Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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giovedì 14 novembre 2024

COALIZI0NE TESS: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE GIANI PER BLOCCARE I LAVORI DELL’IMPIANTO EOLICO MONTE GIOGO

DAL SITO DI ITALIA NOSTRA: https://italianostrafirenze.wordpress.com/wp-content/uploads/2024/11/lettera-aperta-alla-presidenza-regione-toscana_9novembre24.pdf 

Pubblichiamo la lettera che la coalizione TESS ( Transizione Energetica Senza Speculazione) di cui fa parte anche Italia Nostra Firenze, ha inviato al Presidente Giani, in merito all'impianto eolico industriale del Monte Giogo di Villore.

"Con la presente si chiede l’immediata sospensione dei lavori per l’impianto industriale eolico sul
crinale Monte Giogo di Villore-Corella, a causa di criticità palesi e sempre più rischiose per
l’ambiente, il territorio e le persone che lo abitano. Questa lettera ha lo scopo di togliere ogni alibi alle Istituzioni, e alle persone che le rappresentano, perché non dicano un giorno: Noi non sapevamo. 
Di fronte ai sempre più numerosi disastri idrogeologici, spesso provocati da scriteriati interventi umani, c’è bisogno di assunzione di responsabilità. Riteniamo che la politica non debba dare l’impressione di essere incaricata solo di sottoscrivere a occhi chiusi decisioni prese altrove".( leggi Tutto).

Lo scempio in atto sul crinale Mugellano. 


venerdì 31 maggio 2024

Il Comitato Tutela Crinale Mugellano Crinali liberi invita tutti a dar voce ai crinali Sabato 1° giugno 2024 in Piazza Giotto a Vicchio alle ore 9.30.

PER UN’ENERGIA CHE RISPETTI L’AMBIENTE E LE POPOLAZIONI CHE CI VIVONO 

"Non si può salvare il Pianeta danneggiando il paesaggio e la biodiversità". 

Alla luce di questa massima si sono svolti a Roma il 22 maggio scorso gli Stati Generali della Coalizione di Associazioni e Comitati per l'Art. 9 della Costituzione (cioè della tutela del paesaggio) contro l'eolico industriale in zone inidonee. 

Alla presenza di oltre 250 delegati, sono intervenuti Sindaci, Amministratori locali e tantissimi Comitati da ogni parte dello Stivale. La Toscana ha dato il suo contributo con l'adesione di Sindaci, Candidati capilista e Consiglieri delle Liste, provenienti anche dal nostro territorio, il Mugello, tra cui il nostro Comitato. 

Il Comitato per la Tutela del Crinale Mugellano Crinali Liberi (CTCM) è da anni impegnato a proteggere la zona del Monte Giogo di Villore dall’insediamento di un impianto industriale (non parco industriale, iniziamo a chiamare le cose con il loro nome!) di sette mega pale eoliche di 170 metri, alte come due Campanili di Giotto uno sopra l’altro. In generale gli interventi hanno ribadito l'importanza dei Sindaci nella difesa dei territori e delle comunità, con la necessità di chiedere ai partiti una profonda revisione delle politiche per le fonti rinnovabili, abbandonando i progetti di espansione sul territorio di impianti industriali eolici e fotovoltaici a terra in assenza di qualsiasi attenta pianificazione (come nel caso della retromarcia avvenuta rispetto alle pale eoliche di Orbetello). 

Questa la rivendicazione dei territori e delle comunità aggredite, che denunciano i gravi danni economici, sociali e ambientali causati da grandi opere speculative che consumano suolo, abbattono foreste, compromettono i corsi d'acqua, danneggiano produzioni locali, mettono in pericolo gli habitat di specie protette e frammentano ecosistemi naturali che andrebbero conservati e tutelati con la massima cura e attenzione per il futuro delle giovani generazioni. 

Nel caso dell’impianto industriale del Monte Giogo di Villore sussiste l’aggravante di un territorio gravemente fragile sotto il profilo idro-geologico (le alluvioni sul versante emiliano dell’Appennino dovrebbero servire da monito) e per di più sismico (vedi il terremoto del 27 aprile scorso a Barberino del Mugello, e relativo sciame sismico). 

Ultimo elemento, ma non per importanza, è il fatto che le comunità residenti non solo non hanno alcun beneficio reale, neanche sgravi in bolletta, ma piuttosto oneri e disagi di tutti i tipi (tra i quali la ricaduta relativa ai costi di dismissione delle zone industriali, ingentissimi, che cadranno sulle future generazioni. 

Come testimoniato da più parti, I beni privati e pubblici presenti all'arrivo degli impianti industriali eolici si svalutano e i territori, declassati a siti industriali, sono condannati ad un progressivo spopolamento e relativa desertificazione, dando spazio a progetti di dislocazione di discariche: venendo meno il turismo e le attività ad esso legate, si deprimono sia l'economia locale che il tessuto civile e democratico, esposto a forti pressioni, senza che ci siano sgravi o riduzione in bolletta.

Anche in Mugello, in prossimità delle elezioni amministrative, si è chiesto alle forze politiche di dare ai cittadini la possibilità di esprimere con un voto la propria contrarietà alla colonizzazione industriale eolica dell'Appennino tosco romagnolo. 

Duole constatare che proprio a Vicchio, diversamente da Dicomano e da San Godenzo, nei Programmi delle due Liste elettorali non vi è traccia di contrarietà all'impianto industriale eolico Monte Giogo di Villore né alcun riferimento alla difesa dei crinali mugellani, nonostante l’appello reso pubblico dal Comitato, che non ha ricevuto ascolto. 

Pertanto il Comitato Tutela Crinale Mugellano Crinali liberi invita tutti a dar voce ai crinali Sabato 1° giugno 2024 in Piazza Giotto a Vicchio alle ore 9.30. CHI DIFENDE L’APPENNINO, AMA IL FUTURO DEL MUGELLO. 

Comitato per la Tutela del Crinale Mugellano - Crinali Liberi

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INTERESSANTE A PROPOSITO UN DOCUMENTO DOCUMENTO CHE CI E' ARRIVATO DA ROMA!!!!

MERITA LEGGERSELO!

https://drive.google.com/file/d/1dUU1tXTA4-15EZmNZ-4scGuBaaBdpyWA/view?usp=sharing


martedì 22 febbraio 2022

EOLICO IN MUGELLO: AUMENTANO I DUBBI…....

 Pubblichiamo l'articolo sul blog di Italia Nostra Firenze.

Anche il Presidente dell’Associazione Wilderness, affiliata Italiana della Wilderness Leadership Foundation, prende posizione contro il progetto del Parco eolico nel Mugello, e lo fa con una puntuale critica, inviata alla Regione Toscana e, per conoscenza, alla Soprintendenza di Firenze.

“L’Associazione esprime la propria totale disapprovazione per quella che si ritiene una decisione scellerata, per il danno ambientale e paesaggistico che si verrà ad arrecare a quello splendido crinale dell’Appennino tosco-emiliano. Una macchia che resterà indelebile per quelle scelte politiche che l’hanno voluta”.

FONTE ARTICOLO: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2022/02/21/eolico-in-mugello-aumentano-i-dubbi/

giovedì 9 dicembre 2021

L'unione fa la forza: Sindaci della Valdasieve unitevi ai sindaci della Faentina per protestare!

Clicca QUI per andare all'articolo 

L'associazione "Vivere in Valdisieve"

chiede ai sindaci dei comuni della Valdisieve (Rufina, Dicomano, Pelago, Pontassieve, Londa e San Godenzo) di unirsi all'appello dei sindaci Paolo Omoboni, Tommaso Triberti, Federico Ignesti, Leonardo Borchi, Anna Ravoni, che manifesteranno il 10 Dicembre sulla situazione ferroviaria della Faentina (si allega articolo in questione), e non sarebbe male unire gli sforzi per entrambe le direttrici attenzionando sia la Regione che Trenitalia.

Nel nostro caso si tratta infatti di aggiungere alla protesta, la linea della Valdisieve, in quanto anche tra Pontassieve e Borgo San Lorenzo, si riscontrano le medesime problematiche a danno dei pendolari della linea stessa.

Per rendersi conto della situazione basta andare a leggere le pubblicazioni social dei vari gruppi di pendolari, nel caso specifico in quello "Pendolari linea Valdisieve e Mugello - Firenze".

Tutti i pendolari (e non solo) che usufruiscono quotidianamente della linea ad "anello", già esistente, che collega la Valdisieve, alla Faentina, a Firenze, gliene saranno grati.

Solo a titolo informativo, ricordiamo sulla questione dell'anello il nostro filmato: LA BUONA STRADA FERRATA visionabile su youtube al link: https://youtu.be/fQ4XeS3k5Nc (che ovviamente e a scapito di equivoci, puntualizziamo che debba essere mantenuto a doppio senso di circolazione).

 
Pontassieve, 9 dicembre 2021

Paolo Rosini

Associazione "Vivere in Valdisieve"

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e-mail: vivereinvaldisieve@libero.it - vivereinvaldisieve@gmail.com - Sede legale c/c Avv. Duccio Sebastiani, Viale E.Torricelli,15 – 50125 Firenze - CF: 94178730480 - Tel.055/221072 - FAX: 0552280605 - e-mail: d.sebastiani@studiolegalesebastiani.it  
Pagina Facecbook:  https://www.facebook.com/vivereinvaldisieve1?ref=bookmarks
Twitter: http://twitter.com/#!/ViValdisieve 
Blog: http://associazionevivereinvaldisieve.blogspot.it/

martedì 2 novembre 2021

di Leonardo Romagnoli: Il paesaggio preso a palate

 

Il paesaggio toscano è parte fondante della nostra identità. Contiene ciò che siamo stati, il lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto, e costituisce un patrimonio anche per le generazioni a venire. (...) La Toscana è da tempo riconosciuta a livello internazionale grazie al proprio paesaggio, che attrae non solo dal punto di vista estetico ma anche come evocazione di una diffusa qualità della vita.(E.Giani)”.

Questa affermazione del presidente Giani, nella presentazione del primo rapporto sullo stato delle politiche del paesaggio, a quanto pare non vale per il Giogo di Villore e Corella dove si può realizzare un impianto eolico industriale con pale di 170 metri in barba la PIT/PPR e direi anche del Piano energetico regionale della Toscana. Inoltre il progetto contrasta con le indicazione del Piano Strutturale Intercomunale del Mugello e con l'ipotesi di un distretto rurale.
La Regione per dimostrare la propria sensibilità sulle questioni paesaggistiche si è anche dotata di un Osservatorio sul paesaggio che però non viene consultato quando si tratta di scelte come quella di Villore e Corella. Cosa comprensibile visto quello che l'osservatorio ha scritto negli ultimi anni :
“Le tendenze attuali volte allo sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro paese sembrano spesso scordare che il patrimonio paesaggistico nazionale contribuisce al progresso dell’umanità, all’economia e alla qualità della vita in misura maggiore, rispetto al contributo che le centrali eoliche possono dare alla soluzione del problema energetico e della mitigazione del riscaldamento climatico. Pertanto, fermo restando la necessità di trovare una soluzione ai problemi energetici, gli ambiziosi progetti di centrali eoliche portati avanti da Regioni con vasti patrimoni paesaggistici, dovrebbero tenere conto dell’impatto negativo sul patrimonio paesaggistico. È comunque sintomatico che gli studi che hanno promosso tali impianti, così come il fotovoltaico, non abbiano considerato il problema dell’impatto sul paesaggio”.

Osservatorio che così ha definito il Mugello :

“La conca mugellana rappresenta una netta e geometrica interruzione del crinale appenninico, chiusa com’è alle due estremità. È stato uno dei primi luoghi abitati di Toscana e ha vissuto lunghi periodi di pace. Qui, in questo territorio solcato dal fiume Sieve che regala quel po’ di pianura che intermezza colline e montagne, ci troviamo in una zona di confine dalle caratteristiche uniche.”

Il fatto che la Conferenza dei servizi, nonostante autorevoli pareri contrari a partire dalla Soprintendenza, sembra sia orientata a dare un parere positivo ( l'ultima riunione è prevista comunque a novembre) lascia francamente molti dubbi.
E' sufficiente l'eliminazione di un aerogeneratore per superare le obiezioni avanzate in fase istruttoria? Il settore urbanistica e paesaggio della Regione Toscana solo qualche mese fa aveva scritto: “l’intervento non appare conforme agli indirizzi d’ambito, agli obiettivi e alle indicazioni relative alle Invarianti strutturali del PIT-PPR vigente e appare in netto contrasto con il progetto di fruizione lenta del paesaggio, creando una cesura nell’ecosistema e nel carattere dei percorsi presenti e della vocazione del territorio, oltre al probabile contrasto con le prescrizioni indicate nella disciplina delle aree di notevole interesse pubblico (art. 136 Dlgs 42/2004, n. 3 DM specifici, come riportato nel contributo istruttorio sopra citato) nella componente relativa alla visibilità da dette aree tutelate. Questo dato rappresenterebbe peraltro un criterio di esclusione alla localizzazione degli impianti indicato al punto 2.18 dell’Allegato 1b del PIT-PPR (Norme comuni energie rinnovabili impianti eolici – Aree non idonee e prescrizioni per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio). Se ne richiama il contenuto: aree di valore estetico percettivo la cui immagine è storicizzata ricadenti all’interno di coni e bacini visivi non sono ammessi impianti eolici.”.

Cosa è cambiato nel progetto rispetto a queste considerazioni? Nulla

Il piano di indirizzo territoriale e paesaggistico tra le altre cose si pone come obiettivi quello di favorire:
• la costruzione di un sistema di corridoi paesaggistici di fruizione lenta da sviluppare lungo le principali strutture ambientali e i principali itinerari storico-culturali;
• la tutela e la valorizzazione della rete infrastrutturale storica come elemento strutturale dei paesaggi regionali;
• l’accessibilità diffusa a tutti i paesaggi regionali;
• lo sviluppo diffuso e integrato delle diverse modalità di fruizione lenta del paesaggio.

Il progetto di un impianto eolico di queste dimensioni con tutto quello che comporterà anche in fase di cantiere e di modificazione del paesaggio forestale per la realizzazione di una strada idonea all'accesso di mezzi di portata straordinaria è compatibile con queste indicazioni?
e con il rispetto del patrimonio territoriale come definito all’art.3 della L.R. 65/2014?
“Art. 3 - Il patrimonio territoriale

1. La Regione promuove e garantisce la riproduzione del patrimonio territoriale in quanto bene comune costitutivo dell’identità collettiva regionale (...) Per patrimonio territoriale si intende l’insieme delle strutture di lunga durata prodotte dalla coevoluzione fra ambiente naturale e insediamenti umani, di cui è riconosciuto il valore per le generazioni presenti e future. Il riconoscimento di tale valore richiede la garanzia di esistenza del patrimonio territoriale quale risorsa per la produzione di ricchezza per la comunità.

2. Il patrimonio territoriale di cui al comma 1, è riferito all’intero territorio regionale ed è costituito dalla struttura idro-geomorfologica, che comprende i caratteri geologici, morfologici, pedologici, idrologici e idraulici;
a. la struttura ecosistemica, che comprende le risorse naturali aria, acqua, suolo ed ecosistemi della fauna e della flora;
b. la struttura insediativa, che comprende città e insediamenti minori, sistemi infrastrutturali, artigianali, industriali e tecnologici;
c. la struttura agro-forestale, che comprende boschi, pascoli, campi e relative sistemazioni nonché i manufatti dell’edilizia rurale.

3. Le componenti di cui al comma 2, e le relative risorse non possono essere ridotte in modo irreversibile. Le azioni di trasformazione del territorio devono essere considerate in base ad un bilancio complessivo degli effetti su tutte le componenti.

4. Il patrimonio territoriale come definito al comma 2 comprende altresì il patrimonio culturale costituito dai beni culturali e paesaggistici;

5. Gli elementi costitutivi del patrimonio territoriale, le loro interrelazioni e la loro percezione da parte delle popolazioni esprimono l’identità paesaggistica della Toscana.”

Quella che si sta attuando è una decisione politica mascherata da un procedimento tecnico che invece avrebbe dovuto rispedire al mittente fin dall'inizio un progetto palesemente insufficiente come hanno dimostrato questi lunghi mesi di confronto e richieste di continue integrazioni.

sabato 14 agosto 2021

ISDE: Massorondinaio: continua la battaglia

  Pubblicato il 11 Agosto 2021

Il Comitato di Massorondinaio torna a far sentire la sua voce in merito a decisioni che riguardano il proprio territorio, orgogliosa dimostrazione che i cittadini possano manifestare il proprio dissenso a scelte di pianificazione territoriale e ambientale motivandole con cognizione di causa. 37 cittadini dell’abitato di San Piero a Sieve, residenti in zona limitrofa all’impianto, hanno firmato il ricorso per l’annullamento del decreto della Direzione Ambiente ed Energia, Settore Valutazione Impatto Ambientale – Valutazione Ambientale Strategica – Opere Pubbliche di Interesse Strategico Regionale della Regione Toscana, n. 7031 del 29.04.2021; avente ad oggetto “D.Lgs. n. 152/2006 art. 19 L.R. n. 10/2020 art. 48. Procedimento di verifica di assoggettabilità di competenza regionale relativo al progetto di un nuovo impianto di recupero di rifiuti inerti non pericolosi, nell’ambito di un sito produttivo esistente, posto in Via Massorondinaio n. 12/A, Comune di Scarperia e San Piero. Proponente: Piandisieve S.r.l. Provvedimento conclusivo”;

Il ricorso è stato depositato al TAR TOSCANA in data 21/07/2021 con RGR n. 906/2021. Per decenni una parte del paese di San Piero a Sieve ha visto la crescita di un’area industriale in cui si sono collocate una accanto all’altra ben tre industrie insalubri: un impianto di frantumazione inerti da cava, un impianto di asfalto (attualmente autorizzato ma non attivo) e un impianto di calcestruzzo. Questa pianificazione territoriale ha determinato la contiguità di un’estesa area con industrie insalubri di prima classe (classificate tali secondo Decreto Ministeriale del 05 settembre 1994) e l’intero paese millenario di San Piero a Sieve; poche centinaia di metri di distanza separano le strutture sportive e il più esteso parco pubblico del paese dagli impianti di produzione industriali e nei primi anni 2000 è stata autorizzata la creazione di un villaggio residenziale immediatamente a ridosso dell’ area industriale.
Adesso si è concluso lo screening (procedimento) di assoggettabilità a VIA relativo ad un nuovo progetto di impianto nella stessa zona industriale di Massorondinaio: un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi. Con questo screening la Regione Toscana ha analizzato la potenziale lesività ambientale del nuovo impianto e ha deciso che il progetto analizzato non richiede che una sommaria valutazione degli impatti, senza necessità di un approfondimento in sede di VIA ordinaria degli impatti potenziali su ambiente e salute. È stato quindi emesso dalla Regione un provvedimento che addirittura rinvia ad una fase successiva, cioè alla fase autorizzatoria vera e propria, questioni da approfondire in merito a ricadute ambientali.
Alcuni cittadini di San Piero a Sieve, riuniti in Comitato, avvalendosi di affermati professionisti come il giurista ambientale Dott. Marco Grondacci, l’Avvocato Amministrativo Dr.ssa Piera Sommovigo e il geologo Dott. Francesco Ceccarelli, si sono attivati per comprendere ciò che veniva deciso sul loro territorio e se fosse garantita la massima sicurezza per l’ambiente e la salute
cittadina, soprattutto in una zona già tristemente nota come esempio di pessima pianificazione territoriale.

Cos’è questo impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi?

Si tratta di un impianto di vagliatura e frantumazione (frantoio mobile) di ben 166.000 tonnellate di rifiuti speciali; in entrata non arriveranno soltanto calcinacci ma anche materiali con classificazione di codice a specchio (vedi tabella dei codici rifiuto QUI). Quindi arriveranno materiali la cui possibilità di inviare a frantumazione è affidata alla azienda esercente l’attività di recupero, la quale
dovrà fare analisi analitiche a campione prima di inviare a frantumazione. Si tratta quindi di materiali in entrata la cui pericolosità è determinata dalle quantità di inquinanti in essi contenuti e quantomeno si tratta di materiali di difficile gestione.
Qual è il nucleo principale del Ricorso presentato dai cittadini presso il TAR?
La localizzazione di questa nuova industria insalubre in un’area in cui sono già presenti altre tre industrie insalubri con una matrice ambientale già stressata e in stretta prossimità dell’abitato di San Piero a Sieve, a poche centinaia di metri dalle abitazioni, avrebbe richiesto un approfondimento in ordine a tutte le informazioni utili a valutare la compatibilità degli interventi, tenendo conto soprattutto della cumulabilità degli effetti rispetto anche agli altri impianti presenti nell’area. Il Comitato di Massorondinaio sostiene infatti che un approfondimento progettuale completo sarebbe stato possibile unicamente nella procedura di analisi di impatto ambientale della VIA ordinaria e non in una mera fase di integrazioni e chiarimenti quale prevista nella valutazione sommaria dello screening di assoggettabilità a VIA a cui la Regione si è arrestata. Le problematiche attinenti sia al rumore, sia all’emissione del PM10, agli effetti cumulativi, alla compatibilità urbanistica dell’impianto e alla possibile interferenza con i pozzi ad uso acquedottistico, avrebbero richiesto un adeguato esame e riscontro in un esaustivo studio di impatto ambientale di VIA ordinaria. Il Comitato di Massorondinaio dimostra che i cittadini possono aggregarsi, informarsi e portare il loro contributo dialogando con le istituzioni o ricorrendo al tribunale qualora non ritengano che le loro istanze di massima tutela del territorio abbiano ottenuto un’adeguata risposta. Questa associazione spontanea rappresenta una forma di partecipazione dal basso di cittadini informati per contribuire al cambiamento dell’utilizzo del proprio ambiente e con orgoglio si inserisce in quel mare di attivisti sorto in Italia spontaneamente per promuovere civismo e un approccio sostenibile alla gestione delle nostre risorse.
Chiaramente a favore del riciclo delle risorse, il Comitato di Massorondinaio, con fermezza, chiede allo stesso tempo un riciclo compatibile con il benessere dell’ambiente e della salute dell’abitato di San Piero a Sieve.

FONTE: https://www.isde.it/massorondinaio-continua-la-battaglia/?fbclid=IwAR2-BJ0Q6oR8uaXGBiCrsW9KbDpLv3--IwzeDvj8G64Xlg992fr8bOzkPBg


mercoledì 21 luglio 2021

Impianto industriale EOLICO sul crinale del Mugello - NUOVO Parere 𝐍𝐄𝐆𝐀𝐓𝐈𝐕𝐎 della Soprintendenza

 Aggiornamento sulla questione dell'impianto Eolico Industriale proposto da AGSM Verona sul crinale del Mugello, poco distante dal perimetro del PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI (ma non solo, qui le nostre osservazioni).

E' stato pubblicato sul sito della Regione Toscana (nel riquadro relativo al progetto), le ulteriori integrazioni volontarie della società e i nuovi contributi degli ENTI e anche altre osservazioni di interessati. Il Parere della Soprintendenza si trova nella cartella zip  Ulteriori contributi al 16 giugno post CdS (zip).

Riportiamo solo la parte finale del documento in quanto esaustiva di tutte le considerazioni puntuali richiamate all'interno del Parere, che potete vedere integralmente qui.

mercoledì 14 luglio 2021

Massorondinaio, 500 firme per avere una valutazione di impatto sanitario e ambientale

 Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2021/07/07/81018/] con licenza BY-NC-SA 3.0

Oltre 500 cittadini di San Piero a Sieve hanno firmato l’istanza del Comitato di Massorondinaio presentata alla ASL e al Sindaco del Comune di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, quale autorità sanitaria locale, al fine di valutare l’impatto ambientale e sanitario del progetto di un nuovo impianto di recupero rifiuti speciali per una quantità pari a 166.000 tn/anno, mediante attività che prevedono lo stoccaggio ed il recupero attraverso operazioni di frantumazione e vagliatura di materiali inerti. 

I rifiuti in ingresso al nuovo impianto sono costituiti da sfridi e scarti di prodotti ceramici crudi smaltati e cotti, laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e i traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purchè privi di amianto…

L’area in cui andrà ad insediarsi la nuova attività di recupero rifiuti è la zona industriale di Massorondinaio che ormai è tristemente nota per la questione spinosa della vicinanza tra industrie insalubri e abitazioni, centri sportivi e parco pubblico. E’ ormai chiaro che nuove industrie insalubri o ampliamenti e potenziamenti delle esistenti sarebbe logico evitare di localizzarle in aree densamente abitate. Infatti, secondo i principi previsti dal nuovo piano strutturale intercomunale, i nuovi piani operativi comunali devono prevedere l’ubicazione delle nuove attività produttive che comportano emissioni inquinanti o acustiche e il trasferimento di quelle esistenti in ambiti impropri, in aree distanti da quelle prevalentemente residenziali.

Inoltre esiste un regolamento urbanistico vigente che limita l’apertura o l’ampliamento delle nuove industrie insalubri ad altra zona proprio per evitare la commistione di industria e abitato. La amministrazione comunale aveva la possibilità, sin d’ora, di esprimere politicamente ciò che poteva essere San Piero a Sieve: un paese con una pianificazione territoriale coerente con il recente piano strutturale intercomunale. 

Invece non è stato così. 

La mozione consiliare proposta dal Comitato Massorondinaio (vedi qui) con cui si chiedeva alla nostra amministrazione comunale, oltre all’esclusione di nuove industrie insalubri di prima classe nell’area industriale di Massorondinaio e ad una progressiva delocalizzazione di quelle esistenti, di negare la conformità urbanistica ad una richiesta di ampliamento di industria insalubre (nuovo impianto mobile di recupero rifiuti) in zona non conforme al suo stesso piano operativo è stata bocciata: 12 voti contrari da parte della maggioranza e 5 a favore da parte delle opposizioni. 

Il Sindaco Federico Ignesti ha cercato di porsi agli occhi del Comitato come colui che ha sempre ascoltato le nostre giuste osservazioni, tanto da promettere nuovamente in Consiglio Comunale una riqualificazione di Massorondinaio nel prossimo piano operativo. 

Ma quello che risulta agli atti è che la amministrazione comunale ha dato la conformità urbanistica ad un ampliamento di una industria insalubre in Massorondinaio. Quando si amministra contano gli atti che si producono non le dichiarazioni di intenti future….

Adesso i cittadini chiedono all’ASL che, prima del rilascio di qualsiasi nuova autorizzazione ad industrie insalubri in località Massorondinaio, come quella relativa all’impianto di recupero rifiuti, esprima un parere che valuti il rischio sanitario nell’area in questione e impegnano il sindaco ad attivarsi verso questo ente affinché questa valutazione venga espressa al più presto.

Comitato di Massorondinaio

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [https://www.perunaltracitta.org/2021/07/07/81018/] con licenza BY-NC-SA 3.0

giovedì 20 maggio 2021

Sabato 29 Maggio a Vicchio - ore 16.30 - PRESIDIO per difendere i Crinali, l'Ambiente, il paesaggio, la Storia

 

Dicomano/Vicchio, 18 Maggio 2021

COMUNICATO STAMPA - SALVIAMO L’APPENNINO

Vicchio, 29 maggio ore 16,30 piazza Giotto - Nel Mugello diciamo NO all’impianto eolico 

Il progetto di impianto eolico Giogo di Villore e Corella sul crinale appenninico del Mugello, proposto dalla società AGSM (società partecipata veronese), concluderà il suo iter procedurale fra pochi giorni con la prossima seduta della conferenza dei servizi convocata dalla Regione Toscana - Direzione Ambiente ed Energia settore VIA (Valutazione Impatto Ambientale) -, finalizzata ad autorizzare o negare la realizzazione dell’impianto. Sul crinale del Giogo, che raggiunge un’altezza di circa 1.000 metri, si prevede l’installazione di 8 torri eoliche che saranno connesse con 7,5 km di linee interrate per il collegamento alla cabina di impianto da realizzare e 21 km di linee interrate per raggiungere la sottostazione. Ogni aero-generatore avrà una altezza di 99 metri, il diametro delle pale è di 138 metri, per un’altezza totale di 169 metri. Le torri saranno sostenute da plinti di fondazioni con un diametro di circa 20 metri, alti 3 metri e con micro-pali in profondità che potrebbero interferire con le sorgenti presenti nell’Appennino. Per riuscire a montare le pale sarà inoltre necessario realizzare grandi piazzole e piste di stoccaggio. Saranno complessivamente interessati dai lavori svariati ettari di territorio. La strada di accesso al sito per essere adeguata al trasporto dei vari componenti subirà un vero e proprio stravolgimento, in particolare il tratto San Bavello – Corella – Villore. Le strade tra il casello di Barberino di Mugello e San Bavello saranno interessate da ben 21 interventi. L’Ufficio Regionale preposto all’iter istruttorio ha palesemente appoggiato il progetto di AGSM, assieme ai sindaci di Dicomano, Vicchio, oltre l’Unione dei Comuni, che fin dall’inizio hanno promosso l’opera. Il progetto invece avrebbe dovuto essere rigettato sin dalla sua presentazione in quanto non conforme agli indirizzi d’ambito, agli obiettivi e alle indicazioni del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) attualmente in vigore. La normativa toscana vieta infatti di manomettere la morfologia dei crinali e colloca il sito del Giogo nel perimetro di una precisa Zona di Reperimento, cioè di tale pregio per la biodiversità e la conformazione geografica da essere candidata a ospitare future aree protette.

Non è un caso infatti che il limitrofo Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi abbia espresso un circostanziato e netto parere contrario, parere di cui incredibilmente la Regione Toscana non ha tenuto conto.

L’impianto eolico comporterà una profonda alterazione di una zona di elevato pregio da un punto di vista ambientale, di produzioni tipiche e a vocazione turistica. Non solo ma l’effetto di un via libera all’opera da parte della Regione Toscana avrà ripercussioni non solo sull’area del Giogo, ma anche sul futuro stesso dell’intero crinale tosco-romagnolo. E’ infatti evidente che si tratta di un progetto che aprirà definitivamente la strada ad altri interventi simili sull’Appennino. Proprio questa aspettativa spiega lo sforzo eccezionale in termini lobbistici, propagandistici, e di investimenti accessori (sponsorizzazioni) che il soggetto privato sta producendo a sostegno del progetto.

Molte associazioni, comitati, soggetti politici istituzionali e liberi cittadini, pur consapevoli della necessità di decarbonizzare il Paese si sono dichiarati contrari al progetto, sottolineando che:

lo sviluppo e l’investimento in energie alternative sono fondamentali, ma non devono creare impatti devastanti al territorio, che rappresenta una delle nostre maggiori ricchezze e che con questo impianto subirà danni in modo irreversibile;

Il progetto presentato da Agsm è sommario e in contrasto con la normativa vigente;

il Mugello ha già pagato un alto prezzo in termini ambientali per scelte sbagliate della Regione Toscana;

siamo convinti che il futuro del Mugello sia nell’agricoltura sostenibile, nelle produzioni di eccellenza, nella natura e nel turismo. Vogliamo che le nostre montagne restino presidiate e abitate.

Per questo chiediamo che siano applicate con rigore le norme esistenti e sia negata l’autorizzazione a questo impianto che ha tutte le caratteristiche solo di un grande affare a danno di ambiente e cittadini.

L’appuntamento è sabato 29 maggio alle ore 16,30 in piazza a Vicchio.

Italia Nostra Firenze
Club Alpino Italiano – Regione Toscana
Associazione Dicomanocheverrà 
Associazione MugelloinMovimento 
Comitato per la tutela del crinale mugellano 
Rete della Resistenza sui Crinali

giovedì 6 maggio 2021

Eolico di Villore-Corella, intervista a orologeria. Italia Nostra condivide l’articolo scritto ieri 5 maggio da Leonardo Romagnoli

 

Si riunisce oggi la conferenza dei servizi sul progetto eolico di Villore e guarda caso sulle pagine provinciali della “Nazione” compare un'intervista a Edoardo Zanchini vice presidente nazionale di Legambiente, un vero pasdaran dell'eolico, che ha avuto il coraggio di scrivere che le grandi pale in futuro saranno viste come le cattedrali gotiche del nostro tempo. Una sciocchezza colossale che non fa bene neppure a chi è favorevole a questi impianti. 

Legambiente aveva già in fase di istruttoria manifestato il proprio favore per questo intervento di AGSM con le solite argomentazioni riprese anche da Zanchini, “nessuno ha da guadagnare fermando ogni progetto: ci ritroveremmo in pochi decenni in un mondo sempre più invivibile per l'impatto dei cambiamenti climatici”. Insomma le 8 pale di Villore-Corella salveranno l'umanità dal disastro ambientale. 

Il futuro dell'umanità dipende dall'energia eolica del crinale mugellano? Messa così si cerca di far passare chi si oppone a questo scempio ambientale come un egoista criminale quando invece è esattamente il contrario. Zanchini dice le solite sciocchezze sul “valore aggiunto che l'intervento può portare, di creazione di sentieri e valorizzazione del territorio a fini turistici, e si è parlato anche di banda larga e azionariato popolare”, che sono le cose che dice AGSM. 

Invece si avrà l'effetto esattamente opposto visto che il crinale sarà trasformato in un'area industriale che avrà una classificazione per il rumore come un aeroporto che non sarà certo un'attrazione per il turismo lento dei crinali su sentieri che esistono già. 

La VIA, lo ripeto, deve valutare l'impatto ambientale dell'opera sul territorio e questo progetto è insostenibile sia in fase di costruzione che di gestione. Verrà distrutta una montagna per produrre una modesta quantità di energia in un luogo che le mappe dello stesso GSE indicano non certo tra le più idonee per impianti eolici. 

Provate ad andare su youtube e cercate i video sul trasporto delle pale eoliche delle dimensioni di quelle che verranno installate a Villore e vi renderete conto che per far transitare questi mezzi in una strada come quella di Corella saranno necessari raggi di curvatura che comporteranno la distruzione di decine di ettari di bosco e di castagneti, in un'area già con criticità di tipo geologico. 

Così come saranno necessari interventi perfino sulla viabilità statale per addirizzare curve e tratti problematici. Sul crinale saranno necessarie colate di migliaia di metri cubi di cemento con cantieri grandi quando qualche decina di campi di calcio. 

Ma allora perché Legambiente mette la faccia in un progetto così discutibile dal punto di vista ambientale ed energetico? Lontano da infrastrutture energetiche e viarie, come invece chiederebbe la norma regionale? Perché lo studio di impatto ambientale (SIA) per conto di Agsm l'ha fatto Ambiente Italia una società che è una filiazione di Legambiente. 

In casi come questi si parla di conflitto di interessi o comunque di un giudizio condizionato da un “pre-giudizio”. Il paesaggio e una delle grandi risorse che hanno contraddistinto l’immagine dell’Italia nel mondo, costituendo una parte fondamentale di quel “capitale” su cui si fondano le possibilità di sviluppo del paese. 

Esso non rappresenta più solo un fenomeno estetico-culturale, isolato dal contesto socioeconomico, ma si configura piuttosto come un nuovo paradigma di riferimento per la definizione di un modello di sviluppo adeguato a rispondere ai cambiamenti globali che interessano la società contemporanea, rappresentando il risultato dell’integrazione, nello spazio e nel tempo, di processi, economici, ambientali e sociali (Mauro Agnoletti, Andrea Carandini). 

Leonardo Romagnoli


FONTE ITALIA NOSTRA: https://italianostrafirenze.wordpress.com/2021/05/06/eolico-di-villore-corella-intervista-a-orologeria-italia-nostra-condivide-larticolo-scritto-ieri-5-maggio-da-leonardo-romagnoli/

martedì 4 maggio 2021

Monte Giogo di Villore: che succede?

 

Il crinale appenninico del Giogo di Villore visto dal Belvedere della Capanna del Partigiano presso il Monte Lavane a 1207 mslm

Tra un pugno di ore, il 5 di Maggio, si terrà la sessione (in remoto) della Conferenza dei Servizi della Regione Toscana che dovrà decidere sull’autorizzazione alla costruzione dell’impianto eolico industriale sul crinale di Villore.

E’ forse l’ultima occasione di porre pubblicamente alcuni interrogativi che ci inquietano non poco, e rendono più difficile fare il punto della situazione. Perche? 

Perché ultimamente, in Mugello e Valdisieve, si vedono cose di cui non ci si riesce a fare una ragione.
La Conferenza dei Servizi che deve decidere sul progetto di impianto eolico “Monte Giogo di Villore”, presentato da AGSM Verona Spa, e decidere quindi il destino del nostro territorio e della nostra comunità, era convocata martedì 20 aprile scorso. Ma è stata rinviata, più o meno all'ultimo momento.

Certo, può accadere. Nel frattempo la cronaca non ci ha certo annoiati, e non solo a livello locale. Ma già ci era poco chiaro il motivo per cui, dal Veneto, si vengono a investire decine di milioni di euro sul vento della Toscana. Anche perché, dal sito del GSE, più precisamente da qui:
https://www.gse.it/dati-e-scenari/statistiche risulta che, nel Veneto la media delle ore di funzionamento degli impianti eolici è più alta che in Toscana, dove però la produzione eolica, già oggi, è tredici volte superiore. In altre parole: gli impianti eolici nel Veneto, pur non avendo ancora infestato i crinali, sono più produttivi, ma se ne installano meno, al punto che lassù il vento è 13 volte meno sfruttato. 

Allora, con tutte le praterie eoliche che dice di voler sfruttare, cosa spinge una municipalizzata del Veneto ad andarle a cercare in un territorio diverso dal proprio? Perché non comincia da un luogo dove le praterie eoliche ancora da conquistare sono molte di più, e anche più fertili?
Cosa spinge un'azienda, che vanta così tanta esperienza nel settore, a presentare un progetto, appunto lontano da “casa” propria, con tutta questa fretta, al punto di farsi prescrivere la presentazione di montagne di integrazioni, che poi neppure presenta (oppure ne presenta in piccola parte, o a tempo scaduto)?
Davvero AGSM voleva portare in dote l'approvazione del progetto nel matrimonio con il gigante A2A? Il matrimonio, ormai, è andato a monte... E intanto il progetto va avanti.

Nell'apprendere del rinvio dell'incontro di Conferenza dei Servizi, abbiamo visto un link di “Documentazione volontaria AGSM” in cui gli uffici della Regione hanno caricato un file denominato “REL_Monitoraggio Avifauna Chirotterofauna 2020 e stimaimpatti”. Protocollato il 16 aprile 2021. E' accaduto cioè che, a supporto della presunta validità del progetto, è stato presentato un elaborato di integrazione: ma il termine per presentare le integrazioni era scaduto da un mese e mezzo

Che succede? 

Limitiamoci a ciò che possiamo ricostruire da questa ulteriore e sorprendente vicenda. Ricapitoliamo, cioè.

Durante la bella stagione del 2019 erano stati segnalati avifaunisti in azione sul crinale di Villore e Dicomano. E già da alcuni anni erano in corso i rilievi di ventosità: l'intenzione di tirar su tante “belle” pale eoliche era quindi evidente, al punto che vennero cambiati più anemometri, visto che si rompevano: qualcuno si era anche spezzato con il ghiaccio.
Nel dicembre del 2019, AGSM deposita in Regione Toscana il progetto (ndr immagine in calce) dell'impianto, con allegato lo Studio di Impatto Ambientale. Nel marzo 2020 tutta la documentazione viene messa all'attenzione del pubblico e degli Enti. Presto ne emergono diverse lacune e stranezze. Non torniamoci sopra.
In aprile 2020, cioè a consultazioni pubbliche già aperte, uno studio della provincia di Milano (“Progetto-Natura”) inizia il “monitoraggio ante operam sull’avifauna e la chirotterofauna”.
Primo problema: a cosa erano serviti gli avifaunisti incrociati sul crinale l'anno precedente? Effettivamente, sul S.I.A allegato al progetto che era stato presentato nel dicembre del 2019, si sono poi trovate alcune argomentazioni che riguardano gli uccelli e (poco o niente) i chirotteri, cioè i pipistrelli. AGSM sapeva già quelle argomentazioni che non erano sufficienti? Perché allora, per depositare il progetto, non ha atteso gli esiti di rilievi faunistici adeguati?

AGSM, che vanta di avere installato con "successo” già diversi impianti sul territorio della Toscana, non sapeva forse sin da principio quali sono i criteri di monitoraggio richiesti dalla Regione? Non ne conosceva le Linee Guida?

Altro problema: quando il suddetto studio di Milano inizia i rilievi (nell'aprile 2020, appunto), il Settore Tutela della Natura e del Mare della Regione Toscana non ha ancora rilasciato il suo parere (protocollato il 25 maggio) con massiccia richiesta di integrazioni, e il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi neppure ha iniziato a redigere il suo contributo. Siccome ci risulta con certezza che i tecnici incaricati dal Parco Nazionale non si siano mossi prima della primavera del 2020, sorge una domanda: i rilevatori dello studio di Milano iniziano quindi a lavorare alla cieca, o già indovinano cosa diranno il Parco Nazionale e il Settore T.N.M. Della Regione Toscana?

Andiamo avanti.

A inizio luglio 2020, il Parco Nazionale invia in Regione la propria Valutazione di Incidenza Ambientale (negativa), relativa al sito Natura 2000 che ricade nel territorio toscano e che, in buona parte, è compreso nel perimetro del Parco Nazionale stesso.
A inizio agosto 2020 la Regione Toscana formalizza l'insieme delle richieste di integrazione. I rilievi dello studio di Milano, intanto, continuano: non si sa se correggendo il tiro in corso di svolgimento, cioè senza essere partiti da solidi criteri generale di rilievo, o se i criteri erano già stati elaborati in virtù di arti divinatorie.
A settembre 2020 AGSM chiede i 180 giorni di proroga per produrre la montagna di integrazioni che gli è stata richiesta: il termine per la loro presentazione slitta quindi ai primi di marzo del 2021.
Ma già a ottobre, pare il 22 o il 23, lo Studio Progetto-Natura termina i propri rilievi, e così può iniziare a redigere la propria relazione.

A fine dicembre 2020, con un anticipo di ben due mesi sulla scadenza, AGSM presenta le integrazioni: il progetto è sostanzialmente lo stesso, lo Studio di Impatto Ambientale poco più che ritoccato.
(E' già stato detto di quanti Enti abbiano scritto che continuava a mancare una gran parte di ciò che loro stessi avevano richiesto, ma quasi tutti dicono che va bene comunque, tutt'al più verrà un giorno in cui AGSM produrrà altre integrazioni. Non si sa quando ma, appunto, va bene così. Tutti contenti o quasi.)

Ma, nelle integrazioni presentate da AGSM a fine dicembre 2020, la relazione dello "Studio Progetto-Natura" semplicemente... non c'è. Perché? Non sono stati sufficienti due mesi per scriverla? E, anche se sì, dov'era il problema, diciamo noi? Ci sarebbe stato tempo fino ai primi del marzo 2021 per presentarla, con le altre integrazioni. Come mai, da parte di AGSM, questa fretta nel presentarle invece in anticipo, al punto di far mancare un documento così importante?

Alla fine, per una relazione avifaunistica di 78 pagine, di cui la metà fra tabelle, figure, salti-pagina, bibliografia, neppure sono bastati quattro mesi abbondanti. Il termine per le integrazioni è scaduto e lo Studio Progetto-Natura ha presentato il proprio documento (non con l'intestazione di AGSM) quasi sei mesi dopo la fine dei rilievi di campagna, un mese e mezzo dopo la scadenza. E la Regione Toscana lo ha protocollato. Forse non poteva fare altro. 

Però, a questo punto, quando ormai da otto mesi le consultazioni sono chiuse per i poveri mortali, dobbiamo farci l'ennesima domanda: che senso avrebbe presentare obiezioni o osservazioni riferite a documentazione giunta inspiegabilmente a tempo scaduto? E' quindi davvero consentito ad AGSM, e se sì fino a quando, o fino a quanto, di ignorare l'articolo 27bis (ndr - del D. Lgs. 152/2006), cioè quello a cui si dovrebbe attenere il Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale?

Dobbiamo rassegnarci a non avere risposte sulle pattumiere di crinale, su cui nessun Ente ha obiettato, o sui rischi di incendio che nessun Ente ha voluto affrontare? Sembra proprio che della fruizione lenta, del paesaggio toscano, delle foreste dell'Appennino, delle specie protette, dei torrenti che nascono dai serbatoi d'acqua del crinale, dell'acqua stessa, a questi Enti non gliene freghi un beato accidente, e che il crinale stesso sia destinato a diventare una chiassosa area industriale, neppure custodita, dove vetroresina e lubrificanti delle navicelle avranno tutto il tempo di innescare incendi nei felceti e nelle foreste di lassù. 

Tutto questo perché? Per chi?

Se proprio quest’energia verde da eolico industriale ci deve salvare, in tutta la Toscana deve farlo solo e quest’unico impianto, che servirà poco più di 20.000 utenze domestiche? 

Perché nessun altro progetto analogo è finora stato presentato in Regione, da anni? 

Come mai, con tutta l’urgenza che si grida da ogni parte?  E proprio sul crinale Mugellano, in una zona così piena di criticità?

Visti i dati del GSE, e visto il vento che (non) c'è, a che servono gli impianti eolici della Toscana e del suo Appennino? 

E, in ultimo: cosa c'è dietro, o sotto?

firmato da 
Angelica Valtancoli e Luca Vitali 
del "Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani"

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https://www.regione.toscana.it/-/procedimento-coordinato-e-provvedimento-unico

mercoledì 2 settembre 2020

Eolico a Villore-Corella: la Regione chiede molti chiarimenti. È un mezzo stop al progetto

 MUGELLO – “Si evidenzia fin da ora che da quanto emerge dal contributo tecnico istruttorio pervenuto da parte del Settore regionale competente, l’intervento non appare conforme agli indirizzi d’ambito, agli obiettivi e alle indicazioni relative alle Invarianti strutturali del PIT-PPR vigente e appare in netto contrasto con il progetto di fruizione lenta del paesaggio, creando una cesura nell’ecosistema e nel carattere dei percorsi presenti e della vocazione del territorio, oltre al probabile contrasto con le prescrizioni indicate nella disciplina delle aree di notevole interesse pubblico nella componente relativa alla visibilità da dette aree tutelate”.

Rendering di Corella

Parole pesanti, quelle scritte nella richiesta di integrazioni e chiarimenti dalla Regione Toscana, e indirizzata All’AGSM di Verona, la società pubblica che ha proposto di alzare sul crinale del Giogo di Villore e Corella, tra Vicchio e Dicomano, otto enormi areogeneratori: Una lettera inviata dalla responsabile del settore “Valutazione impatto ambientale Opere pubbliche di interesse strategico regionale”, arch. Carla Chiodini.

Quindici pagine di osservazioni e richieste, inviate per conoscenza anche a un lunghissimo elenco di enti e società, oltre 40, a dimostrazione della complessità del progetto e di quanti soggetti dovranno essere, eventualmente, messi d’accordo. La richiesta di integrazioni, che certo non blocca il progetto, ma pone davanti ai proponenti nuove e importanti difficoltà, è molto esigente, e spazia su numerosi aspetti.

Intanto, “preliminarmente, si chiede al proponente di dare conto del rispetto delle indicazioni contenute nelle Linee guida per le valutazioni di impatto degli impianti eolici della Regione Toscana del 2012, rispetto ad ogni singolo capitolo, ovvero di indicare le motivazioni per cui il proponente ha ritenuto di discostarsene”.

Poi si chiede “di integrare l’analisi delle alternative condotta nello Studio di Impatto Ambientale (SIA), prendendo in esame anche le alternative di localizzazione e di layout delle torri eoliche considerate e la cosiddetta “alternativa zero”, con l’indicazione delle ragioni principali alla base dell’opzione scelta e prendendo in considerazione anche i relativi impatti ambientali”, e di “chiarire se ha preso in considerazione anche l’alternativa del trasporto aereo degli aerogeneratori, oltre alle alternative già riportate nel SIA relative alla viabilità di accesso al sito”.

Le richieste sono numerose e molto dettagliate: si chiede degli alberi da tagliare e ripiantumare, si chiede un monitoraggio -preventivo e anche post-operam su uccelli -compreso il gufo reale-,  sui pipistrelli, su anfibi e rettili, si chiedono risposte alle criticità segnalate in merito alla pericolosità geomorfologica per le opere di viabilità previste, si chiedono garanzie per la tutela delle condotte del metanodotto, e numerose altre integrazioni ed elementi di dettaglio.

Ma soprattutto “si evidenzia fin da ora che da quanto emerge dal contributo tecnico istruttorio pervenuto da parte del Settore regionale competente, l’intervento non appare conforme agli indirizzi d’ambito, agli obiettivi e alle indicazioni relative alle Invarianti strutturali del PIT-PPR vigente e appare in netto contrasto con il progetto di fruizione lenta del paesaggio, creando una cesura nell’ecosistema e nel carattere dei percorsi presenti e della vocazione del territorio, oltre al probabile contrasto con le prescrizioni indicate nella disciplina delle aree di notevole interesse pubblico nella componente relativa alla visibilità da dette aree tutelate. Questo dato rappresenterebbe peraltro un criterio di esclusione alla localizzazione degli impianti indicato al punto 2.18 dell’Allegato 1b del PIT-PPR (Norme comuni energie rinnovabili impianti eolici – Aree non idonee e prescrizioni per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio). Se ne richiama il contenuto: aree di valore estetico percettivo la cui immagine è storicizzata ricadenti all’interno di coni e bacini visivi non sono ammessi impianti eolici.

Dopo questa premessa tranciante si richiede un approfondimento nel merito di:

  • soluzioni che rispettino la morfologia naturale del suolo e che non ne prevedano modificazioni significative con opere di movimento terra, ad esclusione di soluzioni che mitighino l’aspetto percettivo e comunque da valutare caso per caso, in quanto per alcune piazzole si effettueranno sensibili modifiche morfologiche del crinale e del versante che appaiono non compatibili con il PITPPR;
  • localizzazioni che limitino gli interventi di alterazione del patrimonio boschivo ,visto che dalla documentazione depositata si apprende che le aree boscate non saranno ripristinate, ma come opera di mitigazione finale, sono previsti solo rinverdimenti erbosi per scarpate e soprassuolo di aree esterne ai percorsi e alle piazzole recintate. L’approfondimento dovrà riguardare anche la verifica dell’interessamento dei boschi planiziali, come individuati in istruttoria;
  • in ambiti collinari e montuosi la disposizione degli aerogeneratori dovrà salvaguardare la permanenza delle visuali di interesse panoramico, gli scenari, i coni, i bersagli visivi e le linee di crinale e ne dovrà essere limitata la visibilità dalle principali vie di comunicazione; a tale proposito si ritengono necessarie nuove fotosimulazioni da più punti di vista e con dei punti di visuale individuati nelle aree vincolate.

Si chiede anche al proponente di analizzare quali siano le ricadute socio-economiche sulle attività presenti nella zona e sul turismo legate alla realizzazione del progetto, sia in fase di cantiere, sia in fase di esercizio;

Si dovranno poi dare risposte alle osservazioni della Sovrintendenza Paesaggio e Beni culturali, ma anche alle commissioni Paesaggio dei Comuni di Vicchio, Dicomano, Rufina, San Godenzo, così come a quelle dell’Unione montana dei Comuni del Mugello e dei Couni Valdarno e Valdisieve, dell’Autorità di Bacino distrettuale.

La lettera della Regione così termina: “Si ricorda che è facoltà del Proponente, su richiesta motivata, richiedere la sospensione dei termini per la presentazione della documentazione integrativa per un periodo non superiore a 180 giorni. Si avvisa che, qualora il Proponente non ottemperi alla richiesta di integrazioni e di chiarimenti entro il termine perentorio stabilito, non si procederà all’ulteriore corso della valutazione ed il procedimento in esame verrà archiviato”.

E una cosa è certa: i tempi nell’esame del progetto si allungheranno. Almeno di sei mesi.

FONTE ARTICOLO: https://www.ilfilo.net/eolico-a-villore-corella-la-regione-chiede-molti-chiarimenti-e-un-mezzo-stop-al-progetto/?fbclid=IwAR31Zcn9gFmN9ooJC7n1FI7ns24Z6jmlEgBCcv3ZiXsu7md6X9KaDTc-W24

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Un'estrapolazione delle Osservazioni che abbiamo presentato come Associazione Valdisieve e Associazione "Vivere in Valdisieve" (che trovate QUI nella versione integrale):