Associazione Ambientalista a carattere volontario ed apartitica, che si configura quale associazione di fatto. Essa non ha alcuna finalità di lucro. L’area di svolgimento delle attività dell’Associazione è delimitata ai comuni della Valdisieve.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

lunedì 16 settembre 2013

Rassegna Stampa NO INCENERITORI


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IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto 
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2013-09-13
PANORAMA POLITICO

Inceneritore, comitati contro i 5 Stelle

 #Arpat ha effettuto uno studio sulle emissioni di diossina dell’inceneritore di Scarlino. «Per gli impianti di incenerimento – dicono – i limiti tecnologici sono assai restrittivi ed in genere più restrittivi di quelli fissati per altre attività industriali. Ciò fa sì che l'effetto delle emissioni sulle matrici ambientali sia assai limitato ed influenzi in modo minimo lo stato ambientale preesistente ed in particolare la qualità dell'aria». Arpat chiarisce che «L'impianto deve funzionare correttamente e deve rispettare i limiti tecnologici assegnati. «La stima della quantità totale di diossine emesse dal momento della riapertura (11 dicembre 2012) alla chiusura dell'impianto per il superamento dei limiti (24 maggio 2013) risulta al massimo pari a 0,173 g TE (tossicità equivalente)». «Questo, nel caso peggiore, può avere portato ad emettere nell'ambiente in sei mesi una quantità di diossina pari a quella corrispondente a circa un anno di funzionamento dell'impianto, secondo i limiti prescritti». Arpat esamina i dati nel dettaglio e stabilisce che «non vi possono essere stati effetti acuti a breve termine. Le quantità di diossine emesse, anche nell'ipotesi più cautelativa, sono state comunque una piccola frazione della quantità di inquinante che l'impianto è autorizzato ad emettere nell'arco della sua vita utile e non è quindi pensabile che ad oggi possano esservi stati effetti di accumulo negativi».
FOLLONICA È scontro fra i comitati per il No all’inceneritore e il Movimento 5 Stelle. Alcuni “grillini”, fra l’altro, hanno tentato di interrompere il convegno organizzato qualche giorno fa. Ecco che Roberto Barocci, ormai da più di dieci anni in prima fila in questa battaglia, scrive loro una dura lettera. «Parma come Follonica, ma usare due pesi e due misure è da vecchia e logora politica. I condizionamenti che hanno subito le amministrazioni di Parma e di Follonica hanno molti punti in comune. Conoscendoli, quando il sindaco M5S di Parma, Pizzarotti, è stato di recente contestato in pubblico per non aver mantenuto le sue promesse elettorali, ho scritto che quelle contestazioni erano ingiuste e strumentali. Vero è che la promessa, non mantenuta, circa la chiusura dell'inceneritore di Parma, ha spostato sul suo nome al ballottaggio quella quota di voti determinante, ma: 1) Pizzarotti si era opposto davanti al Tar (come il sindaco di Follonica) con i migliori avvocati disponibili, che costano caro; 2) il soggetto privato che gestisce quell'inceneritore di Parma ha in mano un contratto, precedentemente firmato dall'Ato rifiuti, soggetto provinciale (esattamente come il soggetto privato che gestisce il Cdr alle Strillaie, che solo con una compensazione di flussi in entrata di organico in ambito provinciale e regionale, potrebbe accettare la riconversione e non chiedere i danni economici agli amministratori per il mancato rispetto del contratto) e i soldi non ci sono né a Parma, né a Follonica; 3) Pizzarotti, come la Baldi, si scontra contro una volontà inceneritorista degli amministratori provinciali (solo i 5 Stelle di Follonica non se ne sono ancora accorti); 4) Pizzarotti si è affidato al migliore tecnico disponibile in Italia in materia di incenerimento, il prof. Paolo Rabitti (come la Baldi); 5) Pizzarotti ha affidato ad un tecnico di valore una proposta alternativa sulla differenziata e contro l'incenerimento (come la Baldi). Per questi motivi ho difeso Pizzarotti. Perché bisogna valutare i contenuti concreti e non si possono usare due pesi e due misure. Solo i carrieristi della politica di ieri e di oggi o gli ignoranti possono fare altrimenti. E il tentativo di interrompere il nostro convegno da parte di (pochi) militanti 5 Stelle di Follonica è stato vergognoso e scandaloso. Se vogliono lo scontro in pubblico lo avranno. Agli amici 5 Stelle della provincia dico: prendete posizione su quanto avvenuto, perché si deve rispondere alla doppiezza, ai due pesi e alle due misure, che è indice di disonestà culturale e di opportunismo. Il Comitato per il No a Follonica ha una storia di quindici anni di lotte e ha saputo in quella realtà spostare forze ben organizzate; ha organizzato manifestazioni, cortei, serrate di negozi e tanto altro. Ma in tutti questi anni, in cui ci sono stati anche scontri e divisioni al nostro interno, non si è mai vista tanta disonestà intellettuale».
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2013-09-12
PANORAMA POLITICO

«La Toscana abolisca gli inceneritori dal ciclo regionale della spazzatura»

 #IL SINDACO di Follonica Eleonora Baldi lancia un appello ai colleghi di tutta la Toscana: «Chiediamo al governatore Enrico Rossi di abolire gli inceneritori dal ciclo dei rifiuti regionale». Una sfida lanciata in occasione dell’incontro-dibattito «La via alternativa alla discarica e all’incenerimento» organizzato alla sala Tirreno di Follonica dal Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino e dal Comitato di zona Rete Toscana per la legge d’iniziativa popolare Rifiuti Zero. Alla discussione hanno preso parte esperti del settore, ambientalisti e cittadini sensibili al tema che riguarda in primo luogo Follonica e Scarlino, dove è in funzione l’inceneritore (privato) di Scarlino Energia. «Avevamo annunciato di voler proporre alternative concrete alla pratica dell’incenerimento e abbiamo mantenuto la promessa — ha detto il presidente del Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino, Mario Monciatti — : abbiamo cercato esempi già attuati in altre realtà non lontane dalla nostra, come quella di Capannori». Tra i relatori del convegno c’è anche chi ha illustrato un vero e proprio piano virtuoso per la provincia di Grosseto per sostituire quello in atto che dà un ruolo di spicco alle Strillaie dove viene prodotto il combustibile da rifiuti che alimenta gli inceneritori. «La mia proposta — spiega il consigliere comunale follonichese Maria Elisabetta Sabatini (Pd) — è quella di rimodulare le Strillaie facendone un impianto che tratta il materiale indifferenziato proveniente dalla raccolta differenziata spinta. Anche gli scarti potrebbero quindi essere recuperati, come già avviene in altri centri simili, per realizzare materiali per l’edilizia. In questo modo non ci sarebbe più motivo di produrre combustibile da rifiuti e anche gli inceneritori perderebbero senso. Una soluzione che consentirebbe anche di mantenere i posti di lavoro e, perché no, crearne altri. Certo, servirebbe tempo, ma è il modo giusto per iniziare».
UNA TEORIA che ha messo quasi tutti d’accordo ma che ha sollevato le proteste di un gruppo di rappresentanti dei 5 Stelle di Follonica, che ha fatto notare come l’amministrazione follonichese non sia estranea alla convenzione sulle Strillaie che regola il funzionamento dell’impianto. Ma il sindaco Baldi non bada alle proteste: «Chiederò al governatore della Toscana, Enrico Rossi, di abolire gli inceneritori dal ciclo dei rifiuti regionale».# 
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2013-09-12
PANORAMA POLITICO

«Mai più inceneritori» Il sindaco Baldi all’attacco

 #FOLLONICA Un ciclo che non prevede l'incenerimento. Le proposte arrivano da Follonica ma sta alla Provincia decidere. Hanno riunito esperti, politici e cittadini per spiegare che l'impianto di Scarlino e le Strillaie non sono l'unica soluzione possibile alla gestione dei rifiuti e hanno trovato il pieno appoggio dell'amministrazione follonichese. Il Comitato per il No all'inceneritore continua la sua battaglia e stavolta lo fa proponendo delle opzioni alternative spiegate in un convegno organizzato nella città del Golfo, oramai alleata dichiarata del gruppo, in via Bicocchi alla sala comunale Tirreno. “La via alternativa alla discarica e all'incenerimento” questo il nome dell'evento ha visto la presenza di un vasto pubblico anche perché a sorpresa ha partecipato anche lo statunitense Paul Connet uno dei massimi esponenti al mondo della teorie Rifiuti Zero. Le idee del professore sono simili a quelle che il governo del Golfo proporrà alla Provincia di Grosseto per il riutilizzo sia delle Strillaie che dell'impianto di incenerimento di Scarlino. Il consigliere comunale Pd Maria Elisabetta Sabatini ha spiegato che l'idea dell'amministrazione sarebbe quella di rimodulare le Strillaie trasformandolo in un impianto che tratta i rifiuti indifferenziati, gli ultimi scarti della raccolta porta a porta che in questo caso dovrebbe essere estesa chiaramente a tutte le zone del grossetano. Anche gli scarti quindi potrebbero essere recuperati creando con essi materiale utile all'edilizia. «Se il mio suggerimento sarà accolto – ha spiegato Sabatini – non ci sarà più bisogno di produrre combustibile da rifiuti e non servirebbero più neppure gli inceneritori». Il consigliere del Pd ha risposto anche a chi spesso e volentieri ha fatto presente che con la chiusura eventuale di un impianto come quello di Scarlino per esempio verrebbero meno molti posti di lavoro, oggi come oggi fondamentali, data la carenza di occupazione. I dipendenti attuali potrebbero essere impiegati nell'impianto delle Strillaie e se davvero la proposta andasse in porto allora ne servirebbero anche altri addetti poi alla separazione dei materiali o al potenziamento della raccolta. In sala erano presenti anche dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle: proprio loro nel momento in cui Sabatini ha elencato il suo piano hanno espresso non poche perplessità facendo presente al consigliere come nella convenzione che regola le Strillaie sia presente lo stesso Comune di Follonica. Il sindaco Eleonora Baldi ha risposto con un'altra idea ancora più incisiva: il primo cittadino chiederà ai colleghi toscani di firmare una petizione per chiedere al presidente della Regione Toscana di togliere definitivamente gli inceneritori dal ciclo dei rifiuti regionali. «Avevamo annunciato che la nostra battaglia non si sarebbe fermata con la protesta ma che avremmo fatto proposte reali e applicabili – ha spiegato Mario Monciatti presidente del comitato – oggi siamo qui per questo: ci sono esempi di quello che sosteniamo anche vicino a noi, mi riferisco a Capannori».# 
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