle fasi progettuali successive, devolvendo le attività di verifica della corretta esecuzione delle prescrizioni al costituendo Osservatorio Ambientale”. Questo il succo della sentenza, esaurientemente spiegato nell’articolo del Gruppo Urbanistica per un’Altra Città pubblicato su eddyburg. Una sentenza che non solo azzera la strategia finora seguita dai proponenti – Enac e Toscana Aeroporti – ma di fatto vanifica il Dlgs 104/2017 nel suo obiettivo principale: consentire che la Via venga svolta su progetto di fattibilità, volutamente nebuloso, affinché le scelte fondamentali siano rinviate al progetto esecutivo.
Se il gioco fosse leale, i proponenti dovrebbero prendere atto delle motivazioni della sentenza, fare mea culpa per aver voluto a ogni costo aggirare la legge e presentare un progetto conforme; in fondo che senso ha rimandare approfondimenti necessari e studi su opere che comunque devono essere fatte? A meno che il gioco non sia fin dall’inizio truccato e celi il proposito di non eseguire quegli approfondimenti che potrebbero risultare negativi e, meglio ancora, di non fare le opere più onerose e problematiche.
Un gioco elusivo, la cui mossa finale è stato il trasferimento della competenza di controllo dell’opera dalla commissione Via (cui spetterebbe per legge) a un Osservatorio da costituire ad hoc presso il Ministero dell’Ambiente: con una variante presentata ex post da Enac e sancita dall’ing. Antonio Venditti, coordinatore nella Direzione Via, affinché nell’Osservatorio non siano rappresentati i Comuni più direttamente interessati; e con lo stesso Venditti – già protagonista nell’istruttoria tecnico-amministrativa del procedimento di Via, già coestensore del Dlgs 104/2017- autonominatosi presidente dell’Osservatorio, dove partecipa Enac e, sia pure senza diritto di voto, Toscana Aeroporti, entrambi in clamoroso conflitto di interesse. Cui si aggiunge come pseudo-rappresentante degli interessi locali, Dario Nardella – del quale peraltro si ignorano le specifiche competenze tecniche – sindaco della città metropolitana, anch’esso strenuo sostenitore dell’opera.
La strategia del cartello pro nuovo aeroporto è chiarissima: un Master Plan lacunoso con prescrizioni non “precettive” ma “esortative”, la cui ottemperanza è rimandata a nebulose fasi successive, dove il controllo sarà esercitato da un gruppo di amici del progetto. Strategia, tuttavia, messa in crisi dalla sentenza del Tar. Ma invece di fare buon viso a cattiva sorte (da loro stessi procurata) ecco che – riporta il Corriere della Sera nelle pagine locali – scoppia l’ira di Marco Carrai, presidente di Toscana aeroporti, evidentemente dotato di poteri di ultravista, o altrimenti comico, quando afferma che “il giudice in un’ora, senza avere un consulente, ha deciso che 146 elaborati progettuali, 399 elaborati tecnici ambientali (tra cui anche uno studio sull’obesità infantile in Toscana, ndr), tre università (ma non quella di Firenze, ndr), la commissione Via, direttori generali dei ministeri con tre governi diversi, non fossero sufficienti”. Mentre Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio fiorentina, consigliere di amministrazione di Toscana Aeroporti, già deciso a non concedere finanziamenti per Firenze Fiera (di cui è presidente) senza il nuovo aeroporto, taccia di ideologismo, non si sa su quali basi, la sentenza del Tar.
Anche il Presidente della Regione Toscana, la butta in politica, dimenticando di avere ribaltato il parere negativo del suo nucleo di valutazione regionale. “Si deve con amarezza prendere atto – dice Rossi – come il grillismo sconfitto nelle urne sia una malattia invasiva della cultura politica odierna … mettendo in secondo piano l’interesse collettivo, il lavoro e persino il rispetto dell’ambiente”.
Sbaglia completamente Rossi, quando taccia di “grillismo” dei sindaci che, fino a prova contraria appartengono tutti, salvo uno, al Pd, di nuovo il suo partito. Dovrebbe invece congratularsi con il Movimento 5 stelle, che a quanto pare, in questo frangente come in altri casi, ondeggia in direzioni contrapposte senza una bussola né tecnica, né politica. Infatti, nonostante che a livello locale per anni i politici grillini si siano sbracciati contro il nuovo aeroporto, ora leggiamo che “nel ricorso si è costituito il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare (Sergio Costa, Movimento 5 stelle), unitamente al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Alberto Bonisoli Movimento 5 stelle) e all’Enac, (oltre alla Regione Toscana), contestando le censure dedotte e chiedendo il rigetto del ricorso”. Vedremo se il Movimento 5 stelle farà un ulteriore retromarcia, ricorrendo con i suoi ministri contro la sentenza del Tar presso il Consiglio di Stato. Se ciò avvenisse, dovremmo prendere atto che i grillini al governo sono sostenitori del nuovo aeroporto e passo dopo passo, presumiamo saranno favorevoli alla linea Tav sotto Firenze e perché no, alla Torino-Lione con lo sventramento della Val di Susa. Chiedendosi, poi perché i voti si siano dimezzati nell’ultima tornata elettorale e rischiando un’ulteriore dimezzamento alle prossime elezioni politiche.

giovedì 13 giugno 2019

A proposito di Osservatorio Regionale del Paesaggio

Osservatorio del paesaggio, Fattori e Sarti (Sì): “Presidente Osservatorio, preoccupante conflitto di interessi e nessuna relazione prodotta. Insisteremo per la revoca dell’incarico”. 
 A nostro giudizio la presidenza dell’Osservatorio del paesaggio regionale, carica ricoperta dal professor Agnoletti, professore associato dell’Università di Firenze, è assolutamente inadeguata ed è oltretutto in conflitto di interesse, dato che il presidente svolge anche attività professionale privata”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra.
Da un lato l’Osservatorio non sta producendo le relazioni annuali che sarebbe invece tenuto ad elaborare: non ha comunicato alla Giunta e al Consiglio regionale alcun rapporto sull’attuazione del piano paesaggistico, pur previsto dalla legge regionale 65, e questa omissione vanifica gran parte della funzione dell’Osservatorio stesso. Non ci è chiaro quale sia stato, in questi anni, il ruolo del presidente a sostegno del lavoro dei tecnici e dei dirigenti regionali nel promuovere la raccolta dei dati necessari per valutare gli effetti del Piano Paesaggistico”.
Dall’altro lato il presidente ha un palese conflitto di interessi, dato che firma, come professionista privato, atti utilizzati per far ricorso contro la Regione su controversie giudiziarie relative proprio all’ osservanza del PIT e alla tutela del paesaggio”, continuano i consiglieri Fattori e Sarti.  “Proprio fra le recenti vicende urbanistiche, in relazione all’efficacia del Piano paesaggistico, c’è il caso di Poggio al Crino, a Punta Ala, dove un pesante progetto di lottizzazione, che prevedeva la costruzione di undici ville di 300 mq ciascuna, è stato respinto in sede di Conferenza paesaggistica lo scorso autunno. La Società Riopalma S.r.l. ha presentato subito ricorso al TAR della Toscana contro il Comune di Castiglione della Pescaia, la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto e il MIBAC sostenendo i propri argomenti anche sulla base di una relazione redatta proprio dal professor Agnoletti testualmente citato come ‘presidente dell’Osservatorio sul Paesaggio’. Piano di lottizzazione poi definitivamente bocciato dal Tar, che ha confermato le misure previste dal Piano paesaggistico”.
Siamo stupefatti dall’imbarazzato silenzio e dalla mancanza di motivazioni con cui la maggioranza ha bocciato la nostra mozione oggi in aula. Chiedevamo di sapere per quale motivo l’Osservatorio del paesaggio non abbia a tutt’oggi prodotto alcun monitoraggio sull’attuazione del piano paesaggistico, chiedendo che si provvedesse urgentemente. Chiedevamo anche una relazione dettagliata delle attività svolte nel 2018, per conoscere quale sia stato il ruolo del presidente a sostegno del lavoro dei tecnici e dei dirigenti regionali nel promuovere la raccolta dei dati necessari per valutare gli effetti del piano. E sollecitavamo la giunta ad intervenire per revocare al professor Agnoletti la carica di presidente, in considerazione della sostanziale inattività dell’Osservatorio e del conflitto di interessi derivante dall’attività professionale che svolge privatamente. Non ci fermeremo qui e insisteremo perchè sia fatta chiarezza e affinché sia revocata la sua carica”.

mercoledì 12 giugno 2019

I cittadini e la difesa dell'ambiente in Toscana

Sabato 15 giugno 2019 alle ore 9:30 a Firenze, presso l’Auditorium del Consiglio regionale, delegazioni da vari territori della Toscana si riuniranno in un incontro pubblico che denuncerà la mala gestione del territorio toscano, i rischi per la salute, l’ambiente ed il paesaggio, tra cui annoveriamo problematiche tra le più impattanti d’ Europa dal disastro delle Alpi Apuane fino alla geotermia in Amiata che da soluzione è divenuta un problema gravoso e impattante per i territori che la ospitano.

“Come Rete dei Comitati per la difesa del territorio abbiamo immediatamente aderito per organizzare con gli altri comitati questa importante giornata di denuncia – chiosa Eros Tetti presidente della ReTe – Ma non ci limiteremo a denunciare faremo proposte alternative ai disastri generati da questo sistema ormai sfuggito di mano alla politica tutta! E apriremo un percorso di potenziamento del movimento toscano collegato ai comitati, un movimento forte e coeso sulle tematiche della salute, sanità e diritti partendo dalle tematiche ambientali e paesaggistiche che sono oggi centrali. Dimostrando, nei fatti che la difesa e la cura dei nostri luoghi di vita non solo rappresenta un beneficio per tutto ma può creare economie durevoli a beneficio di tutti”. Davanti all’incapacità dimostrata dalla Regione Toscana, di gestire un paesaggio tanto ricco ed importante, i cittadini si trovano costretti a scendere direttamente in campo per evitare una compromissione tale da essere irreversibile. Nel momento in cui le nuove generazioni chiedono un cambio di rotta la nostra Regione si trova immobilizzata a difendere le indifendibili lobby del profitto. Noi come Rete dei comitati per la Difesa del Territorio siamo ad una svolta ed è il momento che la nostra indignazione riecheggi nelle piazze quanto nelle stanze dei bottoni. A fine dell’incontro faremo un presidio davanti alla Regione Toscana ed invitiamo a partecipare tutte le realtà ed i soggetti che ritengono opportuno un cambiamento.
Saranno presenti rappresentanti di varie associazioni e comitati tra cui il Comitato Difensori della Toscana, SOS geotermia, WWF, Italia Nostra, Legambiente, Medicina Democratica, Salviamo le Apuane e la Rete dei Comitati per la difesa dei territori.
Di seguito il programma completo:
Presentazione e saluti
Monica Pecori, Gruppo misto – Toscana per Tutti
Geotermia, irischi dell’effetto cumulo
Giovanna Limonta, Comitato Difensori della Toscana
Ancora centrali geotermiche in Amiata?
Pino Merisio, SOS geotermia
I Fiumi. La buona gestione rispetta la natura
Martino Danielli, Presidente WWF Siena
Tutela della fauna e caccia
Carlo Galletti, Legambiente Toscana
Alpi Apuane, il più grande disastro ambientale d’Europa
Eros Tetti, Salviamo le Apuane e Presidente della Rete dei comitati per la difesa del territorio
Pesticidi: una contaminazione diffusa,sottostimata e pericolosa per l’ecosistema e perla salute
Gian Luca Garetti, vice presidente naz. Medicina Democratica
Spazio per eventuali interventi delle forze politiche della Regione Toscana
Conclusioni
Maria Rita Signorini, Presidente nazionale di ItaliaNostra
Per adesioni ed informazioni
difensoridellatoscana@gmail.com
mobile 3403678469
Eros Tetti
Salviamo le Apuane
Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio

giovedì 30 maggio 2019

15 Giugno - "I cittadini e la difesa dell'ambiente in Toscana"


Sabato 15 giugno 2019 dalle ore 09:30 alle 13:00
PRESSO: Auditorium Consiglio Regionale Via Cavour 4

PROGRAMMA

Presentazione e saluti Monica Pecori, consigliere regionale gruppo misto Toscana per Tutti


Geotermia, i rischi dell’effetto cumulo - Giovanna Limonta, Comitato Difensori della Toscana


Ancora centrali geotermiche in Amiata? - Pino Merisio, SOS geotermia



I Fiumi. La buona gestione rispetta la natura - Martino Danielli, Presidente WWF Siena



Tutela della fauna e caccia – Carlo Galletti, Legambiente Toscana



Alpi Apuane, il più grande disastro ambientale d’Europa - Eros Tetti, Salviamo le Apuane, Presidente della Rete dei comitati per la difesa del territorio


Pesticidi: una contaminazione diffusa, sottostimata e pericolosa per l'ecosistema e per la salute - Gian Luca Garetti, vice presidente nazionale di Medicina Democratica


...........Spazio per eventuali interventi delle forze politiche della Regione Toscana...........


Conclusioni di Maria Rita Signorini, Presidente nazionale di Italia Nostra


Seguirà un presidio all'esterno della sede regionale in Via Cavour n 4



mercoledì 26 settembre 2018

CONFERENZA DEI TERRITORI FIRENZE, 6 E 7 OTTOBRE 2018

Si aggiorna con i lnk che portano a tutta la documentazione prodotta durante la conferenza:
al link di PresidioEuropa  trovate le considerazioni sugli obbiettivi della  Conferenza e la lettera aperta inviata al Ministro Toninelli, con la quale si chiede di tenere fede agli impegni elettorali:


In particolare al link http://www.presidioeuropa.net/blog/documentazione-della-conferenza-dei-territori-firenze-6-7-ottobre-2018/  trovate le registrazioni di tutti gli interventi alla Conferenza dei Territori di Firenze del 6 e 7 ottobre 2018.

Circolo ARCI “LIPPI”
Via Pietro Fanfani 16

Sabato 6 ottobre 2018
  • ore 15.00 scambio di esperienze tra esperti e rappresentanti delle resistenze sui territori
  • ore 20.00 cena comune presso il circolo
Domenica 7 ottobre 2018
  • ore 10.00-13.00 assemblea dei territori
Saranno presenti, oltre a gruppi interessati da tutta Italia, Paolo Baldeschi, Rossano Ercolini, Domenico Gattuso, Alberto Magnaghi, Giorgio Pizziolo, Angelo Tartaglia, Erasmo Venosi, Alberto Ziparo
I movimenti, le associazioni e i gruppi che in Italia si oppongono alle grandi opere inutili sono ormai un numero impossibile da conoscere. Il fenomeno dei progetti sbagliati e privi di utilità sociale sta raggiungendo livelli elevatissimi, ben oltre il livello di guardia. Moltissimi degli investimenti pubblici non hanno funzione sociale e servono solo il sostegno di interessi privati.
Il moltiplicarsi delle opposizioni e delle lotte è la risposta conseguente da parte degli esseri umani che vivono nei territori aggrediti.
Da tempo il Movimento No TAV ha constatato che questo fenomeno non riguarda solo la Val di Susa o altri luoghi in particolare, ma rappresenta scelte politiche ed economiche diffuse. Per questo, avvertendo la necessità di dare un quadro ragionato del fenomeno e per dare voce e volto alle realtà che resistono, ha promosso questa Conferenza dei Territori. A Firenze, con la collaborazione dei comitati locali, perché più centrale e facile da raggiungere da parte di tutti.
È stato scelto come luogo di incontro una “casa del popolo” ancora viva sul territorio, in una zona fuori dai riflettori di un turismo distruttivo, in una delle tante periferie che più subiscono l’impatto della follia dei signori del cemento e del tondino, in un luogo dove ancora sopravvive qualche brandello di socialità, dove è possibile trovare gli spazi di democrazia che nei centri storici, ormai immolati agli interessi di finanziarie e immobiliaristi, non sono più reperibili.
Se il profitto pare l’unico valore sopravvissuto a questa modernità noi vogliamo:
  • documentare, con la collaborazione di esperti e scienziati, in che modo gli obiettivi che animano le lotte popolari siano in grado di dare risposte efficaci per fermare devastazioni naturali e sprechi di risorse pubbliche e allo steso tempo indicare soluzioni alternative di qualità per il futuro dei territori e la salute dei residenti
  • assumere che cura, risanamento e messa in sicurezza del territorio hanno bisogno di nuove “geografie mentali” e progettuali costruite dal basso e insieme agli abitanti, capaci di  considerare il territorio come ecosistema complesso e vitale, arrestandone  la morte ambientale, ecologica ed in fin dei conti economica e sociale
  • inviare un forte segnale di attenzione e di ascolto alle imprese, alla ricerca scientifica, ai sindacati, ai partiti e soprattutto al Governo affinché, in relazione agli investimenti infrastrutturali e di cura e risanamento dei territori, ognuno di questi soggetti riconsideri quali siano le scelte utili all’intera collettività
  • valutare assieme quali possono essere le strategie migliori per ottenere che le lotte rompano il muro di gomma che circonda il mondo tossico della politica delle grandi opere inutili e dannose
Informazioni pratiche:
  • per raggiungere il Circolo LIPPI dalla stazione di Santa Maria Novella bus linea 23, scendere alla fermata “Panciatichi Fanfani”; tempo totale circa 30’
  • dalla stazione di Firenze Rifredi a piedi circa 1 km o bus linea 23 (1 fermata), tempo totale circa 15’
  • in auto uscire dalla A1 a Firenze Nord e consultare la mappa sul sito del circolo: http://www.arcifirenze.it/circoli/circolo-ricreativo-lippi/
Ospitalità:
  • chi cerca indicazioni per camera presso B&B o albergo scriva a Judith judithscholz@tin.it
  • chi avesse bisogno di alloggio presso attivisti chiami o scriva a Martina 377 1291804 taiutim@gmail.com
  • chi volesse ospitalità in camerata con letto (portare sacco a pelo) presso centro sociale Ex Emerson, vicino luogo incontro, scriva a ginox@autistici.org
EVENTO: